Concilio di Trento: storia, protagonisti e conclusioni

Concilio di Trento: storia, protagonisti e conclusioni A cura di Elisabetta Graziani.

Concilio di Trento e Controriforma. Quando si è svolto il Concilio, qual era lo scopo e quali sono state le conclusioni

1Introduzione al Concilio di Trento

Il Concilio che si tenne a Trento dal 1545 al 1563 avrebbe dovuto mettere fine alla frattura tra Cattolici e Protestanti, ma si risolse in una serie di rigide affermazioni con cui si sconfessarono le teorie di Lutero.
Dal Concilio di Trento presero forma la riforma della Chiesa cattolica e la Controriforma.

2Le premesse del Concilio di Trento

Quali sono le premesse al Concilio di Trento? Dopo la Riforma protestante, iniziata nel 1517 in Germania e continuata in tutta Europa, nel mondo cattolico si fece forte l'esigenza di un rinnovamento. Da questa esigenza presero corpo la Riforma cattolica, tesa a eliminare i mali della Chiesa di Roma, e la Controriforma il cui obiettivo era reagire alla teoria protestante.   

Fu papa Paolo III a inaugurare il rinnovamento della Chiesa romana con provvedimenti come la nomina di nuovi cardinali sensibili alle necessità di riforma e la creazione di un consiglio cardinalizio incaricato di individuare i mali della Chiesa. Il consiglio creò nel 1536 un progetto chiamato Consilium de emendanda ecclesia nel quale si proponevano cambiamenti nelle istituzioni ecclesiastiche e nei costumi del clero come:   

  • La riforma della curia
  • L'obbligo di risiedere nella parrocchia per i parroci
  • Il rafforzamento del potere dei vescovi
  • Interventi contro l'immoralità dei preti

Ai progetti di riforma si affiancò la necessità di plasmare organismi di controllo che non permettessero la diffusione di idee pericolose. Nel 1542 il papa creò il Sant'Uffizio, una congregazione di cardinali con cui si concentrarono a Roma tutti i processi per combattere il dissenso religioso.  

Martin Lutero in un'opera di Lucas Carnach (1529)
Martin Lutero in un'opera di Lucas Carnach (1529) — Fonte: ansa

I provvedimenti di Paolo III non furono sufficienti: da tempo tutta la cristianità chiedeva di convocare un concilio per ricomporre la frattura tra Cattolici e Protestanti e per riformare ciò che non andava.
Nel 1517 Martin Lutero fu il primo a chiedere, nel pieno dell'opera di riforma, un concilio che risolvesse il contrasto con il Papa. La sua richiesta fu sostenuta dai Cattolici più sensibili all'idea di rinnovamento e dall'imperatore Carlo V, che nel concilio vedeva uno strumento per migliorare la Chiesa, ma anche per aumentare il potere imperiale.    

Il papa, che temeva di essere messo sul banco degli imputati dai delegati luterani e che Carlo V divenisse più potente, non poté più rimandare e nel 1545 convocò a Trento, città consigliata dall'imperatore perché vicina ai suoi territori, un concilio ecumenico, una riunione di tutti i vescovi cattolici del mondo: il Concilio di Trento suscitò grandi speranze nella cristianità.   

3Il Concilio di Trento

Il Concilio di Trento si svolse dal 1545 al 1563 tra Trento e Bologna, dove venne trasferito dal 1547 al 1549 per evitare la peste nel Nord Italia e per sottrarsi alle ingerenze dell'imperatore, prima di tornare a Trento nel 1552.   

Iniziato da papa Paolo III fu continuato da Giulio III (dal 1551 al 1555), Marcello II (aprile-maggio 1255) e da papa Paolo IV, che concluse nel 1563 i lavori.   

Il Concilio di Trento venne interrotto dal 1552 al 1555 a causa delle guerre tra Impero e principi protestanti.   

Nel 1545, all'inizio del Concilio di Trento, fu necessario decidere se affrontare prima i problemi connessi alla correzione degli abusi della Chiesa, come richiesto da chi voleva andare incontro ai Protestanti, o se dare precedenza alle questioni dottrinali, cosa che Carlo V voleva rimandare finché non fosse riuscito a convincere i principi tedeschi luterani a inviare a Trento i loro rappresentanti.
L'assemblea tridentina, fedele al papa che ne guidava i lavori attraverso i delegati pontifici, stabilì che le due questioni dovessero essere affrontate insieme.

Subito venne condannata la tesi di Lutero della giustificazione per sola fede: si stabilì che l'uomo ottiene la salvezza per l'intervento di Dio, ma anche per le opere buone compiute.
Questa presa di posizione mise fine a ogni possibilità di dialogo con i Protestanti e il Concilio di Trento, che doveva "riconciliare" Cattolici e Protestanti, finì per avviare un'opera di definizione della dottrina cattolica nonostante la presenza dal 1552 di delegati protestanti.   

I documenti dogmantici approvati al Concilio di Trento, definiti canoni, stabilirono ferrei confini con le tesi protestanti, mentre i documenti sulla disciplina ecclesiastica cercarono di porre rimedio ai problemi del clero.   

Oltre all'importanza delle opere a livello dottrinale e disciplinare:   

  • Per smentire la tesi luterana che dava importanza all'interpretazione personale della Bibbia, si stabilì che la rivelazione divina non fosse contenuta solo nelle Sacre Scritture, ma anche nell'interpretazione che ne facevano il clero e il papa
  • Per contrastare Lutero che riconosceva solo due sacramenti, battesimo ed eucarestia, si riaffermò che i sacramenti erano sette e che erano validi e trasmettevano la grazia perché conferiti dal clero
  • Per ovviare alla pratica del clero di riscuotere i redditi dei loro benefici pur risiedendo altrove e senza adempiere ai loro doveri, si decise che i vescovi e i parroci avessero l'obbligo di residenza nelle loro diocesi e parrocchie
  • Per risolvere il problema dell'ignoranza e amoralità, si decretò che il clero dovesse ricevere una preparazione attraverso scuole specifiche, i seminari, e che fosse tenuto a essere un modello di moralità e a educare il popolo.

Nel 1559 Papa Paolo IV creò e fece pubblicare un elenco dei libri proibiti, l'Indice, per controllare la diffusione delle idee pericolose.
Nel 1563 il Concilio di Trento terminò in modo frettoloso.   

Tra 1564 e 1565 il papa approvò una professione di fede tridentina, che sintetizzava le conclusioni del Concilio di Trento e che andava pronunciata in tutte le occasioni possibili, e la redazione di un Catechismo, un manuale da dare ai parroci per aiutarli a svolgere la funzione di guida per il popolo. 

Una volta ratificate le decisioni del Concilio di Trento, i papi si incaricarono di interpretarle e di attuarle: l'Europa cattolica entrava nell'Età della Controriforma.

4Dopo il Concilio di Trento: rafforzamento del potere papale

L'autorità del papa sulla Chiesa uscì consolidata dal Concilio di Trento e i papi ne approfittarono per rafforzarsi ancora di più.
Sul piano istituzionale, si affermò un modello di potere fortemente accentrato con il papa al vertice e impegnato nel pieno controllo della società. Il pontefice creò un apparato burocratico per governare l'intero mondo cattolico

  • La curia venne rafforzata
  • Il collegio cardinalizio fu trasformato in una serie di congregazioni, con poteri consultivi. La congregazione più famosa fu il Sant'Uffizio, che assisteva il papa nei processi sempre più frequenti di eresia
  • Una rete di rappresentanti diplomatici agì in tutte le regioni cattoliche d'Europa.

Per trovare il denaro necessario per finanziare i rappresentanti e l'esercito, i papi difesero i privilegi del clero ricorrendo alla scomunica o all'interdetto contro i re o i principi che cercavano di arrestare o far pagare tasse ai membri del corpo ecclesiastico.
I papi della Controriforma, in particolare Paolo IV (1559-1565) e Pio V (1566-1572), si sforzarono di avere una condotta morale severa e di offrire un esempio. 

Ritratto di Carlo Borromeo
Ritratto di Carlo Borromeo — Fonte: ansa

Tra le principali manifestazioni dello spirito della Controriforma vi fu la nascita dei nuovi Ordini religiosi, come i Cappuccini e i Gesuiti, fedeli al papa e preziosi come missionari e come educatori.
In generale si assistette a un completo controllo della Chiesa sulla società e sulla religiosità anche attraverso l'opera di vescovi molto abili come Carlo Borromeo.  

La riforma e la Controriforma volute dal Concilio di Trento portarono la Chiesa di Roma a controllare e plasmare ogni aspetto della vita sociale. In questo clima crebbe l'intolleranza di cui furono vittime le minoranze considerate una minaccia, come gli eretici e gli ebrei, ma anche gli intellettuali e le donne che fuoriuscivano dagli schemi imposti dalla società.