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Gli atenei riducono i corsi di laurea: è giusto?

Risposte: Sì, i corsi sono troppi, Sì, bisogna evitare gli sprechi, No, servono corsi specialistici, No, i tagli sono negativi, Non so

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Elena martedì, 26 maggio 2009

Ridiamo rispetto all' università

Mi mi sono stancata di queste lauree che non serveno a niente questa libertà di iscriversi all università da scuole non idonee come gli istituti tecnici e corsi di laurea che non servono a niente

n° 3
Marco mercoledì, 21 ottobre 2009

R: Ridiamo rispetto all' università

ciao. sui corsi di laurea che non servonio a niente sono d'accordo, ma sulle scuole superiori no! io mi sono diplomato in un istituto professionale alberghiero, e ora sto all'università. e se devo dirla tutta ho anche la media del 28. quindi non mi sembra il caso di dire certe assursità.

Maurizio martedì, 20 ottobre 2009

R: Ridiamo rispetto all' università

Io ho una maturità tecnica. sono dottore in ingegneria elettronica.
è da ignoranti permettersi di dire che gli istituti tecnici sono scuole mediocri.
ti dirò che ho fatto molta più matematica dei liceali, infatti all'uni ero uno dei
pochi che sapeva far convergere gli integrali di riemann.
quindi non fare di tutta l'erba un fascio, perchè ci sono dei licei che, credimi,
valgono molto ma molto meno di certi itis.
l'importante è aver voglia di fare, la vita non ti regala nulla.

X Elena mercoledì, 27 maggio 2009

Re: Ridiamo rispetto all' università

Giusto il titolo ma attenta a quello che dici perche spesso e volentieri è da ignoranti fare di tutta un'erba un fascio .

Ciao Claudio

> Mi mi sono stancata di queste lauree che non
> serveno a niente questa libertà di iscriversi all
> università da scuole non idonee come gli istituti
> tecnici e corsi di laurea che non servono a niente

adriano.dalgo mercoledì, 10 giugno 2009

Re: Ridiamo rispetto all' università

Io ridevo di uno che aveva fatto l'agraria (ero ad ing biomed). Ha faticato molto, alla fine era il riferimento per tutti noi. Flessibilità e voglia di fare. Colma molte lacune.

Andrew mercoledì, 20 maggio 2009

è ora di cambiare

è giusto tagliare! Ormai si vedono troppe piccole facoltà (di tutti i tipi) che attivano corsi inutili a volte con nomi bizzarri. Soluzione: tagliare, tagliare, tagliare!!!
Puntare su facoltà che veramente servono: ingegneria, chimica, matematica, economia, medicina! Bisogna razionalizzarle e puntare tutto su queste!
E disincentivare roba come: giurisprudenza, qualsiasi tipo di scienza sociale (formazione, comunicazione, turismo, ecc..): eliminare questi corsi con i relativi professori assistenti permetterebbe di risparmiare per finanziare le vere facoltà!

n° 2
Ota martedì, 26 maggio 2009

Re: è ora di cambiare

> E disincentivare roba come: giurisprudenza,
> qualsiasi tipo di scienza sociale (formazione,
> comunicazione, turismo, ecc..)

Ma sei fuori? Vuoi un'università che non crea insegnanti e professori? E' paradossale! Formazione ti sembra inutile? In italia siamo pieni di ospizi e centri per disabili etc. e tu vuoi eliminare gli educatori ???

raffaella mercoledì, 20 maggio 2009

Re: è ora di cambiare

> è giusto tagliare! Ormai si vedono troppe piccole
> facoltà (di tutti i tipi) che attivano corsi
> inutili a volte con nomi bizzarri. Soluzione:
> tagliare, tagliare, tagliare!!!
> Puntare su facoltà che veramente servono:
> ingegneria, chimica, matematica, economia,
> medicina! Bisogna razionalizzarle e puntare tutto
> su queste!
> E disincentivare roba come: giurisprudenza,
> qualsiasi tipo di scienza sociale (formazione,
> comunicazione, turismo, ecc..): eliminare questi
> corsi con i relativi professori assistenti
> permetterebbe di risparmiare per finanziare le vere
> facoltà!
>

CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!
• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!
TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)
PASSATEPAROLA!!!!!

rffaella mercoledì, 20 maggio 2009

Re: è ora di cambiare

> è giusto tagliare! Ormai si vedono troppe piccole
> facoltà (di tutti i tipi) che attivano corsi
> inutili a volte con nomi bizzarri. Soluzione:
> tagliare, tagliare, tagliare!!!
> Puntare su facoltà che veramente servono:
> ingegneria, chimica, matematica, economia,
> medicina! Bisogna razionalizzarle e puntare tutto
> su queste!
> E disincentivare roba come: giurisprudenza,
> qualsiasi tipo di scienza sociale (formazione,
> comunicazione, turismo, ecc..): eliminare questi
> corsi con i relativi professori assistenti
> permetterebbe di risparmiare per finanziare le vere
> facoltà!
>

CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
"La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe"
H.G. Wells
Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a
se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
riceverla.
Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
argomento con una qualche valenza di tipo economico.
Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo ,
p ubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.
Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni
- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
- Commissione II GIUSTIZIA
- Commissione III AFFARI ESTERI
- Commissione IV DIFESA
- Commissione VII CULTURA
- Commissione VIII AMBIENTE
- Commissione IX TRASPORTI
- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
- Commissione XI LAVORO
- Commissione XII AFFARI SOCIALI
- Commissione XIIIAGRICOLTURA
- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei
Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo
di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…
Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.
TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.
Riduzione di:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
- 190 milioni di euro per l’anno 2010
- 316 milioni di euro per l’anno 2011
- 417 milioni di euro per l’anno 2012
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università
di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi.
Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non
deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.
Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno
accademico.
Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per
meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata.
Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali,
garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far
affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di
eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.
Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.
Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.
La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla
redditività a livello economico!
TURN OVER (articolo 66)
La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che
si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.
Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
cinque pensionamenti o licenziamenti.
Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?
Riassumendo:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o
pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di
mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.
In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa
legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo
ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
questo viene approvato in parlamento.
L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi
rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico
crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché
probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.
Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
PUBBLICA
DALLA LEGGE 133/2008

marianna martedì, 19 maggio 2009

io vorrei capire quel 36%!!!

ma come si fa a dire che sia giusto tenere attivi tutti quei corsi di laurea che arrivano a un numero di iscritti irrisorio? come si fa a pensare che assemblare due corsi simili sia una cosa sbagliata??? ma ci rendiamo conto che esistono facoltà in cui un uguale insegnamento in più cdl (della stessa facoltà) è tenuto da più docenti??? e questi docenti chi li paga???? è un circolo vizioso ed è ora che questa storia finisca!!!! Basta sprechi!!!! Tagliamo dove è necessario!!!!!

n° 1
raffaella martedì, 19 maggio 2009

Re: io vorrei capire quel 36%!!!

> ma come si fa a dire che sia giusto tenere attivi
> tutti quei corsi di laurea che arrivano a un numero
> di iscritti irrisorio? come si fa a pensare che
> assemblare due corsi simili sia una cosa
> sbagliata??? ma ci rendiamo conto che esistono
> facoltà in cui un uguale insegnamento in più cdl
> (della stessa facoltà) è tenuto da più docenti??? e
> questi docenti chi li paga???? è un circolo vizioso
> ed è ora che questa storia finisca!!!! Basta
> sprechi!!!! Tagliamo dove è necessario!!!!!

CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!
• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!
TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)
PASSATEPAROLA!!!!!

raffaella martedì, 19 maggio 2009

Re: io vorrei capire quel 36%!!!

> ma come si fa a dire che sia giusto tenere attivi
> tutti quei corsi di laurea che arrivano a un numero
> di iscritti irrisorio? come si fa a pensare che
> assemblare due corsi simili sia una cosa
> sbagliata??? ma ci rendiamo conto che esistono
> facoltà in cui un uguale insegnamento in più cdl
> (della stessa facoltà) è tenuto da più docenti??? e
> questi docenti chi li paga???? è un circolo vizioso
> ed è ora che questa storia finisca!!!! Basta
> sprechi!!!! Tagliamo dove è necessario!!!!!

CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
"La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe"
H.G. Wells
Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a
se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
riceverla.
Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
argomento con una qualche valenza di tipo economico.
Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo ,
p ubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.
Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni
- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
- Commissione II GIUSTIZIA
- Commissione III AFFARI ESTERI
- Commissione IV DIFESA
- Commissione VII CULTURA
- Commissione VIII AMBIENTE
- Commissione IX TRASPORTI
- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
- Commissione XI LAVORO
- Commissione XII AFFARI SOCIALI
- Commissione XIIIAGRICOLTURA
- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei
Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo
di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…
Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.
TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.
Riduzione di:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
- 190 milioni di euro per l’anno 2010
- 316 milioni di euro per l’anno 2011
- 417 milioni di euro per l’anno 2012
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università
di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi.
Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non
deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.
Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno
accademico.
Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per
meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata.
Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali,
garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far
affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di
eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.
Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.
Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.
La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla
redditività a livello economico!
TURN OVER (articolo 66)
La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che
si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.
Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
cinque pensionamenti o licenziamenti.
Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?
Riassumendo:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o
pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di
mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.
In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa
legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo
ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
questo viene approvato in parlamento.
L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi
rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico
crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché
probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.
Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
PUBBLICA
DALLA LEGGE 133/2008

mattia martedì, 19 maggio 2009

Re a raffaella

>> ma come si fa a dire che sia giusto tenere attivi
>> tutti quei corsi di laurea che arrivano a un
>numero
>> di iscritti irrisorio? come si fa a pensare che
>> assemblare due corsi simili sia una cosa
>> sbagliata??? ma ci rendiamo conto che esistono
>> facoltà in cui un uguale insegnamento in più cdl
>> (della stessa facoltà) è tenuto da più docenti???
>e
>> questi docenti chi li paga???? è un circolo
>vizioso
>> ed è ora che questa storia finisca!!!! Basta
>> sprechi!!!! Tagliamo dove è necessario!!!!!
>
>CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
>PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
>"La storia umana diventa sempre di più una gara tra
>la cultura e la catastrofe"
>H.G. Wells
>Cercherò di essere il più breve e comprensivo
>possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
>molte cose di cui scrivere, sperando che tutti
>abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
>riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi
>ed informare quanta più gente possibile intorno a
>se, perché si tratta di salvare l’università, una
>cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
>riceverla.
>Più che una legge, è un enorme calderone
>all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
>argomento con una qualche valenza di tipo economico.
>Il testo della legge potete trovarla a questo
>indirizzo
>,
>p ubblicata sul sito web della Camera dei Deputati
>del Parlamento Italiano.
>Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa
>le seguenti commissioni
>- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
>- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
>- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
>- Commissione II GIUSTIZIA
>- Commissione III AFFARI ESTERI
>- Commissione IV DIFESA
>- Commissione VII CULTURA
>- Commissione VIII AMBIENTE
>- Commissione IX TRASPORTI
>- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
>- Commissione XI LAVORO
>- Commissione XII AFFARI SOCIALI
>- Commissione XIIIAGRICOLTURA
>- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
>- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI
>REGIONALI
>L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto
>inizio con la prima lettura alla Camera dei
>Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con
>l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
>Un mese di discussione, due o tre giorni per
>settimana, nel completo silenzio dei media nel
>periodo
>di minima attenzione dell’opinione pubblica, in
>vacanza, ferie…
>Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al
>riguardo dell’università pubblica.
>TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
>DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
>E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi
>destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
>finanziamento ordinario delle università) nella
>seguente maniera.
>Riduzione di:
>- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
>- 190 milioni di euro per l’anno 2010
>- 316 milioni di euro per l’anno 2011
>- 417 milioni di euro per l’anno 2012
>- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
>per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino
>al 2013.
>TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
>IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
>Per sopperire all’improvviso ammanco dei
>finanziamenti pubblici, lo stato consente alle
>università
>di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
>Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione
>pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
>universitarie di decidere l’entità delle tasse per
>gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
>diritto allo studio univesitario, tutelato dalla
>Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che
>recita:
>Art. 33.
>L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
>l'insegnamento.
>La Repubblica detta le norme generali
>sull'istruzione ed istituisce scuole statali per
>tutti gli ordini e
>gradi.
>Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno
>solare, il gettito delle tasse degli studenti non
>deve superare il 20% dell’importo del finanziamento
>ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
>pone un tetto massimo alle tasse che si possono far
>pagare ad uno studente.
>Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e
>vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
>qualunque cifra agli studenti, senza dover
>rispondere a nessun tetto prefissato.
>Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe
>essere uno standard per il prossimo anno
>accademico.
>Raggiungeremmo uno standard tipo college americano,
>dove o si vince una borsa di studio per
>meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter
>far fronte ad una richiesta economica di tale
>portata.
>Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è
>andati a ledere questo principio costituzionali,
>garantendo il diritto allo studio ed ad una
>formazione di qualità solamente a chi può far
>affidamento su una grande capacità economica,
>andando a ledere il principio costituzionale di
>eguaglianza e pari dignità tra i cittadini
>decretata dall’articolo 3
>Art. 3.
>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
>eguali davanti alla legge, senza distinzione di
>sesso, di razza, di lingua, di religione, di
>opinioni politiche, di condizioni personali e
>sociali.
>È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
>di ordine economico e sociale, che, limitando di
>fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
>impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
>l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
>all'organizzazione politica, economica e sociale del
>Paese.
>Al contempo assisteremo alla definitiva violazione
>dell’articolo 9, che recita
>Art. 9.
>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e
>la ricerca scientifica e tecnica
>vista la sostanziale impossibilità delle università
>di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
>tagli economici e di personale docente, di ricerca
>e tecnico – amministrativo subiti.
>Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i
>poteri economici.
>Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che
>li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
>avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla
>ricerca in tutti i vari settori universitari.
>La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive
>impartite dalle società finanziatrici, in base alla
>redditività a livello economico!
>TURN OVER (articolo 66)
>La stessa legge ha imposto una drastica riduzione
>del personale universitario alle facoltà stesse, che
>si trovano costrette improvvisamente a mandare
>obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
>requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte
>del proprio organico.
>Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni
>didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
>La legge 133 impone invece un turn over bloccato al
>20%, ovvero un nuovo assunto ogni
>cinque pensionamenti o licenziamenti.
>Come pensiamo di mantenere una didattica di buon
>livello in questa maniera?
>Riassumendo:
>- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i
>termini imposti dalla legge, licenziando o
>pensionando forzatamente
>- Si può procedere all’assunzione ogni 5
>pensionamenti e/o licenziamenti
>Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a
>personale docente, chiedendo ai ricercatori di
>mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la
>stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
>stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di
>ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
>Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe
>sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
>addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea
>meno frequentati o considerati di minor interesse.
>In questo rapido excursus informativo sono stati
>citati solamente i problemi più grossi a cui questa
>legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione
>il testo della legge, o informarsi con chi già lo
>ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli
>abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
>questo viene approvato in parlamento.
>L’università da pubblica diventerebbe un privilegio
>per i pochi che potrebbero permettersi
>rette universitarie altissime, mentre il livello
>qualitativo dell’insegnamento pubblico
>crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la
>soppressione di esami, nonché
>probabilmente anche di corsi di laurea meno
>frequentati o considerati “di minore rilievo”.
>Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed
>obbligando le università a svendersi a
>privati per sopravvivere, senza poi garantire un
>livello di istruzione accettabile.
>DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
>PUBBLICA
>DALLA LEGGE 133/2008

Smettila di spammare col copia e incolla...pecora

Marta mercoledì, 14 ottobre 2009

RE a: Mattia e Andrew

Sentite un po' Mattia dalla frangetta moscia in avatar e Andrew, perché non ci risparmiate dalla tristezza dei vostri commenti?? Andrew in base ai discorsi che fai suggerirei che le tue sono.. BRACCIA TOLTE ALL'AGRICOLTURA!! ma vai a zappare và.. e pure tu Mattia..

a noi mercoledì, 20 maggio 2009

Re: Re a raffaella

>>> ma come si fa a dire che sia giusto tenere attivi
>>> tutti quei corsi di laurea che arrivano a un
>>numero
>>> di iscritti irrisorio? come si fa a pensare che
>>> assemblare due corsi simili sia una cosa
>>> sbagliata??? ma ci rendiamo conto che esistono
>>> facoltà in cui un uguale insegnamento in più cdl
>>> (della stessa facoltà) è tenuto da più docenti???
>>e
>>> questi docenti chi li paga???? è un circolo
>>vizioso
>>> ed è ora che questa storia finisca!!!! Basta
>>> sprechi!!!! Tagliamo dove è necessario!!!!!
>>
>>CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
>>PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
>>"La storia umana diventa sempre di più una gara tra
>>la cultura e la catastrofe"
>>H.G. Wells
>>Cercherò di essere il più breve e comprensivo
>>possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
>>molte cose di cui scrivere, sperando che tutti
>>abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
>>riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi
>>ed informare quanta più gente possibile intorno a
>>se, perché si tratta di salvare l’università, una
>>cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
>>riceverla.
>>Più che una legge, è un enorme calderone
>>all’interno del quale è stato gettato di tutto,
>ogni
>>argomento con una qualche valenza di tipo
>economico.
>>Il testo della legge potete trovarla a questo
>>indirizzo
>>,
>>p ubblicata sul sito web della Camera dei Deputati
>>del Parlamento Italiano.
>>Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa
>>le seguenti commissioni
>>- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
>>- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
>>- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
>>- Commissione II GIUSTIZIA
>>- Commissione III AFFARI ESTERI
>>- Commissione IV DIFESA
>>- Commissione VII CULTURA
>>- Commissione VIII AMBIENTE
>>- Commissione IX TRASPORTI
>>- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
>>- Commissione XI LAVORO
>>- Commissione XII AFFARI SOCIALI
>>- Commissione XIIIAGRICOLTURA
>>- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
>>- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI
>>REGIONALI
>>L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto
>>inizio con la prima lettura alla Camera dei
>>Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con
>>l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al
>Senato.
>>Un mese di discussione, due o tre giorni per
>>settimana, nel completo silenzio dei media nel
>>periodo
>>di minima attenzione dell’opinione pubblica, in
>>vacanza, ferie…
>>Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al
>>riguardo dell’università pubblica.
>>TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
>>DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
>>E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi
>>destinati all’università pubblica (FFO - fondo per
>il
>>finanziamento ordinario delle università) nella
>>seguente maniera.
>>Riduzione di:
>>- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
>>- 190 milioni di euro per l’anno 2010
>>- 316 milioni di euro per l’anno 2011
>>- 417 milioni di euro per l’anno 2012
>>- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
>>per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino
>>al 2013.
>>TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
>>IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
>>Per sopperire all’improvviso ammanco dei
>>finanziamenti pubblici, lo stato consente alle
>>università
>>di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
>>Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione
>>pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
>>universitarie di decidere l’entità delle tasse per
>>gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
>>diritto allo studio univesitario, tutelato dalla
>>Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che
>>recita:
>>Art. 33.
>>L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
>>l'insegnamento.
>>La Repubblica detta le norme generali
>>sull'istruzione ed istituisce scuole statali per
>>tutti gli ordini e
>>gradi.
>>Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno
>>solare, il gettito delle tasse degli studenti non
>>deve superare il 20% dell’importo del finanziamento
>>ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
>>pone un tetto massimo alle tasse che si possono far
>>pagare ad uno studente.
>>Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e
>>vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
>>qualunque cifra agli studenti, senza dover
>>rispondere a nessun tetto prefissato.
>>Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe
>>essere uno standard per il prossimo anno
>>accademico.
>>Raggiungeremmo uno standard tipo college americano,
>>dove o si vince una borsa di studio per
>>meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter
>>far fronte ad una richiesta economica di tale
>>portata.
>>Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è
>>andati a ledere questo principio costituzionali,
>>garantendo il diritto allo studio ed ad una
>>formazione di qualità solamente a chi può far
>>affidamento su una grande capacità economica,
>>andando a ledere il principio costituzionale di
>>eguaglianza e pari dignità tra i cittadini
>>decretata dall’articolo 3
>>Art. 3.
>>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
>>eguali davanti alla legge, senza distinzione di
>>sesso, di razza, di lingua, di religione, di
>>opinioni politiche, di condizioni personali e
>>sociali.
>>È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
>>di ordine economico e sociale, che, limitando di
>>fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
>>impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
>>l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
>>all'organizzazione politica, economica e sociale
>del
>>Paese.
>>Al contempo assisteremo alla definitiva violazione
>>dell’articolo 9, che recita
>>Art. 9.
>>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e
>>la ricerca scientifica e tecnica
>>vista la sostanziale impossibilità delle università
>>di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
>>tagli economici e di personale docente, di ricerca
>>e tecnico – amministrativo subiti.
>>Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i
>>poteri economici.
>>Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che
>>li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
>>avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla
>>ricerca in tutti i vari settori universitari.
>>La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive
>>impartite dalle società finanziatrici, in base alla
>>redditività a livello economico!
>>TURN OVER (articolo 66)
>>La stessa legge ha imposto una drastica riduzione
>>del personale universitario alle facoltà stesse,
>che
>>si trovano costrette improvvisamente a mandare
>>obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
>>requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte
>>del proprio organico.
>>Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni
>>didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
>>La legge 133 impone invece un turn over bloccato al
>>20%, ovvero un nuovo assunto ogni
>>cinque pensionamenti o licenziamenti.
>>Come pensiamo di mantenere una didattica di buon
>>livello in questa maniera?
>>Riassumendo:
>>- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i
>>termini imposti dalla legge, licenziando o
>>pensionando forzatamente
>>- Si può procedere all’assunzione ogni 5
>>pensionamenti e/o licenziamenti
>>Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a
>>personale docente, chiedendo ai ricercatori di
>>mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la
>>stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
>>stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di
>>ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
>>Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe
>>sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
>>addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea
>>meno frequentati o considerati di minor interesse.
>>In questo rapido excursus informativo sono stati
>>citati solamente i problemi più grossi a cui questa
>>legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione
>>il testo della legge, o informarsi con chi già lo
>>ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli
>>abissi entro cui verrà gettata l’università se
>tutto
>>questo viene approvato in parlamento.
>>L’università da pubblica diventerebbe un privilegio
>>per i pochi che potrebbero permettersi
>>rette universitarie altissime, mentre il livello
>>qualitativo dell’insegnamento pubblico
>>crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la
>>soppressione di esami, nonché
>>probabilmente anche di corsi di laurea meno
>>frequentati o considerati “di minore rilievo”.
>>Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed
>>obbligando le università a svendersi a
>>privati per sopravvivere, senza poi garantire un
>>livello di istruzione accettabile.
>>DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
>>PUBBLICA
>>DALLA LEGGE 133/2008
>
>Smettila di spammare col copia e incolla...pecora

...ah...ma tu sei quello che nell'altro sito continua a scrivere contro gli stranieri...adesso capisco tutto...e poi le pecore sarebbero quelle che pensano controcorrente con la propria testa e non seguono la via più facile per sé ma quella più giusta per tutti...pecora nera...

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