Il villaggio globale nato dall'industrializzazione e dalla tv moderna

«L'industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l'uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il «villaggio globale», ma non c'è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente, o partecipare ai fatti della comunità.»

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m.s giovedì, 21 giugno 2007

grazie mille..

> se era questo lo svolgimento del tempa...mi sa tanto ke ho toppato in pieno!!!!quante parolacce ke verrebbero da tirar giù...!!
ed ecco ke ank quest'anno il ministero ci ha letteralmente tranciato le gambe.ringrazio a nome di quasi tutti gli studenti...in modo particolare un carinissimo "andate tutti a quel paese" a tutto il ministero dell'istruzione.Da parte degli istituti a gestione autonoma che non fanno dante in quinta..e che nonostante la speranze fino all'ultimo,sono stati beffati!

n° 46
yktjk giovedì, 21 giugno 2007

Globalizzazione?? ma sapete leggere?

Io ora mi arrabbio! Cosa diavolo c'entra la globalizzazione??? Questo svolgimento del è completamente fuori tema 1 e 2 manca di totale originalità. Conclusione avessi scritto un tema così avrei preso 5 su 15.

n° 45
Milo giovedì, 21 giugno 2007

coerente o fuori tema???

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
«L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle
megalopoli. La televisione ha ricostruito il «villaggio globale», ma non c’è il dialogo corale al quale tutti
partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo
passivamente, o partecipare ai fatti della comunità.»
G. TAMBURRANO, Il cittadino e il potere, in “In nome del Padre”, Bari, 1983



OBIETTIVI
Discuti l’affermazione citata, precisando se, a tuo avviso, in essa possa ravvisarsi un senso di “nostalgia” per il passato
o l’esigenza, diffusa nella società contemporanea, di intessere un dialogo meno formale con la comunità circostante.


SVOLGIMENTO
mettere a confronto il passato con il presente, ed eventualmente con il futuro, indipendentemente dall'ambito nel quale si ragiona, dovrebbe evidenziareil progresso in tutte le sue positività.
viene infatti naturale pensare a ciò che è stato precedente come base per il miglioramento di ciò che è presente.
gli uomini in tutte le societa, dalle culture rurali alle comunita democratichehanno questa percezione dello sviluppo,che rappresenta poi in una visione oggettiva e totalitaria, la nostra storia.
è in funzione del progresso che la societa stabilisce infatti la propria giustizia, le proprie leggi, il senso di ciò che è giusto o ingiusto,vero o falso, reale o ideale.
nell'analisi della nostra società, e mi riferisco alla democrazia occidentale e a tutti i derivati della globalizzazionee dell'industrializzazione,una domanda mi viene da pormi e cioè, "il progresso ha veramente migliorato,tanto nella qutidianità quanto nell'eventualità, il corso della nostra esistenza?!?!"
Analizzando questo aspetto del progresso e cioè l'industrializzazione,viene in risalto quanto essa abbia contribuito alla scomparsa di quello che era il villaggio,la comunità (che rappresenta uno stile di vita basato sull'interazione attiva degli uomini con l'intento di stabilire fini comuni all'interno della classe sociale e del periodo storico di appartenenza), e alla nascita delle megalopoli,dei grandi centri urbani (che rappresentano uno stile di vita basato sull'interazione passiva e unidirezionale con il mondo, e con dei fini individualistici, senza piu distinzione di classe).
per spiegare queste ultime righe con un esempio possiamo pensare ad un ragazzo di una comunità precedente all'industrializzazione che poteva sognare soltanto la possibilita di un passaggio di classe sociale, ma ne era consapevole.
Mentre invece un ragazzo che vive in una città moderna e riceve, in maniera passiva, i messaggi della globalizzazione, attraverso mezzi di diffusione dell'informazione come la televisione o internet, percepisce la possibilità di raggiungere posizioni sociali autorevoli individuali senza tenere conto del fatto che la massa alla quale appartiene è l'insieme delle classi sociali dalle quali non si puo emergere senno distaccandosene.
questo concetto di modernizzazione è alla base del confronto tra comunità e metropoli e può suscitare nostalgia per quanto riguarda gli aspetti sociali della convivenza.
se nel passato i bisogni della comunità venivano discussi insieme attivamente per cercare di raggiungere gli scopi, nelle metropoli del presente essi vengono assorbiti in un più generale senso sociale che prende il nome di benessere. Piu crescono i bisogni e più alto è il livello di benessere che bisogna raggiungere per estinguerli.
con questa premessa la conclusione viene delineata in un quadro generale che vede come protagonista l'espandersi dell'industrializzazione, prepotente e regolata solo da un esigente politica di mercato, priva dunque di etica,per dare sfogo alle moderve filosofie del benessere.

n° 44
Darkrai venerdì, 22 maggio 2009

Re: coerente o fuori tema???

> TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
> «L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e
> l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla
> solitaria nelle
> megalopoli. La televisione ha ricostruito il
> «villaggio globale», ma non c’è il dialogo corale
> al quale tutti
> partecipavano nel borgo attorno al castello o alla
> pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del
> mondo
> passivamente, o partecipare ai fatti della
> comunità.»
> G. TAMBURRANO, Il cittadino e il potere, in “In
> nome del Padre”, Bari, 1983
>
>
>
> OBIETTIVI
> Discuti l’affermazione citata, precisando se, a tuo
> avviso, in essa possa ravvisarsi un senso di
> “nostalgia” per il passato
> o l’esigenza, diffusa nella società contemporanea,
> di intessere un dialogo meno formale con la
> comunità circostante.
>
>
> SVOLGIMENTO
> mettere a confronto il passato con il presente, ed
> eventualmente con il futuro, indipendentemente
> dall'ambito nel quale si ragiona, dovrebbe
> evidenziareil progresso in tutte le sue positività.
> viene infatti naturale pensare a ciò che è stato
> precedente come base per il miglioramento di ciò
> che è presente.
> gli uomini in tutte le societa, dalle culture
> rurali alle comunita democratichehanno questa
> percezione dello sviluppo,che rappresenta poi in
> una visione oggettiva e totalitaria, la nostra
> storia.
> è in funzione del progresso che la societa
> stabilisce infatti la propria giustizia, le
> proprie leggi, il senso di ciò che è giusto o
> ingiusto,vero o falso, reale o ideale.
> nell'analisi della nostra società, e mi riferisco
> alla democrazia occidentale e a tutti i derivati
> della globalizzazionee dell'industrializzazione,una
> domanda mi viene da pormi e cioè, "il progresso ha
> veramente migliorato,tanto nella qutidianità
> quanto nell'eventualità, il corso della nostra
> esistenza?!?!"
> Analizzando questo aspetto del progresso e cioè
> l'industrializzazione,viene in risalto quanto essa
> abbia contribuito alla scomparsa di quello che era
> il villaggio,la comunità (che rappresenta uno
> stile di vita basato sull'interazione attiva degli
> uomini con l'intento di stabilire fini comuni
> all'interno della classe sociale e del periodo
> storico di appartenenza), e alla nascita delle
> megalopoli,dei grandi centri urbani (che
> rappresentano uno stile di vita basato
> sull'interazione passiva e unidirezionale con il
> mondo, e con dei fini individualistici, senza piu
> distinzione di classe).
> per spiegare queste ultime righe con un esempio
> possiamo pensare ad un ragazzo di una comunità
> precedente all'industrializzazione che poteva
> sognare soltanto la possibilita di un passaggio di
> classe sociale, ma ne era consapevole.
> Mentre invece un ragazzo che vive in una città
> moderna e riceve, in maniera passiva, i messaggi
> della globalizzazione, attraverso mezzi di
> diffusione dell'informazione come la televisione o
> internet, percepisce la possibilità di raggiungere
> posizioni sociali autorevoli individuali senza
> tenere conto del fatto che la massa alla quale
> appartiene è l'insieme delle classi sociali dalle
> quali non si puo emergere senno distaccandosene.
> questo concetto di modernizzazione è alla base del
> confronto tra comunità e metropoli e può suscitare
> nostalgia per quanto riguarda gli aspetti sociali
> della convivenza.
> se nel passato i bisogni della comunità venivano
> discussi insieme attivamente per cercare di
> raggiungere gli scopi, nelle metropoli del presente
> essi vengono assorbiti in un più generale senso
> sociale che prende il nome di benessere. Piu
> crescono i bisogni e più alto è il livello di
> benessere che bisogna raggiungere per estinguerli.
> con questa premessa la conclusione viene delineata
> in un quadro generale che vede come protagonista
> l'espandersi dell'industrializzazione, prepotente
> e regolata solo da un esigente politica di
> mercato, priva dunque di etica,per dare sfogo alle
> moderve filosofie del benessere.

qst tema fa skifo domenica, 29 marzo 2009

Re: coerente o fuori tema???

> TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
> «L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e
> l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla
> solitaria nelle
> megalopoli. La televisione ha ricostruito il
> «villaggio globale», ma non c’è il dialogo corale
> al quale tutti
> partecipavano nel borgo attorno al castello o alla
> pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del
> mondo
> passivamente, o partecipare ai fatti della
> comunità.»
> G. TAMBURRANO, Il cittadino e il potere, in “In
> nome del Padre”, Bari, 1983
>
>
>
> OBIETTIVI
> Discuti l’affermazione citata, precisando se, a tuo
> avviso, in essa possa ravvisarsi un senso di
> “nostalgia” per il passato
> o l’esigenza, diffusa nella società contemporanea,
> di intessere un dialogo meno formale con la
> comunità circostante.
>
>
> SVOLGIMENTO
> mettere a confronto il passato con il presente, ed
> eventualmente con il futuro, indipendentemente
> dall'ambito nel quale si ragiona, dovrebbe
> evidenziareil progresso in tutte le sue positività.
> viene infatti naturale pensare a ciò che è stato
> precedente come base per il miglioramento di ciò
> che è presente.
> gli uomini in tutte le societa, dalle culture
> rurali alle comunita democratichehanno questa
> percezione dello sviluppo,che rappresenta poi in
> una visione oggettiva e totalitaria, la nostra
> storia.
> è in funzione del progresso che la societa
> stabilisce infatti la propria giustizia, le
> proprie leggi, il senso di ciò che è giusto o
> ingiusto,vero o falso, reale o ideale.
> nell'analisi della nostra società, e mi riferisco
> alla democrazia occidentale e a tutti i derivati
> della globalizzazionee dell'industrializzazione,una
> domanda mi viene da pormi e cioè, "il progresso ha
> veramente migliorato,tanto nella qutidianità
> quanto nell'eventualità, il corso della nostra
> esistenza?!?!"
> Analizzando questo aspetto del progresso e cioè
> l'industrializzazione,viene in risalto quanto essa
> abbia contribuito alla scomparsa di quello che era
> il villaggio,la comunità (che rappresenta uno
> stile di vita basato sull'interazione attiva degli
> uomini con l'intento di stabilire fini comuni
> all'interno della classe sociale e del periodo
> storico di appartenenza), e alla nascita delle
> megalopoli,dei grandi centri urbani (che
> rappresentano uno stile di vita basato
> sull'interazione passiva e unidirezionale con il
> mondo, e con dei fini individualistici, senza piu
> distinzione di classe).
> per spiegare queste ultime righe con un esempio
> possiamo pensare ad un ragazzo di una comunità
> precedente all'industrializzazione che poteva
> sognare soltanto la possibilita di un passaggio di
> classe sociale, ma ne era consapevole.
> Mentre invece un ragazzo che vive in una città
> moderna e riceve, in maniera passiva, i messaggi
> della globalizzazione, attraverso mezzi di
> diffusione dell'informazione come la televisione o
> internet, percepisce la possibilità di raggiungere
> posizioni sociali autorevoli individuali senza
> tenere conto del fatto che la massa alla quale
> appartiene è l'insieme delle classi sociali dalle
> quali non si puo emergere senno distaccandosene.
> questo concetto di modernizzazione è alla base del
> confronto tra comunità e metropoli e può suscitare
> nostalgia per quanto riguarda gli aspetti sociali
> della convivenza.
> se nel passato i bisogni della comunità venivano
> discussi insieme attivamente per cercare di
> raggiungere gli scopi, nelle metropoli del presente
> essi vengono assorbiti in un più generale senso
> sociale che prende il nome di benessere. Piu
> crescono i bisogni e più alto è il livello di
> benessere che bisogna raggiungere per estinguerli.
> con questa premessa la conclusione viene delineata
> in un quadro generale che vede come protagonista
> l'espandersi dell'industrializzazione, prepotente
> e regolata solo da un esigente politica di
> mercato, priva dunque di etica,per dare sfogo alle
> moderve filosofie del benessere.

dr martedì, 29 aprile 2008

Re: coerente o fuori tema???

> TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
> «L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e
> l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla
> solitaria nelle
> megalopoli. La televisione ha ricostruito il
> «villaggio globale», ma non c’è il dialogo corale
> al quale tutti
> partecipavano nel borgo attorno al castello o alla
> pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del
> mondo
> passivamente, o partecipare ai fatti della
> comunità.»
> G. TAMBURRANO, Il cittadino e il potere, in “In
> nome del Padre”, Bari, 1983
>
>
>
> OBIETTIVI
> Discuti l’affermazione citata, precisando se, a tuo
> avviso, in essa possa ravvisarsi un senso di
> “nostalgia” per il passato
> o l’esigenza, diffusa nella società contemporanea,
> di intessere un dialogo meno formale con la
> comunità circostante.
>
>
> SVOLGIMENTO
> mettere a confronto il passato con il presente, ed
> eventualmente con il futuro, indipendentemente
> dall'ambito nel quale si ragiona, dovrebbe
> evidenziareil progresso in tutte le sue positività.
> viene infatti naturale pensare a ciò che è stato
> precedente come base per il miglioramento di ciò
> che è presente.
> gli uomini in tutte le societa, dalle culture
> rurali alle comunita democratichehanno questa
> percezione dello sviluppo,che rappresenta poi in
> una visione oggettiva e totalitaria, la nostra
> storia.
> è in funzione del progresso che la societa
> stabilisce infatti la propria giustizia, le
> proprie leggi, il senso di ciò che è giusto o
> ingiusto,vero o falso, reale o ideale.
> nell'analisi della nostra società, e mi riferisco
> alla democrazia occidentale e a tutti i derivati
> della globalizzazionee dell'industrializzazione,una
> domanda mi viene da pormi e cioè, "il progresso ha
> veramente migliorato,tanto nella qutidianità
> quanto nell'eventualità, il corso della nostra
> esistenza?!?!"
> Analizzando questo aspetto del progresso e cioè
> l'industrializzazione,viene in risalto quanto essa
> abbia contribuito alla scomparsa di quello che era
> il villaggio,la comunità (che rappresenta uno
> stile di vita basato sull'interazione attiva degli
> uomini con l'intento di stabilire fini comuni
> all'interno della classe sociale e del periodo
> storico di appartenenza), e alla nascita delle
> megalopoli,dei grandi centri urbani (che
> rappresentano uno stile di vita basato
> sull'interazione passiva e unidirezionale con il
> mondo, e con dei fini individualistici, senza piu
> distinzione di classe).
> per spiegare queste ultime righe con un esempio
> possiamo pensare ad un ragazzo di una comunità
> precedente all'industrializzazione che poteva
> sognare soltanto la possibilita di un passaggio di
> classe sociale, ma ne era consapevole.
> Mentre invece un ragazzo che vive in una città
> moderna e riceve, in maniera passiva, i messaggi
> della globalizzazione, attraverso mezzi di
> diffusione dell'informazione come la televisione o
> internet, percepisce la possibilità di raggiungere
> posizioni sociali autorevoli individuali senza
> tenere conto del fatto che la massa alla quale
> appartiene è l'insieme delle classi sociali dalle
> quali non si puo emergere senno distaccandosene.
> questo concetto di modernizzazione è alla base del
> confronto tra comunità e metropoli e può suscitare
> nostalgia per quanto riguarda gli aspetti sociali
> della convivenza.
> se nel passato i bisogni della comunità venivano
> discussi insieme attivamente per cercare di
> raggiungere gli scopi, nelle metropoli del presente
> essi vengono assorbiti in un più generale senso
> sociale che prende il nome di benessere. Piu
> crescono i bisogni e più alto è il livello di
> benessere che bisogna raggiungere per estinguerli.
> con questa premessa la conclusione viene delineata
> in un quadro generale che vede come protagonista
> l'espandersi dell'industrializzazione, prepotente
> e regolata solo da un esigente politica di
> mercato, priva dunque di etica,per dare sfogo alle
> moderve filosofie del benessere.

kiara mercoledì, 20 giugno 2007

ma k cazzo d tema avete fatto???

adesso voglio capire una cosa sono io k ho sbagliato o siete voi???come avete collegato la grecia, il simbolismo, baudelaire, decadebtismo.....sxo ke vada bn anke il mio umile, striminzito e prolisso tema!! cmq i titoli facevano schifo ma d brutto!!!!!!!li li ha scelti il cane del ministro?????

n° 43
iresonica mercoledì, 20 giugno 2007

ma n centra mucho

io baudelaire lo volevo mettere, ma ho parlato della sec riv indutriale del mezzogiorno, della produzione...e della tv

Federik@ mercoledì, 20 giugno 2007

Panico!

raga ma ke temi avete fatto veramente!! Mi state facendo venire il panico... se penso al mio tema prolisso in cui ho parlato dell' industrializzazione e del dialogo assente tra le persone penso già ke sia un tema da 4 soldi! Ma ke c'entra la grecia o baudelaire??? Aiutoooooo!!!

Tia mercoledì, 20 giugno 2007

No globalizzazione..ma solitudine

Io personalmente trattando questo tema ho parlato della nostalgia dei vecchi paesi al di fuori delle città che sono ancora legati alla piazza dove la genter si incontra e parla...dove non si ha paura di uscire per strada la notte
A parer mio è la grande città che ha provocato la solitudine di massa e non la globalizzazione.
Ho aggiunto qualcosa sugli omicidi e su come migliorare la situazione..spero vada bene

n° 42
kiara mercoledì, 20 giugno 2007

Re: No globalizzazione..ma solitudine

io ho sviluppato il tema in modo diverso rispetto a te
ma una cs è certa il tema nn era globalizzazione ma solitudine dell uomo, alienazione rispetto alla società di oggi....hai ragione

emi giovedì, 21 giugno 2007

Re: No globalizzazione..ma solitudine

infatti sn d accord con te lo svolto cm te

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