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Laurea: ma quanto vale?

Come ogni business che si rispetti, anche quello dell'istruzione ha la sua anima nella pubblicità, solo che si tratta di una pubblicità ingannevole, mendace; più subdola, sottile e difficile da scovare rispetto a quella tradizionale

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Giorgio venerdì, 9 maggio 2008

tipo di laurea

molti tipi di laurea non servono a niente o quasi

n° 56
Clarissa venerdì, 9 maggio 2008

C'è a chi va un po' meglio

Ciao a tutti!
per me la ricerca di un lavoro non è stata così esasperata!!!!
un paio di mesi prima della laurea ho cercato uno stage e, rispondendo ad un annuncio trovato su monster, sono riuscita ad avere la mia prima esperienza lavorativa in una multinazionale (a 350€ al mese!!!!).
dopo 5settimane dall'inizio dello stage mi hanno assunto con un contratto a tempo determinato, con buone possibilità di proroga!
ok, lo stipendio non supera di molto le 1000€ al mese, ma come inizio non mi posso lamentare...

volevo solo rassicurare tutti i neolaureati che sono alla ricerca di un lavoro...con un briciolo di fortuna si riescono a trovare ancora aziende che assumono!!!

in bocca al lupo a tutti

clarissa

n° 55
Annarella venerdì, 9 maggio 2008

Re: C'è a chi va un po' meglio

e a noi cosa ci importa?

> Ciao a tutti!
> per me la ricerca di un lavoro non è stata così
> esasperata!!!!
> un paio di mesi prima della laurea ho cercato uno
> stage e, rispondendo ad un annuncio trovato su
> monster, sono riuscita ad avere la mia prima
> esperienza lavorativa in una multinazionale (a 350€
> al mese!!!!).
> dopo 5settimane dall'inizio dello stage mi hanno
> assunto con un contratto a tempo determinato, con
> buone possibilità di proroga!
> ok, lo stipendio non supera di molto le 1000€ al
> mese, ma come inizio non mi posso lamentare...
>
> volevo solo rassicurare tutti i neolaureati che
> sono alla ricerca di un lavoro...con un briciolo di
> fortuna si riescono a trovare ancora aziende che
> assumono!!!
>
> in bocca al lupo a tutti
>
> clarissa

Darius giovedì, 8 maggio 2008

I discorsi generi e le statistiche

Io credo,

che i discorsi generici non siano mai costruttivi ma esageratamente superificiali e per di più le statistiche non sono mai da prendere come oro colato, dato che a priori la statistica non fornisce nessuna verità assoluta.

Credo che ogni storia personale sia unica ed irripetibile e che la ricetta del successo non l'abbia nessuno nelle mani e sia assurdo andare a chiederla in giro.

Se credete davvero che qualcuno sappia meglio di voi cosa scegliere di fare nella vita allora andate pure a comprare i numeri del lotto dai fachiri, oppure andate a comprare le ricette per fare un libro che venderà un miliardo di copie o una canzone che starà nelle iper classifiche di tutto il mondo per 200 anni..!! Eccosì via.

Ci sentiamo tutti un po' sperduti e disorientati nella vita e nelle decisioni da prendere e, in un percorso di vita sulla terra in cui il futuro è un incognita per chiunque, la cosa più intelligente è vivere ogni del proprio vivere come se fosse l'ultimo, senza pensare e proiettarsi sempre su un futuro che non c'è quando lo pensiamo e di un presente che se va via sotto gli occhi proprio perchè non lo consideriamo.

Dopo aver fatto un po' di pratica legale, io ho deciso di lasciare lo studio legale dove lavoravo.

Boom, così su due piedi ed ho cambiato rotta.

poi..
Ho avuto la fortuna di fare un master gratuito ed ho colto l'occasione di colmare alcune mie lacune adesso sto facendo uno stage e poi vedremo che succederà.

Cmq..
La crisi che sembra ci sia oggi nel mondo del lavoro appare più una crisi di concetto di cosa sia un lavoro e basta.

Stiamo sicuramente meglio di tutte le generazioni passate.

Salutoni.

n° 54
Maria Angela venerdì, 9 maggio 2008

Re: I discorsi generi e le statistiche

Non so perchè, ma il discorso mi sembra venire da qualcuno benestante... naturalmente spero non sarà presa come un’offesa ma solo per capirsi, insomma da un figlio di papà… il che naturalmente non vuole essere un modo per sminuire la persona, ci mancherebbe, ma rende chiaro il punto di vista… credo che la posizione espressa sia dovuta al fatto che, in qualche modo, la famiglia ti abbia sempre sostenuto in quello che sarebbe stato il tuo naturale percorso… cioè, mi spiego meglio, a mio avviso un percorso lavorativo è più semplice per chi ha la fortuna di avere basi solide gettate dai propri genitori… tutto ciò che accade al singolo, in qualche modo la lotta e sacrificio che viene fatto non saranno mai pari a quello che dovrà affrontare un ragazzo che si trova a voler fare un salto qualitativo in quella che è la situazione economica della propria famiglia natale.
Il mondo è bello perchè è vario, io accetto la tua posizione, ma spero che in qualche modo tu possa uscire da quello che è il tuo status e metterti nei panni di chi prova a migliorare la propria esistenza e lotta con una situazione attuale del mondo universitario e lavorativo poco incoraggiante.
Bacioni Mary

Maria Angela venerdì, 9 maggio 2008

Re: I discorsi generi e le statistiche

non è vero, sono ubriaca oggi, non fateci caso

> Non so perchè, ma il discorso mi sembra venire da
> qualcuno benestante... naturalmente spero non sarà
> presa come un’offesa ma solo per capirsi, insomma
> da un figlio di papà… il che naturalmente non vuole
> essere un modo per sminuire la persona, ci
> mancherebbe, ma rende chiaro il punto di vista…
> credo che la posizione espressa sia dovuta al fatto
> che, in qualche modo, la famiglia ti abbia sempre
> sostenuto in quello che sarebbe stato il tuo
> naturale percorso… cioè, mi spiego meglio, a mio
> avviso un percorso lavorativo è più semplice per
> chi ha la fortuna di avere basi solide gettate dai
> propri genitori… tutto ciò che accade al singolo,
> in qualche modo la lotta e sacrificio che viene
> fatto non saranno mai pari a quello che dovrà
> affrontare un ragazzo che si trova a voler fare un
> salto qualitativo in quella che è la situazione
> economica della propria famiglia natale.
> Il mondo è bello perchè è vario, io accetto la tua
> posizione, ma spero che in qualche modo tu possa
> uscire da quello che è il tuo status e metterti nei
> panni di chi prova a migliorare la propria
> esistenza e lotta con una situazione attuale del
> mondo universitario e lavorativo poco incoraggiante.
> Bacioni Mary
>

Maria Angela domenica, 11 maggio 2008

far finta di essere me...

addirittura far finta di essere me...
chi è che è messo così male da non aver il coraggio di dire la propria opinione apertamente?

Angela Maria venerdì, 9 maggio 2008

Re: I discorsi generi e le statistiche

no io sono ubriaca ,tu no. vedo che abbiamo lo stesso nome piacere maria angela, allora da adeso io mi firmerò angela maria per non confonderci

> non è vero, sono ubriaca oggi, non fateci caso
>
>> Non so perchè, ma il discorso mi sembra venire da
>> qualcuno benestante... naturalmente spero non sarà
>> presa come un’offesa ma solo per capirsi, insomma
>> da un figlio di papà… il che naturalmente non
>vuole
>> essere un modo per sminuire la persona, ci
>> mancherebbe, ma rende chiaro il punto di vista…
>> credo che la posizione espressa sia dovuta al
>fatto
>> che, in qualche modo, la famiglia ti abbia sempre
>> sostenuto in quello che sarebbe stato il tuo
>> naturale percorso… cioè, mi spiego meglio, a mio
>> avviso un percorso lavorativo è più semplice per
>> chi ha la fortuna di avere basi solide gettate dai
>> propri genitori… tutto ciò che accade al singolo,
>> in qualche modo la lotta e sacrificio che viene
>> fatto non saranno mai pari a quello che dovrà
>> affrontare un ragazzo che si trova a voler fare un
>> salto qualitativo in quella che è la situazione
>> economica della propria famiglia natale.
>> Il mondo è bello perchè è vario, io accetto la tua
>> posizione, ma spero che in qualche modo tu possa
>> uscire da quello che è il tuo status e metterti
>nei
>> panni di chi prova a migliorare la propria
>> esistenza e lotta con una situazione attuale del
>> mondo universitario e lavorativo poco
>incoraggiante.
>> Bacioni Mary
>>
>
>

Lorenzo giovedì, 8 maggio 2008

Re: I discorsi generi e le statistiche

Grazie del tuo interessante commento, trovo interessante soprattutto questo passaggio:

> La crisi che sembra ci sia oggi nel mondo del
> lavoro appare più una crisi di concetto di cosa sia
> un lavoro e basta.

Lorenzo

Darius giovedì, 8 maggio 2008

Re: I discorsi generi e le statistiche

> Grazie del tuo interessante commento, trovo
> interessante soprattutto questo passaggio:
>
>> La crisi che sembra ci sia oggi nel mondo del
>> lavoro appare più una crisi di concetto di cosa
>sia
>> un lavoro e basta.


Masssii..! Se una persona si ferma un attimo e ci riflette su è quello.

una volta lavorare era fare qualcosa di faticoso ma necessario per vivere. Era molto legato al concetto di "fatica" e del fare qualcosa di necessario per la sopravvivenza. nn c'era di mezzo la paga.. il salario.

Il lavoro era un concetto molto legato alla autosufficienza, più che altro legato alla autosufficienza alimentare non so mi viene in mente la campagna, le fattorie eccosì via.

Ed il valore di una attività, di una azione umana era un po' misurato sul quanto una azione era considerata "produttiva".. tipo se produceva qualcosa per sopravvivere..

il concetto del denaro è nato con la divisione del lavoro,

ok..
io faccio solo questo.. tu fai solo quello.. lui fa solo quell'altro.. eccosì via..

eppoi ci scambiamo le cose..

così tutti ci specializziamo e diventiamo più bravi nel fare un "solo quello" ponendo fiducia nel fatto che anche tutti gli altri e che facciano bene il loro "solo quello"..

nell'atto dello scambio di un bene e / o di un servizio.. c'è una componente razionale ma anche irrazionale..

gli uomini potevano benissimo rimanere tutti autosufficienti ma la "socialità" intrinseca e la "cooperazione" fa un po' parte della nostra natura..

il denaro.. poteva essere anche un fagiolo.. un pezzo di sale.. o una porzione di grano.. perchè era l'oggetto di scambio di "fiducia".. nel senso.. io ti dò una cosa a te.. tu non stai dando in cambio una cosa a me.. nn stiamo barattando perchè tu fai un "solo quello" che adesso non mi serve..

ma mi stai DANDO..

un oggetto di "fiducia"

che se qualcun'altro accetterà.. mi darà quello che non ho ricevuto da te..

son tutte cazzate le crisi economiche.. dire che non ci sono i soldi è un po' come dire ad un ingegnere che nn ci sono i kilometri per fare una strada o un ponte..

perkè all'origine del denaro c'è un atto di fiducia.. e l'accettazione di UN OGGETTO che di per sè non vale niente.. se non in un circuito di persone che si sono organizzate e divise il lavoro per generare sempre maggior benessere nella loro società..

Salutoni.

spero di essere stato abbastanza chiaro.














>
>Lorenzo
>
>

Maurizio venerdì, 9 maggio 2008

Re: I discorsi generi e le statistiche

è facile parlare, prova a guadaganarti il pezzo di pane partendo da zero

>> Grazie del tuo interessante commento, trovo
>> interessante soprattutto questo passaggio:
>>
>>> La crisi che sembra ci sia oggi nel mondo del
>>> lavoro appare più una crisi di concetto di cosa
>>sia
>>> un lavoro e basta.
>
>
>Masssii..! Se una persona si ferma un attimo e ci
>riflette su è quello.
>
>una volta lavorare era fare qualcosa di faticoso ma
>necessario per vivere. Era molto legato al concetto
>di "fatica" e del fare qualcosa di necessario per
>la sopravvivenza. nn c'era di mezzo la paga.. il
>salario.
>
>Il lavoro era un concetto molto legato alla
>autosufficienza, più che altro legato alla
>autosufficienza alimentare non so mi viene in mente
>la campagna, le fattorie eccosì via.
>
>Ed il valore di una attività, di una azione umana
>era un po' misurato sul quanto una azione era
>considerata "produttiva".. tipo se produceva
>qualcosa per sopravvivere..
>
>il concetto del denaro è nato con la divisione del
>lavoro,
>
>ok..
>io faccio solo questo.. tu fai solo quello.. lui fa
>solo quell'altro.. eccosì via..
>
>eppoi ci scambiamo le cose..
>
>così tutti ci specializziamo e diventiamo più bravi
>nel fare un "solo quello" ponendo fiducia nel fatto
>che anche tutti gli altri e che facciano bene il
>loro "solo quello"..
>
>nell'atto dello scambio di un bene e / o di un
>servizio.. c'è una componente razionale ma anche
>irrazionale..
>
>gli uomini potevano benissimo rimanere tutti
>autosufficienti ma la "socialità" intrinseca e la
>"cooperazione" fa un po' parte della nostra natura..
>
>il denaro.. poteva essere anche un fagiolo.. un
>pezzo di sale.. o una porzione di grano.. perchè
>era l'oggetto di scambio di "fiducia".. nel senso..
>io ti dò una cosa a te.. tu non stai dando in
>cambio una cosa a me.. nn stiamo barattando perchè
>tu fai un "solo quello" che adesso non mi serve..
>
>ma mi stai DANDO..
>
> un oggetto di "fiducia"
>
>che se qualcun'altro accetterà.. mi darà quello che
>non ho ricevuto da te..
>
>son tutte cazzate le crisi economiche.. dire che
>non ci sono i soldi è un po' come dire ad un
>ingegnere che nn ci sono i kilometri per fare una
>strada o un ponte..
>
>perkè all'origine del denaro c'è un atto di
>fiducia.. e l'accettazione di UN OGGETTO che di per
>sè non vale niente.. se non in un circuito di
>persone che si sono organizzate e divise il lavoro
>per generare sempre maggior benessere nella loro
>società..
>
>Salutoni.
>
>spero di essere stato abbastanza chiaro.
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>>Lorenzo
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Lorenzo giovedì, 8 maggio 2008

Girando in rete...

Ciao a tutti,

giringirando in rete becco questo commento su questo articolo, ve lo giro perchè è interessante:

Siccome in questo articolo ci vedo molto di me stesso vado ad elencare la mia storia.

-Mi sono laureato specialistico in economia indirizzo bancario con ottimi voti e in corso.Finita l'universita' ho fatto colloqui per circa 50 gruppi bancari:nei colloqui in questione le domande erano standard:


1-come ti chiami e cosa hai studiato?
2-quali esami hai preferito?
3-come ti vedi da grande?


In 2 rapidi giorni per posta o per mail mi arrivavano risposte"lei non corrisponde al profilo da noi ricercato",Ho passato 2 mesi a chiedermi cosa non andasse nel mio nome visto che venivo scartato senza motivi,finchè conobbi una ragazza che faceva risorse umane che mi ha disse semplicemente che loro devono far vedere che lavorano quindi per una posizione aperta visionano 100 candidati e che a volte non hanno proprio bisogno di cercare nessuno e fanno colloqui conoscitivi.

-allora passai a cercare lavoro tramite le agenzie interinali che ti fissano un colloquio con loro e poi ti mandano dal cliente,ma ogni sede fa storia a se quindi se fai 20 domande di lavoro alla metis dovrai andare a fare un colloquio preliminare in 20 filiali diverse,colloqui oviamente inutili perche non sanno un acca di economia quindi non conoscono nemmeno la posizione per cui cercano.Le grandi aziende si affidano a queste agenzie interinali ma molto spesso per un unica posizione aperta si appoggiano a piu agenzie interinali per cui rimangono sempre 100 candidati per una sola posizione

-provai allora a candidarmi per posizioni per neolaureati ma piu volte son stato preferito a gente con piu esperienza (ma come e' possibile se era una ricerca di neolaureati?)

-decisi allora di rassegnarmi a farmi una vita e uscire di casa accettando uno stage sotto pagato dove mi offrivano solo ruoli da data entry la mia risposta era sempre quella "ma lo stage non serve per impare un lavoro???perche allora vengono messi ad inserire dati?

-decisi quindi di buttare via la mia laurea di 40 esami (grazie ministro moratti) e di buttarmi nell'informatica che e' una mia grande passione dove ho trovato lavoro al primo colloquio con un contratto a progetto di 860 euro al mese.


Il contratto a progetto non prevede:permessi,ferie,malattie,buoni pasto,ne tredicesima ne quattordicesima ne premio produzione...dividevo il mio lavoro con un ragazzo di 35 anni diplomato itis in informatica,oggi dopo che l'agenzie delle entrate ha reso pubblici i redditi so che quest'uomo che faceva il mio stesso lavoro guadagna 42000 all'anno con permessi,1 mese di ferie pagate e ticket....io ne guadagnavo circa 9000 l'anno (ammesso che non mi fosse venuta la febbre)

-terrorizzato da tutto mi misi a far colloqui mentre lavoravo sperando che un esperienza di 4 mesi in una multinazionale avrebbe invogliato qualcuno a prendermi,una societa' di consulenza bancaria mi prese e mi disse di licenziarmi che mi avrebbero contattato in 2 giorni per firmare,oviamente dopo essermi licenziato questi sparirano non rispondendomi piu al telefono dopo venni a sapere che avevano trovato un ragazzo che faceva lo stesso lavoro per 300 euro al mese in meno.

-Dopo altri 50 colloqui una societa' interinale mi ha reclutato per un corso SAP(programma di contabilita') assicurandomi un contratto di 6 mesi alla fine del corso(non retribuito della durata di 1mese e mezzo con orari 9-18) e alla fine del corso stesso oviamente sono spariti scusandosi dell'accaduto. ora sto cercando lavoro per qualcosa che in universita' non ho mai visto,qualcosa che non mi piace ma qualcosa che forse mi puo dare uno stipendio, ho avuto alcune proposte ma nessuna sopra i 1000 euro.

RIASSUMENDO:

-DOPO L'UNIVERSITA' LO 0.01% VIENE ASSUNTO IL 20% SONO DISOCCUPATI ,IL 79,9% SONO PRECARI O STAGISTI CHE DI MEDIA NON RAGGIUNGONO I 700 EURO MENSILI

-IN ITALIA NON C'E' LAVORO:INFOJOB E MONSTER NE SONO PIENI MA LA DOMANDA E' ALMENO 1 MILIONE DI VOLTE SUPERIORE ALL'OFFERTA

-NESSUNO TI OFFRIRA' MAI PIU DI 850 EURO AL TUO PRIMO LAVORO (FANNO ECCEZIONE GLI ISTIUTI BANCARI DOVE DEVI ESSERE MOLTO FORTUNATO PER ENTRARE O MOLTO "CONOSCIUTO")

-LA LAUREA E' UN INVESTIMENTO CHE NON TI TORNA INDIETRO PERCHE LA RIFORMA DELLE LAUREE DEL 3+2 HA SVILITO QUALSIASI LAUREA QUINDI DIVENTERA' SEMPRE DI PIU' UNA COSA PER RICCHI

-IL TASSO DI OCCUPAZIONE NON E' UN VALORE ATTENDIBILE PERCHE NELLA FORZA LAVORO NON SONO CALCOLATI I LAVORATORI SCORAGGIATI CHE NON CERCANO PIU LAVORO,TRADOTTO SE IN MASSA TUTTI SMETTIAMO DI LAVORARE E DI CERCARE LAVORO PERCHE NON CE LA FACCIAMO PIU IL TASSO DI OCCUPAZIONE SALE INVECE DI DIMINUIRE.

-BERLUSCONI HA DETTO CHE NON FARA' NIENTE PERCHE TESTUAòI PAROLE"IN ITALIA IL PROBLEMA PRECARIATO NON ESISTE" QUINDI RIMBOCCHIAMOCI LE MANI E TENIAM DURO

Lo so che ad alcuni di voi sara' andata meglio ma vi prego di ragionare con la testa di chi ha subito tutto cio' perche la maggior parte degli italiani deve sopportare tutto cio' e io sono di milano la citta col piu alto tasso di occupazione in Italia.


Tratto da: www.cellularmagazine.it/forum/viewtopic.php?f=57&t=32696&p=245669

n° 53
Bobbydog giovedì, 1 maggio 2008

valido

trovo vero quello che è scritto nell'articolo

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