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Laurea: ma quanto vale?

Come ogni business che si rispetti, anche quello dell'istruzione ha la sua anima nella pubblicità, solo che si tratta di una pubblicità ingannevole, mendace; più subdola, sottile e difficile da scovare rispetto a quella tradizionale

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Alberto venerdì, 26 settembre 2008

Non sono propio daccordo

Questi dati lasciano il tempo che trovsno, forse questo articolo sara stato scritto da un giovane laureato fallito.Il problema in Italia non è tanto la laurea,ma in che cosa ti sei laureato.Orami esistono troppi corsi di laurea inutili arriveremo al punto che ci sara il corso di laurea anche per fare il parcheggiatore,con tutto il rispetto dei parcheggiatori.Allora è bene fare la statistica per lauree con la L maiuscola e cioè quelle classiche :Ingegneria,Architettura,Giurisprudenza,Medicina,Economia e Lettere.
Si facciano le statistiche su questi corsi di laurea e non su quella miriade di lauree che non servono ad un bel niente.

n° 76
Stefano venerdì, 26 giugno 2009

Re: Non sono propio daccordo

Siccome le lauree che ti piaccia o no sono queste e c'è molta gente che frequenta quelle che tu chiami "facoltà inutili" (che evidentemente così non vengono presentate), le statistiche sono condotte in base alla realtà, che è comprensiva di tutte le facoltà.. O bisogna distorcere la realtà per ottenere risultati statistici a te più congeniali?? Ti rendi conto che è questo che proponi??

Lorenzo domenica, 28 settembre 2008

Re: Non sono propio daccordo

Purtroppo l'articolo non è stato scritto da uno studente fallito: l'ho scritto io, e tra tutti i miei ex compagni di corso sono tra i pochi che lavorano esattamente nel campo al quale aspiravano...(tra l'altro all'università ci insegno pure)...

La vera domanda è: ma com'è che chi fa notare delle cose che non vanno, specie in Italia, è sempre "un fallito", uno "che non ha capito" o "che non ce l'ha fatta" o è invidioso etc.?

Comunque: il problema delle statistiche in realtà è un altro; come ho scritto in "Trenta e Lode Senza Studiare" le statistiche (vere ma non divulgate nella loro interezza) vengono usate con funzioni pubblicitarie più che a scopo orientativo.

Un esempio? Mi chiedi statistiche per lauree con la "L" maiuscola, (che tra l'altro sono le uniche per le quali nel mio libro faccio un discorso a parte quando parlo di statistiche...)? Ok!

GIURISPRUDENZA: Hai mai sentito dire dalle statistiche universitarie che abbiamo più avvocati nella sola città di Roma che nell'intera nazione spagnola? E i dati medi dello stipendio di un avvocato alle prime armi? E il lavoro svolto (fattorino tra tribunale e studio)

INGEGNERIA:Ti dicono quanto presto trova lavoro un ingegnere, ma mica accennano a quanti ne cambia nello stesso anno...

MEDICINA: va beh...qui è come sparare sulla croce rossa (battuta non voluta) il termine "Barone" è nato dalle facoltà di medicina e per come va la Sanità in Italia la teoria rispetta la pratica...

LETTERE: magri prepara ed è già molto, ma dici che una laura in lettere oggi assicura il posto di lavoro? Non è SEMPRE così, fidati...

ECONOMIA: gli economisti bravi lavorano, su questo nulla da aggiungere.

ARCHITETTURA: non dico molto su architettura perchè dai dati che ho non è molto diversa per esito da ingegneria salvo che, da liberi professionisti, gli architetti lavorano in base a quanto bene sanno vendersi...

MATEMATICA: aggiungo invece questa anche se no la citi perchè penso sarai daccordo com me sul fatto che sia una laurea classica: i Laureati in Matematica trovano un buon lavoro spesso e da subito. Unica statistica che le università forniscono (pardon: sbandierano) e a ragione!

PS.
il fatto che, come dici "Oramai esistono troppi corsi di laurea inutili arriveremo al punto che ci sara il corso di laurea anche per fare il parcheggiatore,con tutto il rispetto dei parcheggiatori" non è altro che la conferma del pessimo stato in cui si trova il nostro sistema universitario.

PPS.
in Germania (dove i disoccupati sono molto meno che da noi) esistono corsi di laurea per fare il portiere di palazzina o il parcheggiatore (ok, sul parcheggiatore non ci metto la mano sul fuoco) si chiamano "Fachhochschulen".

Ciao,
Lorenzo

> Questi dati lasciano il tempo che trovsno, forse
> questo articolo sara stato scritto da un giovane
> laureato fallito.Il problema in Italia non è tanto
> la laurea,ma in che cosa ti sei laureato.Orami
> esistono troppi corsi di laurea inutili arriveremo
> al punto che ci sara il corso di laurea anche per
> fare il parcheggiatore,con tutto il rispetto dei
> parcheggiatori.Allora è bene fare la statistica per
> lauree con la L maiuscola e cioè quelle classiche
> :Ingegneria,Architettura,Giurisprudenza,Medicina,Economia e Lettere.
> Si facciano le statistiche su questi corsi di
> laurea e non su quella miriade di lauree che non
> servono ad un bel niente.

Nicola venerdì, 8 aprile 2011

R: Re: Non sono propio daccordo

Il discorso è più o meno vero....ma un po' troppo da pessimista. A prescindere dalla propria esperienza....bisogna considerare che la Laurea ti da la possibilità di rivestire dei ruoli in aziende private o pubbliche....sicuramente più prestigiosi rispetto ad un diplomato....per non parlare della possibilità di svolgere la professione privata...come ingegnere, medico, evvocato, ecc.....cosa che ovviamente con il diploma non puoi fare. Quindi fare un paragone tra i guadagni persi o meno tra il laureato e il diplomato non regge....anche perchè chi ti assicura che lavori a 19 anni se non ti iscrivi ad un corso di laurea? Te lo dico io chi te lo assicura....NESSUNO. Certo è vero che la maggior parte dei laureati non si sente soddisfatto dal proprio lavoro...ma la stessa cosa vale per i diplomati....e soprattutto è sempre stato così. Lo stipendio...la soddisfazione....dipende da vari fattori....che vanno al di la del titolo di studio. Conta il coraggio....la sicurezza....il sapersi vendere (nel senso buono)...il sapersi rapportare....il saperci fare......e tante altre qualità che mai nessuno ti insegnerà nelle università...perchè fanno parte del carattere. Il tutto ovviamente va accompagnato da un bigliettino da visita....chiamato titolo di studio. Ti potrei fare esempi di diplomati che si sono arricchiti con attività....e di laureati che prendono 1000 euro al mese...ma lascerebbero il tempo che trovano questi esempi. Certo oggi le lauree sono svalutate molto rispetto a 20 anni fa....ma purtroppo questo è dovuto a chi dice in germania...in inghilterra....ecc...ci sono piu laureati...quindi sforniamo laureati...... Sono discorsi da dementi.....perchè sfornare laureati per poi sottopagarli non porta che ad un popolo di insoddisfatti....perchè il giovane laureato si aspetta di entrare in un'azienda e rivestire dei ruoli importanti...e non di fare il fantozzi della situazione. Morale della favola....il titolo di studio è un investimento.....e cos' come un imprenditore valuta quale investimento fare...sta a noi scegliere se investire o meno nella laurea. Non esistono regole per questo...dipende da vari fattori personali. Io da laureato in ingegneria...vi potrei dare dei consigli...ma sarebbero consigli in base al mio carattere....che ovviamente non possono essere applicati a tutti. In bocca al lupo...e aprite gli occhi...che vi mangiano vivi se siete sprovveduti ;)

Gino venerdì, 8 aprile 2011

R: R: Re: Non sono propio daccordo

> Il discorso è più o meno vero....ma un po' troppo da pessimista. A prescindere dalla propria esperienza....bisogna considerare che la Laurea ti da la possibilità di rivestire dei ruoli in aziende private o pubbliche....sicuramente più prestigiosi rispetto ad un diplomato....per non parlare della possibilità di svolgere la professione privata...come ingegnere, medico, evvocato, ecc.....cosa che ovviamente con il diploma non puoi fare. Quindi fare un paragone tra i guadagni persi o meno tra il laureato e il diplomato non regge....anche perchè chi ti assicura che lavori a 19 anni se non ti iscrivi ad un corso di laurea? Te lo dico io chi te lo assicura....NESSUNO. Certo è vero che la maggior parte dei laureati non si sente soddisfatto dal proprio lavoro...ma la stessa cosa vale per i diplomati....e soprattutto è sempre stato così. Lo stipendio...la soddisfazione....dipende da vari fattori....che vanno al di la del titolo di studio. Conta il coraggio....la sicurezza....il sapersi vendere (nel senso buono)...il sapersi rapportare....il saperci fare......e tante altre qualità che mai nessuno ti insegnerà nelle università...perchè fanno parte del carattere. Il tutto ovviamente va accompagnato da un bigliettino da visita....chiamato titolo di studio. Ti potrei fare esempi di diplomati che si sono arricchiti con attività....e di laureati che prendono 1000 euro al mese...ma lascerebbero il tempo che trovano questi esempi. Certo oggi le lauree sono svalutate molto rispetto a 20 anni fa....ma purtroppo questo è dovuto a chi dice in germania...in inghilterra....ecc...ci sono piu laureati...quindi sforniamo laureati...... Sono discorsi da dementi.....perchè sfornare laureati per poi sottopagarli non porta che ad un popolo di insoddisfatti....perchè il giovane laureato si aspetta di entrare in un'azienda e rivestire dei ruoli importanti...e non di fare il fantozzi della situazione. Morale della favola....il titolo di studio è un investimento.....e cos' come un imprenditore valuta quale investimento fare...sta a noi scegliere se investire o meno nella laurea. Non esistono regole per questo...dipende da vari fattori personali. Io da laureato in ingegneria...vi potrei dare dei consigli...ma sarebbero consigli in base al mio carattere....che ovviamente non possono essere applicati a tutti. In bocca al lupo...e aprite gli occhi...che vi mangiano vivi se siete sprovveduti ;)

"ti dà la"
E vedi di usare meno puntini.
E più maiuscole.
Grazie

eleonora giovedì, 4 settembre 2008

sono daccordo perchè....

....mi trovo esattamente nella situazione sopra descritta..lo ammetto! :) ..mi sono laureata ormai da 4 mesi, e passata l estate mi trovo a decidere se cercare un lavoro che mi soddisfi per quello che ho studiato..o continuare l università per ottenere una laurea specialistica ( e ciò vorrebbe però dire continuare a dare soldi a mamma università..).
Ho moltissima voglia di mettermi a lavorare per far vedere cosa so fare e mettermi alla prova ma poi...la paura è forse quella di non trovare subito un lavoro che faccia per me e...pensare di aver penso tempo prezioso per poter continuare a studiare e prendere cosi anche la specialistica..che forse kissà, dà qualche possibilità in piu??!! insomma, mi trovo in alto mare..e questo articolo in questo momento mi riflette a pieno.

n° 75
professore venerdì, 5 settembre 2008

Re: sono daccordo perchè....

d'accordo si scrive così

venerdì, 5 settembre 2008

Re: sono daccordo perchè....

> d'accordo si scrive così

Piantala, maschera...

professore sabato, 6 settembre 2008

Re: sono daccordo perchè....

nn ho offeso nessuno. è solo un'accortezza in più.

Augusto martedì, 26 agosto 2008

Accordi sindacali?

Ho lavorato per 5 anni col ccnl commercio e altri 5 col ccnl metalmeccanico, ma non ho mai sentito che un laureato debba costare di piu' di un diplomato. Certamente, in alcuni tipi di contratto, per esempio quello metalmeccanico, un laureato
debba essere assunto almeno al 5° livello, ma fate un giro in
qualsiasi altra azienda metalmeccanica e ditemi quanti impiegati/diplomati trovate sotto il 5° livello.

n° 74
Marco giovedì, 4 settembre 2008

Re: Accordi sindacali?

Se un laureato vuole sfruttare la sua laurea farà in modo di superare il 5 livello molto più rapidamente, cosa che un diplomato più di tanto non potrà fare a meno che non trova il modo di laurearsi. Nei contratti metalmeccanici (imprese private) il 5 livello riguarda gli operai (nell'inquandramento "operai", poi gli impiegati (nell'inquadramento mansionistico "impiegati"), ma esiste anche la voce "quadri" e quella "dirigenti". Un laureato in Economia e commercio, se vuole davvero sfruttare la laurea conseguita, si preoccuperà di passare rapidamente a quest'utltime voci di inquadramento, un diplomato, per quanto intelligente, non vi potrà.
Il lavoro nero....comunque.... dice molto....fai un giro e vedi quanti laureati sono "assunti" in nero... e quanti diplomati, invece, risultano regolarmente assunti e correttamente inquadrati nei ccnl!!!


> Ho lavorato per 5 anni col ccnl commercio e altri 5
> col ccnl metalmeccanico, ma non ho mai sentito che
> un laureato debba costare di piu' di un diplomato.
> Certamente, in alcuni tipi di contratto, per
> esempio quello metalmeccanico, un laureato
> debba essere assunto almeno al 5° livello, ma fate
> un giro in
> qualsiasi altra azienda metalmeccanica e ditemi
> quanti impiegati/diplomati trovate sotto il 5°
> livello.

massimo mercoledì, 19 novembre 2008

Re: Accordi sindacali?

> se un laureato e stato assunto come operai di 3 livello al contratto metalmeccanico,l'azienda ha obbligo di passarlo a impiegato il contratto cosa dice?

Diego sabato, 30 agosto 2008

Re: Accordi sindacali?

Ovviamente non è che "deve" per legge, e naturalmente esistono casi particolari ma come tu stesso affermi in alcuni tipi di contratto (la maggior parte) è previsto un inquadramento differente per diplomati e laureati... Non viene rispettato? Beh, esiste anche il lavoro nero se è per questo...ma il fatto che esistano molti laureati inquadrati come diplomati e viceversa non fa che avvalorare la tesi del post!

A mio avviso...

Ciao a tutti!

> Ho lavorato per 5 anni col ccnl commercio e altri 5
> col ccnl metalmeccanico, ma non ho mai sentito che
> un laureato debba costare di piu' di un diplomato.
> Certamente, in alcuni tipi di contratto, per
> esempio quello metalmeccanico, un laureato
> debba essere assunto almeno al 5° livello, ma fate
> un giro in
> qualsiasi altra azienda metalmeccanica e ditemi
> quanti impiegati/diplomati trovate sotto il 5°
> livello.

Londra sabato, 23 agosto 2008

Ma il Master serve veramente a aperne di piu'?

Ma il Master serve veramente a qualche cosa? Questa e' la domanda che mi sto ponendo da quando mi sono iscritto ad un corso di master in MSc IT. Lo trovo una perdita di tempo e di soldi ... forse mi sbaglio.

Come l'articolo egregiamente descrive "la scuola e' un business miliardario". Il Master path, come lo chiamano, mi sta facendo ritornare al Liceo (con la mente solamente l'eta' resta la stessa). Sto ri-studiando gli stessi argomenti e sto anche pagando!!!

Mi sa che sono scemo.

n° 73
guantanamo sabato, 30 agosto 2008

Re: Ma il Master serve veramente a aperne di piu'?

Credo vari da master a master ma per la mia esperienza sono stati soldi buttati e nel c.v. non fa alcuna differenza!

> Ma il Master serve veramente a qualche cosa? Questa
> e' la domanda che mi sto ponendo da quando mi sono
> iscritto ad un corso di master in MSc IT. Lo trovo
> una perdita di tempo e di soldi ... forse mi sbaglio.
>
> Come l'articolo egregiamente descrive "la scuola e'
> un business miliardario". Il Master path, come lo
> chiamano, mi sta facendo ritornare al Liceo (con la
> mente solamente l'eta' resta la stessa). Sto
> ri-studiando gli stessi argomenti e sto anche
> pagando!!!
>
> Mi sa che sono scemo.
>

Simona domenica, 22 giugno 2008

Il punto è questo

"Avete ottantotto possibilità su cento di trovare lavoro: ma quante reali di fare un mestiere degno di un laureato?"

Adesso faccio parte dei dodici su cento, qualche mese fa facevo parte degli 88: per 350 euro lordi e senza nessunissima possibilità di crescita.
Lasciamo stare le statistiche, basta affacciarsi dalla finestra per vedere come stanno davvero le cose.

n° 72
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