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Studenti tradizionalisti: il 55% è favorevole al crocifisso in classe

Qualche giorno fa la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche è una violazione alla libertà di religione degli alunni. La redazione di Studenti.it ha chiesto ai diretti interessati di schierarsi

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Argomenti

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sarda91 domenica, 15 novembre 2009

Non è giusto

Sono pienamente d'accordo a tenere il crocifisso in classe. L'italia è semre stata un paese cristiano e ora dobbiamo sconvolgere tutto??? Ok, c sn persone ke potrebbero rifiutarsi d entrare in posti dove è "presente gesù" e kn cio'?Mi riferisco ai uddisti e così via, in classe c potebbero essere ragazzi ke seguono la religione cristiana o altre, mettiamo affianco al crocifisso il simboli dela regione a ki appartiene quella xsona, koì aiamo tutti contenti, ma assolutamente nn accetto ke si debba cambiare tutto d punto in bianko. Gli atei e quelli ke nn seguono il cristianesimo si sn stati zitti x anni, ke vogliono ora???? Non si vole fare religione in classe? Ok quei ragazzi escon dalla clsse e fanno fare lezione a colro ke kredono. W IL CROCIFISSO IN CLASSE E DOVE E' SEMPRE STATO!!!

n° 12
Nicla martedì, 17 novembre 2009

R: Non è giusto

Punto 2. Il crocifisso non c'è "sempre stato". E' stato Mussolini a introdurlo come arredo scolastico. Informarsi prima di sparare i botti di capodanno...

Nicla martedì, 17 novembre 2009

R: Non è giusto

Guarda non posso che risponderti per punti:
1. Mettere anche i simboli delle altre religioni sarebbe un buon compromesso, ma è di difficile applicazione. Se un angolo della classe diventasse un altarino promiscuo con crocifissi, mezzelune, stelle di david, pesci, statuette di buddah, di shiva e di yemanyà, pentacoli e mjollnir, awen e simboli tao, totem e invisibili unicorni rosa, mostri di spaghetti volanti e fiori di loto, piccole diana, mele d'oro e simboli fallici, penso che perfino il preside se ne romperebbe un po' le scatole, a scuola si va per studiare, non per pregare...

Nicla martedì, 17 novembre 2009

R: R: Non è giusto

Punto 2. Il crocifisso non c'è "sempre stato". Gli italiani hanno la pessima abitudine di credere che la storia d'Italia sia iniziata nel momento della oro nascita, e la loro memoria non va più indietro di così.
Fu Mussolini a introdurre il crocifisso come arredo scolastico. Prima del Concordato, el epriodo che intercorse tra la breccia di Porta Pia e il Ventennio, la regola era "libera chiesa in libero stato". Informarsi prima di sparare i botti di capodanno..
(mi scuso se sarà pubblicata due volte, la prima volta non me l'ha pubblicata)

Pirrolo domenica, 15 novembre 2009

la maggioranza non ha diritto di imporre i suoi simboli

Il sondaggio è ovviamente irrilevante. Ha un mero valore conoscitivo.

1) A votare su studenti.it è solo una minoranza di studenti.
2) Il 95% degli studenti di scuola non ha (ancora) i diritti politici non avendo raggiunto la maggiore età.
3) Questo è il punto fondamentale: togliere il crocifisso è una dimostrazione della neutralità dello stato rispetto alla religione.
Non è qualcosa che possa essere decisao a colpi di maggioranza, perché riguarda il rispetto di quella minoranza di italiani non-cristiana.

n° 11
Nicla martedì, 17 novembre 2009

R: la maggioranza non ha diritto di imporre i suoi simboli

Hai ragione, io non ho fatto in tempo a votare. Sui siti dei giornali "il corriere", "repubblica" e "la stampa" hanno fatto sondaggi analoghi, aperti ancora adesso, e la maggioranza vuole togliere il crocifisso. Mi pare, vado a memoria che le percentuali dei favorevoli alla rimozione fossero tipo 62%, 58% e 54% sui tre siti, ma non ricordo in che ordine.

sara martedì, 17 novembre 2009

R: R: la maggioranza non ha diritto di imporre i suoi simboli

tutti giornali di sinistra però. Altri giornali hanno proposto petizioni (firmate da moltissima gente) contro la sentenza dell'ue

Pirrolo martedì, 17 novembre 2009

R: R: R: la maggioranza non ha diritto di imporre i suoi simboli

Non è una sentenza della UE.
La corte di Strasburgo fa riferimento al consiglio d'Europa che è una organizzazione sovranazionale diversa dalla UE.

Nicla martedì, 17 novembre 2009

R: R: R: la maggioranza non ha diritto di imporre i suoi simboli

A me non sembrano "giornali di sinistra", il corriere è sempre stato schierato con il governo del momento, la repubblica è schierata fino al buco del culo con il PD, che non è certo anticlericale anzi fa a gare con il PdL su chi lecca di più. E poi sono sondaggi aperti a tutti, io ho messo i link sulla mia pagina FB in modo che tutti potessero vederli e votare (ho anche amici cattolici sai)

Nick sabato, 14 novembre 2009

Studente

Ma vai a farti vedere da uno psicologo!
Ti sbagli di grosso!
Questa non è una questione di religione ma di onore !
Ed è una grandissima provocazione !
C'è gente che si fucilerebbe (ma che ama la propria vita) pur di non sentire queste orride stupidaggini !
Questa persona malefica che tralaltro non è neanche italiana non pensa ai poveri non pensa ai bambini africani che muoiono ogni 3 secondi ?
Che fine ha fatto il suo senso del rispetto verso gli altri ?
Come gli può mai venire in mente di pensare una cosa del genere !!!!
Questo è puro male, male, male !!!!!!!!!
Perchè:
1) Se hai problemi con la religione fai caso al fatto che è una materia opzionale;
2) Non è affatto vero che un uomo su una croce ke sta in silenzio e non disturba e ke serve a chi è cattolico e ,quando vuole senza scrupolo può pregare, può interferire con il proprio credo, perchè se ci sono musulmani ke si fanno saltare in aria dove pare piace a loro senza importarsene di noi beh anche noi non dovremmo importarcene di loro perchè la scuola italiana è scuola cattolica, non laica, perchè non si può dire ke la scuola italiana è laica, sarebbe pura ipocrisia !
Se credi sia laica non fare religione e basta e per te sarà laica!
Ma rispetta la maggioranza degli italiani che è cattolica!!!!!!!
Questa è una questione di rispetto !
Se a chi viene in Italia non piace il credo nostro a noi cosa importa!?
Dovremmo stare a sentire le loro loro lamentele sul loro credo solo per queste stupide motivazioni ?
E se qualcuno iniziasse a dannarsi ?
E se qualcuno dovesse (esagerando) aver bisogno di un esorcista ?
Io ritengo che l'Italia non sia mai stata umiliata più di ora dopo la vittoria mutilata, facciamo pietà e non ce ne accorgiamo nemmeno !
La bandiera Italiana e quella Europea non hanno più un senso ora !
I nostri politici ed i nostri giudici non sanno preparare neanche un piccolo discorso ora ? Com'è ah ?
Ce ne accorgiamo che non solo la chiesa è corrotta quì ?
Anche la politica, ora !
E non si ragiona più !
Mi spieghi a cosa serve il santissimo
benedettissimo nostro cervello allora ?

n° 10
Sara domenica, 15 novembre 2009

R: Studente

1) vatti a vedere il vero significato della parola Laico che è divero dal dire Ateo 2) nel Corano è dedicato un intero capitolo a Cristo e alla Madonna. Cristo è riconosciuto come profeta precursore di Maometto , quindi perchè dovrebbe proprio a loro dar fastidio la vista di uno che considerano profeta???? non sarà pittosto che da fastidio a quatro gatti di comunisti , visto che Cristo è riconosciuto dai ebrei, dai mussulmani, dai cristiani protestanti (tutti i tipi di protestanti) 3) se io vado in un paese straniero mi devo ADEGUARE alle regole, usi e costumi di la e non andare nelle scuole a dettare legge 4) il vero problema dell'integrazione non è un crocifisso in classe , ma gli attentati terroristici , l'intolleranza e la violenza che spesso gli stranieri adottano nei nostri confronti (parloe di imam " a Roma faremo un cimitero"organizzare attentati per "fare qualcosa di utile per la religione!)

Sarà lunedì, 16 novembre 2009

R: R: Studente

Ma quanti sono questi cattolici?
L’Istat, appena si è delineata una tendenza significativa dei cittadini a dichiararsi atei, ha smesso di censire la religione degli italiani, per cui non ci sono più dati aggiornati ufficiali sulla percentuale dei cattolici nel nostro paese, e si dà per scontato che in Italia siamo ancora tutti cattolici; per farci una idea di quanti siano in realtà i cattolici, non rimane che annotarsi i risultati delle inchieste che fa la chiesa, così come vengono riportati dai principali giornali; i risultati sono molto interessanti.
«CATTOLICI IDENTIKIT»
Il sociologo Alessandro Castegnaro ha condotto un’analisi su 5594 padovani per capire quanta religiosità è rimasta fra i cattolici. Il campione esaminato ha risposto ad un dettagliato questionario. I dati delle risposte sono state pubblicate sull’ultimo numero della Difesa del Popolo e presentano aspetti sorprendenti. Innanzitutto si credono erroneamente una maggioranza: lo dice il 54% (ma fra animatori e praticanti si scende al 45%) mentre chi segue veramente la vita ecclesiale è solo un terzo dei padovani. Il 62 per cento degli intervistati ritiene che non ci siano grandi differenze fra i cattolici e gli altri e il 59% ritiene che non abbiano un’identità.

da Il Gazzettino, Venerdì 16 gennaio 1998, supplemento di Padova, pagina VII

«PICCOLI E POCO RELIGIOSI» - LA DENUNCIA DEI VESCOVI
ROMA. I ragazzini che vanno a Messa sono pochi, malpreparati e «qualcuno non sa farsi il segno della croce». Questo il risultato di un’inchiesta pubblicata dal «Servizio Informazione Religiosa», l’agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei e condotta tra i parroci italiani. «I piccoli di oggi» - dice don Tarcisio Bordignon parroco a Udine - «sono i figli dei genitori del ’68. Pochi di loro vengono alla Messa e tantomeno spingono i figli a farlo. Una volta avevamo 70 o 80 chierichetti, oggi arriviamo a 4 o 5 a malapena». Ma è solo una della tante voci che denunciano, in tutta Italia, un attaccamento sempre minore alla religione.

Da Il Mattino di Padova, sabato 7 marzo 1998, pagina 2

IN ITALIA I CATTOLICI SONO GIÀ MINORANZA
Sarà il millennio dei senza Cristo? - Per molti teologi si prepara una rapida laicizzazione dell’intero Occidente - La sete mistica di questi ultimi anni anela soltanto a una divinità personale - Nel nostro Paese i credenti militanti sono il 10 per cento. Chi non fa vita religiosa collettiva è il 15-20 per cento. In tutto uno scarso 30 per cento.

di MARCO POLITI

Sotto il manto di organizzazioni ecclesiastiche collaudate si aprono buchi paurosi. In Francia la laicizzazione prosegue a tappeto, in Germania ci sono regioni come lo stracattolico Wurtenberg in cui un terzo delle parrocchie è sprovvisto di parroco, in qualche zona dell’Europa del nord è già un problema mantenere le chiese ed è successo che i musulmani abbiano comprato un tempio, in Olanda il trenta per cento della popolazione non crede più in Dio e oltre la metà rifiuta l’appartenenza a una qualsiasi Chiesa.

L’Italia, al di là delle apparenze, non è affatto cattolicissima e molti vescovi sono disposti ad ammettere in privato come monsignor Alessandro Maggiolini di Como: «Siamo un paese cattolico? In senso globale e totale direi di no. Però i cattolici costituiscono una presenza significativa che ha molte cose da dire».

Un’Italia con i cattolici in minoranza? L’evento più rivoluzionario, a cui pochi prestano attenzione, è la fine della trasmissione della cultura religiosa tradizionale all’interno delle pareti domestiche. La famiglia mononucleare (tranne eccezioni) non insegna più a pregare, non spiega il decalogo, non trasmette racconti, fatti e leggende religiose. Affida tutto alla scuola, ma a sua volta l’ora di religione si è trasformata in tuttologia, saltando spesso l’esegesi della Bibbia. E così, per la prima volta nella storia del Cristianesimo, si è spezzata la catena della memoria. Basta guardarsi intorno. I figli della generazione di mezzo sanno a malapena chi è Abramo, vacillano su Isacco, ignorano Giacobbe. Le parabole sono per loro un mistero. Quando essi stessi saranno genitori non avranno più niente da tramandare.

All’alba del Duemila revival religioso e desacralizzazione non sono in contraddizione. Mentre individui, gruppi, movimenti riscoprono con entusiasmo l’ardore mistico, la società contemporanea si desacralizza inesorabilmente. Non esistono più tempi sacri, momenti sacri. I luoghi santi sono per la massima parte del tempo spazi turistici e riti come il matrimonio (che quasi l’ottanta per cento degli italiani celebra ancora cattolicamente) difficilmente sono percepiti da familiari ed amici come un’azione sacra, in cui «Dio è presente».

L’alta partecipazione ai matrimoni religiosi o alle prime comunioni non significa molto. Gli uni e le altre sono sostanzialmente riti di passaggio, celebrati per tradizione etnico-culturale . I preti sanno per esperienza che in genere qualche anno dopo la Prima comunione i giovani abbandonano la pratica religiosa.

Franco Garelli, che insieme ad altri sociologi ha curato una voluminosa indagine per la conferenza episcopale, prova a delimitare l’area di quanti possano dirsi veramente cattolici nell’Italia di oggi. «I credenti militanti» - spiega - «coloro che fanno parte di gruppi, associazioni, movimenti e danno grande rilevanza all’esperienza comunitaria della fede sono circa un 10 per cento. I praticanti assidui, che però non avvertono l’esigenza di una vita religiosa collettiva e di una visibilità, sono un altro 15-20 per cento. Sommando entrambi i gruppi si arriva ad un 30 per cento di credenti regolari». E la stessa cifra riferibile ai praticanti abituali della messa domenicale che rappresenta il centro del culto cristiano. Fra i giovani la partecipazione è naturalmente al ribasso: solo il 20-22 percento, dice Garelli, frequenta la chiesa la domenica.

Un altro riferimento per individuare lo zoccolo duro dei cittadini cattolici convinti è quello dell’8 per mille, la firma che i contribuenti mettono sulla dichiarazione dei redditi per favorire la Chiesa. Nel 1993, dati Cei ricevuti dal ministero delle Finanze, quasi il 49 per cento ha messo la crocetta sul modulo Irpef a favore di una confessione religiosa. Di questi l’85,8 per cento ha «votato» a favore della Chiesa cattolica.

Da La Repubblica, Cultura, 28/7/1997.

«TROPPI ABBANDONANO IL CATECHISMO, LA CHIESA SI PREPARA A RIFONDARE LA CRESIMA»
genitori, sacerdoti educatori, autorità ecclesiastiche da tempo constatano preoccupati che qualcosa si è rotto o inceppato nel cammino di preparazione dei giovani verso una progressiva presa di coscienza e una fede matura: il sacramento su cui dovrebbe basarsi l’inizio dell’età adulta in realtà prelude l’abbandono della pratica religiosa. Su una classe di catechismo di trenta ragazzi solo cinque-sei continuano a frequentare la Messa e ad accostarsi ai sacramenti all’indomani della Cresima.

oggi le scelte religiose si spostano avanti negli anni e i bambini battezzati a Milano oscillano tra il 75 e il 78 per cento, su una media nazionale intorno al 90 per cento, in progressivo calo.

Dal Corriere della Sera, domenica 27 settembre 1998, pagina 31

Percentuali, per anno, dei matrimoni con rito CIVILE in Italia
1936 1,4
1946 dato non disponibile a causa della guerra
1956 2,2
1966 1,2
1976 9,4
1986 14,2
1996 20,4
1997 20,8 (ultimo dato disponibile)

Ultimo aggiornamento: 30 aprile 1999

sara lunedì, 16 novembre 2009

R: R: R: Studente

Il problema vostro è che vi attaccate al fatto che giudicate il cristianesimo in "calo" be ti dico non è completamente vero quello che tu affermi , in quanto se non ci fossero più cristiani tra i giovani mi spieghi come mai il Papa quando fa le giornate mondiali della gioventù (io ci sono stata diverse volte ) attira sempre migliaia di giovani? e perchè il giorno di natale e pasqua le chiese sono piene a significato che almeno nelle festività più importanti le persone si ricordano delle loro radici . Per esperienza personale poi posso dirti che quest'anno solo nella mia regione , abbiamo organizzato un treno per portare i malati a Lourdes e centinaia di accompagnatori (chi portava le carrozzelle dei malati ) erano tutti ragazzi studenti delle scuole superiori o dell'università . Forse il cristianesimo non è così morto come ci volete far credere e poi il Cristo è riconosciuto da tutte le religioni , se non altro per i miracoli da lui compiuti.

TNT lunedì, 16 novembre 2009

R: R: R: Studente

Non ti sei accorto che non ti sta rispondendo nessuno?
"don't feed the troll"

thewhitenigga92 domenica, 15 novembre 2009

R: Studente

Totalmente d'accordo con te, l'Italia è sempre stata cattolica e non si può negare l'evidenza solo per quattro atei o straccioni islamici che dicono il contrario. Se a quella finlandese non le vanno bene le tradizioni italiane, se ne torni in Finlandia, che non ne sentiamo la mancanza. E poi, dato che tenere il crocifisso in classe x loro è una tale violazione dei diritti fondamentali, allora perchè continuano a stare a casa di domenica,a natale ed a pasqua? Non sono forse festività cristiane? Che ipocriti! Comunque mi puoi rispiegare l'ultima parte sulla politica, che non ho molto capito cosa vuoi dire?

Marianna sabato, 14 novembre 2009

io credo ..

in merito alla questione.... io credo che i crocifissi nelle scuole vadano tolte.. così come le ore di religione insegnate a scuola.. e la motivazione principale è che l'Italia è un paese laico.. "il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale."
se è vero tutto questo, i crocifissi nelle scuole non devono esserci..
se certa gente vuole frequentare scuole cattoliche..lo facciano pure.. esistono appositamente delle scuole private gestite dalle varie confessioni religiose.. ma la scuola pubblica deve essere laica.. e rimanere tale!!

n° 9
sara domenica, 15 novembre 2009

R: io credo ..

"Laico" vuole dire che le persone pur essendo credenti non sono preti o suore ( questi infatti sono detti CONSACRATI) per questo la parola LAICO (credente in Cristo ma che appartiene al popolo) non ha assolutamente lo stesso significato della parola ATEO( ossia colui che esclude l'esistenza di Dio ) e la maggioranza degli italiani sono Cristiani Cattolici Laici che vi piaccia o no . Cristo poi è riconosciuto e rispettato in tutte le religiooni (nel Corano gli dedicano un intero capitolo del Corano , anche gli Ebrei , lo riconoscono come profeta) quindi gli unici a cui può dare fastidio sono i comunisti. E se mai ci fosse qualche straniero( quindi un OSPITE nel nostro paese) penso proprio che dodrebbe adattarsi alle regole che sono qui , che non sono solo le leggi , ma dovrebbe rispetto anche ali usi e costumi che sono qui. Se noi andassimo a scuola nei paesi loro dovremo noi adattarci alle loro regole perchè siamo in minoranza . Perchè loro non devono rispettare le nostre di regole , i nostri usi , e costumi?????

Nicla martedì, 17 novembre 2009

R: R: io credo ..

Non sono sicura che nella Costituzione sia scritto il termine "laico". E' espresso il concetto però. E' espresso il concetto secondo cui lo Stato è aconfessionale. Quindi anche tutto questo teatrino sul significato del termine "laico", che comunque nel periodo illuminista ha cambiato significato assumendo quello odierno, verrebbe a cadere.

sara martedì, 17 novembre 2009

R: R: R: io credo ..

nell'illuminismo è stato coniato il termine ATEO e poi anche dopo la costiituzione il crocifisso è rimasto per molti anni nelle aule scolastiche ...prima non dava fastidio a nessuno adesso invece da l'orticaria?

manu sabato, 14 novembre 2009

R: io credo ..

vorrei ricordarti anche però i patti lateranensi stipulati .....e se le altre persone sono atee oppure di un altra religione non vedo il motivo per toglierlo a noi credenti per loro sarà solo un pezzo di legno mentre per noi a un significato

Nicla martedì, 17 novembre 2009

R: R: io credo ..

Nei patti lateranensi era inserito il crocifisso tra gli arredi scolastiti in virtù del fatto, e solo in virtù del fatto, che la religione cattolica era stata assunta al ruolo di religione di stato. La religione di stato non esiste più da 25 anni. Quindi viene a cadere il presupposto per avere i crocifissi in luogi pubblici.

thewhitenigga92 domenica, 15 novembre 2009

R: R: io credo ..

Bravo, applausi

alessandro308 venerdì, 13 novembre 2009

Mai visto un crocifisso

Io in classe non ho mai avuto il crocifisso... ne quest'anno, nè l'altr'anno e manco 2 anni fa!

n° 8
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