Gaetano Romano, presidente dell'Unione Giovani Avvocati Italiani, lancia un allarme sulla prossima riforma per l'accesso all'avvocatura secondo quanto previsto dalla bozza di riforma dell'ordinamento della professione di avvocato esaminata dal Consiglio Nazionale Forense
ho trovato la notizia sul forum http://forum.studenti.it/avvocati/727734-numero-chiuso-entrare-avvocatur a-riforma.html prima di venire qua
che dire sono senza parole :-(
In Linea di principio, una riforma per l'acceso alla professione d'avvocato non è sbagliata se ha lo scopo di preparare realmente i futuri avvocati.
Ma domandiamoci, serve davvero questa riforma?
L’attuale sistema degli esami per diventare avvocato, le modalità con cui viene gestita e portata aventi nelle diverse corti d'appello e dai consigli dell'ordine è lo specchio di un unico interesse: limitare la concorrenza.
Anche i consigli dell'ordine sono una casta, come i notai. Solo che le modalità di selezione sono assai più sporche.
E allora diciamola tutta? riflettiamo sull'utilità della riforma partendo da qualche dato:
1.Ogni anno le corti d'appello hanno sempre o quasi lo stesso numero di candidati che tra scritto ed orale sono considerati idonei. La percentuale numerica di chi diventa avvocato varia ogni anno a seconda di quanti sono coloro che partecipano allo scritto.
Quindi, andate a vedere: ogni anno in determinate corti d'appello si iscrive -giura come avvocato sempre lo stesso numero di persone, 500, 800 persone.
Ma ....allo scritto hanno partecipato in 7.000, 8.000. Sono tutti così impreparati?
2. E' di dominio pubblico che le commissioni delle diverse corti d'appello non correggono tutti i compiti. é noto a tutti!!!
Basta un mero calcolo matematico ed un po’ di buon senso (quello del "buon padre di famiglia"!!!): come può una commissione che deve correggere i compiti di un numero variabile tra i 5.000-8.0000 candidati, ognuno dei quali ha svolto 3 compiti a testa, arrivare in 6 mesi a leggere e valutare tra i 15.000 ed i 24.000 compiti?
é presto detto, corregge un determinato numero, arriva alla percentuale stabilita di coloro che possono accedere all'orale, e poi.... gli altri.... li boccia. magari dando tre voti uguali.
Ed anche questo è di dominio pubblico.
3. Parliamo poi degli orali.
Abbiamo assistito ad esami di candidati che non erano in grado di rispondere a domande tecniche, ma solo a quelle manualistiche (modello università).
Sono tutti quei candidati che svolgono la c.d. pratica fittizia, e non hanno mai redatto un atto, mai fatto un parere, se non nelle "scuole". Ma la professione presuppone di per sè una pratica reale, in quanto l'esame d'avvocato non è un esame universitario, ma è finalizzato a verificare se il candidato è capace di svolgere la professione.
Eppure.... molti di questi candidati passano... alla faccia della deontologia. Alla faccia della normativa che richiede 2 anni di pratica.
4. E ancora. sappiano tutti che in questi ultimi anni la stragrande maggioranza degli studi legali ha seri problemi economici. La gente non ha più soldi e tanto meno li ha per andare dall'avvocato e allora.... lo slogan dei consigli dell'ordine è.... limitiamo ancora la concorrenza ed intanto arricchiamoci facendo le scuole di specializzazione, i master.....
Mi fermo qui... ma ci sarebbe ancora tanto e tanto e tanto da dire sullo status attuale degli esami. Su come vengono svolti, sulla valutazione dei candidati, etc, etc. etc.
Da fare ci sarebbe tanto...
Dico solo questo:
lo sappiamo tutti che il numero di coloro che ogni anno partecipa agli scritti aumenta a dismisura. Motivo?
Ai bocciati di una anno (in una corte con 8.000 candidati arrivano all'agognato titolo in (circa) 800-1000) si sommano coloro che lo fanno per la prima volta.... Fate un calcolo.....
Mi fermo qui, aggiungendo solo che l'unico elemento di riforma che non passerà è quello sui codici commentati.... troppi interessi dietro perchè questo elemento della riforma passi
leggete bene
abbiamo 5 anni di tempo per non caderci.. leggete l'art.55!
senza parole
ho trovato la notizia sul forum http://forum.studenti.it/avvocati/727734-numero-chiuso-entrare-avvocatur a-riforma.html prima di venire qua
che dire sono senza parole :-(
...diciamola tutta la verità....o quasi
In Linea di principio, una riforma per l'acceso alla professione d'avvocato non è sbagliata se ha lo scopo di preparare realmente i futuri avvocati.
Ma domandiamoci, serve davvero questa riforma?
L’attuale sistema degli esami per diventare avvocato, le modalità con cui viene gestita e portata aventi nelle diverse corti d'appello e dai consigli dell'ordine è lo specchio di un unico interesse: limitare la concorrenza.
Anche i consigli dell'ordine sono una casta, come i notai. Solo che le modalità di selezione sono assai più sporche.
E allora diciamola tutta? riflettiamo sull'utilità della riforma partendo da qualche dato:
1.Ogni anno le corti d'appello hanno sempre o quasi lo stesso numero di candidati che tra scritto ed orale sono considerati idonei. La percentuale numerica di chi diventa avvocato varia ogni anno a seconda di quanti sono coloro che partecipano allo scritto.
Quindi, andate a vedere: ogni anno in determinate corti d'appello si iscrive -giura come avvocato sempre lo stesso numero di persone, 500, 800 persone.
Ma ....allo scritto hanno partecipato in 7.000, 8.000. Sono tutti così impreparati?
2. E' di dominio pubblico che le commissioni delle diverse corti d'appello non correggono tutti i compiti. é noto a tutti!!!
Basta un mero calcolo matematico ed un po’ di buon senso (quello del "buon padre di famiglia"!!!): come può una commissione che deve correggere i compiti di un numero variabile tra i 5.000-8.0000 candidati, ognuno dei quali ha svolto 3 compiti a testa, arrivare in 6 mesi a leggere e valutare tra i 15.000 ed i 24.000 compiti?
é presto detto, corregge un determinato numero, arriva alla percentuale stabilita di coloro che possono accedere all'orale, e poi.... gli altri.... li boccia. magari dando tre voti uguali.
Ed anche questo è di dominio pubblico.
3. Parliamo poi degli orali.
Abbiamo assistito ad esami di candidati che non erano in grado di rispondere a domande tecniche, ma solo a quelle manualistiche (modello università).
Sono tutti quei candidati che svolgono la c.d. pratica fittizia, e non hanno mai redatto un atto, mai fatto un parere, se non nelle "scuole". Ma la professione presuppone di per sè una pratica reale, in quanto l'esame d'avvocato non è un esame universitario, ma è finalizzato a verificare se il candidato è capace di svolgere la professione.
Eppure.... molti di questi candidati passano... alla faccia della deontologia. Alla faccia della normativa che richiede 2 anni di pratica.
4. E ancora. sappiano tutti che in questi ultimi anni la stragrande maggioranza degli studi legali ha seri problemi economici. La gente non ha più soldi e tanto meno li ha per andare dall'avvocato e allora.... lo slogan dei consigli dell'ordine è.... limitiamo ancora la concorrenza ed intanto arricchiamoci facendo le scuole di specializzazione, i master.....
Mi fermo qui... ma ci sarebbe ancora tanto e tanto e tanto da dire sullo status attuale degli esami. Su come vengono svolti, sulla valutazione dei candidati, etc, etc. etc.
Da fare ci sarebbe tanto...
Dico solo questo:
lo sappiamo tutti che il numero di coloro che ogni anno partecipa agli scritti aumenta a dismisura. Motivo?
Ai bocciati di una anno (in una corte con 8.000 candidati arrivano all'agognato titolo in (circa) 800-1000) si sommano coloro che lo fanno per la prima volta.... Fate un calcolo.....
Mi fermo qui, aggiungendo solo che l'unico elemento di riforma che non passerà è quello sui codici commentati.... troppi interessi dietro perchè questo elemento della riforma passi
ditemi che non è vero
non ci credo non può essere
ma se fosse vero rimbocchiamoci tutti le maniche
Ma noi cosa possiamo fare? :-(
Cosa possiamo fare per dare il nostro contributo alle proteste? :-(