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Gelmini, più fondi all'università ma le manifestazioni proseguono. Scontri a Roma

La riforma Gelmini va avanti tra concessioni e dietrofront. Questo non ha però fermato gli studenti che oggi sono scesi in piazza in diverse città. Nella capitale, nei pressi della metropolitana Piramide, la polizia ha caricato gli studenti ed il bilancio è di uno studente ferito alla testa, una giornalista colpita da una manganellata e diversi contusi

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Staff martedì, 28 ottobre 2008

www.magicgames.blogfree.net

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n° 81
off-topic martedì, 28 ottobre 2008

Re: www.magicgames.blogfree.net

> www.magicgames.blogfree.net

OFF-TOPIC

alessandro sabato, 25 ottobre 2008

basta con queste false proteste!!

che massa di ignoranti..avete solo voglia di protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi per le ricerche e di certo grandi professori e ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci saranno per forza ma, con la grande quantità di professori incompetenti e personale inutile delle università, non può che essere un bene.
e poi la soluzione è la trasformazione in fondazioni private come è già successo a bologna, pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono privatizzate con ottimi risultati..

quindi per cosa protestate?!?!
ah preferite protestare invece che studiare e fare lezione..

n° 80
nives martedì, 28 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
> per le ricerche e di certo grandi professori e
> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
> saranno per forza ma, con la grande quantità di
> professori incompetenti e personale inutile delle
> università, non può che essere un bene.
> e poi la soluzione è la trasformazione in
> fondazioni private come è già successo a bologna,
> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
> privatizzate con ottimi risultati..
>
> quindi per cosa protestate?!?!
> ah preferite protestare invece che studiare e fare
> lezione..


partendo dal presupposto che sono favorevole alla manifestazione proprio perchè voglio aver garantito il diritto allo studio, NON TI DEVI PERMETTERE DI DARE DELL IGNORANTI A DELLE PERSONE SL PERCHè LA PENSANO DIVERAMENTE DA TE, nella mia scuola abbiamo deciso di scioperare e di nn occupare proprio per dare a chi voleva entrare la possibilità di farlo, rispetto chi è a favore della riforma anche se nn condivido, tu anche dovresti imparare il rispetto che è alla base dell educazione

giul martedì, 28 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

sottoscrivo.
Protestano tanto per protestare. Vorrei sapere quanti di questi protestatori abbiano letto il decreto...bah.
Lasciate studiare chi ha voglia di farlo invece di lamentarvi ogni volta.
Evitate di aiutare la casta dei prof universitari che hanno paura che il portafogli possa essere meno gonfio..e sarebbe ora.

Volete motivi per protestare?
protestate per i professori che prendono stipendi da paura e non si presentano a lezione, al ricevimento, ecc.
protestate perché l'università spende soldi per fontane e minchiate e non per fare un parcheggio decente (lettere tor vergata), protestate perché molte facoltà hanno tolto gli appelli straordinari

r\ martedì, 28 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

ma x me hai dei problemi..2000 euro aal mese x un prof universitario e uno stipendio da paura??

Marco lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

Prima di parlare perchè non leggi il dl 133 almeno? ci fai più bella figura...Il prossimo anno l'FFO (il fondo con cui le università pagano gli stipendi, le strutture. etc.) viene ridotto di 67 milioni di euro e in 5 anni la riduzione sarà del 48% ossia 495 milioni di euro. Non ti sembrano soldi questi?
E poi rientra il 20% del personale, ossia ogni 5 professori in pensione, ne rientra 1.

Informati prima di parlare....

yo lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

ma che cazzo dici? A milano, venezia, e bologna le università sarebbero privatizzate?
Si vede che solo le più capre ed ignoranti e disiformati fra gli studenti sono favorevoli...

MaverickZ lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

Pezzo di ignorante, noi sabbiamo benissimo perchè protestiamo, vieni a Palermo che te ne accorgerai.

sissybitzy lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

Ignorante sarai tu caro mio se ti bevi le cavolate che si leggono su "Il Giornale" ,oppure su "Libero"!!

I Tagli alla Ricerca ci sono eccome,certo,non sono cospicui,ma generanno uno sconquasso a dir poco drammatico!
AAa secondo te trasformare le università in fondazioni private è positivo? Si ,se hai un reddito annuale di 35'000 euro ,io ,come il 77% di italiani NO!!!!
Non si tratta di ridurre gli sprechi,ma di un tagli di costi inconcepibili se fatti sull'istruzione.baluardo intoccabile!! Io mi domando perchè se c'è la necessità di ridurre gli sprechi ci sono ancora i portaborse che prendono 7'ooo euro al mese,perchè nn fare tagli più considerevoli alle istituzione ed ai ministeri?! Perchè Non dimezzare il numero di Ministri con Portfolio!?!?!? L'università PUBBLICA NON SI TOCCA! PUNTO!

Il lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

Sono d'accordo con te...
Se a questo ci aggiungi che il 95% degli studenti che manifestano non sanno neanche il motivo e che ad un tavolo organizzato dalla Gelmini gli studenti hanno posto come condizione essenziale per iniziare il dialogo il ritiro del decreto, mandando a farsi fottere quegli ideali, a loro propri, di confronto e democrazia, risultando quindi ipocriti (ancora una volta)...meglio che se ne stiano a casa...anche tt gli studenti che sono in piazza senza sapere il perchè....

X lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

> Sono d'accordo con te...
> Se a questo ci aggiungi che il 95% degli studenti
> che manifestano non sanno neanche il motivo e che
> ad un tavolo organizzato dalla Gelmini gli studenti
> hanno posto come condizione essenziale per iniziare
> il dialogo il ritiro del decreto, mandando a farsi
> fottere quegli ideali, a loro propri, di confronto
> e democrazia, risultando quindi ipocriti (ancora
> una volta)...meglio che se ne stiano a casa...anche
> tt gli studenti che sono in piazza senza sapere il
> perchè....
>

come al solito si vuole oscurare quelle migliaia di studenti e genitori che sanno esattamente perche' scioperare contro questa pseudo riforma rispetto ad altri sicuramente di minoranza.. che come ho potuto vedere in questi giorni sui canali "del capo"..
vengono intervistati e messi sul grande schermo per far risultare che la maggioranza di questi sono i soliti fannulloni..
Stasera ero alla riunione di classe di mia figlia e tra le varie cose le maestre hanno accennato a cosa cambiera' con la riforma gelmini .. in quell'istante un papa' ha commentato ad alta voce :
" QUESTO è IL RISULTATO DI ANNI DI SPRECHI ORA SI DEVE INTERVENIRE "
Io non essendo capace di stare zitto su temi di questo genere soprattutto in questo periodo di Slogan politici ho semplicemente replicato dicendogli che non è questo il modo di "bonificare la scuola" purtroppo non era il contesto adatto e non c'era il tempo per discutere di questo.
Se ne avessi avuto modo avrei spiegato il mio "NO" alla pseudo-riforma Gelmini spiegando come secondo me bisognerebbe riformare la scuola.
Innanzitutto, partiamo dall'aspetto gestionale, dato che è l'unico modo di vedere la scuola da parte di Gelmini e Tremonti. Da questo punto di vista la scuola ha molti problemi, sia come moltitudine di sprechi, sia come carenza di investimenti dove servono. Tuttavia, certo non possono essere una soluzione gli 8 miliardi di tagli del Governo, sia perchè sono una cifra spropositata rispetto al problema reale, sia perchè sono tagli indifferenziati, orizzontali, non mirati: ovvero, non andranno a colpire lo spreco, ma colpiranno in maniera indifferenziata sia lo spreco che la spesa utile. Invece, se si vuole rendere efficiente la scuola, bisogna partire dai bisogni: ovvero stabilire, possibilmente in maniera condivisa, i criteri di spesa. Ovvero quanti edifici scolastici sono necessari, quanti alunni può contenere una classe, quanti docenti sono necessari per ogni classe, quante materie sono necessarie, quante ore, quanti bidelli per numero di alunni, quanto personale per numero di alunni, eccetera eccetera, e sulla base di questi criteri assegnare i soldi alle scuole, lasciando un margine del 5-10%, e licenziando il personale superfluo (o assumendone altro se necessario). Tutte le cose aggiuntive, come insegnanti di sostegno, progetti, manutenzione, eccetera, dovranno essere finanziati con fondi aggiuntivi rilasciati dallo Stato previa verifica del reale bisogno e/o del loro utilizzo per quegli scopi.
E poi, se proprio si deve tagliare, si cominci dal tagliare i finanziamenti pubblici alle scuole private, che anzi la Gelmini vorrebbe aumentare in nome di una "maggiore libertà di scelta per le famiglie". Le scuole private devono sostenersi con i propri soldi e non sottrarre soldi alla scuola pubblica; e le famiglie, se non si possono permettere la privata, che vadano alla pubblica ... Lo so che è un'utopia, visto che la stragrande maggioranza delle scuole private è legata alla Chiesa, però bisognerebbe farlo. Anche perchè spesso quelle scuole sono dei "diplomifici".
E qui veniamo all'altro problema della scuola, ovvero il merito. Se infatti i giovani d'oggi hanno scarsa considerazione per la scuola è anche perchè il merito ha ben poca importanza in una società dove dilaga la raccomandazione, dove è più facile diventare qualcuno e/o stare bene economicamente facendo la velina, il tronista o partecipando ad un reality che studiando sodo e/o contando sulla proprie qualità. Certo, è molto difficile cambiare questa mentalità, però possiamo fare in modo di compiere una rivoluzione meritocratica. Innanzitutto con maggiori incentivi, anche economici, agli studenti meritevoli, a tutti i livelli. Poi attraverso un sistema di valutazione dei docenti, che vada a valutare il programma svolto, la qualità dell'insegnamento (magari attraverso un test di valutazione dell'apprendimento), le presenze, eccetera, e su questo basare aumenti di stipendio e licenziamenti. Poi rivedere i concorsi pubblici, di qualunque tipo, cercando di eliminare quanto più è possibile le valutazioni soggettive a favore di quelle oggetive, prendendo a modello il test d'ingresso per Medicina, che anno per anno sta riducendo significativamente il problema della raccomandazione.
Infine, ridare alla scuola il suo ruolo di punto di riferimento per la società. In una società dove sta venendo meno lo spirito partecipativo, dove attività come volontariato, partecipazione politica, sport, impegno nello studio, stanno lasciando il passo all'isolamento, alla centralità delle cose materiali (telefonini, vestiti alla moda), all'ignavia, alla vita da "Uomini e Donne" o "Amici", e dove quindi la scuola perde l'importanza che aveva prima, bisogna ripristinare il rapporto fra studente ed alunno. Ovvero cambiare l'offerta formativa, "svecchiare" un po' la scuola: incentivando il dibattito in classe (magari con delle ore di "discussione" sulle tematiche più varie), aumentando le strutture sportive sco

ste domenica, 26 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

vedo che hai gia ricevuto molte risposte per cui mi limito ad aggiungere poche cose
se sei all'universita se protesti e' per qualcosa di grave e non per non fare lezione altrimenti non ci vai neppure all'universita
poi se preferisci fare lo spirito di contraddizione fai pure perchè negi le evidenze, ossia che mancano soldi effettivi all'istruzione e che quindi fare tagli e proprio l'ultima cosa da fare.Si puo parlare di ridurre gli sprechi, quelli veri, con piu controlli e razzionalizando ma non con tagli folli e che colpiscono senza nessuna logica.

sabato, 25 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
> per le ricerche e di certo grandi professori e
> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
> saranno per forza ma, con la grande quantità di
> professori incompetenti e personale inutile delle
> università, non può che essere un bene.
> e poi la soluzione è la trasformazione in
> fondazioni private come è già successo a bologna,
> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
> privatizzate con ottimi risultati..
>
> quindi per cosa protestate?!?!
> ah preferite protestare invece che studiare e fare
> lezione..

ovviamente da una persona che scriva "xkè" in questo modo non ci si può certo attendere un interessamento alla privatizzazione della cultura.
La cosa che molti non capisco, mi riferisco a coloro i quali pur di non perdere l'anno decidono di non protestare, è ce se questo decreto entra in vigore l'anno prossimo probabilmente non potremo più iscriverci alle università.
L'articolo 16 parla di privtizzazione degli atenei trasformandoli in fondazioni. Questo vuol dire che gli atenei non ricevendo più fondi dallo stato, diveneranno come la bocconi con tasse d'iscrizione oscillanti tra i 3000 e i 9000 euro annui mentre per adesso il reddito più alto paga 1300 euro annui.
Inoltre non è da dimenticare l'articolo 66, quello sul cosìdettto "turnover". Poichè credo che le parole dell'articolo si spieghino da se cito un frase del punto 2:
In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per iascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nel'anno precedente.
qul'ora ci fosse bisogno di siegarlo faccio un piccolo esempio:
vengono licenziati o vanno in pensione 5 ricercatori...quanto è il 10 per cento di 5?
Esatto! NE VIENE ASSUNO SOLO 1!
questo vuol dire che le facoltà che non riceveranno ingenti donaioni dagli sponsor, una volta privatizzate non potrenno fare nepure affidameno sui soldi che i ricercatori portano con le loro ricerche e dovranno quindi chiudere.
Questo insiemme al maestro unico, all'abbassamento ella soglia di obbligo di istruzione a 14 anni porteranno a una cultura elitaria e a un ignoranza diffusa. Aggiungici l'uso della polizia e i presupposti per una dittatura ci sono tutti.
( so che il caro silvietto ha già ritrattato le sue dichiarazioni sull'uso della polizia e dell'esercito, ma sono fermamente convinto che se gli studenti continuano così ben presto si troveranno i manganelli come è successo a milano)

sabato, 25 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
> per le ricerche e di certo grandi professori e
> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
> saranno per forza ma, con la grande quantità di
> professori incompetenti e personale inutile delle
> università, non può che essere un bene.
> e poi la soluzione è la trasformazione in
> fondazioni private come è già successo a bologna,
> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
> privatizzate con ottimi risultati..
>
> quindi per cosa protestate?!?!
> ah preferite protestare invece che studiare e fare
> lezione..

Senti.. sia chiara una cosa, io non protesto così tanto per stare a casa da scuola, altrimenti starei a casa, non in piazza a protestare, questo paese non è ancora una dittattura quindi ho tutto il diritto di protestare se qualcosa non mi piace!
Ah si spero proprio che le manganellato le prendi tu cosi prima di scrivere ci penso un po su!

sabato, 25 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
> per le ricerche e di certo grandi professori e
> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
> saranno per forza ma, con la grande quantità di
> professori incompetenti e personale inutile delle
> università, non può che essere un bene.
> e poi la soluzione è la trasformazione in
> fondazioni private come è già successo a bologna,
> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
> privatizzate con ottimi risultati..
>
> quindi per cosa protestate?!?!
> ah preferite protestare invece che studiare e fare
> lezione..

No fai pena tu che non capisci nemmeno di cosa stiamo parlando -.-' che idiozia!

keynes87 domenica, 26 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

>> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
>> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
>> per le ricerche e di certo grandi professori e
>> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
>> saranno per forza ma, con la grande quantità di
>> professori incompetenti e personale inutile delle
>> università, non può che essere un bene.
>> e poi la soluzione è la trasformazione in
>> fondazioni private come è già successo a bologna,
>> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
>> privatizzate con ottimi risultati..
>>
>> quindi per cosa protestate?!?!
>> ah preferite protestare invece che studiare e fare
>> lezione..

Hai perfettamente ragione!! Sono totalmente d'accordo con te. Pensavo di essere l'unico a pensarla così! Complimenti!

http://agoraomai.altervista.it

Deborah martedì, 28 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

>>> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
>>> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
>>> per le ricerche e di certo grandi professori e
>>> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
>>> saranno per forza ma, con la grande quantità di
>>> professori incompetenti e personale inutile delle
>>> università, non può che essere un bene.
>>> e poi la soluzione è la trasformazione in
>>> fondazioni private come è già successo a bologna,
>>> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
>>> privatizzate con ottimi risultati..
>>>
>>> quindi per cosa protestate?!?!
>>> ah preferite protestare invece che studiare e
>fare
>>> lezione..
>
>Hai perfettamente ragione!! Sono totalmente
>d'accordo con te. Pensavo di essere l'unico a
>pensarla così! Complimenti!
>
>http://agoraomai.altervista.it
>
>

Anch'io sono più che d'accordo con voi!
Se hanno tanta voglia di studiare come dicono che vadano in classe e non in giro per le piazze e per i bar!!!
Ragazzini ignoranti

Keynes87 domenica, 26 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

>>> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
>>> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
>>> per le ricerche e di certo grandi professori e
>>> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
>>> saranno per forza ma, con la grande quantità di
>>> professori incompetenti e personale inutile delle
>>> università, non può che essere un bene.
>>> e poi la soluzione è la trasformazione in
>>> fondazioni private come è già successo a bologna,
>>> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
>>> privatizzate con ottimi risultati..
>>>
>>> quindi per cosa protestate?!?!
>>> ah preferite protestare invece che studiare e
>fare
>>> lezione..
>

Hai perfettamente ragione!! Sono totalmente
d'accordo con te. Pensavo di essere l'unico a
pensarla così! Complimenti!
http://agoraomai.altervista.org

sabato, 25 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
> per le ricerche e di certo grandi professori e
> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
> saranno per forza ma, con la grande quantità di
> professori incompetenti e personale inutile delle
> università, non può che essere un bene.
> e poi la soluzione è la trasformazione in
> fondazioni private come è già successo a bologna,
> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
> privatizzate con ottimi risultati..
>
> quindi per cosa protestate?!?!
> ah preferite protestare invece che studiare e fare
> lezione..

ti dico perchè protesto:sono una studentessa che fa quinta al liceo scientifico per cui la scelta di andare all'università per me è quasi obbligata.Il decreto Germini riduce i fondi per la scuola d quasi il 50% ciò vuol dire per quanto riguarda l'università un necessario aumento ENORME delle rette d iscrizione cosa ke si traduce in un:Università solo per chi se lo può permettere economicamente.Il decreto inoltre consente alle università di diventare Fondazioni private cioè di essere ACQUISTATE letterarmente da qualche ente privato...tipo industrie ecc.Ovviamente solo le facoltà economicamente "redditizie" (ad esempio economia e commercio,chimica ..) potranno aver qualke speranza d essere comprate e quindi mantenere costi d iscrizione accessibili..diventando soggette a un politica aziendale (per es non ci sarà piu la possibilita d fare ricerca liberamente ma solo finalizzata al "bene" dell'azienda ke finanzia gli studi)..ma chi sosterrà le facoltà umanistiche che non rappresentano una risorsa economica???!Per cui dove sta il premiare i migliori tanto sostenuto dalla germini???evidente si riferisce ai migliori nel senso i piu ricchi?!In aggiunta ricordo che l'istruzione è un DIRITTO di TUTTI i cittadini italiani.

.. lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

>ti dico perchè protesto:sono una studentessa che fa
>quinta al liceo scientifico per cui la scelta di
>andare all'università per me è quasi obbligata.Il
>decreto Germini riduce i fondi per la scuola d
>quasi il 50% ciò vuol dire per quanto riguarda
>l'università un necessario aumento ENORME delle
>rette d iscrizione cosa ke si traduce in
>un:Università solo per chi se lo può permettere
>economicamente.Il decreto inoltre consente alle
>università di diventare Fondazioni private cioè di
>essere ACQUISTATE letterarmente da qualche ente
>privato...tipo industrie ecc.Ovviamente solo le
>facoltà economicamente "redditizie" (ad esempio
>economia e commercio,chimica ..) potranno aver
>qualke speranza d essere comprate e quindi
>mantenere costi d iscrizione
>accessibili..diventando soggette a un politica
>aziendale (per es non ci sarà piu la possibilita d
>fare ricerca liberamente ma solo finalizzata al
>"bene" dell'azienda ke finanzia gli studi)..ma chi
>sosterrà le facoltà umanistiche che non
>rappresentano una risorsa economica???!Per cui dove
>sta il premiare i migliori tanto sostenuto dalla
>germini???evidente si riferisce ai migliori nel
>senso i piu ricchi?!In aggiunta ricordo che
>l'istruzione è un DIRITTO di TUTTI i cittadini
>italiani.

Le università acquistate dalle industrie???ma stai scherzando???è questo che si evince dal ddl???ma robe da matti...alle università viene fornita la possiblità di diventare fondazioni private...il che signfica che se l'università lo decide, potrà diventare privata ed avere la possibilità di chiedere fondi e farsi sostentare dalle aziende che vogliono investire in essa...almeno diciamo le cose come stanno e con chiarezza...no campate per aria messe in bocc dall'uds di merda...

bah martedì, 28 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

>>ti dico perchè protesto:sono una studentessa che fa
>>quinta al liceo scientifico per cui la scelta di
>>andare all'università per me è quasi obbligata.Il
>>decreto Germini riduce i fondi per la scuola d
>>quasi il 50% ciò vuol dire per quanto riguarda
>>l'università un necessario aumento ENORME delle
>>rette d iscrizione cosa ke si traduce in
>>un:Università solo per chi se lo può permettere
>>economicamente.Il decreto inoltre consente alle
>>università di diventare Fondazioni private cioè di
>>essere ACQUISTATE letterarmente da qualche ente
>>privato...tipo industrie ecc.Ovviamente solo le
>>facoltà economicamente "redditizie" (ad esempio
>>economia e commercio,chimica ..) potranno aver
>>qualke speranza d essere comprate e quindi
>>mantenere costi d iscrizione
>>accessibili..diventando soggette a un politica
>>aziendale (per es non ci sarà piu la possibilita d
>>fare ricerca liberamente ma solo finalizzata al
>>"bene" dell'azienda ke finanzia gli studi)..ma chi
>>sosterrà le facoltà umanistiche che non
>>rappresentano una risorsa economica???!Per cui dove
>>sta il premiare i migliori tanto sostenuto dalla
>>germini???evidente si riferisce ai migliori nel
>>senso i piu ricchi?!In aggiunta ricordo che
>>l'istruzione è un DIRITTO di TUTTI i cittadini
>>italiani.
>
>Le università acquistate dalle industrie???ma stai
>scherzando???è questo che si evince dal ddl???ma
>robe da matti...alle università viene fornita la
>possiblità di diventare fondazioni private...il che
>signfica che se l'università lo decide, potrà
>diventare privata ed avere la possibilità di
>chiedere fondi e farsi sostentare dalle aziende che
>vogliono investire in essa...almeno diciamo le cose
>come stanno e con chiarezza...no campate per aria
>messe in bocc dall'uds di merda...

Quando avrai imparato a scivere correttamente in lingua italiana, verrai degnato di nota, altrimenti verrai trattato come se fossi una classe ponte

bah lunedì, 27 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

>
>ti dico perchè protesto:sono una studentessa che fa
>quinta al liceo scientifico per cui la scelta di
>andare all'università per me è quasi obbligata.Il
>decreto Germini riduce i fondi per la scuola d
>quasi il 50% ciò vuol dire per quanto riguarda
>l'università un necessario aumento ENORME delle
>rette d iscrizione cosa ke si traduce in
>un:Università solo per chi se lo può permettere
>economicamente.Il decreto inoltre consente alle
>università di diventare Fondazioni private cioè di
>essere ACQUISTATE letterarmente da qualche ente
>privato...tipo industrie ecc.Ovviamente solo le
>facoltà economicamente "redditizie" (ad esempio
>economia e commercio,chimica ..) potranno aver
>qualke speranza d essere comprate e quindi
>mantenere costi d iscrizione
>accessibili..diventando soggette a un politica
>aziendale (per es non ci sarà piu la possibilita d
>fare ricerca liberamente ma solo finalizzata al
>"bene" dell'azienda ke finanzia gli studi)..ma chi
>sosterrà le facoltà umanistiche che non
>rappresentano una risorsa economica???!Per cui dove
>sta il premiare i migliori tanto sostenuto dalla
>germini???evidente si riferisce ai migliori nel
>senso i piu ricchi?!In aggiunta ricordo che
>l'istruzione è un DIRITTO di TUTTI i cittadini
>italiani.

ehm..il decreto è GELMINI..almeno scriviamolo bene il nome del grande nemico, no? Bah

.. martedì, 28 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

>
>>
>>ti dico perchè protesto:sono una studentessa che fa
>>quinta al liceo scientifico per cui la scelta di
>>andare all'università per me è quasi obbligata.Il
>>decreto Germini riduce i fondi per la scuola d
>>quasi il 50% ciò vuol dire per quanto riguarda
>>l'università un necessario aumento ENORME delle
>>rette d iscrizione cosa ke si traduce in
>>un:Università solo per chi se lo può permettere
>>economicamente.Il decreto inoltre consente alle
>>università di diventare Fondazioni private cioè di
>>essere ACQUISTATE letterarmente da qualche ente
>>privato...tipo industrie ecc.Ovviamente solo le
>>facoltà economicamente "redditizie" (ad esempio
>>economia e commercio,chimica ..) potranno aver
>>qualke speranza d essere comprate e quindi
>>mantenere costi d iscrizione
>>accessibili..diventando soggette a un politica
>>aziendale (per es non ci sarà piu la possibilita d
>>fare ricerca liberamente ma solo finalizzata al
>>"bene" dell'azienda ke finanzia gli studi)..ma chi
>>sosterrà le facoltà umanistiche che non
>>rappresentano una risorsa economica???!Per cui dove
>>sta il premiare i migliori tanto sostenuto dalla
>>germini???evidente si riferisce ai migliori nel
>>senso i piu ricchi?!In aggiunta ricordo che
>>l'istruzione è un DIRITTO di TUTTI i cittadini
>>italiani.
>
>ehm..il decreto è GELMINI..almeno scriviamolo bene
>il nome del grande nemico, no? Bah

Strano che quando a sbagliare a scrivere è una persona contraria alla riforma ve ne accorgete mentre quando a farlo e molto più spesso sono persone favorevoli alla riforma fate finta di niente... "de coherentia"

sabato, 25 ottobre 2008

Re: basta con queste false proteste!!

> che massa di ignoranti..avete solo voglia di
> protestare per qualcosa...non vengono tolti soldi
> per le ricerche e di certo grandi professori e
> ricercatori nn perderanno il lavoro. dei tagli ci
> saranno per forza ma, con la grande quantità di
> professori incompetenti e personale inutile delle
> università, non può che essere un bene.
> e poi la soluzione è la trasformazione in
> fondazioni private come è già successo a bologna,
> pisa, milano e venezia che dal 2001 si sono
> privatizzate con ottimi risultati..
>
> quindi per cosa protestate?!?!
> ah preferite protestare invece che studiare e fare
> lezione..

Io sciopererò perchè vado a un ITIS, leggi bene il nome istituto TECNICO industriale statale, bene l'anno prossimo gli itis avranno meno ore di laboratorio (già ora come ora ne faccio poche... mezz'ora in media a settimana di informatica) grazie a questa riforma e chi uscirà rimarrà (forse) Perito Capotecnico solo sulla carta.

Piero Sansonetti sabato, 25 ottobre 2008

La rivolta degli studenti fa paura al sistema. Est

La rivolta, nelle scuole e nelle università, si sta spandendo, come un virus. E' grandissima, coinvolge centinaia di migliaia di studenti e professori. Riguarda una intera generazione. Ormai fa paura. I giornali, i partiti, il governo, l'opposizione ombra, sono in allarme. Perché? Per il semplice motivo che l'esplosione improvvisa, in tutt'Italia, del movimento dei giovani fa saltare il banco della politica. Scompiglia tutte le carte, tutte le previsioni. Il «sistema» si stava preparando a una lunga traversata nel deserto, durante la quale i ruoli erano chiari e definiti. Un governo deciso a dare una gestione di destra alla grande crisi economica portata dalla globalizzazione (gestione di destra vuol dire la ricerca di una soluzione degli squilibri che avviene aumentando gli squilibri: e cioè riducendo i diritti dei più deboli, e i diritti collettivi, e contenendo il costo del lavoro e il costo del welfare); una opposizione parlamentare molto morbida e collaborativa, che scommette solo sul fatto che chi governa una crisi così aspra dovrà alla fine pagare un prezzo elettorale; e una sinistra magari arrabbiata, protestataria, ma debolissima e fuorigioco. Il conflitto sociale ridotto ai minimi termini, gestito con l'emarginazione e con il contrasto esercitato da un sistema informativo (stampa e Tv) potentissimo e «unificato».
Nessuno si aspettava che questo schema potesse essere messo in crisi da una rivolta giovanile. E invece sta succedendo. E' partita una contestazione formidabile, concreta ma molto di prospettiva, che mette in discussione tutto il castello del berlusconismo e del nuovo liberismo statalizzato, più pericoloso e costoso ancora del vecchio liberismo ultra-liberale.
Ieri lo Stato, per la prima volta, ha accennato una risposta violenta all'attacco degli studenti. E' successo a Milano, dove la polizia ha aggredito i cortei. In moltissime altre città d'Italia le mobilitazioni sono state grandissime, come non se ne vedevano da decenni, o forse come non si erano mai viste. Dicono che il punto debole del movimento degli studenti e dei professori, e dei giovani, sia la durata. Dicono che siano movimenti effimeri. Vediamo, vedremo se è così. Se invece non sarà effimero, se - come è successo in altri frangenti della storia - saprà dialogare e condizionare altri conflitti sociali, questo movimento può diventare un virus pericolosissimo per la pace sociale e per la nuova borghesia italiana, appena riunificata sotto le bandiere di Berlusconi, Monti e Tremonti.

n° 79
Studentessa giovedì, 23 ottobre 2008

Leggete prima di sparare a zero!

LEGGETE PRIMA DI PROTESTARE E SPARARE CAVOLATE:
Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche POSSONO deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a MAGGIORANZA ASSOLUTA ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.

Art. 15.
Costo dei libri scolastici

1. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l'autonomia didattica nell'adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell'organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.

chi l'ha detto che l'anno prossimo pagherete 6000 euro???attenti!siete nelle mani di quei burattinai dei sindacati...la crisi economica c'è...e da qualche parte bisogna togliere..la sanità no, aumentare il costo dei trasporti no,diminuire le pensioni no, aumentare le tasse no, toglierli all'istruione no...insomma...i soldi dove si prendono???

ora rispondete sono curiosa!

n° 78
Carlotta venerdì, 24 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

Chiedili ai tuoi i soldi! ma chi ti credi di essere^? allora rettori insegnanti gente con cervelli molto più grossi del tuo sono tutti dei dementi presi da qualche strana malattia mentale?

ma ammazzati! i soldi li devono prendere dagli stronzi come il berlusca e i suoi amici banchieri del cavolo che vivono molto meglio di noi e di te! che giocano con i nostri soldi! che rischiano e fanno comunella!
rimbambita! noi la crisi loro non la paghiamo! che si vendano le mutande per trovare i soldi!! che i parlamentari prendano 800 euro al mese e che vadano fottutamente a piedi a lavoro! e poi parliamo!

ma in che mondo vivi? ma dove vivi? paris hilton ma vattene và!

Him89 lunedì, 27 ottobre 2008

Dov'è il diritto allo studio?!

Se vi potete permettere di pagare buon per voi..ma xke io studentessa lucana devo rinunciare all'niversità?!Le università delle grandi città sicuramente avranno molte difficoltà ma nella mia città l università è già piccola e con gravi problemi dopo la riforma potrette proprio andare a pezzi..Io non posso permettermi di andare a studiare fuori..e allora cosa dovrei fare?! è questo il diritto allo studio?!I soldi si posso trovare in altri modi.. per esempio tagliando gli stipendi e diminuendo i privilegi dei nostri cari politici....

Studentessa sabato, 25 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

> Chiedili ai tuoi i soldi! ma chi ti credi di
> essere^? allora rettori insegnanti gente con
> cervelli molto più grossi del tuo sono tutti dei
> dementi presi da qualche strana malattia mentale?
>
> ma ammazzati! i soldi li devono prendere dagli
> stronzi come il berlusca e i suoi amici banchieri
> del cavolo che vivono molto meglio di noi e di te!
> che giocano con i nostri soldi! che rischiano e
> fanno comunella!
> rimbambita! noi la crisi loro non la paghiamo! che
> si vendano le mutande per trovare i soldi!! che i
> parlamentari prendano 800 euro al mese e che vadano
> fottutamente a piedi a lavoro! e poi parliamo!
>
> ma in che mondo vivi? ma dove vivi? paris hilton ma
> vattene và!
>
>
G E L O S I A!anti di quelli si sono fatti un culo cosi per avere tutti qui soldi....forse te o i tuoi antenati non avete fatto abbastanza...poi rimbambita sarai te...

ste sabato, 25 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

apparte evitare insulti tra di noi e parlo con tutti per questo non significa che chi ha i soldi possa fare quello che vuole calpestando gli altri.se con gelosia intendi non avere tutti quei soldi ti posso dire che si fanno comodo ma non mi interessano se ti fanno perde qualsiasi interesse per chi viene calpestato

studentessa di giurisprudenza sabato, 25 ottobre 2008

non è un DL !

puntualizzo non è un decreto legge...bensì una legge!!!!!!!!!!!!!!!!
il decreto tremonti (dl 112)è stato convertito in l.133/2008...che è ben diverso!;)..ovviamento moooooooooolto più grave..

Re venerdì, 24 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

> LEGGETE PRIMA DI PROTESTARE E SPARARE CAVOLATE:
> Art. 16.
> Facoltà di trasformazione in fondazioni delle
> università
>
> 1. In attuazione dell'articolo 33 della
> Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e
> dell'autonomia didattica, scientifica,
> organizzativa e finanziaria, le Università
> pubbliche POSSONO deliberare la propria
> trasformazione in fondazioni di diritto privato. La
> delibera di trasformazione e' adottata dal Senato
> accademico a MAGGIORANZA ASSOLUTA ed e' approvata
> con decreto del Ministro dell'istruzione,
> dell'università e della ricerca, di concerto con il
> Ministro dell'economia e delle finanze. La
> trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio
> dell'anno successivo a quello di adozione della
> delibera.
>
> Art. 15.
> Costo dei libri scolastici
>
> 1. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel
> rispetto della normativa vigente e fatta salva
> l'autonomia didattica nell'adozione dei libri di
> testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto
> conto dell'organizzazione didattica esistente, i
> competenti organi individuano preferibilmente i
> libri di testo disponibili, in tutto o in parte,
> nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi
> disponibili tramite internet, gratuitamente o
> dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla
> normativa vigente.
>
> chi l'ha detto che l'anno prossimo pagherete 6000
> euro???attenti!siete nelle mani di quei burattinai
> dei sindacati...la crisi economica c'è...e da
> qualche parte bisogna togliere..la sanità no,
> aumentare il costo dei trasporti no,diminuire le
> pensioni no, aumentare le tasse no, toglierli
> all'istruione no...insomma...i soldi dove si
> prendono???
>
> ora rispondete sono curiosa!
>
>
DOVRESTI DIRMELO TU, SICCOME IMMAGINO CHE TU SIA CONTENTA DI NON PAGARE PIù L'ICI CHE, DOPO LE TASSE E LE MULTE, SONO UNA DELLE POCHE ENTRATE COMUNALI.. E POI SE FOSSI IN TE AGGIUNGEREI UN'ALTRO "NO" DAVANTI ALL'ISTRUZIONE!!
I SOLDI NON SI CREANO DAL NULLA, QUESTO E VERO.. ED è APPUNTO PER QUESTO CHE UN TAGLIO ALL'UNICA FONTE DI RICERCA E SVILUPPO SCIENTIFICO (E QUINDI ECONOMICO) NON MI SEMBRA LA SOLUZIONE ADATTA. PROVA A GUARDARTI IN GIRO. GUARDA AGLI ALTRI PAESI EUROPEI. ANCHE LORO SONO NEL MEZZO DELLA CRISI ECONOMICA, MA NON MI RISULTA CHE EFFETUINO DEI TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA ED ALLE UNIVERSITà PER SUPERARLA. TU DICI CHE NOI SIAMO NELLE MANI "DI QUEI BURATTINAI DEI SINDACATI", EBBENE IO TI DICO CHE SEI TU, PER QUANTO TI SEMBRA DI ESSERE NEL GIUSTO, A ESSERE CADUTA NELLA SCHIFOSA RETE MEDIATICA ITALIANA CHE, COME TE, INGABBIA TUTTO IL PAESE.

ste giovedì, 23 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

carissima studentessa se tagli in qualche modo bisogna recuperare se si passa ai privati gli aumenti rischiano di essere molto alti.poi mi spieghi perche non si taglia da altre parti e che si venga sempre a fare cassa sulla schuola e sulla universita ,perche si devonoo mandare a casa circa 100.000 precari,perche si ridicono gli insegnati quando in alcune facolta non bastano.parlano di risparmaire e mandano lesercito con un quantitativo di fondi che sarebbe bastato a modernizare le forze dell'ordine e aumentarne i numeri, perche non si taglia gli stipendi dei politici?perche le tasse devono essere in proporzione piu basse ai ricchi ed essere assenti sulle grandi rendite finanziare,intendendo non i risparmi di piccoli investitori?

Questo governo sa fare proclami e azioni che fannno notizia e quando deve ripararre alle cazzate fa casini e non fa cio che serve.

Studentessa venerdì, 24 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

> carissima studentessa se tagli in qualche modo
> bisogna recuperare se si passa ai privati gli
> aumenti rischiano di essere molto alti.poi mi
> spieghi perche non si taglia da altre parti e che
> si venga sempre a fare cassa sulla schuola e sulla
> universita ,perche si devonoo mandare a casa circa
> 100.000 precari,perche si ridicono gli insegnati
> quando in alcune facolta non bastano.parlano di
> risparmaire e mandano lesercito con un quantitativo
> di fondi che sarebbe bastato a modernizare le forze
> dell'ordine e aumentarne i numeri, perche non si
> taglia gli stipendi dei politici?perche le tasse
> devono essere in proporzione piu basse ai ricchi ed
> essere assenti sulle grandi rendite
> finanziare,intendendo non i risparmi di piccoli
> investitori?
>
> Questo governo sa fare proclami e azioni che fannno
> notizia e quando deve ripararre alle cazzate fa
> casini e non fa cio che serve.

e secondo voi è giusto che nella mia università (brescia) alla facoltà di medicina ci sia una sola profe di istologia (lei stessa ha detto che basta e avanza) e in altre ce ne sono 10-15???che praticamente non fanno NIENTE?????v sembra giusto che vi siano facoltà in cui vi sono 3-4 iscritti che praticamente fanno corsi privati???in italia ci sono più di 5000 corsi....in altre nazioni mooooolto meno di 1/4 di 5000...poi ci si lamenta dell'italia!

ste venerdì, 24 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

a me non risulta che con meno di 5 iscritti si attivino dei curriculum,per i corsi avere una vasta gamma non e' un male e poi ci sono regole che impediscono che si attivino se non c'e' un tot di alunni che li seguono almeno da me e' cosi i prof che fanno sti corsi ne fanno anche altri altro che troppi ho un professore che in un semestre si sta facendo 4 corsi di cui uno e' un laboratorio piu ricerca e impegni istituzionali obbligati
per il fatto che vi mancano prof di istologia non servono tagli basta prendere quelli che non fanno niente e farli venire dove servono senza tagli ma solo con una migliore organizzazione

Leggi tu oca padovana giovedì, 23 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
"La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe"
H.G. Wells
Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a
se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
riceverla.
Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
argomento con una qualche valenza di tipo economico.
Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo ,
pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.
Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni
- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
- Commissione II GIUSTIZIA
- Commissione III AFFARI ESTERI
- Commissione IV DIFESA
- Commissione VII CULTURA
- Commissione VIII AMBIENTE
- Commissione IX TRASPORTI
- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
- Commissione XI LAVORO
- Commissione XII AFFARI SOCIALI
- Commissione XIIIAGRICOLTURA
- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei
Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo
di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…
Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.
TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.
Riduzione di:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
- 190 milioni di euro per l’anno 2010
- 316 milioni di euro per l’anno 2011
- 417 milioni di euro per l’anno 2012
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università
di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi.
Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non
deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.
Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno
accademico.
Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per
meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata.
Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali,
garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far
affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di
eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.
Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.
Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.
La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla
redditività a livello economico!
TURN OVER (articolo 66)
La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che
si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.
Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
cinque pensionamenti o licenziamenti.
Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?
Riassumendo:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o
pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di
mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.
In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa
legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo
ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
questo viene approvato in parlamento.
L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi
rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico
crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché
probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.
Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
PUBBLICA
DALLA LEGGE 133/2008

Studentessa giovedì, 23 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

> CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
> PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
> "La storia umana diventa sempre di più una gara tra
> la cultura e la catastrofe"
> H.G. Wells
> Cercherò di essere il più breve e comprensivo
> possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
> molte cose di cui scrivere, sperando che tutti
> abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
> riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi
> ed informare quanta più gente possibile intorno a
> se, perché si tratta di salvare l’università, una
> cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
> riceverla.
> Più che una legge, è un enorme calderone
> all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
> argomento con una qualche valenza di tipo economico.
> Il testo della legge potete trovarla a questo
> indirizzo
> ,
> pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati
> del Parlamento Italiano.
> Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa
> le seguenti commissioni
> - Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
> - COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
> - Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
> - Commissione II GIUSTIZIA
> - Commissione III AFFARI ESTERI
> - Commissione IV DIFESA
> - Commissione VII CULTURA
> - Commissione VIII AMBIENTE
> - Commissione IX TRASPORTI
> - Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
> - Commissione XI LAVORO
> - Commissione XII AFFARI SOCIALI
> - Commissione XIIIAGRICOLTURA
> - Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
> - COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI
> REGIONALI
> L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto
> inizio con la prima lettura alla Camera dei
> Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con
> l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
> Un mese di discussione, due o tre giorni per
> settimana, nel completo silenzio dei media nel
> periodo
> di minima attenzione dell’opinione pubblica, in
> vacanza, ferie…
> Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al
> riguardo dell’università pubblica.
> TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
> DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
> E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi
> destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
> finanziamento ordinario delle università) nella
> seguente maniera.
> Riduzione di:
> - 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
> - 190 milioni di euro per l’anno 2010
> - 316 milioni di euro per l’anno 2011
> - 417 milioni di euro per l’anno 2012
> - 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
> per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino
> al 2013.
> TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
> IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
> Per sopperire all’improvviso ammanco dei
> finanziamenti pubblici, lo stato consente alle
> università
> di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
> Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione
> pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
> universitarie di decidere l’entità delle tasse per
> gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
> diritto allo studio univesitario, tutelato dalla
> Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che
> recita:
> Art. 33.
> L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
> l'insegnamento.
> La Repubblica detta le norme generali
> sull'istruzione ed istituisce scuole statali per
> tutti gli ordini e
> gradi.
> Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno
> solare, il gettito delle tasse degli studenti non
> deve superare il 20% dell’importo del finanziamento
> ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
> pone un tetto massimo alle tasse che si possono far
> pagare ad uno studente.
> Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e
> vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
> qualunque cifra agli studenti, senza dover
> rispondere a nessun tetto prefissato.
> Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe
> essere uno standard per il prossimo anno
> accademico.
> Raggiungeremmo uno standard tipo college americano,
> dove o si vince una borsa di studio per
> meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter
> far fronte ad una richiesta economica di tale
> portata.
> Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è
> andati a ledere questo principio costituzionali,
> garantendo il diritto allo studio ed ad una
> formazione di qualità solamente a chi può far
> affidamento su una grande capacità economica,
> andando a ledere il principio costituzionale di
> eguaglianza e pari dignità tra i cittadini
> decretata dall’articolo 3
> Art. 3.
> Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
> eguali davanti alla legge, senza distinzione di
> sesso, di razza, di lingua, di religione, di
> opinioni politiche, di condizioni personali e
> sociali.
> È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
> di ordine economico e sociale, che, limitando di
> fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
> impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
> l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
> all'organizzazione politica, economica e sociale del
> Paese.
> Al contempo assisteremo alla definitiva violazione
> dell’articolo 9, che recita
> Art. 9.
> La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e
> la ricerca scientifica e tecnica
> vista la sostanziale impossibilità delle università
> di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
> tagli economici e di personale docente, di ricerca
> e tecnico – amministrativo subiti.
> Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i
> poteri economici.
> Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che
> li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
> avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla
> ricerca in tutti i vari settori universitari.
> La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive
> impartite dalle società finanziatrici, in base alla
> redditività a livello economico!
> TURN OVER (articolo 66)
> La stessa legge ha imposto una drastica riduzione
> del personale universitario alle facoltà stesse, che
> si trovano costrette improvvisamente a mandare
> obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
> requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte
> del proprio organico.
> Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni
> didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
> La legge 133 impone invece un turn over bloccato al
> 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
> cinque pensionamenti o licenziamenti.
> Come pensiamo di mantenere una didattica di buon
> livello in questa maniera?
> Riassumendo:
> - Le facoltà devono ridurre gli organici entro i
> termini imposti dalla legge, licenziando o
> pensionando forzatamente
> - Si può procedere all’assunzione ogni 5
> pensionamenti e/o licenziamenti
> Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a
> personale docente, chiedendo ai ricercatori di
> mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la
> stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
> stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di
> ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
> Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe
> sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
> addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea
> meno frequentati o considerati di minor interesse.
> In questo rapido excursus informativo sono stati
> citati solamente i problemi più grossi a cui questa
> legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione
> il testo della legge, o informarsi con chi già lo
> ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli
> abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
> questo viene approvato in parlamento.
> L’università da pubblica diventerebbe un privilegio
> per i pochi che potrebbero permettersi
> rette universitarie altissime, mentre il livello
> qualitativo dell’insegnamento pubblico
> crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la
> soppressione di esami, nonché
> probabilmente anche di corsi di laurea meno
> frequentati o considerati “di minore rilievo”.
> Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed
> obbligando le università a svendersi a
> privati per sopravvivere, senza poi garantire un
> livello di istruzione accettabile.
> DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
> PUBBLICA
> DALLA LEGGE 133/2008

ma vai a cagare comunista di merda...

... venerdì, 24 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

>> CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
>> PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
>> "La storia umana diventa sempre di più una gara
>tra
>> la cultura e la catastrofe"
>> H.G. Wells
>> Cercherò di essere il più breve e comprensivo
>> possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
>> molte cose di cui scrivere, sperando che tutti
>> abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
>> riportato sotto, e trovino la spinta per
>informarsi
>> ed informare quanta più gente possibile intorno a
>> se, perché si tratta di salvare l’università, una
>> cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
>> riceverla.
>> Più che una legge, è un enorme calderone
>> all’interno del quale è stato gettato di tutto,
>ogni
>> argomento con una qualche valenza di tipo
>economico.
>> Il testo della legge potete trovarla a questo
>> indirizzo
>> ,
>> pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati
>> del Parlamento Italiano.
>> Basti pensare che questa legge ha chiamato in
>causa
>> le seguenti commissioni
>> - Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
>> - COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
>> - Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
>> - Commissione II GIUSTIZIA
>> - Commissione III AFFARI ESTERI
>> - Commissione IV DIFESA
>> - Commissione VII CULTURA
>> - Commissione VIII AMBIENTE
>> - Commissione IX TRASPORTI
>> - Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
>> - Commissione XI LAVORO
>> - Commissione XII AFFARI SOCIALI
>> - Commissione XIIIAGRICOLTURA
>> - Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
>> - COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI
>> REGIONALI
>> L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto
>> inizio con la prima lettura alla Camera dei
>> Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con
>> l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al
>Senato.
>> Un mese di discussione, due o tre giorni per
>> settimana, nel completo silenzio dei media nel
>> periodo
>> di minima attenzione dell’opinione pubblica, in
>> vacanza, ferie…
>> Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al
>> riguardo dell’università pubblica.
>> TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
>> DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
>> E’ stata decisa da questa legge il taglio dei
>fondi
>> destinati all’università pubblica (FFO - fondo
>per il
>> finanziamento ordinario delle università) nella
>> seguente maniera.
>> Riduzione di:
>> - 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
>> - 190 milioni di euro per l’anno 2010
>> - 316 milioni di euro per l’anno 2011
>> - 417 milioni di euro per l’anno 2012
>> - 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
>> per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno
>fino
>> al 2013.
>> TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
>> IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
>> Per sopperire all’improvviso ammanco dei
>> finanziamenti pubblici, lo stato consente alle
>> università
>> di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
>> Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione
>> pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
>> universitarie di decidere l’entità delle tasse per
>> gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
>> diritto allo studio univesitario, tutelato dalla
>> Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33,
>che
>> recita:
>> Art. 33.
>> L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
>> l'insegnamento.
>> La Repubblica detta le norme generali
>> sull'istruzione ed istituisce scuole statali per
>> tutti gli ordini e
>> gradi.
>> Attualmente la legge difatti sancisce che
>nell’anno
>> solare, il gettito delle tasse degli studenti non
>> deve superare il 20% dell’importo del
>finanziamento
>> ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
>> pone un tetto massimo alle tasse che si possono
>far
>> pagare ad uno studente.
>> Con il passaggio a fondazione l’università potrà
>(e
>> vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
>> qualunque cifra agli studenti, senza dover
>> rispondere a nessun tetto prefissato.
>> Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe
>> essere uno standard per il prossimo anno
>> accademico.
>> Raggiungeremmo uno standard tipo college
>americano,
>> dove o si vince una borsa di studio per
>> meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter
>> far fronte ad una richiesta economica di tale
>> portata.
>> Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è
>> andati a ledere questo principio costituzionali,
>> garantendo il diritto allo studio ed ad una
>> formazione di qualità solamente a chi può far
>> affidamento su una grande capacità economica,
>> andando a ledere il principio costituzionale di
>> eguaglianza e pari dignità tra i cittadini
>> decretata dall’articolo 3
>> Art. 3.
>> Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e
>sono
>> eguali davanti alla legge, senza distinzione di
>> sesso, di razza, di lingua, di religione, di
>> opinioni politiche, di condizioni personali e
>> sociali.
>> È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
>> di ordine economico e sociale, che, limitando di
>> fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
>> impediscono il pieno sviluppo della persona umana
>e
>> l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
>> all'organizzazione politica, economica e sociale
>del
>> Paese.
>> Al contempo assisteremo alla definitiva violazione
>> dell’articolo 9, che recita
>> Art. 9.
>> La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e
>> la ricerca scientifica e tecnica
>> vista la sostanziale impossibilità delle
>università
>> di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
>> tagli economici e di personale docente, di ricerca
>> e tecnico – amministrativo subiti.
>> Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i
>> poteri economici.
>> Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che
>> li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti
>che
>> avrebbe un controllo economico di questo tipo
>sulla
>> ricerca in tutti i vari settori universitari.
>> La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive
>> impartite dalle società finanziatrici, in base
>alla
>> redditività a livello economico!
>> TURN OVER (articolo 66)
>> La stessa legge ha imposto una drastica riduzione
>> del personale universitario alle facoltà stesse,
>che
>> si trovano costrette improvvisamente a mandare
>> obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
>> requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte
>> del proprio organico.
>> Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni
>> didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
>> La legge 133 impone invece un turn over bloccato
>al
>> 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
>> cinque pensionamenti o licenziamenti.
>> Come pensiamo di mantenere una didattica di buon
>> livello in questa maniera?
>> Riassumendo:
>> - Le facoltà devono ridurre gli organici entro i
>> termini imposti dalla legge, licenziando o
>> pensionando forzatamente
>> - Si può procedere all’assunzione ogni 5
>> pensionamenti e/o licenziamenti
>> Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a
>> personale docente, chiedendo ai ricercatori di
>> mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la
>> stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
>> stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore
>di
>> ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
>> Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe
>> sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
>> addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea
>> meno frequentati o considerati di minor interesse.
>> In questo rapido excursus informativo sono stati
>> citati solamente i problemi più grossi a cui
>questa
>> legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione
>> il testo della legge, o informarsi con chi già lo
>> ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli
>> abissi entro cui verrà gettata l’università se
>tutto
>> questo viene approvato in parlamento.
>> L’università da pubblica diventerebbe un
>privilegio
>> per i pochi che potrebbero permettersi
>> rette universitarie altissime, mentre il livello
>> qualitativo dell’insegnamento pubblico
>> crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e
>la
>> soppressione di esami, nonché
>> probabilmente anche di corsi di laurea meno
>> frequentati o considerati “di minore rilievo”.
>> Si sta cercando di distruggere la nostra cultura
>ed
>> obbligando le università a svendersi a
>> privati per sopravvivere, senza poi garantire un
>> livello di istruzione accettabile.
>> DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
>> PUBBLICA
>> DALLA LEGGE 133/2008
>
>ma vai a cagare comunista di merda...
>

...immagino che se IO avessi risposto "ma vai a cagare fascista di merda..." al messaggio che hai scritto prima, anziché riportare controprove e controfatti a ciò che hai scritto, sarei stato un antidemocratico che non rispetta le idee altrui e parla per partito preso senza alcun fondamento; ma siccome sei stata TU a scrivere "ma vai a cagare comunista di merda..." ne hai tutte le ragioni e questa tua risposta è più valida di qualunque argomentazione avessi portato per dimostrare l'infondatzza di ciò che ho scritto io.
Grazie per esserti ricoperta di merda da sola, grazie mille, grazie davvero!

Bollito giovedì, 23 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

>> CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
>> PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
>> "La storia umana diventa sempre di più una gara
>tra
>> la cultura e la catastrofe"
>> H.G. Wells
>> Cercherò di essere il più breve e comprensivo
>> possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
>> molte cose di cui scrivere, sperando che tutti
>> abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
>> riportato sotto, e trovino la spinta per
>informarsi
>> ed informare quanta più gente possibile intorno a
>> se, perché si tratta di salvare l’università, una
>> cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
>> riceverla.
>> Più che una legge, è un enorme calderone
>> all’interno del quale è stato gettato di tutto,
>ogni
>> argomento con una qualche valenza di tipo
>economico.
>> Il testo della legge potete trovarla a questo
>> indirizzo
>> ,
>> pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati
>> del Parlamento Italiano.
>> Basti pensare che questa legge ha chiamato in
>causa
>> le seguenti commissioni
>> - Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
>> - COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
>> - Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
>> - Commissione II GIUSTIZIA
>> - Commissione III AFFARI ESTERI
>> - Commissione IV DIFESA
>> - Commissione VII CULTURA
>> - Commissione VIII AMBIENTE
>> - Commissione IX TRASPORTI
>> - Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
>> - Commissione XI LAVORO
>> - Commissione XII AFFARI SOCIALI
>> - Commissione XIIIAGRICOLTURA
>> - Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
>> - COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI
>> REGIONALI
>> L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto
>> inizio con la prima lettura alla Camera dei
>> Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con
>> l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al
>Senato.
>> Un mese di discussione, due o tre giorni per
>> settimana, nel completo silenzio dei media nel
>> periodo
>> di minima attenzione dell’opinione pubblica, in
>> vacanza, ferie…
>> Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al
>> riguardo dell’università pubblica.
>> TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
>> DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
>> E’ stata decisa da questa legge il taglio dei
>fondi
>> destinati all’università pubblica (FFO - fondo
>per il
>> finanziamento ordinario delle università) nella
>> seguente maniera.
>> Riduzione di:
>> - 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
>> - 190 milioni di euro per l’anno 2010
>> - 316 milioni di euro per l’anno 2011
>> - 417 milioni di euro per l’anno 2012
>> - 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
>> per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno
>fino
>> al 2013.
>> TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
>> IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
>> Per sopperire all’improvviso ammanco dei
>> finanziamenti pubblici, lo stato consente alle
>> università
>> di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
>> Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione
>> pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
>> universitarie di decidere l’entità delle tasse per
>> gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
>> diritto allo studio univesitario, tutelato dalla
>> Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33,
>che
>> recita:
>> Art. 33.
>> L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
>> l'insegnamento.
>> La Repubblica detta le norme generali
>> sull'istruzione ed istituisce scuole statali per
>> tutti gli ordini e
>> gradi.
>> Attualmente la legge difatti sancisce che
>nell’anno
>> solare, il gettito delle tasse degli studenti non
>> deve superare il 20% dell’importo del
>finanziamento
>> ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
>> pone un tetto massimo alle tasse che si possono
>far
>> pagare ad uno studente.
>> Con il passaggio a fondazione l’università potrà
>(e
>> vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
>> qualunque cifra agli studenti, senza dover
>> rispondere a nessun tetto prefissato.
>> Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe
>> essere uno standard per il prossimo anno
>> accademico.
>> Raggiungeremmo uno standard tipo college
>americano,
>> dove o si vince una borsa di studio per
>> meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter
>> far fronte ad una richiesta economica di tale
>> portata.
>> Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è
>> andati a ledere questo principio costituzionali,
>> garantendo il diritto allo studio ed ad una
>> formazione di qualità solamente a chi può far
>> affidamento su una grande capacità economica,
>> andando a ledere il principio costituzionale di
>> eguaglianza e pari dignità tra i cittadini
>> decretata dall’articolo 3
>> Art. 3.
>> Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e
>sono
>> eguali davanti alla legge, senza distinzione di
>> sesso, di razza, di lingua, di religione, di
>> opinioni politiche, di condizioni personali e
>> sociali.
>> È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
>> di ordine economico e sociale, che, limitando di
>> fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
>> impediscono il pieno sviluppo della persona umana
>e
>> l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
>> all'organizzazione politica, economica e sociale
>del
>> Paese.
>> Al contempo assisteremo alla definitiva violazione
>> dell’articolo 9, che recita
>> Art. 9.
>> La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e
>> la ricerca scientifica e tecnica
>> vista la sostanziale impossibilità delle
>università
>> di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
>> tagli economici e di personale docente, di ricerca
>> e tecnico – amministrativo subiti.
>> Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i
>> poteri economici.
>> Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che
>> li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti
>che
>> avrebbe un controllo economico di questo tipo
>sulla
>> ricerca in tutti i vari settori universitari.
>> La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive
>> impartite dalle società finanziatrici, in base
>alla
>> redditività a livello economico!
>> TURN OVER (articolo 66)
>> La stessa legge ha imposto una drastica riduzione
>> del personale universitario alle facoltà stesse,
>che
>> si trovano costrette improvvisamente a mandare
>> obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
>> requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte
>> del proprio organico.
>> Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni
>> didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
>> La legge 133 impone invece un turn over bloccato
>al
>> 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
>> cinque pensionamenti o licenziamenti.
>> Come pensiamo di mantenere una didattica di buon
>> livello in questa maniera?
>> Riassumendo:
>> - Le facoltà devono ridurre gli organici entro i
>> termini imposti dalla legge, licenziando o
>> pensionando forzatamente
>> - Si può procedere all’assunzione ogni 5
>> pensionamenti e/o licenziamenti
>> Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a
>> personale docente, chiedendo ai ricercatori di
>> mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la
>> stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
>> stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore
>di
>> ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
>> Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe
>> sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
>> addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea
>> meno frequentati o considerati di minor interesse.
>> In questo rapido excursus informativo sono stati
>> citati solamente i problemi più grossi a cui
>questa
>> legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione
>> il testo della legge, o informarsi con chi già lo
>> ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli
>> abissi entro cui verrà gettata l’università se
>tutto
>> questo viene approvato in parlamento.
>> L’università da pubblica diventerebbe un
>privilegio
>> per i pochi che potrebbero permettersi
>> rette universitarie altissime, mentre il livello
>> qualitativo dell’insegnamento pubblico
>> crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e
>la
>> soppressione di esami, nonché
>> probabilmente anche di corsi di laurea meno
>> frequentati o considerati “di minore rilievo”.
>> Si sta cercando di distruggere la nostra cultura
>ed
>> obbligando le università a svendersi a
>> privati per sopravvivere, senza poi garantire un
>> livello di istruzione accettabile.
>> DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
>> PUBBLICA
>> DALLA LEGGE 133/2008
>
>ma vai a cagare comunista di merda...
>

ma sai qto hanno lavorato in media i senatori dal ritorno delle vacanze estive ad oggi?! una media di 20minuti al giorno..e qto prendono di stipendio..beh direi parecchio..nn è che x caso si potrebbe tagliare prima qsti costi?! mi sembra già di aver smontato la tua tesi..o mi sbaglio?!

Mikolos giovedì, 23 ottobre 2008

Re: Leggete prima di sparare a zero!

>> CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
>> PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
>> "La storia umana diventa sempre di più una gara
>tra
>> la cultura e la catastrofe"
>> H.G. Wells
>> Cercherò di essere il più breve e comprensivo
>> possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
>> molte cose di cui scrivere, sperando che tutti
>> abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
>> riportato sotto, e trovino la spinta per
>informarsi
>> ed informare quanta più gente possibile intorno a
>> se, perché si tratta di salvare l’università, una
>> cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
>> riceverla.
>> Più che una legge, è un enorme calderone
>> all’interno del quale è stato gettato di tutto,
>ogni
>> argomento con una qualche valenza di tipo
>economico.
>> Il testo della legge potete trovarla a questo
>> indirizzo
>> ,
>> pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati
>> del Parlamento Italiano.
>> Basti pensare che questa legge ha chiamato in
>causa
>> le seguenti commissioni
>> - Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
>> - COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
>> - Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
>> - Commissione II GIUSTIZIA
>> - Commissione III AFFARI ESTERI
>> - Commissione IV DIFESA
>> - Commissione VII CULTURA
>> - Commissione VIII AMBIENTE
>> - Commissione IX TRASPORTI
>> - Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
>> - Commissione XI LAVORO
>> - Commissione XII AFFARI SOCIALI
>> - Commissione XIIIAGRICOLTURA
>> - Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
>> - COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI
>> REGIONALI
>> L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto
>> inizio con la prima lettura alla Camera dei
>> Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con
>> l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al
>Senato.
>> Un mese di discussione, due o tre giorni per
>> settimana, nel completo silenzio dei media nel
>> periodo
>> di minima attenzione dell’opinione pubblica, in
>> vacanza, ferie…
>> Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al
>> riguardo dell’università pubblica.
>> TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
>> DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
>> E’ stata decisa da questa legge il taglio dei
>fondi
>> destinati all’università pubblica (FFO - fondo
>per il
>> finanziamento ordinario delle università) nella
>> seguente maniera.
>> Riduzione di:
>> - 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
>> - 190 milioni di euro per l’anno 2010
>> - 316 milioni di euro per l’anno 2011
>> - 417 milioni di euro per l’anno 2012
>> - 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
>> per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno
>fino
>> al 2013.
>> TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
>> IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
>> Per sopperire all’improvviso ammanco dei
>> finanziamenti pubblici, lo stato consente alle
>> università
>> di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
>> Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione
>> pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
>> universitarie di decidere l’entità delle tasse per
>> gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
>> diritto allo studio univesitario, tutelato dalla
>> Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33,
>che
>> recita:
>> Art. 33.
>> L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
>> l'insegnamento.
>> La Repubblica detta le norme generali
>> sull'istruzione ed istituisce scuole statali per
>> tutti gli ordini e
>> gradi.
>> Attualmente la legge difatti sancisce che
>nell’anno
>> solare, il gettito delle tasse degli studenti non
>> deve superare il 20% dell’importo del
>finanziamento
>> ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
>> pone un tetto massimo alle tasse che si possono
>far
>> pagare ad uno studente.
>> Con il passaggio a fondazione l’università potrà
>(e
>> vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
>> qualunque cifra agli studenti, senza dover
>> rispondere a nessun tetto prefissato.
>> Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe
>> essere uno standard per il prossimo anno
>> accademico.
>> Raggiungeremmo uno standard tipo college
>americano,
>> dove o si vince una borsa di studio per
>> meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter
>> far fronte ad una richiesta economica di tale
>> portata.
>> Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è
>> andati a ledere questo principio costituzionali,
>> garantendo il diritto allo studio ed ad una
>> formazione di qualità solamente a chi può far
>> affidamento su una grande capacità economica,
>> andando a ledere il principio costituzionale di
>> eguaglianza e pari dignità tra i cittadini
>> decretata dall’articolo 3
>> Art. 3.
>> Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e
>sono
>> eguali davanti alla legge, senza distinzione di
>> sesso, di razza, di lingua, di religione, di
>> opinioni politiche, di condizioni personali e
>> sociali.
>> È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
>> di ordine economico e sociale, che, limitando di
>> fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
>> impediscono il pieno sviluppo della persona umana
>e
>> l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
>> all'organizzazione politica, economica e sociale
>del
>> Paese.
>> Al contempo assisteremo alla definitiva violazione
>> dell’articolo 9, che recita
>> Art. 9.
>> La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e
>> la ricerca scientifica e tecnica
>> vista la sostanziale impossibilità delle
>università
>> di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
>> tagli economici e di personale docente, di ricerca
>> e tecnico – amministrativo subiti.
>> Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i
>> poteri economici.
>> Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che
>> li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti
>che
>> avrebbe un controllo economico di questo tipo
>sulla
>> ricerca in tutti i vari settori universitari.
>> La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive
>> impartite dalle società finanziatrici, in base
>alla
>> redditività a livello economico!
>> TURN OVER (articolo 66)
>> La stessa legge ha imposto una drastica riduzione
>> del personale universitario alle facoltà stesse,
>che
>> si trovano costrette improvvisamente a mandare
>> obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
>> requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte
>> del proprio organico.
>> Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni
>> didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
>> La legge 133 impone invece un turn over bloccato
>al
>> 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
>> cinque pensionamenti o licenziamenti.
>> Come pensiamo di mantenere una didattica di buon
>> livello in questa maniera?
>> Riassumendo:
>> - Le facoltà devono ridurre gli organici entro i
>> termini imposti dalla legge, licenziando o
>> pensionando forzatamente
>> - Si può procedere all’assunzione ogni 5
>> pensionamenti e/o licenziamenti
>> Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a
>> personale docente, chiedendo ai ricercatori di
>> mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la
>> stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
>> stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore
>di
>> ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
>> Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe
>> sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
>> addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea
>> meno frequentati o considerati di minor interesse.
>> In questo rapido excursus informativo sono stati
>> citati solamente i problemi più grossi a cui
>questa
>> legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione
>> il testo della legge, o informarsi con chi già lo
>> ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli
>> abissi entro cui verrà gettata l’università se
>tutto
>> questo viene approvato in parlamento.
>> L’università da pubblica diventerebbe un
>privilegio
>> per i pochi che potrebbero permettersi
>> rette universitarie altissime, mentre il livello
>> qualitativo dell’insegnamento pubblico
>> crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e
>la
>> soppressione di esami, nonché
>> probabilmente anche di corsi di laurea meno
>> frequentati o considerati “di minore rilievo”.
>> Si sta cercando di distruggere la nostra cultura
>ed
>> obbligando le università a svendersi a
>> privati per sopravvivere, senza poi garantire un
>> livello di istruzione accettabile.
>> DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
>> PUBBLICA
>> DALLA LEGGE 133/2008
>
>ma vai a cagare comunista di merda...
>

l'ignoranza è una brutta bestia, e tacciare chi ti smentisce come "comunista" di certo non ti salva la faccia. c'è in ballo anche il tuo futuro, la riforma è un pericolo per tutti gli studenti universitari, non ridurla a una disputa politica tra "comunisti" e "noncomunisti".

ale giovedì, 23 ottobre 2008

tappati la bocca..

basta..non è più possibile starlo a sentire..patetico,ridicolo,vergognoso,viscido..solo un essere umano privo di intelligenza può votarlo..ma gli italiani non si sentono presi x il culo??ciòè tutta italia l'ha sentito pronunciare queste parole "interverremo con le forze dell'ordine"..ma cristo..che popolo di ignoranti...no ma rivotatelo mi raccomando..pensando che vi farà diventare tutti ricchi..voglio svegliarmi il giorno che non ci sarà più berlusconi...basta che nn devo più vederne la faccia da culo..

n° 77
Alle venerdì, 24 ottobre 2008

Re: tappati la bocca..

Stavamo meglio prima con prodi no?ma dai fammi il piacere
tu non parli per il tuo pensiero ma per partito preso
vergogna siete de manipolati

I venerdì, 24 ottobre 2008

Re: tappati la bocca..

> Stavamo meglio prima con prodi no?ma dai fammi il
> piacere
> tu non parli per il tuo pensiero ma per partito
> preso
> vergogna siete de manipolati
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...un sostenitore del Bis-Luscone che scrive questo?????????
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ste venerdì, 24 ottobre 2008

Re: tappati la bocca..

non si parla per partito preso basta guardare i fatti senza avere gli occhi foderati di prosciutto, il suo intervetto di due giorni fa ha detto di voler fare intervenire la polizia contro le occupazioni con la giusta preoccupazione che non si potesse seguire le lezioni cosa per altro falsa almeno per la maggior parte delle universita "occupate".puo smentire di aver detto che avrebbe mandato la polizia nelel scuole perche lo hanno sentito tutti se poi voleva dire altro, cosa che non credo, allora significa che se non li preparano il testo spara minchiate tra le cose che possono essere giuste.in un modo o nell'altro le diachiarazioni di sti giorni la dicono lkunga di quanto vale come nostro rappresentante.poi se si vuole discutere di quello fatto da prodi si puo discuterne ma e' fuori da ogni dubbio che berlusconi sa parlare solo se li scrivono cosa dire oppure che sa fare proclami spesso privi di senso logico vedi esercito nelle strade che coi soldi spesi per quello si metteva apposto la polizia

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