Studenti in 90 piazze d'Italia per potestare contro i tagli all'istruzione e contro la politica economica del governo. La protesta è iniaita nelle piazze ma si è svolta anche sul web con aggiornamenti costanti su Facebook e Twitter, foto e commenti in tempo reale dalle principali piazze
Libertà di accesso a tutte le facoltà universitarie. Contro il numero chiuso!
E' incredibile constatare ancora una volta come le masse studentesche si siano mobilitate per i motivi più disparati (tutti condivisibili, per carità!) quali la Riforma scolastica (ormai già in atto, nelle superiori, dal precedente anno scolastico), i tagli alle spese nel settore dell'istruzione, le strutture scolastiche fatiscenti ecc.., trascurando un interesse, a mio avviso importantissimo, quale la salvaguardia reale del "diritto di studio" (sancito dalla nostra Carta Costituzionale) che progressivamente risulta essere sempre più scardinato. Tutti "dovrebbero" avere libero accesso alla scuola! Infatti l'art. 34 della Costituzione così recita: "La scuola è aperta a tutti (...) I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Ma in realtà, oggi, tale principio sembra non sussistere nell'ambito dei piani più alti dell'Istruzione, quale quella universitaria, dove, essendo stati inseriti man mano vari contingenti (con l'introduzione del NUMERO CHIUSO IN ACCESSO!) nei più disparati corsi di laurea, di fatto sono state precluse le possibilità di prosieguo negli studi universitari per tantissimi giovani seriamente impegnati, capaci e meritevoli. E' alquanto umiliante per uno/a studente/ssa diplomatosi con voti alti vedersi negato l'accesso a un determinato corso di laurea (da sempre considerato consono alle proprie capacità e potenzialità) per non aver superato il test d'ingresso (dove magari sono state inseriti quesiti "strani" che lasciano pensare ad una pianificazione a monte di tipo clientelare!) ed è soprattutto mortificante constatare come qualche altro ragazzo (magari compagno di classe figlio di ... che ha sempre dimostrato scarso impegno nello studio e nelle varie attività scolastiche e che con un calcio "SPINTO" sia riuscito a terminare il percorso superiore) sia riuscito a superare quella barriera all'ingresso e magari frequenti qualche facoltà scientifica oggi tanto ambita (vds. medicina, scienze infermieristiche, terapia della riabilitazione ecc...) che assicura il posto di lavoro futuro. Risulta naturale domandarsi dov'è finita la giustizia! COSA SI NASCONDE DIETRO IL NUMERO CHIUSO? Non sarebbe meglio applicare nel percorso di studi universitari dei filtri "in itinere" piuttosto che "in entrata"? Magari si potrebbe DARE LA POSSIBILITA' A TUTTI di SCEGLIERE IN PIENA LIBERTA' IL CORSO DI LAUREA a cui iscriversi e poi, durante il percorso degli stessi, attuare dei meccanismi (magari facendo leva sul numero minimo di crediti da acquisire ogni anno per poter restare nell'ambito dello stesso corso di laurea) tali da premiare di fatto i meritevoli e far togliere il disturbo a coloro che "sostando" considerano l'università come mero "parcheggio".
Sarebbe opportuno che gli studenti delle scuole superiori non si facessero strumentalizzare da ristretti gruppi portatori di egoistici interessi (vds. interessi politici o, come nello scorso anno, interessi di una ristretta cerchia sociale universitaria).
Ancora oggi dovrebbero risuonare più forte di prima le seguenti parole pronunciate da Pietro Calamandrei (uno dei padri della Costituzione Italiana) nel corso di un Congresso nel lontano 1950: "La scuola, ORGANO CENTRALE DI DEMOCRAZIA, serve alla formazione della classe dirigente deve essere sempre aperta e sempre rinnovata DALL'AFFLUENZA VERSO L'ALTO DEGLI ELEMENTI MIGLIORI DI TUTTE LE CLASSI, DI TUTTE LE CATEGORIE."
CONTRO GLI INTERESSI DELLA CASTA, CONTRO IL NUMERO CHIUSO, LIBERO ACCESSO A TUTTE LE UNIVERSITA': queste parole dovrebbero risuonare forte nelle piazze per rivendicare realmente IL DIRITTO ALLO STUDIO PER TUTTI.
R: Libertà di accesso a tutte le facoltà universitarie. Contro il numero chiuso!
Caro Giuseppe, sono pienamente d'accordo con te e mi dispiace constatare che quanto hai affermato venga ripetutamente dimenticato dal mondo dell'informazione, sempre più "schiavo" della notizia da prima pagina e sempre meno attento ai reali bisogni dei nostri giovani. Vero è che purtroppo siamo inchiodati paurosamente alla realtà contingente senza riuscire ad estraniarci per guardare oltre. Avremmo forse bisogno di sviluppare un senso critico necessario per capire che le scelte politiche (da qualsiasi schieramento vengano proposte) purtroppo hanno un unico motore: "fare cassa" a scapito chiaramente del futuro delle nuove generazioni.
Spero che questo argoemnto possa avere più risonanza.
R: R: Libertà di accesso a tutte le facoltà universitarie. Contro il numero chiuso!
Cara Anna, sono daccordo con te e spero che si alzi una voce unanime di disaccordo riguardo questa verità che, nonostante viene vissuta da tanti nostri giovani universitari, non viene ascoltata. Tanti ragazzi non hanno fiducia più in niente perchè sono state fatte tante promesse puntualmente disattese.
Anche io spero tanto le considerazioni scritte da Giuseppe abbiano un'eco sempre maggiore.
Libertà di accesso a tutte le facoltà universitarie. Contro il numero chiuso!
E' incredibile constatare ancora una volta come le masse studentesche si siano mobilitate per i motivi più disparati (tutti condivisibili, per carità!) quali la Riforma scolastica (ormai già in atto, nelle superiori, dal precedente anno scolastico), i tagli alle spese nel settore dell'istruzione, le strutture scolastiche fatiscenti ecc.., trascurando un interesse, a mio avviso importantissimo, quale la salvaguardia reale del "diritto di studio" (sancito dalla nostra Carta Costituzionale) che progressivamente risulta essere sempre più scardinato. Tutti "dovrebbero" avere libero accesso alla scuola! Infatti l'art. 34 della Costituzione così recita: "La scuola è aperta a tutti (...) I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Ma in realtà, oggi, tale principio sembra non sussistere nell'ambito dei piani più alti dell'Istruzione, quale quella universitaria, dove, essendo stati inseriti man mano vari contingenti (con l'introduzione del NUMERO CHIUSO IN ACCESSO!) nei più disparati corsi di laurea, di fatto sono state precluse le possibilità di prosieguo negli studi universitari per tantissimi giovani seriamente impegnati, capaci e meritevoli. E' alquanto umiliante per uno/a studente/ssa diplomatosi con voti alti vedersi negato l'accesso a un determinato corso di laurea (da sempre considerato consono alle proprie capacità e potenzialità) per non aver superato il test d'ingresso (dove magari sono state inseriti quesiti "strani" che lasciano pensare ad una pianificazione a monte di tipo clientelare!) ed è soprattutto mortificante constatare come qualche altro ragazzo (magari compagno di classe figlio di ... che ha sempre dimostrato scarso impegno nello studio e nelle varie attività scolastiche e che con un calcio "SPINTO" sia riuscito a terminare il percorso superiore) sia riuscito a superare quella barriera all'ingresso e magari frequenti qualche facoltà scientifica oggi tanto ambita (vds. medicina, scienze infermieristiche, terapia della riabilitazione ecc...) che assicura il posto di lavoro futuro. Risulta naturale domandarsi dov'è finita la giustizia! COSA SI NASCONDE DIETRO IL NUMERO CHIUSO? Non sarebbe meglio applicare nel percorso di studi universitari dei filtri "in itinere" piuttosto che "in entrata"? Magari si potrebbe DARE LA POSSIBILITA' A TUTTI di SCEGLIERE IN PIENA LIBERTA' IL CORSO DI LAUREA a cui iscriversi e poi, durante il percorso degli stessi, attuare dei meccanismi (magari facendo leva sul numero minimo di crediti da acquisire ogni anno per poter restare nell'ambito dello stesso corso di laurea) tali da premiare di fatto i meritevoli e far togliere il disturbo a coloro che "sostando" considerano l'università come mero "parcheggio".
Sarebbe opportuno che gli studenti delle scuole superiori non si facessero strumentalizzare da ristretti gruppi portatori di egoistici interessi (vds. interessi politici o, come nello scorso anno, interessi di una ristretta cerchia sociale universitaria).
Ancora oggi dovrebbero risuonare più forte di prima le seguenti parole pronunciate da Pietro Calamandrei (uno dei padri della Costituzione Italiana) nel corso di un Congresso nel lontano 1950: "La scuola, ORGANO CENTRALE DI DEMOCRAZIA, serve alla formazione della classe dirigente deve essere sempre aperta e sempre rinnovata DALL'AFFLUENZA VERSO L'ALTO DEGLI ELEMENTI MIGLIORI DI TUTTE LE CLASSI, DI TUTTE LE CATEGORIE."
CONTRO GLI INTERESSI DELLA CASTA, CONTRO IL NUMERO CHIUSO, LIBERO ACCESSO A TUTTE LE UNIVERSITA': queste parole dovrebbero risuonare forte nelle piazze per rivendicare realmente IL DIRITTO ALLO STUDIO PER TUTTI.
R: Libertà di accesso a tutte le facoltà universitarie. Contro il numero chiuso!
Caro Giuseppe, sono pienamente d'accordo con te e mi dispiace constatare che quanto hai affermato venga ripetutamente dimenticato dal mondo dell'informazione, sempre più "schiavo" della notizia da prima pagina e sempre meno attento ai reali bisogni dei nostri giovani. Vero è che purtroppo siamo inchiodati paurosamente alla realtà contingente senza riuscire ad estraniarci per guardare oltre. Avremmo forse bisogno di sviluppare un senso critico necessario per capire che le scelte politiche (da qualsiasi schieramento vengano proposte) purtroppo hanno un unico motore: "fare cassa" a scapito chiaramente del futuro delle nuove generazioni.
Spero che questo argoemnto possa avere più risonanza.
R: R: Libertà di accesso a tutte le facoltà universitarie. Contro il numero chiuso!
Cara Anna, sono daccordo con te e spero che si alzi una voce unanime di disaccordo riguardo questa verità che, nonostante viene vissuta da tanti nostri giovani universitari, non viene ascoltata. Tanti ragazzi non hanno fiducia più in niente perchè sono state fatte tante promesse puntualmente disattese.
Anche io spero tanto le considerazioni scritte da Giuseppe abbiano un'eco sempre maggiore.