La Gelmini a Che tempo che fa: "I problemi della scuola pubblica? Gli sprechi e troppi insegnanti"

Il Ministro difende Berlusconi, sulle cui dichiarazioni si è speculato troppo, e dichiara che per far funzionare la scuola pubblica i soldi vanno gestiti meglio. Secondo Mariastella Gelmini i prof vengono pagati poco perchè sono troppi, ci sono più bidelli che Carabinieri e finanziare le paritarie consente allo stato di risparmiare 5 miliardi di €.

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anna mercoledì, 16 marzo 2011

bidelli

sono una collaboratrice scolastica assunta nella scuola come invalida, scrivo questo commento contro la Germini, ho visto la trasmissione di fazio e ho ascoltato quello che diceva la Germini sui Collaboratori scolastici che lei chiama BIDELLI neanche sa come si chiamano e poi dice che i coll.scol non fanno niente nelle scuole, invece non è vero ad esempio nelle scuole medie e superiori i coll.scol.fanno le pulizie e prendono lo stesso stipendio dei coll.scol. che lavorano nell'elementari che non fanno le pulizie questo lei fa finta che non lo sa oppure non si è informata. Nella mia scuola siamo 8 coll.scol. sui 23 aule e circa 600 alunni per voi noi non facciamo niente quanto vorrei parlare con lei prima di parlare si deve informare e no di parlare a vuoto.

n° 9
frederik881 mercoledì, 16 marzo 2011

Abbiamo troppi insegnanti o forse troppi ministri............ignoranti?

Forse é vero che abbiamo molti insegnati ma il vero problema é che i nostri insegnanti non sono preparati sufficentemente per poter competere con una scuola Europea (francese , inglese o tedesca) per competenze, imparzialità, metodo, cultura generale e purtroppo sono dei semplici impiegati statali sindacalizzati e senza prospettive.
Nelle università i docenti sono spesso dei dopolavoristi o degli imboscati che trovano una facile fonte di guadagno come accade per infermieri e medici.

La qualità é bassa e l'omologazione é alta , devono essere tutti uguali o non vengono accettati dal sistema.

Lo stesso dicasi per gli studenti che non devono permettersi di pensare ma devono pensare come il docente vuole. Questo non é rispetto e non é democrazia é fascismo travestito di rosso.

Forse però la soluzione di tutti i mali non é buttare l'acqua con il bambino ma avere persone esterne che possono introdurre un cambiamento : ad esempio prendere in prestito i migliori insegnanti da altri paesi per avere uno scambio e avviare una competizione qui .

Occorre anche evitare l'insolenza di certi insegnanti che si credono dei piccoli padreterni e assumono toni da onnipotenti, la soluzione non é licenziarli, ma legarli alla produttività ovvero un docente ha successo quando riesce a promuovere tutti gli studenti perchè hanno imparato veramente qualcosa ovvero ha insegnato bene a tutti e ha svolto in modo ottimale il programma e non quando se ne lava le mani tanto viene pagato lo stesso a fine mese.

Inoltre molti insegnanti si credono impuniti poiché non esiste un meccanismo di feedback ovvero di controllo, non tanto da parte di ispettori che si accordano facilmente con i loro colleghi ma anche e sopratutto da parte degli studenti stessi che si rendono subito conto della qualità dell'insegnamento e delle condizioni in cui si svolgono esami e stage.
Un voto segreto sugli insegnanti e programmi da parte degli studenti e di ispettori anonimi potrebbe servire a individuare i problemi e gli insegnanti migliori per premiarli e cambiare le condizioni nei confronti di quelli peggiori.

Inoltre i programmi italiani risalgono al tempo delle crociate e non esistono aggiornamenti veri e propri nelle varie materie, nelle università poi esiste una finta autonomia con programmi obsoleti predefiniti che danno come prodotto una cultura mediocre tendente sempre di più verso il basso infatti dopo l'ultima riforma il livello culturale dei laureati é calato vertiginosamente (dagli ingegneri che non sanno il peso specifico del ferro, agli infermieri che non sanno che prima di fare un ecg occorre staccare la spina del caricabatteria per evitare di folgorare il paziente) tutto questo é l'università di oggi.

Ma allora non é meglio ridurre il numero dei politici per risparmiare un pò di quegli stipendi da 50mila euro al mese e mandare a casa quelli che non danno risultati (anche se sono maledettamente simpatici e sanno parlare bene !) perché non conta quello che dicono ma quello che fanno!

Costa fatica? Certo ma i risultati sarebbero molto differenti da quelli che vediamo oggi in Italia (ultimo paese d'Europa)

Meditate gente, meditate...

n° 8
Piero mercoledì, 16 marzo 2011

Da precario dico

Sono uno degli sfigati usciti dall'università proprio nel momento in cui hanno bloccato ovunque le assunzioni. E ciò nonostante devo ammettere che la Gelmini non ha tutti i torti. L'errore è stato a monte, nella stupidità di abilitare continuamente insegnanti oltre le reali esigenze della scuola, lasciando poi molti di loro a spasso, o a campare di una settimana di supplenza ogni 3 mesi, invece di dirgli dal principio di provare a costruirsi una carriera altrove. Da aspirante insegnante io dico che la scuola è un'istituzione che serve gli studenti e che lavora nel loro interesse, non, come dice qualcuno, nell'interesse dei neolaureati disoccupati.

n° 7
GPx mercoledì, 16 marzo 2011

L'argomento era?

Giusto per non scantonare l'argomento è "la riforma Gelmini". Al di là di chi l'ha fatta (e dove ha studiato!) e a quale parte politica appartiene si dovrebbe parlare della riforma.
Io trovo che sia i bidelli che gli insegnanti siano troppi e i migliori mal pagati nella scuola pubblica vanno ad insegnare nella scuola privata.
Ergo: meno bidelli, meno insegnanti e tutti più efficienti...ma questa forse è solo un bel sogno :)

n° 6
bufalokid mercoledì, 16 marzo 2011

auguri Mariastella

Ha Ragione, nella mia facoltà c'è più personale che studenti.

n° 5
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