Il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato ufficialmente la riforma delle università, che prevede, tra i vari punti, aumenti di stipendio per gli insegnanti migliori, limiti per l'attività di rettore e possibilità per gli atenei di fondersi
Sapendo chi è la Gelmini e da dove proviene, mi chiedo come possa anche solo pensare di poter parlare di riforma. L'unica da riformare è lei e tutti i nullafacenti e nullapensanti di ogni partito.
"bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi" sono queste le parole del Ministro Gelmini. Ci voleva qualcuno pronto a mettere qualche modifica. Sono al primo anno di Uni. ed è veramente un minestrone di robe inutili. Un pò di pulizia non guasta. E poi ci vogliono i cambiamenti, non si può rimanere fermi a delle idee vecchissime!!!
> "bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i
> giovani meritevoli e le università che puntano
> sulla qualità eliminando gli sprechi" sono queste
> le parole del Ministro Gelmini. Ci voleva qualcuno
> pronto a mettere qualche modifica. Sono al primo
> anno di Uni. ed è veramente un minestrone di robe
> inutili. Un pò di pulizia non guasta. E poi ci
> vogliono i cambiamenti, non si può rimanere fermi a
> delle idee vecchissime!!!
Già... Io per prima cosa cambierei te: uno che scrive a 20 anni "pò" non merita di andare all'università, è un essere completamente inutile per la scuola italiana... Poi vorrei che l'esame che la tua amata Gelmini ha sostenuto in Calabria pagando gli esaminatori lo sostenesse ora in qualche università prestigiosa (non Prestigiacomo) giusto per mostrare a tutta Italia chi è che abbiamo come ministro della distruzione/contro l'istruzione... Brutto imbecille leccacule dello psiconano...
Ma perchè anzichè lanciarti in insulti ridicoli non argomenti un po le tue risposte? Semplicemente a molta, troppa gente, da fastidio che si intervenga finalmente in modo serio e netto contro gli sprechi e le baronie che affliggono la nostra istruzione. Da fastidio in quanto temono di perdere i privilegi acquisiti e le prebende, di poter continuare a vivere senza lavorare ed a pretendere un posto senza merito, ritendendo di dover essere assunti per grazia divina. Poi parliamoci chiaro: non mi sembra davvero che tutti quelli che protestano siano degli Einstein redivivi. Anzi. Le piazze sempre più piene di sciamannati dei collettivi, intenti a rollarsi le canne ed ad urlare slogan stereotipati e sgrammaticati.. ed intanto chi è che continuava a studiare imperterrito, facendo quindi l'unica cosa che dovrebbe fare chi veramente tiene allo studio ed all'istruzione? noi di centro destra... Prosit
CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
"La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe"
H.G. Wells
Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a
se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
riceverla.
Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
argomento con una qualche valenza di tipo economico.
Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo ,
p ubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.
Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni
- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
- Commissione II GIUSTIZIA
- Commissione III AFFARI ESTERI
- Commissione IV DIFESA
- Commissione VII CULTURA
- Commissione VIII AMBIENTE
- Commissione IX TRASPORTI
- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
- Commissione XI LAVORO
- Commissione XII AFFARI SOCIALI
- Commissione XIIIAGRICOLTURA
- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei
Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo
di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…
Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.
TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.
Riduzione di:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
- 190 milioni di euro per l’anno 2010
- 316 milioni di euro per l’anno 2011
- 417 milioni di euro per l’anno 2012
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università
di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi.
Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non
deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.
Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno
accademico.
Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per
meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata.
Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali,
garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far
affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di
eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.
Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.
Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.
La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla
redditività a livello economico!
TURN OVER (articolo 66)
La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che
si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.
Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
cinque pensionamenti o licenziamenti.
Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?
Riassumendo:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o
pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di
mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.
In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa
legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo
ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
questo viene approvato in parlamento.
L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi
rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico
crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché
probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.
Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
PUBBLICA
DALLA LEGGE 133/2008
CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!
• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!
TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)
PASSATEPAROLA!!!!!
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
questa è una FACOLTA' data alle università che deve essere approvata dal cda dell'università e concordata con il ministero. non è una privatizzazione delle università come molti che distolgono la realtà cercano di far passare
> TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
> IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
> questa è una FACOLTA' data alle università che deve
> essere approvata dal cda dell'università e
> concordata con il ministero. non è una
> privatizzazione delle università come molti che
> distolgono la realtà cercano di far passare
Oh... Quindi di tutto quel che ho scritto l'unica cosa che riesci a ribattere è questa? Ahi ahi ahi... Va be', ma posso rispondere anche a questo: che cosa credi succeda se lo stato taglia i fondi alle università pubbliche e queste non riescono più ad avndare avanti? Certo che è una loro facoltà (nel senso figurato) scegliere di trasformarsi in istituti privati, ma ujna volta con le spalle al muro che scelta hanno? Ovviamente è la scappatoia trovata dal governo per pararsi le spalle: così non può dire di aver costretto le università a fallire, le ha permesso di diventare private... E molti di quelli che avrebbero voluto iscriversi magari non possono più farlo perché non dispongono di sufficienti facoltà (in senso proprio) per permetterselo. Complimenti per la tua risposta di 4 righe, al dati di 8 pagine, a cui ho risposto in 16 righe (almeno sono quelle che conto adesso che sto scrivendo qui).
Finalmente una riforma dell'universita! Ci voleva proprio... ora le università sono diventate dove solo la gente furba passa e quella che si impegna rimane fregata!
> Finalmente una riforma dell'universita! Ci voleva
> proprio... ora le università sono diventate dove
> solo la gente furba passa e quella che si impegna
> rimane fregata!
>
Concordo, spero non succeda un macello come ai tempi dell'introduzione delle lauree triennali, e insomma... spero che fili tutto liscio. Comunque qualcosa andava fatto, stiamo a vedere
>> Finalmente una riforma dell'universita! Ci voleva
>> proprio... ora le università sono diventate dove
>> solo la gente furba passa e quella che si impegna
>> rimane fregata!
>>
>
>Concordo, spero non succeda un macello come ai
>tempi dell'introduzione delle lauree triennali, e
>insomma... spero che fili tutto liscio. Comunque
>qualcosa andava fatto, stiamo a vedere
Grazie a chi di dovere: sono 2 giorni che sto cercando di pubblicare un commento in cui presento dati relativi alla riforma scolastica nel campo dell'università, ma puntualmente quando torno no trovo più il commento. Dato che non ho insultato nessuno né infranto alcuna regola del sito, non trovo altra spiegazione in questo fenomeno se non il fatto che quel che scrivo può essere scomodo per qualcuno, qualche lacché del ministero della distruzione... Ah, mi raccomando: censurate anche questo di messaggio!
Concordo con te Maurizio speriamo che questa riforma sia approvata anche dal Pd in modo da rilanciare l'università che non è solo di una parte politica ma è del Paese
> Ma perchè anzichè lanciarti in insulti ridicoli non argomenti un po le tue risposte? Semplicemente a molta, troppa gente, da fastidio che si intervenga finalmente in modo serio e netto contro gli sprechi e le baronie che affliggono la nostra istruzione. Da fastidio in quanto temono di perdere i privilegi acquisiti e le prebende, di poter continuare a vivere senza lavorare ed a pretendere un posto senza merito, ritendendo di dover essere assunti per grazia divina. Poi parliamoci chiaro: non mi sembra davvero che tutti quelli che protestano siano degli Einstein redivivi. Anzi. Le piazze sempre più piene di sciamannati dei collettivi, intenti a rollarsi le canne ed ad urlare slogan stereotipati e sgrammaticati.. ed intanto chi è che continuava a studiare imperterrito, facendo quindi l'unica cosa che dovrebbe fare chi veramente tiene allo studio ed all'istruzione? noi di centro destra... Prosit
Assurdità
Sapendo chi è la Gelmini e da dove proviene, mi chiedo come possa anche solo pensare di poter parlare di riforma. L'unica da riformare è lei e tutti i nullafacenti e nullapensanti di ogni partito.
R: Assurdità
Che commento profonfo...
Evviva!
"bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi" sono queste le parole del Ministro Gelmini. Ci voleva qualcuno pronto a mettere qualche modifica. Sono al primo anno di Uni. ed è veramente un minestrone di robe inutili. Un pò di pulizia non guasta. E poi ci vogliono i cambiamenti, non si può rimanere fermi a delle idee vecchissime!!!
Re: Evviva!
> "bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i
> giovani meritevoli e le università che puntano
> sulla qualità eliminando gli sprechi" sono queste
> le parole del Ministro Gelmini. Ci voleva qualcuno
> pronto a mettere qualche modifica. Sono al primo
> anno di Uni. ed è veramente un minestrone di robe
> inutili. Un pò di pulizia non guasta. E poi ci
> vogliono i cambiamenti, non si può rimanere fermi a
> delle idee vecchissime!!!
Già... Io per prima cosa cambierei te: uno che scrive a 20 anni "pò" non merita di andare all'università, è un essere completamente inutile per la scuola italiana... Poi vorrei che l'esame che la tua amata Gelmini ha sostenuto in Calabria pagando gli esaminatori lo sostenesse ora in qualche università prestigiosa (non Prestigiacomo) giusto per mostrare a tutta Italia chi è che abbiamo come ministro della distruzione/contro l'istruzione... Brutto imbecille leccacule dello psiconano...
R: Re: Evviva!
Ma perchè anzichè lanciarti in insulti ridicoli non argomenti un po le tue risposte? Semplicemente a molta, troppa gente, da fastidio che si intervenga finalmente in modo serio e netto contro gli sprechi e le baronie che affliggono la nostra istruzione. Da fastidio in quanto temono di perdere i privilegi acquisiti e le prebende, di poter continuare a vivere senza lavorare ed a pretendere un posto senza merito, ritendendo di dover essere assunti per grazia divina. Poi parliamoci chiaro: non mi sembra davvero che tutti quelli che protestano siano degli Einstein redivivi. Anzi. Le piazze sempre più piene di sciamannati dei collettivi, intenti a rollarsi le canne ed ad urlare slogan stereotipati e sgrammaticati.. ed intanto chi è che continuava a studiare imperterrito, facendo quindi l'unica cosa che dovrebbe fare chi veramente tiene allo studio ed all'istruzione? noi di centro destra... Prosit
Y
CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
"La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe"
H.G. Wells
Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a
se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
riceverla.
Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
argomento con una qualche valenza di tipo economico.
Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo ,
p ubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.
Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni
- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
- Commissione II GIUSTIZIA
- Commissione III AFFARI ESTERI
- Commissione IV DIFESA
- Commissione VII CULTURA
- Commissione VIII AMBIENTE
- Commissione IX TRASPORTI
- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
- Commissione XI LAVORO
- Commissione XII AFFARI SOCIALI
- Commissione XIIIAGRICOLTURA
- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei
Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo
di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…
Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.
TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.
Riduzione di:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
- 190 milioni di euro per l’anno 2010
- 316 milioni di euro per l’anno 2011
- 417 milioni di euro per l’anno 2012
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università
di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi.
Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non
deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.
Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno
accademico.
Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per
meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata.
Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali,
garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far
affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di
eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.
Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.
Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.
La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla
redditività a livello economico!
TURN OVER (articolo 66)
La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che
si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.
Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
cinque pensionamenti o licenziamenti.
Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?
Riassumendo:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o
pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di
mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.
In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa
legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo
ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
questo viene approvato in parlamento.
L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi
rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico
crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché
probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.
Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
PUBBLICA
DALLA LEGGE 133/2008
CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!
• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!
TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)
PASSATEPAROLA!!!!!
Re: Y
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
questa è una FACOLTA' data alle università che deve essere approvata dal cda dell'università e concordata con il ministero. non è una privatizzazione delle università come molti che distolgono la realtà cercano di far passare
Re: Y
> TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
> IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
> questa è una FACOLTA' data alle università che deve
> essere approvata dal cda dell'università e
> concordata con il ministero. non è una
> privatizzazione delle università come molti che
> distolgono la realtà cercano di far passare
Oh... Quindi di tutto quel che ho scritto l'unica cosa che riesci a ribattere è questa? Ahi ahi ahi... Va be', ma posso rispondere anche a questo: che cosa credi succeda se lo stato taglia i fondi alle università pubbliche e queste non riescono più ad avndare avanti? Certo che è una loro facoltà (nel senso figurato) scegliere di trasformarsi in istituti privati, ma ujna volta con le spalle al muro che scelta hanno? Ovviamente è la scappatoia trovata dal governo per pararsi le spalle: così non può dire di aver costretto le università a fallire, le ha permesso di diventare private... E molti di quelli che avrebbero voluto iscriversi magari non possono più farlo perché non dispongono di sufficienti facoltà (in senso proprio) per permetterselo. Complimenti per la tua risposta di 4 righe, al dati di 8 pagine, a cui ho risposto in 16 righe (almeno sono quelle che conto adesso che sto scrivendo qui).
Finalmente!
Finalmente una riforma dell'universita! Ci voleva proprio... ora le università sono diventate dove solo la gente furba passa e quella che si impegna rimane fregata!
Re: Finalmente!
> Finalmente una riforma dell'universita! Ci voleva
> proprio... ora le università sono diventate dove
> solo la gente furba passa e quella che si impegna
> rimane fregata!
>
Concordo, spero non succeda un macello come ai tempi dell'introduzione delle lauree triennali, e insomma... spero che fili tutto liscio. Comunque qualcosa andava fatto, stiamo a vedere
Re: Finalmente!
>> Finalmente una riforma dell'universita! Ci voleva
>> proprio... ora le università sono diventate dove
>> solo la gente furba passa e quella che si impegna
>> rimane fregata!
>>
>
>Concordo, spero non succeda un macello come ai
>tempi dell'introduzione delle lauree triennali, e
>insomma... spero che fili tutto liscio. Comunque
>qualcosa andava fatto, stiamo a vedere
Grazie a chi di dovere: sono 2 giorni che sto cercando di pubblicare un commento in cui presento dati relativi alla riforma scolastica nel campo dell'università, ma puntualmente quando torno no trovo più il commento. Dato che non ho insultato nessuno né infranto alcuna regola del sito, non trovo altra spiegazione in questo fenomeno se non il fatto che quel che scrivo può essere scomodo per qualcuno, qualche lacché del ministero della distruzione... Ah, mi raccomando: censurate anche questo di messaggio!
Re: Finalmente!
Concordo con te Maurizio speriamo che questa riforma sia approvata anche dal Pd in modo da rilanciare l'università che non è solo di una parte politica ma è del Paese
R: Re: Finalmente!
> Che commento profonfo...
...almeno tanto "profonfo" quanto il tuo...
R: Re: Finalmente!
> Ma perchè anzichè lanciarti in insulti ridicoli non argomenti un po le tue risposte? Semplicemente a molta, troppa gente, da fastidio che si intervenga finalmente in modo serio e netto contro gli sprechi e le baronie che affliggono la nostra istruzione. Da fastidio in quanto temono di perdere i privilegi acquisiti e le prebende, di poter continuare a vivere senza lavorare ed a pretendere un posto senza merito, ritendendo di dover essere assunti per grazia divina. Poi parliamoci chiaro: non mi sembra davvero che tutti quelli che protestano siano degli Einstein redivivi. Anzi. Le piazze sempre più piene di sciamannati dei collettivi, intenti a rollarsi le canne ed ad urlare slogan stereotipati e sgrammaticati.. ed intanto chi è che continuava a studiare imperterrito, facendo quindi l'unica cosa che dovrebbe fare chi veramente tiene allo studio ed all'istruzione? noi di centro destra... Prosit
..."po" senz'apostrofo & "da" senz'accento... Prosit Prodi!