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Dottorati in Italia, storia di un malcostume

Il Dottorato di ricerca è una delle tre tipologie di formazione post laurea promosse dall'università (le altre due sono le scuole di specializzazione ed i corsi di perfezionamento) il cui obiettivo e quello di formare i laureati che aspirano ad intraprendere la carriera universitaria o specializzarsi nel campo della ricerca

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Rino sabato, 6 dicembre 2008

Resistere, resistere, resistere

Io ho "provato" un concorso di dottorato all'università della Statale di Milano, ed uno alla Cattolica, manco a dirlo che un umile studente di provincia come me, perlopiù sconosciuto ai prof.ri, che però ha sempre cercato di avere un pensiero critico ed autonomo, non è riuscito a superare il concorso.
Comunque ho richiesto l'accesso ai verbali dei giudizi, secondo la legge 241/90, così almeno capiscono che li vigilerò sempre, ogni volta, e voglio vedere quali fantasiose giustificazioni abbiano dato ai miei ed altrui elaborati.
Bisogna solo resistere, è questione di tempo, le baronie stanno per terminare.

n° 5
Barbara mercoledì, 19 novembre 2008

Vergogna a storia antica di Bologna

Frequento correntemente il Dipartimento di storia antica di Bologna e non ho mai visto concorsi onesti. Addirittura nelle selezioni per assegni di ricerca partecipano sempre un solo candidato

n° 4
B*f* sabato, 28 febbraio 2009

Re: Vergogna a storia antica di Bologna

Beh, se un personaggio partecipa da solo a una selezione la risposta è implicita. In bocca al lupo a Barbara

Mi pare sì martedì, 17 febbraio 2009

Re: Vergogna a storia antica di Bologna

Capita un po' in tutte le facoltà universitarie, non è strano... Piuttosto sarà raccomandato chi si attacca alla grammatica?

ma ti pare! lunedì, 9 febbraio 2009

Re: Vergogna a storia antica di Bologna

Meno male che non frequenti lettere date le tue scarse conoscenze della lingua italiana. Spereresti forse di vincere un concorso tu, che non sai concordare soggetto e verbo?

tramontana mercoledì, 24 ottobre 2007

aboliamo i dottorati

Sono assolutamente d'accordo con Marta, anzi direi che oggi il dottorato è diventato una tangente per entrare nel mondo della ricerca: stai anni a fare i comodi del professore di turno sperando che poi ti infili da qualche parte. Purtroppo al giorno d'oggi la laurea in questo modo è stata svalutata ed inoltre si permette così solamente a pochi di accedere ai posti più d'eccelenza non sempre per merito visto che in certe università l'accesso al dottorato è possibile solamente tramite lettere di presentazione (raccomandazione). Inoltre, per esperienza personale, l'accesso ai posti d'eccelenza si basa solamente su pressupposti politici, cioè: in questo centro ci fa comodo una persona e quindi vediamo di ficcarla lì. Allora questa persona comincerà a diffondere la teoria del professorone di turno poichè lì ci è andata e ci stà grazie a lui. Alla faccia che la scienza è libera e democratica come si legge su certi cartelloni appesi nelle università. Io penso che il dottorato di ricerca debba tornare alla sua funzione originale ovvero:
- per un neolaureato che vuole intraprendere la cerriera di professore universitario si fa un corso di dottorato basato sulla cultura generale in modo tale da poter dare un insegnamento il più ampio possibile agli studenti
- oppure come riconoscimento per un laureato che è andato in qualche centro di ricerca (sia per merito che non per merito)e che ha svolto un lavoro degno di lode. Per concludere voglio dire che comunque questo malcostume fa comodo purtroppo anche a certi studenti che essendo più bravi a leccare che a studiare, in questo modo possono scavallare più facilmente persone più meritevoli.
Rivalutiamo la laurea!

n° 3
heliosphere venerdì, 19 ottobre 2007

dottorati e conoscenze

Benche' mi renda conto che i problemi segnalati nell'articolo esistano - probabilmente in alcuni posti piu' che in altri - bisogna pero' stare attenti a non pensare che scegliere i dottorandi in base al fatto che li si conosce sia sempre e soltanto una cosa negativa. Negli Stati Uniti l'ammissione al dottorato avviene solitamente per referenza: se le lettere di presentazione ricevute sono buone, e provengono da professori che sono noti ai professori che valutano l'ammissione, le probabilita' di essere ammessi aumentano moltissimo. Quindi, il sistema per conoscenze funziona anche negli Stati Uniti; la differenza e' che la' ciascun docente e' incentivato ad assumere gente brava perche' i fondi di ricerca che riceve, e a volte il suo stesso stipendio, dipendono direttamente dal prestigio del suo dipartimento. C'e' poi anche il discorso che valutare le competenze di un ricercatore soprattutto pre-dottorato e' piuttosto difficile e quindi assumere una persona che si conosce presenta notevoli vantaggi. Detto questo, sono anch'io d'accordo che mantenere l'aspetto di un concorso imparziale quando in realta' non e' cosi' e' davvero assurdo: bisognerebbe rendere la situazione piu' trasparente dando la possibilita' ai dipartimenti di stanziare fondi per assumere giovani promettenti a loro scelta, ed obbligare ad aprire un numero di posizioni riservate a studenti di altre universita' italiane o straniere. E poi, bisognerebbe indicizzare lo stipendio dei docenti, almeno in parte, alla produttivita' scientifica loro e del dipartimento in cui lavorano.

n° 2
Rondinella2006 venerdì, 7 dicembre 2007

Re: dottorati e conoscenze

> Benche' mi renda conto che i problemi segnalati
> nell'articolo esistano - probabilmente in alcuni
> posti piu' che in altri - bisogna pero' stare
> attenti a non pensare che scegliere i dottorandi in
> base al fatto che li si conosce sia sempre e
> soltanto una cosa negativa. Negli Stati Uniti
> l'ammissione al dottorato avviene solitamente per
> referenza: se le lettere di presentazione ricevute
> sono buone, e provengono da professori che sono
> noti ai professori che valutano l'ammissione, le
> probabilita' di essere ammessi aumentano
> moltissimo. Quindi, il sistema per conoscenze
> funziona anche negli Stati Uniti; la differenza e'
> che la' ciascun docente e' incentivato ad assumere
> gente brava perche' i fondi di ricerca che riceve,
> e a volte il suo stesso stipendio, dipendono
> direttamente dal prestigio del suo dipartimento.
> C'e' poi anche il discorso che valutare le
> competenze di un ricercatore soprattutto
> pre-dottorato e' piuttosto difficile e quindi
> assumere una persona che si conosce presenta
> notevoli vantaggi. Detto questo, sono anch'io
> d'accordo che mantenere l'aspetto di un concorso
> imparziale quando in realta' non e' cosi' e'
> davvero assurdo: bisognerebbe rendere la situazione
> piu' trasparente dando la possibilita' ai
> dipartimenti di stanziare fondi per assumere
> giovani promettenti a loro scelta, ed obbligare ad
> aprire un numero di posizioni riservate a studenti
> di altre universita' italiane o straniere. E poi,
> bisognerebbe indicizzare lo stipendio dei docenti,
> almeno in parte, alla produttivita' scientifica
> loro e del dipartimento in cui lavorano.

Quoto tutto, a fare la differenza e' il risultato, mentre in Italia la cosiddetta cooptazione e' solo una strategia di comodo. Pero' l'articolo commenta solo la situazione italiana, ecco perche' e' veritiero.

Rondinella2006 lunedì, 2 aprile 2007

La liberta' innanzitutto

Premesso che anche in Italia qualche rara isola felice si trova, direi che la risposta alla domanda posta dall'articolo e' ovvia: il presupposto per far crescere la ricerca e' la liberta' di sviluppare le proprie idee e i propri interessi. Che vuol dire, in altre parole, assumere un ricercatore e permettergli di proseguire con gli interessi di ricerca gia' sviluppati, o di consentire a chi continua il lavoro di un prof di dissentire dalle idee di quest'ultimo. Io personalmente non trovo strano che si recluti in base alle conoscenze personali (in Gran Bretagna, dove faccio il dottorato io, e' cosi certe volte), cio' che e' sbagliato e' assumere sulla base di simpatie o facendo in modo che ad entrare siano profili volutamente bassi, che fanno sembrare bravo un docente lavativo. Spesso questa e' la prassi delle universita' italiane (con le rare eccezioni di cui sopra), non si guarda tanto al risultato in termini di crescita che il neoassunto puo' portare, ma a quanto e' compiacente e obbediente col docente.
Non e' un caso che a vincere i posti retribuiti siano quelli che riescono a fare i "segretari" dei docenti, ricordando loro le scadenze o compilando i registri al posto loro. Cagliari, l'universita' da cui provengo, e' cosi, perlomeno la facolta' in cui mi sono laureata.

n° 1
Giorg78 sabato, 13 febbraio 2010

R: La liberta' innanzitutto

io sono un dottore di ricerca (dal 2008). per prendere una borsa ho fatto 13 tentativi nello stesso anno, nel giro di pochi mesi, finchè non ho trovato un concorso con un posto non occupato da servi/conoscenti/parenti... ne ho viste di tutti i colori... bene che va ti fanno vincere un posto senza borsa. ma sapete la cosa più tragica quale è? che pure se vinci la tua benedetta borsa, se sei "fuori dal giro" dopo conseguito il titolo altisonante di dottore di ricerca, beh, te lo puoi anche dare in faccia se non sei disposto a continuare a collaborare senza percepire un solo euro. il mondo universitario è per scapoli, servi e ricchi di famiglia, in Italia

Bibi mercoledì, 21 luglio 2010

curiosità da un'aspirante dottoranda

Dal momento che ho letto alcuni commenti di persone che stanno facendo o hanno fatto un dottorato, mi permetto di fare qualche domanda del tutto generica:
prima di partecipare a dei concorsi in giro, quanto tempo avete studiato? Io mi sono laureata ormai da quasi un anno e molto di ciò che ho studiato andrebbe non solo rispolverato ma, immagino, ampliato....
So che ogni dottorato - e ogni materia - è diverso dall'altro, ma volevo capire se posso sperare di farcela o no....
Grazie!

mirko lunedì, 25 luglio 2011

R: curiosità da un'aspirante dottoranda

tesoro se conosci ce la farai...in caso contrario no,ma non mancanza di abilita' ma semplicemnte perche' è tutto SCHIFOSAMENTE TRUCCATO.nelle facoltà come medicina e chirurgia ed odontoiatria entrano solo dico SOLO fogli di medici e odontoiatri,nelle specializzazioni mediche non ne parliamo entrano solo figli di medici i cui paparini fanno parte della stessa struttura universitaria,e nei dottorati di ricerca entrano solo conoscenti o parenti del colleggio docenti che valuta chi entra o meno al dottorato di ricerca...Scusa per la schiettezza ma è cosi,fidati te lo dice uno che sa.Purtroppo e che ha penato anni dietro ai loro trucchi senza mai risolvere nulla.

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