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Futuro significa Spenderci: la nuova campagna dell'Udu

L'Unione degli Universitari lancia una nuova campagna contro i tagli al diritto allo studio, proponendo una serie di interventi che lo Stato dovrebbe attuare per aiutare i giovani

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Argomenti

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Marcello mercoledì, 3 marzo 2010

diploma

Perchè Torino non è presente ??

n° 3
Risa mercoledì, 3 marzo 2010

studentessa

Appoggio pienamente la campagna, è estremamente importante che chi di dovere capisca e veda come sta mandando l'intero sistema (universitario e, quindi, lavorativo e sociale) al completo collasso.
Vorrei solo fare un appunto: dal momento che non possiamo arrivare da un momento ad un altro ai più alti standard di riferimento europei, cominciamo col pretendere ciò che è veramente essenziale; mi riferisco al punto della campagna "Accesso alla cultura": per cd, dvd direi che si può benissimo chiudere un occhio. Gli sconti per i libri, i musei, le riviste (mi riferisco a cuelle culturali e scientifiche naturalmente) devono essere un diritto, ma mi spiace, tra tutto ciò di cui abbiamo diritto tutti noi studenti direi che sconti su cd e dvd passano nettamente in IIpiano, se non come ultima cosa. Per il cinema, almeno a Torino e provincia, esistono già degli sconti PER TUTTI in alcuni giorni della settimana: bisogna impare ad approfittarne, informandosi.
Insomma: insistiamo sui nostri diritti, ma senza ridicolizzarci con pretese banali.

n° 2
Ruben martedì, 2 marzo 2010

mettere l'università in rete

Salve, sono uno studente al III anno d'Informatica a Cagliari.
Per anni ho vissuto in città, pagando fior di quattrini in affitti e senza mai poter beneficiare delle residenze universitarie pur essendo invalido al 100%.
Ora, secondo me il problema sta nel fatto che, nel 2010 è inammissibile che gli studenti siano ancora costretti ad ammassarsi nelle città sedi universitarie, è inammissibile che le lezioni si svolgano ancora con le modalità di 100 anni fa. C'è la rete, ci sono le connessioni a banda larga... spostiamo le lezioni dalle aule ai bit!! Esistono da anni valide piattaforme di e-learning, che farebbero risparmiare tanti quattrini alle università e agli studenti, senza costringerli a risiedere presso la sede universitaria, alla quale ci si recherebbe solo per sostenere gli esami e svolgere le eventuali attività di laboratorio. Gli alloggi dovrebbero avere la logica degli alberghi, ovvero permettere il pernottamento di chi debba recarsi il mattino seguente in facoltà. Si risparmierebbero tanti di quei soldi da poter reinvestire in attrezzature per i laboratori ed attività di ricerca. E solo ai ricercatori e ai dottorandi si dovrebbe garantire l'alloggio fisso per tutta la durata del contratto.

n° 1
Teresa mercoledì, 3 marzo 2010

R: mettere l'università in rete

> Salve, sono uno studente al III anno d'Informatica a Cagliari.
> Per anni ho vissuto in città, pagando fior di quattrini in affitti e senza mai poter beneficiare delle residenze universitarie pur essendo invalido al 100%.
> Ora, secondo me il problema sta nel fatto che, nel 2010 è inammissibile che gli studenti siano ancora costretti ad ammassarsi nelle città sedi universitarie, è inammissibile che le lezioni si svolgano ancora con le modalità di 100 anni fa. C'è la rete, ci sono le connessioni a banda larga... spostiamo le lezioni dalle aule ai bit!! Esistono da anni valide piattaforme di e-learning, che farebbero risparmiare tanti quattrini alle università e agli studenti, senza costringerli a risiedere presso la sede universitaria, alla quale ci si recherebbe solo per sostenere gli esami e svolgere le eventuali attività di laboratorio. Gli alloggi dovrebbero avere la logica degli alberghi, ovvero permettere il pernottamento di chi debba recarsi il mattino seguente in facoltà. Si risparmierebbero tanti di quei soldi da poter reinvestire in attrezzature per i laboratori ed attività di ricerca. E solo ai ricercatori e ai dottorandi si dovrebbe garantire l'alloggio fisso per tutta la durata del contratto.

Ti dò la piena ragione su ciò! sarebbe molto più economico e soprattutto più accessibile, soprattutto per giovani con disabilità. se già è difficile per uno studente non-disabile posso immaginare per chi ha meno possibilità...

marzia martedì, 2 marzo 2010

R: mettere l'università in rete

beh..università on line...mah..lati buoni,sicuramente,ma non in tutti i paesini italiani c'è fast-web.Inoltre non credo che tutto si possa trasmettere in rete,manca una buona parte del messaggio, mancano i colloqui individuali,fermare il professore per una domanda stupida.in rete si fraintende molto,ricordiamo che i bit sono in un certo senso una riduzione, mi sembra che si continui a ridurre (spesso dal lato qualitativo!)il sapere e la capacità di ragionamento e pensiero.non penso sia un'idea sbagliata,ma da non sopravalutare..le implicazioni che porta non sono semplici e scontate!la riforma credo dovrebbe essere più sul livello di assistenza statale,anche in base ai reali meriti degli studenti oltre che per le condizioni economiche.Accesso per tutti,e poi un po' di selezione,ma nella garanzia delle possibilità concrete!Anche gli studenti devono fare la loro parte,non vedo un grande entusiasmo verso l'importanza stessa di una formazione culturale,gli universitari somigliano sempre più a studenti delle superiori che cercano di "sfangarla"!

belly mercoledì, 3 marzo 2010

R: R: mettere l'università in rete

"...una nuova campagnIa..."?!? senza la "i" è italiano corretto e corrente...le università saran pure in bancarotta, tuttavia cerchiamo di iniziare le nostre battaglie anche dalle piccole cose. come l'ortografia. altrimenti non saremo mai credibili.

Risa mercoledì, 3 marzo 2010

R: R: R: mettere l'università in rete

Attenzione all' ortografia! Certo, ma non sarà una "i" di troppo a renderci ridicoli. Focalizziamoci sulle cose importanti

Teresa mercoledì, 3 marzo 2010

R: R: R: mettere l'università in rete

ti appoggio l'ideale. :)

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