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Riforma della professione forense: l'UGAI lancia una campagna di protesta

Il Consiglio Nazionale Forense ha provveduto a realizzare una riforma dell'accesso alla professione forense che dovrebbe essere approvata entro dicembre. La riforma limiterebbe ulteriormente l'accesso dei giovani alla professione e per contrastarla l'UGAI ha lanciato una campagna di protesta

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marco martedì, 18 novembre 2008

pazzia

Non sanno proprio come riempire le scuole forensi....se la approvano fra qualche anno capiranno l' errore di eliminare un esercito di praticanti che lavorano gratuitamente.
Solo un pazzo inizierà un percorso didattico di 7 anni per la facoltà di giurisprudenza che ai tempi era di 4.
Approfittiamo di questo attacco per un controattacco:
consiglio ai praticanti non pagati uno sciopero nazionale di un mese.

n° 3
chiara martedì, 18 novembre 2008

ormai non vedo un futuro

Sinceramente questa riforma la ritrovo ridicola, partendo dal fatto che io sono al quarto anno di giurisprudenza, e questa riforma mi prenderà in pieno.Trovo ridicolo dover frequentare una scuola forense, oltre al tirocinio, quando dovremmo preparare l'esame di avvocato? oltre al fatto che non ci sarebbe un attimo di tempo libero.
Voglio dire che mi sembra ancora più stupida l'idea di una retribuzione visto che comunque la scuola è a pagamento.....
I miei genitori dovranno mantenermi fino a 40 anni, allora a cosa servono 5 anni di studio, a niente..visto che fanno tutti ste cose perchè non fanno il numero chiuso, perchè fa comodo aver tanta gente che paga..le tasse..
questo paese è uno schifo...come il governo che ci rappresenta..anzi come i politici che ci sono, a questo punto spero appena presa la laurea di non finire sotto un ponte...
grazie...per continuare a distruggere pian piano i miei sogni.

n° 2
Giuseppe martedì, 18 novembre 2008

Non possiamo lasciar fare

Questa legge, dopo la legge "ammazzaprecari", la riforma Gelmini e la 133, é l'ennesimo colpo di mano del governo Berlusconi ai danni dei giovani, in quanto riduce ulteriormente l'accesso alla professione forense (di avvocato) e ad esserne svantaggiati saranno soprattutto coloro che non hanno abbastanza disponibilità economiche per poter pagarsi le scuole a pagamento di avviamento alla professione.
Coloro che non sono interessati direttamente dalle novità introdotte dalla legge, che consiste in un guarderanno molto probabilmente a tale legge senza un particolare interesse, ma é uno sbaglio. Questa legge, così come le altre leggi dal sottoscritto precedentemente citate, é solo un tassello del Grande Progetto del Governo.
Questo grande progetto consiste nel trasformare l'Italia in un Paese classista, composto da una ristretta oligarchia che detiene non solo i poteri politico ed economico, ma anche presidia l'accesso alle professioni con i denti tentando di tener lontani tutti gli altri, e da una gran massa di impiegati, operai, precari e affini, condannati a lavorare per tutta la vita e a non avere alcune speranze di mobilità sociale. Il fattore "quanto vali?" conterà meno del fattore "quanto hai?", e il fatto di avere un padre o una madre che é "qualcuno" avrà il suo peso.
Se non vogliamo vivere in un Paese oligarchico, se vogliamo che una mobilità sociale basata sul merito sia la realtà (in altri termini, che il/la figlio/a meritevole dell'operaio possa diventare "qualcuno" e, parallelamente, che il/la figlio/a inoperoso/a e parassitario/a dell'imprenditore deve lavorare sodo come tutti quanti), se crediamo che la lotta contro i tagli all'istruzione, il precariato e il lavoro possa agglomerarsi in un unico Fronte di Lotta, ma soprattutto se pensiamo che "non me ne frega niente" o "a che cosa serve lottare perché tanto decidono tutto "loro" e noi non siamo nessuno" siano atteggiamenti infantili...
CONTINUONS LE COMBAT!
CE N'EST QU' UN DEBUT!

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