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Calano le iscrizioni negli atenei, con alcune eccezioni

Secondo i dati provvisori del Ministero dell'Istruzione relativi alle immatricolazioni nell'Anno Accademico 2009/2010, le iscrizioni sono diminuite del 2,39%, ma gli atenei del Nord ottengono ancora buoni risultati

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DaviD sabato, 20 febbraio 2010

Mi sembra ovvio il perchè.....

....... le immatricolazioni scendono. Di lavoro non ce n'è. Chi deve pagarsi da solo l'UNI trova soltanto posti stupidi tipo friggere le patatine al MCdonald.... chi è ancora appoggiato alla famiglia, non cambia la storia. Le casse integrazioni aumentano, sempre più gente rimane a casa a 40, 50 anni, e quindi dove trovano i soldi per pagare l'università al figlio?

n° 4
anonima mercoledì, 17 febbraio 2010

secondo me

Secondo me vanno al nord perchè i professori sono migliori, e chi rimane al sud lo fa solo per questioni economiche. I professori del sud lo sanno e riducono la qualità, tanto chi non ha i soldi è costretto comunque a restare al sud e il tutto diventa un circolo vizioso.
Poi i ragazzi che studiano non prendono voti alti, prendono voti discreti dal 20 al 23 24, i voti alti li prendono i raccomandati, che poi fanno i dottorati eccetera, e poi, come dice pirrolo fanno errori gravissimi.
Secondo me laureare tutti è buono, perchè dopo, se sai vai avanti, se sei ignorante resti a spasso al di là del voto.
Sembra il contrario, invece laurando tutti, andrà avanti chi veramente si forma bene, chi è ignorante con 110elode invece rimane dietro nel mondo del lavoro.
E' una selezione naturale che fa il mercato e non i professori secondo le proprie simpatie.
Infine credo che le università si siano troppo allontanate dalla vita reale, ti insegnano le cose che loro vorrebbero che fossero e non invece quello che è la vita fuori.
Restando chiuse sono rimaste indietro rispetto alla vita reale.
I giovani si rendono conto di questo e vedono l' università come una perdita di tempo.

n° 3
potteries venerdì, 26 febbraio 2010

R: secondo me

SECONDO ME TI SBAGLI...la formazione che ti danno al sud, al nord non c'è!!ti faccio il mio esempio, io studio a salerno e come studio io per gli esami non lo fanno i miei amici del nord!cioè a loro la tipologia di esami è molto, ma molto semplice,esami come diritto privato a scelta multipla,mentre da noi ORALE (non so se mi spiego diritto privato orale!!!). poi è diverso proprio il rapporto che hanno coi professori, a noi c'è un diatacco docente-studente, lì invece si parla coi docenti apertamente!! non dico che è sbagliato al nord (mi riferisco città come siena pisa urbino ecc..)forse è più facile laurearsi lì e trovare subito lavoro!!

lico venerdì, 26 febbraio 2010

R: R: secondo me

Ma non volete capirlo che dove bocciano o sono severi i professori e ti trattano con i piedi significa che le università sono peggiori e non migliori?
Le università dove bocciano di più sono peggiori.
Avete visto in quel liceo americano?tanti bocciati?
licenziati tutti i professori.
Bocciare significa che il professore non ha saputo svolgere il suo compito.Alcuni bocciano per sadismo, non perchè non hai studiato. Alcuni hanno ridotto i corsi di laurea a pochi iscritti perchè i ragazzi tremano solo a sentirli nominare. Questi professori andrebbero cacciati a calci nel sedere, bocciano per farsi il nome per sadismo, e non significa che sono migliori, anzi sono i peggiori,facendo un danno enorme ai ragazzi e alla collettività riducendo dei corsi di laurea a pochi iscritti e pochi laureati.
I professori buoni sono quelli che insegnano non quelli che bocciano,non quelli che ti terrorizzano, che hai paura ad andare a fare l' esame. Quelle non sono persone, ma bestie che approfittano del loro potere e lo esercitano su un povero studente indifeso.
Facendo così, si fanno il nome, portano avanti a chi vogliono loro, rovinano tante persone,fanno un danno enorme alla società, e lo fanno con soldi pubblici, dei cittadini, della società.
Non dite quindi che dove sono più severi sono migliori, anzi notate, spesso i severi sono i frustrati.
Chi è realizzato, che ha fatto carriera è soddisfatto, è buono con gli altri.
I cattivi sono i frustrati, gli irrealizzati che sono tremendi, e poi con delle povere anime indifese, con gli studenti che sono gli esseri più deboli della società.
Chi fa il forte coi deboli è un vigliacco.

Pirrolo venerdì, 26 febbraio 2010

R: R: secondo me

> SECONDO ME TI SBAGLI...la formazione che ti danno al sud, al nord non c'è!!ti faccio il mio esempio, io studio a salerno e come studio io per gli esami non lo fanno i miei amici del nord!cioè a loro la tipologia di esami è molto, ma molto semplice,esami come diritto privato a scelta multipla,mentre da noi ORALE (non so se mi spiego diritto privato orale!!!). poi è diverso proprio il rapporto che hanno coi professori, a noi c'è un diatacco docente-studente, lì invece si parla coi docenti apertamente!! non dico che è sbagliato al nord (mi riferisco città come siena pisa urbino ecc..)forse è più facile laurearsi lì e trovare subito lavoro!!
Ma è ovvio che sia così: al nord le prove sono scritte perché il giudizio sia oggettivo (se hai fatto 12 risposte esatte su 30 non ci sono santi) mentre al sud è orale perché il giudizio possa essere soggettivo (se hai pagato di più, se sei parente del prof, se sei stato raccomandato, ecc...); è triste doverlo ammettere ma è così, aprite gli occhi!

lico venerdì, 26 febbraio 2010

R: R: R: secondo me

bravo, hai ragione, è così!

Pirrolo mercoledì, 17 febbraio 2010

R: secondo me

Secondo me il mercato non riesce a fare questa selezione del personale, perlomeno non in Italia dove il mercato funziona male.

Chiunque sia andato ad un colloquio di lavoro ne avrà viste di cotte e di crude, e le aziende che assumono raccomandati non sono certo una rarità qua da noi.

Quanto ai voti, che dire... quando dico che i 30&lode dati a pioggia sono sbagliati, non intendo dire che chi piglia meno sia più bravo, anzi.
In generale, dovessi assumere qualcuno, non andrei a cercarlo tra chi all'università aveva la media di 23, ecco.

anonima mercoledì, 17 febbraio 2010

R: R: secondo me

Appunto preferiscono non andare proprio all' università.
Piuttosto che essere marchiati a vita dalla media del 23 e non essere assunti, preferiscono tentare subito la via del lavoro.
Mia sorella ha fatto così ed ha trovato un lavoro con il diploma perchè giovanissima, io ancora all' università con una media discreta e sto pensando di abbandonare l' università perchè so che non mi servirà a niente se non hai 110elode.

Pirrolo mercoledì, 17 febbraio 2010

... il valore della laurea ...

A me è capitato di leggere elaborati scritti da laureati che non si capiva come avessero anche solo potuto passare l'esame di terza media.
Siamo al punto che ormai molti laureati usano i termini della lingua italiana a caso, vanno per assonanze e spesso scazzano clamorosamente.


Quanto ai contenuti, mi capitò di sentire un laureato in Chimica (110&Lode di ordinanza, laurea in corso!) sostenere che zinco e rame sono semiconduttori... chi ha un minimo (ma proprio un minimo) di formazione tecnico-scientifica sa la gravità di questa affermazione.
Ed un post-doc (!) sempre di Chimica disegnare l'acido nitrico con gli atomi di H legati all'azoto... brrrr...
E questi sono solo esempi presi a caso, alcuni tra i più clamorosi: ce ne sono a decine presi da ciò che ho visto e da ciò che leggo sui giornali che sono altrettanto gravi.


Insomma, a me sembra che davvero la laurea (ed anche i titoli post-laurea, se è per questo, dagli inutili master all'ancor più inutile dottorato) non siano assolutamente correlati né a preparazione né a cultura generale di chi li possiede.
Proprio perché sono alla portata di tutti, e non si negano più a nessuno.


Tra l'altro, questa "corsa al ribasso" non mi pare neppure giustificata da esigenze di mercato: nel senso che se davvero il mercato del lavoro italiano avesse bisogno di mandrie di laureati, allora avrebbe una sua logica (seppur discutibile) far laureare anche i cani ed i porci.
Ma visto che così non è e che i laureati sono disoccupati come e più degli altri, a che pro far andare avanti tutti?


Io capisco che si voglia ritardare il più possibile l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro (ed io, da capra ignorante quale sono, seguo il gregge), e che lasciare andare avanti anche gli analfabeti a suon di 30&lode permetta al sistema di "guadagnare tempo", ma gli effetti alla lunga saranno disastrosi perché di questi laureati subnormali alcuni andranno ad insegnare, e come con un feedback positivo l'effetto dell'ignoranza di massa andrà aumentando.


Poi quando non si troverà più un ingegnere che sappia costruire un ponte o un chimico che faccia analisi ambientali accurate (e di questo passo prima o poi arriveremo a questo stadio, stetene certi) smetteranno di ridere anche gli imbecilli che dicono che la cultura non serve a niente.
Le case che crollano da sole e la mozzarella al piombo non piacciono a nessuno.

n° 2
Paola martedì, 23 febbraio 2010

R: ... il valore della laurea ...

Perchè finalmente hanno capito che la laurea non serve a niente. Butti solo soldi tempo salute e quello che davvero conta alla fine sono le conoscenze. Se non le hai ti freghi e stai a casa a rimpiangere il perchè hai scelto di buttare la salute sui libri!!!

.. mercoledì, 17 febbraio 2010

R: ... il valore della laurea ...

"Nondum matura est, nolo acerbam sumere"
...mi pare proprio di sentirti...

anonima mercoledì, 17 febbraio 2010

R: R: ... il valore della laurea ...

si si, ragionano così!
Se prendono tutti 30 e a me 30 non lo dai, io che ci vengo a fare all' università? tanto non mi serve a niente, perchè poi il lavoro lo prendono quelli con 30.
e non si immatricolano proprio, e si cercano un lavoro.
Sbagliano? non so!
meglio senza laurea con un lavoro e no disoccupati con la laurea.

xx giovedì, 18 febbraio 2010

R: R: R: ... il valore della laurea ...

Io invece assumarei più chi ha la media del 23 perchè è più sicuro che quel 23 è un 23 meritato,sudato.
Un 23 che spesso viene fuori dal fatto che non si è potuto studiare nelle migliori delle condizioni, un 23 che nasconde tanti sacrifici.
Vale più un 23 di un ragazzo che ha studiato fuori sede, che si è cimentato con la vita fuori casa, che ha convissuto con altri ragazzi, ha fatto i salti mortali per sbarcare il lunario,che si preparava da mangiare e si lavava i panni, andava a fare la spesa ed andava a lezione a piedi sotto la pioggia, e perdeva tutta la giornata ad aspettare l' autobus.
E' andato fuori corso, ha preso 23, ma ha fatto l' università della sopravvivenza, che secondo me vale molto di più.
O ancora pensiamo a tanti ragazzi che vivono situazioni familiari disastrate e nonostante tutto riescono ad arrivare a laurearsi, si fuori corso o con 23, valgono di meno? non penso.

luisamaria martedì, 16 febbraio 2010

Forse si ci è finalmente resi conto che...

Forse si ci è finalmente resi conto che la riforma del 3+2 non è servita a niente...ha svantaggiato gli studenti seri volenterosi e capaci...tanto che per una laurea in lingue occorre studiare 3 anni più 2 anni di specialistica, oggi magistrale sempre di 2 anni, per un totale di 5 anni, mentre prima in 4 anni si aveva un titolo completo.

Io sono molto delusa...noto che questa riforma è servita solo da parcheggio per quei giovani che dopo il diploma volevano provare la strada dell'università conseguendo una mini-laurea, che non ha alcun tipo di valenza...

Molti corsi di laurea e professori non si sono adeguati alla riforma, e perciò i programmi per anni sono stati quasi gli stessi di quelli del vecchio ordinamento..con la differenza che la laurea di primo livello non vale un bel niente, senza la specialistica, mentre quelli del vecchio ordinamento hanno ottenuto un titolo completo.

Poi si è cominciato a vigilare su questo problema, e dopo anni, recentemente si sono adeguati i programmi al regolamento.

Nel frattempo molti non hanno cercato e non cercano lavoro e perciò si parcheggiano all'uni...

E fa male constatare che...dopo anni di sacrifici...non si fa un bel niente...neppure con la specialistica...e la disoccupazione dilaga...

Finalmente qualcuno ha capito...

Queste righe non bastano...si dovrebbero scrivere poemi....

n° 1
Lebia martedì, 16 febbraio 2010

Concordo

Attualmente il 3+2 serve solo a saturare un mercato in crisi. Non mi stupisco del calo degli iscritti...neanche con una laurea si riesce più a trovare lavoro. Ormai è diventata come il diploma, totalmente svalutata e il 3+2 ha aumentato ulteriormente la svalutazione.
Ti faccio l'esempio di architettura: con i 5 anni si era architetto.
Ora con i 3 anni si è architetto junior, e con i 5 architetto.
L'architetto junior svolge attività simili a quelle dei geometri e non può svolgere le mansioni di un dottore magistrale. Adesso escono geometri e architetti junior che in pratica fanno lo stesso lavoro: beh, se prima il mercato dei geometri era saturo, ora gli arriva l'ondata degli architetti junior.
Ecco a cosa servono veramente le lauree brevi...

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