Uno studio condotto da Bankitalia sostiene che l'aumento degli immigrati può portare ad un peggioramento della situazione della scuola pubblica italiana con lo spostamento di maggiori risorse verso la scuola privata: il tetto del 30% introdotto dalla Gelmini potrebbe far evitare questo pericolo?
Se il paese va in rovina, la colpa è solamente di coloro che propagano tali IDIOZIE!! Ci stiamo avvicinando sempre più al razzismo e alla discriminazione.. vergogna: é questo il sentimento che nutro nei confronti della gente che afferma tali cose!!! Gli studi piuttosto che farli sulle influenze negative degli immigrati (direi del tutto ingrandite e per nulla appropriate) li dovrebbero fare sulle menti malate di chi è capace di avanzare accuse del genere!!!
Stiamo diventando un paese razzista! Se nel mondo non ci sopportano come emigrati, noi dobbiamo "dare l'esempio" facendo vedere che noi siamo gente per bene che rispetta le differenze.
La gelmini e pazza da legare, queste cose gliele dice la lega. I bambini stranieri che non parlano italiano sono pochi perchè:
1- Molti nascono gia in italia
2- Essendo bambini lo imaparano in fretta
una lingua non la si impara in classi separate, ma con la "mescolanza" coi gli altri. il tetto del 30% puo essere applicato in scuole dove ci sono piu classi in modo da favorire la full-immersion degli alunni, altrimenti è razzismo!VERGOGNA!
ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
che schifo di paese! bisogna investire nella scuola! bisogna potenziare l insegnamento della lingua e la scolarizzazione che è l unico modo per tenere tutti i giovani non solo gli immigrati lontano dalla strada e dalla criminalità che si nutre dell ignoranza e dell isolamento delle persone.
mettere un tetto ci può anche stare..io faccio un doposcuola in una scuola elementare di milano in cui ci sono tantissimi..quasi il 90% di immigrati, e tentiamo di insegnare l italiano a questi bambini.GRATIS! perchè nn ci possono pagare. ci vorrebero programmi di sostegno all istruzione! le maestre da sole non ce la possono fare!
quando abbiamo intenzione di affrontare questa sfida? la sfida dello sviluppo, dell evoluzione della cuviltà! quella vera! quella in cui le persone sono ricchezza e non spazzatura!
incompetenti al governo. questo sono nn sanno nemmeno di cosa parlano. c è mai andata la gelmini a fare un doposcuola? li ha mai guardati questi bambini in faccia? ha mai letto loro una pagina di compiti da fare? NO! e quindi di cosa stiamo parlando????? ma vààà vààà! che paese! mi vergogno.
R: R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
> te vergogni solo te!!!!
Infatti uno che non si vergogna di non saper neanche scrivere in lingua italiana non può nemmeno vergognarsi diessere razzista, peccato (meno male) che la maggioranza la pensa diversamente da te, anche perché è più intelligente.
R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
condivido quello che dici, ma arrivo nonostante ciò ad una diversa posizione di approccio al problema.
il problema è che la scuola pubblica è carente di qualità dell'insegnamento, è carente di fondi ed è carente di classi formate da un'omogenea integrazione tra stranieri e italiani, nonchè carente di personale docente qualificato.
i soldi pubblici vengono sperperati dalle scuole che non li sanno gestire, vengono finanziate a pioggia senza arrivare a nessun risultato, le classi di studenti sono sempre più scadenti e meno integrate - nonchè sempre più numerose, cosa che riduce maggiormente la qualità dell'insegnamento - i docenti sono sempre più sottopagati con contratti ridicoli a tempo determinato dopo anni e anni di servizio - e sempre a rischio di rimanere senza professione a causa dei continui tagli.
Lo studio di bankitalia è una grandissima stron.zata, come la maggior parte delle ricerche che conduce- controllate e direzionate dai poteri forti.
Gli immigrati diventano un problema solo quando lo Stato non riesce a controllare e a gestire il flusso migratorio, e di conseguenza non può armonizzare il processo di integrazione.
Io credo che l'armonizzazione di questo processo di integrazione - che ormai è quasi fallito per le popolazioni immigrate di età avanzata - debba partire dalle scuole, dai bambini.
Senza cultura, senza l'insegnamento della lingua, come si può credere che questi bambini si integrino nel sistema nazionale e possano di conseguenza avere un lavoro? ma per ottenere l'integrazione si deve sacrificare per forza il livello complessivo di istruzione dato dalla scuola pubblica? Io credo che "armonizzazione" sia il sostrato metafisico che sta alla base della legge che istituisce un tetto massimo di alunni per classe.
Pensateci, si risolverebbero molti problemi che attanagliano la scuola pubblica e la rendono una scuola di serie B nel confronto con le private: si formerebbero classi più omogenee, nelle quali gli studenti stranieri avranno la possibilità di essere meglio seguiti negli studi dai docenti di classe, e quindi di inserirsi nel mondo del lavoro nel futuro; il numero ridotto di immigrati per classe favorirebbe la loro integrazione in un duplice senso, ovvero innanzitutto si eviterebbe di avere classi/ghetto - con la relativa formazione spontanea di microcriminalità e bullismo sia in senso diretto che inverso (cioè che gli immigrati possano trasformarsi in delinquenti o essere oggetti di sevizie e maltrattamenti dai compagni) - e poi l'integrazione sarebbe favorita in quanto - ritrovandosi in minor numero per classe - sarebbero "costretti" a imparare e parlare la lingua italiana giorno per giorno, minuto per minuto - proprio come succede a noi studenti italiani quando andiamo all'estero nei college per imparare l'inglese (se non ci sono altri italiani con i quali cazz.eggiare in italiano per tutto il tempo, saremmo costretti a parlare e quindi imparare la lingua inglese);
il minor numero di immigrati per classe favorirebbe - con l'aumento delle iscrizioni e del flusso migratorio - l'aumento delle classi per ogni scuola, favorendo così un livello di occupazione per tantissimi docenti, migliaia di insegnati licenziati per il ridotto numero di classi , e favorirebbe l'immissione in ruolo di tantissimi insegnanti che a 50 anni sono ancora precari.
non vedo niente di razzista in tutto ciò, semmai sono razzisti chi vogliono gli immigrati poveri e schiavi dei poteri forti.
e io non appoggio l'attuale maggioranza al governo.
R: R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
Raga ma vi rendete conto di quello che sta succedendo in Italia? Guardatevi soltanto i commenti, uno dice una cosa un pochino diversa da quello che pensano gli altri e viene subito assalito! E' questa l'Italia, è la divisione, è litigio tra la gente, è separatismo pur di avere il controllo! Per questo quelli che stanno là su in parlamento riesce a fare quello che vuole, perchè voi siete troppo impegnati a capire che ha torto e chi ha ragione, ma neanche siete impegnati a trovare gli sbagli di chi vi contraddice! Non me ne frega niente della destra o della sinistra, io sono uno straniero che in molte cose sono d'accordo con la lega, questo perchè penso che se fossi nel mio paese forse le stesse leggi farebbero comodo anche a me, quindi veramente non riesco a capire questa ignoranza che gira nell'aria, dico ignoranza e non stupidità perchè al giorno d'oggi sono pochi gli stupidi, ma tanti glli ignoranti perchè ignorano le cose e si rifiutano di guardare le cose così come stanno! Quindi raga non incazzatevi gli uni con gli altri, ma ragionate e VEDETE le cose così come stanno non come vi dice i vostri amici o anche genitori, ogni uomo è uguale in quanto dotato della ragione...raga meno litigi e più solidarietà, il futuro è nelle mani dei giovani, quindi non vedo perchè deve essere spreccato così!
Spero di non aver offeso nessuno, non era mio intento. Distinti saluti.
R: R: R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
Ciao. Io sono straniero e sono tra i migliori nella mia classe. Ho ancora delle difficolta con italiano, ma ogni giorno cerco di superarle. Voglio dire una cosa: la maggior parte degli studenti stranieri studiano con molta volonta ed impegno a differenza dei loro compagni italiani. Non bisogna pensare che lo straniero e stupido. Ma comunque sono d'accordo: ci deve essere non piu di UNO straniero per la classe.
Razzisti!!!!!
Se il paese va in rovina, la colpa è solamente di coloro che propagano tali IDIOZIE!! Ci stiamo avvicinando sempre più al razzismo e alla discriminazione.. vergogna: é questo il sentimento che nutro nei confronti della gente che afferma tali cose!!! Gli studi piuttosto che farli sulle influenze negative degli immigrati (direi del tutto ingrandite e per nulla appropriate) li dovrebbero fare sulle menti malate di chi è capace di avanzare accuse del genere!!!
Emerite Str***ate
Stiamo diventando un paese razzista! Se nel mondo non ci sopportano come emigrati, noi dobbiamo "dare l'esempio" facendo vedere che noi siamo gente per bene che rispetta le differenze.
La gelmini e pazza da legare, queste cose gliele dice la lega. I bambini stranieri che non parlano italiano sono pochi perchè:
1- Molti nascono gia in italia
2- Essendo bambini lo imaparano in fretta
una lingua non la si impara in classi separate, ma con la "mescolanza" coi gli altri. il tetto del 30% puo essere applicato in scuole dove ci sono piu classi in modo da favorire la full-immersion degli alunni, altrimenti è razzismo!VERGOGNA!
ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
che schifo di paese! bisogna investire nella scuola! bisogna potenziare l insegnamento della lingua e la scolarizzazione che è l unico modo per tenere tutti i giovani non solo gli immigrati lontano dalla strada e dalla criminalità che si nutre dell ignoranza e dell isolamento delle persone.
mettere un tetto ci può anche stare..io faccio un doposcuola in una scuola elementare di milano in cui ci sono tantissimi..quasi il 90% di immigrati, e tentiamo di insegnare l italiano a questi bambini.GRATIS! perchè nn ci possono pagare. ci vorrebero programmi di sostegno all istruzione! le maestre da sole non ce la possono fare!
quando abbiamo intenzione di affrontare questa sfida? la sfida dello sviluppo, dell evoluzione della cuviltà! quella vera! quella in cui le persone sono ricchezza e non spazzatura!
incompetenti al governo. questo sono nn sanno nemmeno di cosa parlano. c è mai andata la gelmini a fare un doposcuola? li ha mai guardati questi bambini in faccia? ha mai letto loro una pagina di compiti da fare? NO! e quindi di cosa stiamo parlando????? ma vààà vààà! che paese! mi vergogno.
R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
te vergogni solo te!!!!
R: R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
> te vergogni solo te!!!!
Infatti uno che non si vergogna di non saper neanche scrivere in lingua italiana non può nemmeno vergognarsi diessere razzista, peccato (meno male) che la maggioranza la pensa diversamente da te, anche perché è più intelligente.
R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
condivido quello che dici, ma arrivo nonostante ciò ad una diversa posizione di approccio al problema.
il problema è che la scuola pubblica è carente di qualità dell'insegnamento, è carente di fondi ed è carente di classi formate da un'omogenea integrazione tra stranieri e italiani, nonchè carente di personale docente qualificato.
i soldi pubblici vengono sperperati dalle scuole che non li sanno gestire, vengono finanziate a pioggia senza arrivare a nessun risultato, le classi di studenti sono sempre più scadenti e meno integrate - nonchè sempre più numerose, cosa che riduce maggiormente la qualità dell'insegnamento - i docenti sono sempre più sottopagati con contratti ridicoli a tempo determinato dopo anni e anni di servizio - e sempre a rischio di rimanere senza professione a causa dei continui tagli.
Lo studio di bankitalia è una grandissima stron.zata, come la maggior parte delle ricerche che conduce- controllate e direzionate dai poteri forti.
Gli immigrati diventano un problema solo quando lo Stato non riesce a controllare e a gestire il flusso migratorio, e di conseguenza non può armonizzare il processo di integrazione.
Io credo che l'armonizzazione di questo processo di integrazione - che ormai è quasi fallito per le popolazioni immigrate di età avanzata - debba partire dalle scuole, dai bambini.
Senza cultura, senza l'insegnamento della lingua, come si può credere che questi bambini si integrino nel sistema nazionale e possano di conseguenza avere un lavoro? ma per ottenere l'integrazione si deve sacrificare per forza il livello complessivo di istruzione dato dalla scuola pubblica? Io credo che "armonizzazione" sia il sostrato metafisico che sta alla base della legge che istituisce un tetto massimo di alunni per classe.
Pensateci, si risolverebbero molti problemi che attanagliano la scuola pubblica e la rendono una scuola di serie B nel confronto con le private: si formerebbero classi più omogenee, nelle quali gli studenti stranieri avranno la possibilità di essere meglio seguiti negli studi dai docenti di classe, e quindi di inserirsi nel mondo del lavoro nel futuro; il numero ridotto di immigrati per classe favorirebbe la loro integrazione in un duplice senso, ovvero innanzitutto si eviterebbe di avere classi/ghetto - con la relativa formazione spontanea di microcriminalità e bullismo sia in senso diretto che inverso (cioè che gli immigrati possano trasformarsi in delinquenti o essere oggetti di sevizie e maltrattamenti dai compagni) - e poi l'integrazione sarebbe favorita in quanto - ritrovandosi in minor numero per classe - sarebbero "costretti" a imparare e parlare la lingua italiana giorno per giorno, minuto per minuto - proprio come succede a noi studenti italiani quando andiamo all'estero nei college per imparare l'inglese (se non ci sono altri italiani con i quali cazz.eggiare in italiano per tutto il tempo, saremmo costretti a parlare e quindi imparare la lingua inglese);
il minor numero di immigrati per classe favorirebbe - con l'aumento delle iscrizioni e del flusso migratorio - l'aumento delle classi per ogni scuola, favorendo così un livello di occupazione per tantissimi docenti, migliaia di insegnati licenziati per il ridotto numero di classi , e favorirebbe l'immissione in ruolo di tantissimi insegnanti che a 50 anni sono ancora precari.
non vedo niente di razzista in tutto ciò, semmai sono razzisti chi vogliono gli immigrati poveri e schiavi dei poteri forti.
e io non appoggio l'attuale maggioranza al governo.
R: R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
Raga ma vi rendete conto di quello che sta succedendo in Italia? Guardatevi soltanto i commenti, uno dice una cosa un pochino diversa da quello che pensano gli altri e viene subito assalito! E' questa l'Italia, è la divisione, è litigio tra la gente, è separatismo pur di avere il controllo! Per questo quelli che stanno là su in parlamento riesce a fare quello che vuole, perchè voi siete troppo impegnati a capire che ha torto e chi ha ragione, ma neanche siete impegnati a trovare gli sbagli di chi vi contraddice! Non me ne frega niente della destra o della sinistra, io sono uno straniero che in molte cose sono d'accordo con la lega, questo perchè penso che se fossi nel mio paese forse le stesse leggi farebbero comodo anche a me, quindi veramente non riesco a capire questa ignoranza che gira nell'aria, dico ignoranza e non stupidità perchè al giorno d'oggi sono pochi gli stupidi, ma tanti glli ignoranti perchè ignorano le cose e si rifiutano di guardare le cose così come stanno! Quindi raga non incazzatevi gli uni con gli altri, ma ragionate e VEDETE le cose così come stanno non come vi dice i vostri amici o anche genitori, ogni uomo è uguale in quanto dotato della ragione...raga meno litigi e più solidarietà, il futuro è nelle mani dei giovani, quindi non vedo perchè deve essere spreccato così!
Spero di non aver offeso nessuno, non era mio intento. Distinti saluti.
R: R: R: ignoranti siete voi! non vedete la realtà. parlate di niente.
Ciao. Io sono straniero e sono tra i migliori nella mia classe. Ho ancora delle difficolta con italiano, ma ogni giorno cerco di superarle. Voglio dire una cosa: la maggior parte degli studenti stranieri studiano con molta volonta ed impegno a differenza dei loro compagni italiani. Non bisogna pensare che lo straniero e stupido. Ma comunque sono d'accordo: ci deve essere non piu di UNO straniero per la classe.
PEACE
i rom non sono romeni basta confondere!!!
http://fnmontella.blogspot.com/2010/01/i-rom-non-sono-rumeni.html
martedì 19 gennaio 2010
I ROM NON SONO RUMENI
Riceviamo e pubblichiamo... Ringraziamo Costel Antonescu (Nazionalista Romeno) per la delucidazione.
In Italia
Gli zingari in Italia, come nel resto del mondo, rappresentano una comunità eterogenea, dalle mille sfumature e dalle mille espressioni.
Mille sono anche gli anni della storia degli zingari divisi essenzialmente in tre gruppi principali: Rom, Sinti e Kalé (gitani della penisola iberica).
A questi gruppi principali si ricollegano tanti gruppi e sottogruppi, affini e diversificati, ognuno con proprie peculiarità.
Essi hanno un'origine comune, L'india del nord e una lingua comune, il romanès o romani ©hib diviso in svariati dialetti. L'opinione pubblica, che dei Rom e Sinti conosce poco o niente, tende a massificare e a confondere i diversi gruppi zingari, soprattutto tende a condannare e ad emarginare senza capire.
La popolazione zingara in Italia rappresenta lo 0,16% circa dell'intera popolazione nazionale essendo stimati in un numero di persone compreso fra le 80.000 e le 110.000 unita.
Sono presenti solo Sinti e Rom con i loro sottogruppi. I Sinti sono soprattutto insediati nel nord dell'Italia e i Rom nell'Italia centro-meridionale. Essi rappresentano gli zingari di antico insediamento a cui hanno aggiunti vari gruppi zingari di recente e di recentissima immigrazione. Circa 1'80% degli zingari che vivono nel nostro Paese hanno la cittadinanza italiana, il 20% circa e rappresentato da zingari extracomunitari, soprattutto provenienti dai territori della ex-Jugoslavia. Circa il 75% e di religione cattolica, il 20% di religione musulmana e il 5% raggruppa: ortodossi, testimoni di Geova e pentecostali.
L'arrivo in Italia
L'origine indiana degli zingari si è scoperta nel XVIII secolo attraverso lo studio della lingua zingara.
Con lo studio filologico si è potuto ricostruire ipoteticamente l'itinerario seguito dagli zingari nel loro lungo cammino in quanto essi prendevano a prestito parole dai popoli con cui venivano a contatto.
Dall'India del nord sono arrivati in Europa attraverso la Persia, l'Armenia e l'Impero Bizantino. Dai Balcani si sono diramati in tutta Europa, arrivando anche in Russia e, con le deportazioni, nelle Americhe e in Australia.
Sono molti gli studiosi che credono che i Rom abruzzesi, fra i primi gruppi zingari arrivati in Italia, siano arrivati attraverso l'Adriatico provenienti dalle coste albanesi e greche, probabilmente per sfuggire alla repressione dei turchi ottomani.
A sostegno di tale tesi si e fatto riferimento all'assenza nella parlata dei Rom abruzzesi di termini tedeschi e slavi.
Ma si può obiettare: i turchi ottomani conquistarono tutta la Grecia e l'attuale Albania fra il 1451 e il 1520 (L. Piasere), mentre i Rom in Italia arrivarono molto tempo prima (il primo documento che attesta l'arrivo degli zingari e del 1422 ma ci sono molti indizi che inducono a credere che i Rom arrivarono ancora prima); i Rom abruzzesi hanno nella loro parlata sia termini tedeschi come tiÒ, glàse, brèg (ted. tiÒch = tavolo, glas = bicchiere, berg = montagna), sia termini serbo croati come plaxtà = lenzuola (s.c. phahta), niÒte = nulla (s. c. nista), a Òtar = catturare, afferrare (s.c. staviti), nikt (nikkete) = nessuno (s.c. nikto), a pukav. = fare la spia, denunciare (s.c. bukati), po (pro) = per (s.c. po); inoltre, perché i Rom con le loro carovane avrebbero dovuto viaggiare per via mare, via a loro scomoda, inusuale e all'epoca minacciata dai turchi, se per secoli avevano dimostrato di spostarsi con sicurezza e rapidità per via terra? Tutto ciò induce a credere che il grosso dei Rom abruzzesi sia arrivato in Italia dal nord per via terra, proveniente, dall'Albania o dalla Grecia, attraversando la ex-Jugoslavia e territori di lingua tedesca. Non è da escludere che effettivamente piccoli nuclei siano arrivati in Italia attraverso l'Adriatico assieme ad altre minoranze come Serbo -Croati e Albanesi.
Tutto è comunque ancora da provare. Da questa piccola introduzione si può ben comprendere come sia difficile ricostruire la storia dei Rom sia perché i documenti a disposizione sono pochi ed incompleti sia perché i Rom non hanno lasciato nessuna testimonianza scritta.
La storia dei Rom é una storia che non nasce dall'interno della sua comunità proprio perché essi rappresentano un popolo senza scrittura che affida alla "memoria" e alla tradizione orale il compito di trasmettere la propria storia e la propria cultura.
La storia dei Rom è fatta dai Caggé (non zingari) attraverso le osservazioni di quanti ai Rom si sono in qualche modo interessati per la curiosità e la meraviglia che suscitavano o attraverso le disposizioni delle autorità pubbliche. Così dalla lettura delle Cronache del XV secolo si possono ricostruire sommariamente gli itinerari seguiti dagli zingari in Europa. Il primo documento che segnala l'arrivo degli zingari in Italia è quello del 18 luglio 1422, un'anonima cronaca bolognese contenuta nella Rerum Italicarum Scriptores di Ludovico Antonio Muratori: "A di 18 luglio 1422 venne in Bologna un duca d'Egitto, il quale aveva nome Andrea, e venne con donne, putti e uomini del suo paese, e potevano essere ben cento persone...... " Dalle "grida" e dai bandi che dal 1500 si sono susseguiti fino al 1700 si possono dedurre le politiche attuate dalle autorità nei confronti degli zingari: politiche di espulsione, di reclusione, di repressione, di deportazione, ovvero politiche votate al più completo rifiuto.
(Attualmente siamo nella fase della politica di assimilazione).
I Rom abruzzesi
I Rom abruzzesi, con cittadinanza italiana, rappresentano dunque uno dei primissimi gruppi zingari arrivati in Italia e grazie alla lunga permanenza sono relativamente più inseriti nel contesto sociale ed economico della società maggioritaria rispetto ad altri gruppi di recente immigrazione. In passato le attività principalmente esercitate erano quelle che lasciavano spazio all'essere e alla creatività e quelle che facilitavano i rapporti umani.
Da qui l'attività di musicisti, di fabbri calderari, di commercianti di cavalli, di lavoratori di metalli. Il progresso tecnologico, il boom economico, lo sviluppo delle attività industriali hanno soppiantato le attività tradizionali e la maggioranza dei Rom ha dovuto operare una riconversione economica, ma il modo di porsi di fronte alla vita e di interiorizzarla e soprattutto la struttura sociale dei Rom e rimasta nei secoli pressoché immutata. L'istituzione fondamentale su cui si regge la società romanes e la famiglia, intesa nel senso più ampio, come gruppo cioè che si riconosce nella discendenza da un antenato comune.
Da sempre oggetto di violenza i Rom hanno rafforzato i rapporti endogamici e i vincoli di solidarietà familiare, mantenendo invece verso l'esterno un atteggiamento ostile. Vi è in questo un profondo senso di sfiducia e un'intima esigenza di difesa. Il sistema sociale e vissuto nelle profonde componenti umane, basato essenzialmente sul severo rispetto delle norme etico-morali che regolano e disciplinano la comunità romanes per garantire ai singoli individui la piena integrazione. Essi tutelano la dignità e l'onore del Rom.
Non esistono classi o gerarchie sociali se si esclude quella semplicistica di ricchi e poveri, cosicché anche il più ricco e in relazione con il più povero e viceversa in base ad un principio di eguaglianza che riflette una ottica di vita di tipo orizzontale.
In questo contesto il Rom abruzzese si sente parte di una totalità singolare che lo porta a differenziarsi sia dai caggé (non zingari) sia dagli altri gruppi zingari (Rom stranieri, Sinti, Kalé). La lingua dei Rom abruzzesi detta "romanès" o "romaní ©hib" è strettamente imparentata con le lingue neo-indiane e conserva ancora fedelmente un gran numero di vocaboli di origine indiana. La lingua romani è arricchita di imprestiti persiani, armeni, greci, serbo-croati, di alcuni vocaboli tedeschi e di elementi dialettali dell'Italia centromeridionale a testimonianza dell'itinerario seguito dai Rom nel lungo cammino iniziato dal nord-ovest dell'India verso occidente.
Pubblicato da FORZA NUOVA MONTELLA a 04.28
R: i rom non sono romeni basta confondere!!!
Può essere chiarificante.