Un recente articolo pubblicato su un importante settimanale nazionale trattava un fenomeno piuttosto frequente che, in quanto consulente aziendale, avevo rilevato anch'io da tempo: l'inutilità del 110 e Lode o meglio, in alcuni casi, il suo essere diventato un dato controproducente nel proprio curriculum vitae. Nell'articolo sono stati intervistati molti personaggi chiave che si occupano di assunzioni e colloqui, oltre che esperti, presidenti e c.e.o. aziendali
Non sono ancora uno studente universitario ma vorrei esprimere anch'io la mia teoria sull'argomento.
Sono certo che non siano i voti ad indicare le caratteristiche degli individui. Non è, infatti, raro incontrare persone dotate di talento che non ottengono i risultati che meriterebbero così come non è raro incontrare persone che conseguono ottimi risultati grazie a studi disperati. Non è perciò imputabile al voto il compito di illustrare le doti di una persona.
Detto questo, però, non si può considerare più capace un individuo che ottiene voti alti ma non punta all'eccellenza e non si può considerare chi ottiene quest'ultima come una persona, seppur capace, troppo legata alle regole e priva di creatività. Allo stesso modo si rivela insensato definire chi ottiene voti leggermente più bassi come dotato di maggior spirito di iniziativa...
L'unica differenza è quindi che chi ottiene voti più alti è più disposto a sacrificarsi per raggiungere i propri obiettivi. E mi chiedo se non sia proprio questa determinazione a spaventare i datori di lavoro.
Ultima cosa: cosa deve fare uno studente se da un lato i datori di lavoro favoriscono determinate classi di merito e dall'altro lo stato dà una sempre maggiore importanza al merito? (Mi riferisco alle ultime normative che fanno dipendere i test d'ammissione anche dai risultati ottenuti alle superiori)
a me sembra assurdo..uno che prende il max dei voti è sicuramente da privilegiare perchè significa che ha studiato seriamente quindi lavorerà anche seriamente
Non è assurdo, io studio molto seriamente ma capita che a volte devi accettare voti non eccellenti dati da un professore a cui magari stai sullo stomaco. Cosa che a volte preclude un'ottima media.
Io studio Ingegneria, provaci tu a prendere 110 e lode in ingegneria entro il tempo prestabilito facendo 30 esami uno + difficile di un altro.
Dipende molto anche dal tipo di facoltà che si sceglie. Uscire con 110 e lode in materie umanistiche non è poi così difficile, basta sgobbare un po', non c'è molto da ragionare.
Uscire con lo stesso voto in altre facoltà presume uno sbattimento molto maggiore, il che condiziona la vita sociale e l'impossibilità di svolgere hobby o lavoretti nel periodo di studi, insomma non si deve sgarrare (vedi ingegneria, economia, medicina).
Forse in questi corsi di laurea è preferibile non prendere 110 proprio perché ci si immagina cosa c'è dietro quel voto! Per questo sono da prendere in considerazione anche i voti da 100 in su. Per le altre facoltà 110 è sinonimo di impegno e serietà e a mio parere va premiato e non snobbato!
Spero di essermi spiegata bene e di non aver creato malintesi riguardo a possibili preferenze sui corsi di studio.
Sara
> a me sembra assurdo..uno che prende il max dei voti
> è sicuramente da privilegiare perchè significa che
> ha studiato seriamente quindi lavorerà anche
> seriamente
Ragazzi, è molto bello leggere ogni giorno i vostri commenti, vedere che avete voglia di incontrarvi, scontrarvi e dialogare, gli articoli di questa rubrica sono spesso fra i più commentati del sito, grazie di cuore, sia a chi scrive perchè daccordo sia (soprattutto) a chi scrive perchè non lo è!
Questo dimostra quello che ho sempre sostenuto per anni: i voti valgono solo relativamente, basta pensare che sono dati da persone che sono soggettivamente condizionati da tanti fattori nel momento in cui "sentenziano" la loro valutazione...
Se solo l'università italiana cambiasse, se si aprissero le porte alle nuove conoscenze, se si adoperasse un approccio non solo teorico ed antiquato ma anche tecnico e pratico, allora si che un 110 e lode sarebbe da ammirrare.
Bell'articolo comunque...e non solo perchè sarò uno dei prossimi laureati a non "uscire" dalla macchina universitaria senza 110 e lode. :)
Leonardo
E' la classica scusa di chi nella vita vuole snobbare ciò che non si è riusciti ad avere. L'articolo è una pura e semplice provocazione priva di qualsiasi fondamento logico. Dove è stabilito che, per qualsivoglia ragione, un datore di lavoro dovrebbe leggere maggiore furbizia in un 104 che in un 110 e lode? Ragazzi, non è così che funziona il mondo e il mio consiglio è non farsi gabbare dal primo articolo che esce e ci sembra consono alle nostre idee!
Quello che conta in un curriculum prima dell'Università è, senza dubbio, l'esperienza lavorativa.
Vi do un piccolo suggerimento: se non l'avete ancora fatto, cominciate a lavorare!
caro giampaolo,è un articolo reale che guarda in faccia la realtà che ti piaccia o meno,infatti in molti colloqui capisci la percezione,x me avere 104 o 110 e lode nn cambia nulla ma deve finire la percezione per cui uno pensa di essere piu in gamba solo se guarda la media matematica e i risultati scolastici,
es:se uno impiega 7 anni x laurearsi con 110 e lode mi dici se il datore di lavoro non lo guarda???
Che senso ha?
Non sono ancora uno studente universitario ma vorrei esprimere anch'io la mia teoria sull'argomento.
Sono certo che non siano i voti ad indicare le caratteristiche degli individui. Non è, infatti, raro incontrare persone dotate di talento che non ottengono i risultati che meriterebbero così come non è raro incontrare persone che conseguono ottimi risultati grazie a studi disperati. Non è perciò imputabile al voto il compito di illustrare le doti di una persona.
Detto questo, però, non si può considerare più capace un individuo che ottiene voti alti ma non punta all'eccellenza e non si può considerare chi ottiene quest'ultima come una persona, seppur capace, troppo legata alle regole e priva di creatività. Allo stesso modo si rivela insensato definire chi ottiene voti leggermente più bassi come dotato di maggior spirito di iniziativa...
L'unica differenza è quindi che chi ottiene voti più alti è più disposto a sacrificarsi per raggiungere i propri obiettivi. E mi chiedo se non sia proprio questa determinazione a spaventare i datori di lavoro.
Ultima cosa: cosa deve fare uno studente se da un lato i datori di lavoro favoriscono determinate classi di merito e dall'altro lo stato dà una sempre maggiore importanza al merito? (Mi riferisco alle ultime normative che fanno dipendere i test d'ammissione anche dai risultati ottenuti alle superiori)
Assurdo
a me sembra assurdo..uno che prende il max dei voti è sicuramente da privilegiare perchè significa che ha studiato seriamente quindi lavorerà anche seriamente
Re: Assurdo
Non è assurdo, io studio molto seriamente ma capita che a volte devi accettare voti non eccellenti dati da un professore a cui magari stai sullo stomaco. Cosa che a volte preclude un'ottima media.
Io studio Ingegneria, provaci tu a prendere 110 e lode in ingegneria entro il tempo prestabilito facendo 30 esami uno + difficile di un altro.
Re: Assurdo
Dipende molto anche dal tipo di facoltà che si sceglie. Uscire con 110 e lode in materie umanistiche non è poi così difficile, basta sgobbare un po', non c'è molto da ragionare.
Uscire con lo stesso voto in altre facoltà presume uno sbattimento molto maggiore, il che condiziona la vita sociale e l'impossibilità di svolgere hobby o lavoretti nel periodo di studi, insomma non si deve sgarrare (vedi ingegneria, economia, medicina).
Forse in questi corsi di laurea è preferibile non prendere 110 proprio perché ci si immagina cosa c'è dietro quel voto! Per questo sono da prendere in considerazione anche i voti da 100 in su. Per le altre facoltà 110 è sinonimo di impegno e serietà e a mio parere va premiato e non snobbato!
Spero di essermi spiegata bene e di non aver creato malintesi riguardo a possibili preferenze sui corsi di studio.
Sara
> a me sembra assurdo..uno che prende il max dei voti
> è sicuramente da privilegiare perchè significa che
> ha studiato seriamente quindi lavorerà anche
> seriamente
Grazie!
Ragazzi, è molto bello leggere ogni giorno i vostri commenti, vedere che avete voglia di incontrarvi, scontrarvi e dialogare, gli articoli di questa rubrica sono spesso fra i più commentati del sito, grazie di cuore, sia a chi scrive perchè daccordo sia (soprattutto) a chi scrive perchè non lo è!
Ciao a tutti, Lorenzo
Re: Grazie!
Questo dimostra quello che ho sempre sostenuto per anni: i voti valgono solo relativamente, basta pensare che sono dati da persone che sono soggettivamente condizionati da tanti fattori nel momento in cui "sentenziano" la loro valutazione...
Se solo l'università italiana cambiasse, se si aprissero le porte alle nuove conoscenze, se si adoperasse un approccio non solo teorico ed antiquato ma anche tecnico e pratico, allora si che un 110 e lode sarebbe da ammirrare.
Bell'articolo comunque...e non solo perchè sarò uno dei prossimi laureati a non "uscire" dalla macchina universitaria senza 110 e lode. :)
Leonardo
Maddaj!
E' la classica scusa di chi nella vita vuole snobbare ciò che non si è riusciti ad avere. L'articolo è una pura e semplice provocazione priva di qualsiasi fondamento logico. Dove è stabilito che, per qualsivoglia ragione, un datore di lavoro dovrebbe leggere maggiore furbizia in un 104 che in un 110 e lode? Ragazzi, non è così che funziona il mondo e il mio consiglio è non farsi gabbare dal primo articolo che esce e ci sembra consono alle nostre idee!
Quello che conta in un curriculum prima dell'Università è, senza dubbio, l'esperienza lavorativa.
Vi do un piccolo suggerimento: se non l'avete ancora fatto, cominciate a lavorare!
Re: Maddaj!
caro giampaolo,è un articolo reale che guarda in faccia la realtà che ti piaccia o meno,infatti in molti colloqui capisci la percezione,x me avere 104 o 110 e lode nn cambia nulla ma deve finire la percezione per cui uno pensa di essere piu in gamba solo se guarda la media matematica e i risultati scolastici,
es:se uno impiega 7 anni x laurearsi con 110 e lode mi dici se il datore di lavoro non lo guarda???
assurdo
un articolo del genere qualunquista esattamente come sostenere che per riuscire nel mondo del lavoro bisogna avere 110 e lode.