Un recente articolo pubblicato su un importante settimanale nazionale trattava un fenomeno piuttosto frequente che, in quanto consulente aziendale, avevo rilevato anch'io da tempo: l'inutilità del 110 e Lode o meglio, in alcuni casi, il suo essere diventato un dato controproducente nel proprio curriculum vitae. Nell'articolo sono stati intervistati molti personaggi chiave che si occupano di assunzioni e colloqui, oltre che esperti, presidenti e c.e.o. aziendali
credere che la mente e l'intelletto si sviluppino solo all'università e considerare il 110 e lode un fattore che manifesta lo sviluppo di queste capacità secondo me è una grossa stronzata :)
Sai quanti poveretti ci sono che sono cosi presi dal sistema da non rendersi conto di tante altre situazioni o verità? proprio come in matrix citato dall'autore dell'articolo, tanti coglioni che corrono in giro , in un mondo fittizio mentre sono imprigionati mentalmente in esso.
L'abilità di una persona non sta nell'infrangere le regole, ma nel giocare secondo un suo stile senza infrangerle e nel non farsi condizionare dalle stesse pur rispettandole.
Provate a parlare di un modello socialista utopico dentro ad un bar.
Vi renderete conto di quanti poveri Neo ci sono in giro per il mondo ottuso di cui facciamo parte ;)
Saluti.
Che dici un cumulo di sciocchezze... ahahah... uno che si laurea con il 110 e lode ha anche capacità creative. Chi infrange le regole è solo consapevole della sua mediocrità e attua certi mezzucci per cercare di colmare il gup con chi è superiore, nulla altro... Secondo il mio avviso il più forte vince sul più debole e il rispetto delle regole e l'onestà sanciscono ulteriormente questa superiorità.... uno che è il numero 1 è il numero 1 punto e basta.... io provo disprezzo degli eroi negativi cosi come di chi infrange le regole... il posto giusto per questi individui è a mio avviso la galera!!!!
> Che dici un cumulo di sciocchezze... ahahah... uno che si laurea con il 110 e lode ha anche capacità creative. Chi infrange le regole è solo consapevole della sua mediocrità e attua certi mezzucci per cercare di colmare il gup con chi è superiore, nulla altro... Secondo il mio avviso il più forte vince sul più debole e il rispetto delle regole e l'onestà sanciscono ulteriormente questa superiorità.... uno che è il numero 1 è il numero 1 punto e basta.... io provo disprezzo degli eroi negativi cosi come di chi infrange le regole... il posto giusto per questi individui è a mio avviso la galera!!!!
Giustissimo...non credere che diano un 110 e lode se non sei creativo...
Se ad esempio fai una tesi normale non credo proprio che tu ci possa accedere...e poi è sinonimo di costanza; uno che come dici tu ha il genio ma non studia è incostante....voglio vedere che felice che è il datore di lavoro quando gli dice:"Stupiscimi!" e lui non lavora per 2 mesi...vedrai come sarà felice e stupito...
avrà pure doti creative ma non avrà mai la prontezza e l'umiltà necessaria che serve nel mondo lavorativo xkè uno che è abituato ad avere sempre ottimi risultati in questo caso parliamo del "110 e lode" alla prima sua sconfitta reagirà in maniera presuntuosa e rinfaccerà il suo 110 e lode ogni qualvolta che chiunque lo critichi,il voto è solo un numero nn determina la qualità della persona xkè bisognerebbe considerare tutto il percorso che ha fatto la persona e cioè:che facoltà ha fatto,se i professori sono stati larghi di manica,che tempo si è impiegati per arrivare a tanto e poi dopo che si è valutato tutto ciò potremmo dire veramente che quella persona se l'è meritato oppure no.Come in tutte le cose c'è sempre una storia dietro l'apparenza,così come c'è una storia dietro quel numero!!!Non sono d'accordo nemmeno sul fatto che chi infrange le regole lo fa xk vuole colmare il gup con chi è superiore xkè chi lo dice che il fine della violazione delle regole sia quello di colmare questo gup come dici tu con chi è superiore,lo vedi che sei tu alla fine colui che si sente inferiore xkè altrimenti non avresti usato l'agettivo superiore,colui che infrange le regole al mio avviso è colui che lo fa xkè ha trovato il modo e il coraggio per far valere le sue idee e se le infrange vuol dire che forse questo era l'unico modo per farsi valere,dato che oggi la gente ha dei pregiudizi quindi se nn si rischia nella vita si rimane indietro e continuerai a far vivere l'altro col pregiudizio senza aver fatto valere la tua idea.poi continui nel tuo discorso col dire il numero uno ,il numero uno ma di chè?che ce ne sono tanti creativi che hanno preso il 110 e lode e che sono ultimi nel mondo del lavoro!!!!!cresci bello mio che è meglio
Il 110 e Lode è chiaramente sinonimo di capacità di apprendimento e/o dedizione e costanza. Che questo non implichi poi una superiorità in ambito lavorativo siamo tutti d'accordo (sopratutto se devi andare a fare il manager venditore di fumo), ma ritenere che sia addirittura un limite è francamente incomprensibile. E' un pensiero di chi cerca di giustificare la propria mediocrità culturale con la convinzione che l'importante sia essere "smart".
Se è vero che forse l'autore e molti dei commentatori soffrono del complesso della volpe e dell'uva per non aver raggiunto questo traguardo, è altrettanto vero che tanti, forse troppi, 110&lode sono frutto di tattiche (legittime) e non di reale talento.
E non sto parlando delle solite, trite e ritrite raccomandazioni, ma di una vera e propria pianificazione strategica che gli studenti universitari mettono in atto sin dal primo anno per accedere al fatidico 110 e che l'università, scelleratamente, asseconda. Tattiche che sfociano tutte, invariabilmente, nell'uscita di corso.
E se allora il 110&lode premia l'eccellenza, perchè non darlo soltanto a chi *davvero* eccelle? Perchè non togliere un quid dalla media dei voti per ogni anno fuori corso, così come molte facoltà già fanno sul voto di laurea? Perchè non riavvicinare la professionalità richiesta ad uno studente universitario a quella richiesta dal mondo reale, che non aspetta la preparazione-da-trenta-e-lode per piazzarti il suo destro sul grugno?
Fino a quando non sarà colmato questo gap, il 110elode rimarrà una bella coroncina sul percorso di studi. E nient'altro.
Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
ragazzi, studiate e non ve ne pentirete... ci sono aziende italiane (rilevanti e conosciute anche a livello internazionale) che discriminano in base al voto, 110 e lode assuzione quasi assicurata
l'azienda per cui lavoro, molto selettiva, ne ha tenuto conto in fase di colloquio, come pure quella per cui ho lavorato precedentemente (il mio 110 e lode è stato interpretato come una persona serie che prende le cose sul serio...).
Poi, che in Italia la maggior parte delle aziende assuma preferibilmente raccomandati (le statistiche a rigurardo parlano chiaro), si spiega il perché la soglia sia scesa al 103-107.
Si tratta però in generale di aziendine mediocri di provincia lavorare per le quali significherebbe, per un 110 e lode, deteriorare il proprio curriculum.
Fidatevi ragazzi, esistono ancora aziende serie che premiano la meritocrazie, poche ma buone, e sono anche quelle che arricchiscono il vostro curriculum grazie al loro prestigio e alla loro notoerità internazionale.
R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
Queste parole mi rincuorano tantissimo.
Mi rincuora davvero tanto sapere che la meritocrazia esiste ancora, che niente è ancora del tutto perduto.
Mi rincuora davvero tanto sapere che chi ha un voto alto, indipendentemente dall'età ( almeno così mi sembra di capire), venga considerato, rispettato, e non bistrattato.
Mi rincuora davvero tanto sapere che c'è spazio per la qualità (conosco e ho conosciuto laureati con 110 e lode, ma anche con 108, 105, che sono bravi e intelligenti, persone in gamba).
Grazie della Sua testimonianza, forse vale ancora la pena di lottare in una società dove la mediocrità vuole prendere il sopravvento.
La Sua testimonianza è un conforto per chi antepone la qualità alla quantità.
Quando si sentono certi discorsi passa la voglia di studiare perché ci si chiede se la tua precisione, la tua volontà di fare bene, di badare alla qualità dello studio e di ciò che fai, un giorno, verrà riconosciuta.
Grazie ancora.
R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
...si sta parlando di privilegiare chi ha preso 107 non il minimo.
Quindi, di fondo, comprendo il ragionamento dei cacciatori di teste in questione.
Imparare può significare imparare ad obbedire (N. Chomsky). Cosa buona per chi dirige, ma l'autonomia? Il genio? La creatività?
Ancor più vero se si pensa che spesso il sistema educativo è impermeabile alle esperienze di vita di chi si forma. Spesso i voti si abbassano per problemi emotivi che non vengono visti o non vengono comunque considerati.
R: R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
Essere laureati con 110 e lode non significato NON avere autonomia, genio e creatività.
Così come non essere laureati con 110 e lode non significa averlo.
R: R: R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
> Essere laureati con 110 e lode non significato NON avere autonomia, genio e creatività.
>
> Così come non essere laureati con 110 e lode non significa averlo.
>
> Certamente, conta anche la persona e non il voto.
Il nocciolo della tesi sostenuta dall'articolo secondo me è questo: le aziende prediligono chi ha duttilità di pensiero e capacità di arrangiarsi, rispetto a chi sa tutto nel suo ambito ma ragiona in modo rigido, non sa uscire dagli schemi... il classico sgobbone insomma. E fin qui ci siamo.
Il punto è che non tutti i laureati con 110&lode sono uguali, ci sono i secchioni che stavano giorno e notte sui libri, qualche geniaccio che pur facendo una vita intensa e studiando relativamente poco otteneva sempre risultati brillanti, e poi quelli che hanno scelto una facoltà "facile", e ancora qualcuno che ha avuto una serie di botte di... fortuna, ecc. ecc.
Quindi, dopotutto, il 110&lode non è per forza sinonimo di eccezionale intelligenza ma neppure di palese "sgobboneria"... quel che conta è come uno c'è arrivato.
poveretti
credere che la mente e l'intelletto si sviluppino solo all'università e considerare il 110 e lode un fattore che manifesta lo sviluppo di queste capacità secondo me è una grossa stronzata :)
Sai quanti poveretti ci sono che sono cosi presi dal sistema da non rendersi conto di tante altre situazioni o verità? proprio come in matrix citato dall'autore dell'articolo, tanti coglioni che corrono in giro , in un mondo fittizio mentre sono imprigionati mentalmente in esso.
L'abilità di una persona non sta nell'infrangere le regole, ma nel giocare secondo un suo stile senza infrangerle e nel non farsi condizionare dalle stesse pur rispettandole.
Provate a parlare di un modello socialista utopico dentro ad un bar.
Vi renderete conto di quanti poveri Neo ci sono in giro per il mondo ottuso di cui facciamo parte ;)
Saluti.
Risposta
Che dici un cumulo di sciocchezze... ahahah... uno che si laurea con il 110 e lode ha anche capacità creative. Chi infrange le regole è solo consapevole della sua mediocrità e attua certi mezzucci per cercare di colmare il gup con chi è superiore, nulla altro... Secondo il mio avviso il più forte vince sul più debole e il rispetto delle regole e l'onestà sanciscono ulteriormente questa superiorità.... uno che è il numero 1 è il numero 1 punto e basta.... io provo disprezzo degli eroi negativi cosi come di chi infrange le regole... il posto giusto per questi individui è a mio avviso la galera!!!!
R: Risposta
> Che dici un cumulo di sciocchezze... ahahah... uno che si laurea con il 110 e lode ha anche capacità creative. Chi infrange le regole è solo consapevole della sua mediocrità e attua certi mezzucci per cercare di colmare il gup con chi è superiore, nulla altro... Secondo il mio avviso il più forte vince sul più debole e il rispetto delle regole e l'onestà sanciscono ulteriormente questa superiorità.... uno che è il numero 1 è il numero 1 punto e basta.... io provo disprezzo degli eroi negativi cosi come di chi infrange le regole... il posto giusto per questi individui è a mio avviso la galera!!!!
Giustissimo...non credere che diano un 110 e lode se non sei creativo...
Se ad esempio fai una tesi normale non credo proprio che tu ci possa accedere...e poi è sinonimo di costanza; uno che come dici tu ha il genio ma non studia è incostante....voglio vedere che felice che è il datore di lavoro quando gli dice:"Stupiscimi!" e lui non lavora per 2 mesi...vedrai come sarà felice e stupito...
R: R: Risposta ad Ale
avrà pure doti creative ma non avrà mai la prontezza e l'umiltà necessaria che serve nel mondo lavorativo xkè uno che è abituato ad avere sempre ottimi risultati in questo caso parliamo del "110 e lode" alla prima sua sconfitta reagirà in maniera presuntuosa e rinfaccerà il suo 110 e lode ogni qualvolta che chiunque lo critichi,il voto è solo un numero nn determina la qualità della persona xkè bisognerebbe considerare tutto il percorso che ha fatto la persona e cioè:che facoltà ha fatto,se i professori sono stati larghi di manica,che tempo si è impiegati per arrivare a tanto e poi dopo che si è valutato tutto ciò potremmo dire veramente che quella persona se l'è meritato oppure no.Come in tutte le cose c'è sempre una storia dietro l'apparenza,così come c'è una storia dietro quel numero!!!Non sono d'accordo nemmeno sul fatto che chi infrange le regole lo fa xk vuole colmare il gup con chi è superiore xkè chi lo dice che il fine della violazione delle regole sia quello di colmare questo gup come dici tu con chi è superiore,lo vedi che sei tu alla fine colui che si sente inferiore xkè altrimenti non avresti usato l'agettivo superiore,colui che infrange le regole al mio avviso è colui che lo fa xkè ha trovato il modo e il coraggio per far valere le sue idee e se le infrange vuol dire che forse questo era l'unico modo per farsi valere,dato che oggi la gente ha dei pregiudizi quindi se nn si rischia nella vita si rimane indietro e continuerai a far vivere l'altro col pregiudizio senza aver fatto valere la tua idea.poi continui nel tuo discorso col dire il numero uno ,il numero uno ma di chè?che ce ne sono tanti creativi che hanno preso il 110 e lode e che sono ultimi nel mondo del lavoro!!!!!cresci bello mio che è meglio
R: R: R: Risposta ad Ale
Grido di invidia di una mediocre frustrata.
Il 110 e Lode è chiaramente sinonimo di capacità di apprendimento e/o dedizione e costanza. Che questo non implichi poi una superiorità in ambito lavorativo siamo tutti d'accordo (sopratutto se devi andare a fare il manager venditore di fumo), ma ritenere che sia addirittura un limite è francamente incomprensibile. E' un pensiero di chi cerca di giustificare la propria mediocrità culturale con la convinzione che l'importante sia essere "smart".
Bah
Se è vero che forse l'autore e molti dei commentatori soffrono del complesso della volpe e dell'uva per non aver raggiunto questo traguardo, è altrettanto vero che tanti, forse troppi, 110&lode sono frutto di tattiche (legittime) e non di reale talento.
E non sto parlando delle solite, trite e ritrite raccomandazioni, ma di una vera e propria pianificazione strategica che gli studenti universitari mettono in atto sin dal primo anno per accedere al fatidico 110 e che l'università, scelleratamente, asseconda. Tattiche che sfociano tutte, invariabilmente, nell'uscita di corso.
E se allora il 110&lode premia l'eccellenza, perchè non darlo soltanto a chi *davvero* eccelle? Perchè non togliere un quid dalla media dei voti per ogni anno fuori corso, così come molte facoltà già fanno sul voto di laurea? Perchè non riavvicinare la professionalità richiesta ad uno studente universitario a quella richiesta dal mondo reale, che non aspetta la preparazione-da-trenta-e-lode per piazzarti il suo destro sul grugno?
Fino a quando non sarà colmato questo gap, il 110elode rimarrà una bella coroncina sul percorso di studi. E nient'altro.
Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
ragazzi, studiate e non ve ne pentirete... ci sono aziende italiane (rilevanti e conosciute anche a livello internazionale) che discriminano in base al voto, 110 e lode assuzione quasi assicurata
l'azienda per cui lavoro, molto selettiva, ne ha tenuto conto in fase di colloquio, come pure quella per cui ho lavorato precedentemente (il mio 110 e lode è stato interpretato come una persona serie che prende le cose sul serio...).
Poi, che in Italia la maggior parte delle aziende assuma preferibilmente raccomandati (le statistiche a rigurardo parlano chiaro), si spiega il perché la soglia sia scesa al 103-107.
Si tratta però in generale di aziendine mediocri di provincia lavorare per le quali significherebbe, per un 110 e lode, deteriorare il proprio curriculum.
Fidatevi ragazzi, esistono ancora aziende serie che premiano la meritocrazie, poche ma buone, e sono anche quelle che arricchiscono il vostro curriculum grazie al loro prestigio e alla loro notoerità internazionale.
R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
Queste parole mi rincuorano tantissimo.
Mi rincuora davvero tanto sapere che la meritocrazia esiste ancora, che niente è ancora del tutto perduto.
Mi rincuora davvero tanto sapere che chi ha un voto alto, indipendentemente dall'età ( almeno così mi sembra di capire), venga considerato, rispettato, e non bistrattato.
Mi rincuora davvero tanto sapere che c'è spazio per la qualità (conosco e ho conosciuto laureati con 110 e lode, ma anche con 108, 105, che sono bravi e intelligenti, persone in gamba).
Grazie della Sua testimonianza, forse vale ancora la pena di lottare in una società dove la mediocrità vuole prendere il sopravvento.
La Sua testimonianza è un conforto per chi antepone la qualità alla quantità.
Quando si sentono certi discorsi passa la voglia di studiare perché ci si chiede se la tua precisione, la tua volontà di fare bene, di badare alla qualità dello studio e di ciò che fai, un giorno, verrà riconosciuta.
Grazie ancora.
Cordiali saluti
R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
...si sta parlando di privilegiare chi ha preso 107 non il minimo.
Quindi, di fondo, comprendo il ragionamento dei cacciatori di teste in questione.
Imparare può significare imparare ad obbedire (N. Chomsky). Cosa buona per chi dirige, ma l'autonomia? Il genio? La creatività?
Ancor più vero se si pensa che spesso il sistema educativo è impermeabile alle esperienze di vita di chi si forma. Spesso i voti si abbassano per problemi emotivi che non vengono visti o non vengono comunque considerati.
Saluti.
R: R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
Essere laureati con 110 e lode non significato NON avere autonomia, genio e creatività.
Così come non essere laureati con 110 e lode non significa averlo.
Certamente, conta anche la persona e non il voto.
R: R: R: Per fortuna le aziende serie considerano ancora il 110 e lode...
> Essere laureati con 110 e lode non significato NON avere autonomia, genio e creatività.
>
> Così come non essere laureati con 110 e lode non significa averlo.
>
> Certamente, conta anche la persona e non il voto.
...già...
vero, ma conta la persona
Il nocciolo della tesi sostenuta dall'articolo secondo me è questo: le aziende prediligono chi ha duttilità di pensiero e capacità di arrangiarsi, rispetto a chi sa tutto nel suo ambito ma ragiona in modo rigido, non sa uscire dagli schemi... il classico sgobbone insomma. E fin qui ci siamo.
Il punto è che non tutti i laureati con 110&lode sono uguali, ci sono i secchioni che stavano giorno e notte sui libri, qualche geniaccio che pur facendo una vita intensa e studiando relativamente poco otteneva sempre risultati brillanti, e poi quelli che hanno scelto una facoltà "facile", e ancora qualcuno che ha avuto una serie di botte di... fortuna, ecc. ecc.
Quindi, dopotutto, il 110&lode non è per forza sinonimo di eccezionale intelligenza ma neppure di palese "sgobboneria"... quel che conta è come uno c'è arrivato.