Studiare Medicina in Albania, Cristiana ci spiega come funziona. Il video

Di Marta Ferrucci.

Studenti.it ha intervistato Cristiana, studentessa di Medicina a Tirana che ci ha raccontato, entusiasta, come funziona

MEDICINA, L'ESPERIENZA A TIRANA - Cristiana ha preso 100 alla maturità e nonostante la sua preparazione l'anno scorso non era riuscita a superare il test di medicina, considerato un vero e proprio ostacolo alla professione che non valuta le reali competenze di un candidato bensì altri fattori molto meno rilevanti.

Grazie al passaparola è venuta a conoscenza dela possibilità di iscriversi in Albania e ha colto l'occasione al volo: anche lì sono presenti i test di accesso, simili a quelli che si svolgono in Italia ma tengono conto anche del voto con cui si esce dalla maturità e avendo preso il massimo, unito ad un buon punteggio al test, Cristiana è riuscita ad entrare.

La strada albanese, insomma, non sembra proprio essere un modo per ottenere facilmente la laurea in Medicina bensì uno strumento legittimo per bypassare un'ingiustizia tutta italiana: il numero chiuso.

Cristiana è entusiasta della sua esperienza albanese, i professori sono gli stessi che a Tor Vergata, si studia in italiano, i programmi sono molto difficili e la frequenza è obbligatoria dalle 9 di mattina alle 18. La retta si aggira intorno agli 8.000€ ma in compenso la vita è molto più economica che in Italia: con 200€ riesce a pagarsi una stanza singola in una casa molto grande nel centro di Tirana con altre due studentesse.

Per lei la convenzione tra l'università di Tirana e Tor Vergata è stata una grande occasione che le sta consentendo di studiare quello che ha sempre voluto e a cui il sistema selettivo italiano non le avrebbe consentito di accedere. Ha già dato degli esami e nonostante abbia ritentato il test quest'anno per riavvicinarsi alla sua famiglia non sarà un problema se non dovesse riuscire a passare neanche stavolta.

Se per le aspiranti matricole la strada albanese è una seconda opportunità, un alto dirigente della facoltà di Medicina della Sapienza a microfoni spenti ci ha detto: "E' una vergogna. Si pagano 7-8 mila euro per evitare il test. Bisognerebbe proporre che chi studia medicina in percorsi del genere al ritorno in Italia faccia comunque il test".