Diventare stilista: un sogno che si può realizzare

Di Marta Fanelli.

Lavorare nel campo nella moda è un desiderio di molti giovani, soprattutto di molte ragazze. La strada non è affatto semplice, ma con impegno (e un po’ di fortuna) si può riuscire a rendere questo sogno reale

COME DIVENTARE STILISTA - La storia che vi stiamo per raccontare parla di una ragazza di 23 anni, M. , che sta muovendo i suoi passi nella moda. M., una volta conseguito il diploma al liceo classico, si è iscritta all’istituto Marangoni, un’università privata che si occupa di “design”, i cui corsi sono articolati su diverse discipline (tra cui graphic desig, fashion design, fashion styling, product design, fashion marketing). M. ha scelto il ramo di fashion design ossia la parte relativa al disegno, disciplina che M. ha sempre amato. Qui ha potuto frequentare vari corsi come storia dell’arte, storia del costume, graphic design e modellistica (dove ha imparato a disegnare cartamodelli per creare abiti veri e propri), corsi grazie ai quali si è potuta perfezionare sotto ogni punto di vista.

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DOPO LA LAUREA - Dopo tre anni di studio M. ha ottenuto la laurea triennale in fashion design in seguito alla quale è stata organizzata una sfilata con le creazioni dei 40 studenti più promettenti. Così M. ha potuto sfilare con 4 outfits creati da lei, una vetrina non indifferente: “sono anche stata su Vogue Talents, Elle Germania e i miei abiti sono stati richiesti per un sacco di shoot che sono stati pubblicati in abbinamento ad altri capi di altri designer su riviste come Metal, Id-Magazine e Love Magazine”. Dopo questa esperienza M. non si è fermata. Tramite l’istituto Marangoni ha iniziato a inviare curricula in varie aziende di moda e contemporaneamente a partecipare ad alcuni concorsi per borse di studio per l’ambito “accessori”, dal momento che la strada che M. vorrebbe intraprendere è quella di designer di scarpe. A ottobre dello scorso anno ha vinto un master in accessori e gioielli. In attesa dell’inizio del master M. ha continuato a darsi da fare; nell’estate antecedente al master ha difatti svolto piccoli lavori su commissione come illustratrice per Versace e Jil Sander.

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IL PRIMO VERO LAVORO - Nel gennaio di quest’anno M. ha iniziato a lavorare sotto contratto per un’azienda inglese come junior designer, presso l’ufficio stile donna: “è davvero una grande soddisfazione in quanto sto lavorando, imparando e viaggiando moltissimo. Lavoro a stretto contatto con il designer e con una coordinatrice di collezione che ha un sacco di esperienza avendo lavorato a lungo con Miuccia Prada, Valentino, Brioni e Riccardo Tisci” queste le parole di M. che aggiunge “è un’esperienza gratificante perché è ciò che ho sempre voluto fare fin da piccola e pian piano, anche se con sacrificio e fatica, ci sto riuscendo”.

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CONSIGLI PER CHI VUOLE INTRAPRENDERE QUESTA STRADA - “Il lavoro è tantissimo e la quantità di ore che spendo correndo da una parte all'altra è spesso massacrante. Ci sono periodi in cui non esistono notti, week-end, festività ma non mi pesa più di tanto perché mi fa stare bene sapere di realizzare a piccole dosi l'obiettivo verso il quale punto da una vita”. Bisogna dunque mettere in conto che l’impegno richiesto per riuscire in questo campo è molto elevato; occorre essere disposti a rinunce non sempre facili, soprattutto a 23 anni, rinunce possibili solo per chi ha veramente voglia di affermarsi in questo settore. Il consiglio che M. da alle persone che come lei stanno cercando di porre le basi per il proprio futuro è quello “di non lasciare mai che la paura di perdere o sbagliare impedisca di partecipare e di lottare in ciò in cui si crede perché, è vero, tante volte la fortuna fa il suo gioco ma sono sempre più convinta del fatto che siamo noi gli artefici del nostro destino. Bisogna pazientare essere umili e tante volte saper abbassare la testa”.

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LA SPERANZA - La moda è purtroppo, ancora, un realtà per pochi, in Italia gli istituti seri che possono aprire porte concrete nel mondo del lavoro sono private, il che comporta una disponibilità economica che non è sempre alla portata di tutti. Qualcuno, purtroppo, deve limitarsi a sognare e a guardare nella speranza che prima o poi anche loro possano partecipare.