"La colonizzazione dell'immaginario" - Gruzinski

Di Redazione Studenti.

Sintesi schematica del libro di Serge Gruzinski. L'autore propone, attraverso una ricerca storica dai risvolti antropologici, di superare l'interpretazione della Conquista come fenomeno essenzialmente distruttivo delle società indie, per dimostrare che al di là dell'impatto traumatico che alterò profondamente la loro vita, essa non distrusse il bene più prezioso che queste possedevano: la loro cultura

Il mondo indio non rimase inerte di fronte ai conquistatori, ma attraverso un processo di adeguamento riuscì a interiorizzare le imposizioni senza negare la propria identità. Oltre lo scopo pratico di appropriarsi degli strumenti del colonizzatore, perseguì lo scopo più alto di utilizzare la scrittura quale mezzo culturale con cui "ricucire la rete strappata dalla Conquista".

Colonizzazione = inizio dell'incomprensione.

Le trasformazioni vengono osservate attraverso un processo di lunga durata .

Elemento centrale del processo di trasformazione = non più l'imposizione coloniale, ma le capacità indie di interiorizzare le imposizioni senza autonegarsi => capacità di rielaborazione: rete bucata .

=> non acculturazione, bensì adeguamento.

Principale meccanismo di adeguamento: passaggio dall'espressione pittografica alla scrittura.

Variegazione culturale del Messico prima della conquista.

Pipiltin = nobili nahua calmenac Macehuales = plebei

Culto dell'oralità cuicatl = canti tlatolli = resoconti

Glifi:

• pittogrammi = rappresentazioni stilizzate di oggetti e azioni

• ideogrammi = evocano attributi associati all'oggetto rappresentato

• segni fonetici

Gli spagnoli non videro altro che un elemento decorativo => pinturas.

Trasmissione dell'informazione = ricorso alla memoria verbale e al supporto dipinto, alleanza costante tra immagine e parola.

Persecuzioni violente tra il 1525 e il 1540 - venivano nascosti libri e idoli. Nonostante ciò continuò la produzione di pinturas.

1540 L'inquisizione condanna il cacique di Texcoco => panico; campagne di espiazione e delazione; ondate epidemiche; i nobili si rassegnano.

Eppure: instancabile curiosità nei confronti di un mondo insolito e ostile.

Lienzo di Tlaxcala: versione tlaxcalteca degli avvenimenti; tradizione autoctona, però gli oggetti di origine europea vengono rappresentati con canoni occidentali.

Codice Sierra = libro contabile; 3 sistemi di numerazione (vigesimale, romano e arabo); testi in lingua nahuatl => innovazione.

1545 = traduzione da parte degli indios in lingua nahuatl delle leggi della Corona che li proteggono.

Piccola rivoluzione iconografica: la decontestualizzazione dell'immagine.

La maggior parte delle testimonianza fu prodotta dopo la Conquista => l'acculturazione, prima di distruggere o modificare un tratto, può costringere a comprenderlo da un punto di vista diverso (inchieste).

Cultura mista del XVI secolo:

• inizio di fonetismo (problema dei nomi dei santi cristiani) - procedimenti fonetici e metonimici;

• impatto del libro europeo (riorganizzazione dello spazio pittorico): cedono linee e riquadri, trasformazione dei glifi, la linea tradizionale perde consistenza, figura umana (3 entità vitali => unità: evangelizzazione?), terza dimensione.

Le mappe conobbero trasformazioni spettacolari: oltre alla simbolica tradizionale, la chiesa, la campana, etc.; deteriorarsi delle forma, perdita del colore, paesaggio, ci si adatta alla visione occidentale dello spazio.

Dal punto di vista spagnolo, lo schizzo serve a fissare l'essenziale. Al contrario l'espressione pittografica è polisemica; non solo identifica i luoghi, ma attualizza anche una nozione delle origini e una intera cosmologia => il pittore indigeno che adotta lo schizzo ha acquisito un modo nuovo di guardare a se stesso e al mondo.

Incisione a stampa europea:

• impose una visione monocroma;

• sintassi e trama lineari;

• giustapposizione di un codice visivo e uno alfabetico.

Le pinturas affondano le radici tanto nel dato percettivo che in quello concettuale => la fissazione per iscritto implicò non solo la selezione, la censura e la sintesi di tradizioni, ma anche una secolarizzazione => la scrittura fu strumento di assimilazione.

Gli indios si piegano alle forme a loro estranee, ma contemporaneamente imparano ad usarle a loro vantaggio: ricopiano.

Indios letterati = si conformano al modello dell'hidalgo proposto loro dalla Corona.

Le pinturas vengono custodite come prova di legittimità del lignaggio.

Formazione di un gruppo di notabili.

1571 Tribunale del Sant'Uffizio - gli indios non possono accedere agli ordini religiosi; declino degli ordini mendicanti => fine del rinascimento.

Crollo demografico.

168 Relaciones (questionario più mappa)

Obbligavano gli informatori a rispondere secondo categorie e associazioni che non erano le loro.

Morte, deculturazione: perdita delle pinturas e delle capacità di leggerle, rievocare il passato secondo una prospettiva lineare e non ciclica => decontestualizzazione dell'informazione .

La morte epidemica era avvertita come un fenomeno senza precedenti.

Paradosso: si esaltava la dura vita di una volta e si denunciava l'inattività del presente. Spiegazione della mortalità con il crollo delle norme tradizionali che regolano la vita, la guerra, etc.

I Titoli Primordiali - redatti in lingua indigena all'interno di una comunità, descrivono i confini di un terreno ed esortano gli indios a difenderlo. Sono falsi: sforzo creativo e padronanza della scrittura. => valutazione diversa del passato.

Mirano a proteggere gli interessi del gruppo. Il modello di scrittura retorica amministrativa viene assunto come mezzo di difesa. Sono gli eredi dello slittamento dal glifo allo scritto. Sono tutt'altro che una narrazione unica.

Rappresentazione del passato: si riallaccia alla cosmogonia cristiana. L'arrivo degli spagnoli è indissociabile dalla cristianizzazione => prendendo a loro carico la formulazione della legittimazione coloniale e cristiana, si sforzano di farne uno strumento di salvaguardia e fondamento di un'identità comunitaria.

Il ricordo del passato pagano serve ad appoggiare le rivendicazioni di un antico radicamento sul luogo, ma mai a spiegare le origini e la fondazione, come avveniva per le Relaciones. Le ragioni sono 2: tempo e oblio; ricerca di una legittimazione cristiana e spagnola.

La memoria dei Titoli (notabili di villaggio) riceve il testimone dalla memoria della nobiltà, sviluppando però un diverso approccio con il passato.

Idolatria .
Due inchieste: Hernando Ruiz de Alarcòn e Jacinto de la Serna. Descrivono ogni minimo dettaglio, i gesti, i rituali.
Per gli indios l'idolatria traduceva una comprensione del mondo tipicamente indigena, I cristiani esigevano la cancellazione dei culti locali, quindi della realtà.

L'ambito pubblico si rivelò più permeabile alla cristianizzazione della sfera individuale e familiare. La chiesa fece vacillare le pratiche di parentela tradizionali (famiglia nucleare, politica fiscale, pratica testamentaria, proprietà privata, salariato) => impatto innegabile sulla coesione sociale e culturale delle comunità indigene => l'uomo continua ad attingere dall'idolatria il senso della sua attività:

• idoli del lignaggio (continuità e memoria, solidarietà, prosperità);

• caccia, pesca, agricoltura;

• lotta contro la morte e le malattie (tonalli - donne).

Le nuove attività introdotte dagli spagnoli (miniere) sono assenti dall'idolatria.

Canti e invocazioni: nahuallatolli (conjuros) di origine preispanica. Il sapere e la pratica relativa all'idolatria sono strati custoditi dagli strati più bassi della popolazione.

I conjuros sono frammentari perché recuperano saperi frammentari e perché non esistono al di là del contesto di impiego. L'idolatria appare una conservatoria dei rapporti sociali e dei codici che li informano.

Il curandero interpreta le relazioni sociali avvalendosi di tutti i mezzi messigli a disposizione dall'idolatria. Individuo isolato, il suo potere non gli viene più dalla nascita (come per i sacerdoti), ma per le parole.

Tratti essenziali dell'ideologia coloniale: processo di cooptazione e di assorbimento: il curandero prende i termini del cristianesimo, li vuota del loro contenuto e li integra in proprie composizioni.

La colonizzazione dell'immaginario.

Dapprima ciascuno proiettò sull'altro le proprie griglie interpretative (Cortés Quetzalcoatl, Satana).

La chiesa e gli indios non ponevano i medesimi confini al reale: la chiesa restrinse il campo della realtà significante (sogno, allucinazione, ebbrezza esclusi).

Riproduzione "indipendente" dell'iconografia cristiana.

Culto mariano - Vergine di Guadalupe. Gli indios confondevano l'immagine con il dio, ma i secolari li incoraggiano nel culto => indianizzazione del soprannaturale cristiano.

La vergine riunisce tutti i gruppi etnici.
La Compagnia di Gesù utilizza la visione per una penetrazione del soprannaturale cristiano.
Le magie coloniali non poggiano su un approccio omogeneo al mondo, a differenza dell'idolatria e del cristianesimo. Offrono il mezzo di aggirare le disuguaglianze suscitate dalla dominazione spagnola.
La cattura del soprannaturale cristiano.
E' l'esperienza allucinatoria che addomestica il soprannaturale cristiano e gli dà radici indigene: riflesso culturale condizionato che contribuisce all'interiorizzazione delle culture autoctone. Introduce immagini cristiane al posto delle percezioni indigene.
Coincide con un timido inizio di ripresa demografica.

Secolo XVII - sincretismo a livello personale, e perciò più fragile.
Culture in sospeso.
Presenza meticcia e mulatta. Evoluzione demografica.
L'idolatria diventa periferica, e si deteriora nelle regioni più esposte all'acculturazione.
Dalla fine del XVI secolo e per tutto il XVII tutti gli spazi vengono letteralmente riempiti di immagini. Non sono oggetti. Esistono solo in virtù dell'investimento individuale e collettivo che suscitano, che si identifica con il culto dei santi. Vengono percepiti come una dimensione essenziale all'identità del pueblo.

La confraternita.
Mentre gli idoli domestici seguivano la filiazione e non uscivano dalla casa, i santi sono trasmissibili alla sposa (coppia, testamenti, etc.).