La scuola non piace agli adolescenti in Italia

Di Barbara Leone.

Secondo i dati raccolti da uno studio internazionale, l'Italia è al quartultimo posto nell'indice di gradimento della scuola da parte degli studenti tra gli 11 ed i 15 anni

L'Health Behaviour in School aged Children (Hbsc) ha condotto uno studio internazionale, in 41 paesi, per testare il grado di soddisfazione degli studenti sul percorso formativo che stanno svolgendo. L'Italia si è classificata al quartultimo posto per l'indice di gradimento della scuola da parte degli adolescenti. Lo studio viene condotto ogni 4 anni per monitorare "fattori e processi che possono determinare effetti sulla salute degli adolescenti di 11, 13 e 15 anni". L'inchiesta ha riguardato 77.113 studenti in tutta Italia, ai quali è stato sottoposto un "questionario in forma anonima in cui si chiedeva la loro opinione sulla scuola", con giudizi su una scala di 4 punti da "mi piace molto" a "non mi piace per niente". Gli studenti intervistati frequentano le classi I e III della scuola secondaria di primo grado e II della scuola secondaria di secondo grado in istituti pubblici e privati.

Secondo i dati raccolti la scuola italiana piace al 34,47% delle ragazze di 11 anni e al 25,02% dei ragazzi della stessa età. Man mano che si cresce, però, il livello di gradimento cala. A 15 anni, infatti, la scuola piace soltanto all'11,01% delle ragazze e al 6,06% dei ragazzi. Il calo drastico si nota tra la I e la III classe della scuola secondaria di primo grado: a 13 anni il gradimento degli studenti è positivo soltanto per il 10,8% delle ragazze e per il 6,7% dei ragazzi.

Lo studio ha messo in evidenza due punti fondamentali per quanto riguarda la scuola italiana: il gradimento diminuisce con il crescere dell'età (anche se c'è una leggera crescita tra i 13 ed i 15 anni) e le studentesse italiane apprezzano maggiormente la scuola rispetto ai loro coetanei maschi.

Secondo Alberto Ugazio, presidente della Società italiana di Pediatria, "l'atteggiamento conflittuale dei ragazzi nei confronti della scuola, vista come istituzione, è normale e fisiologico, ma assolutamente non vedo correlazioni tra percezione negativa della scuola e abusi di vario tipo o comportanti sociali a rischio, che sono legati a fattori molto più complessi".