Classe scolastica, prova scolta di Pedagogia

Di Barbara Leone.

Gli studenti del Liceo Socio-Psico-Pedagogico possono scegliere per il tema della seconda prova anche la traccia sulla classe scolastica: ecco uno svolgimento dal Forum Maturità

Il dizionario della lingua italiana definisce la classe scolastica come "l'insieme degli alunni che frequentano il medesimo corso di studi e stanno in una medesima aula", eppure nessuno penserebbe mai che in realtà la classe non sia qualcosa di più e non abbia finalità più alte. La scuola è una realtà complessa che si articola su diversi livelli: innanzitutto essa è un sistema di estensione nazionale e regionale, è poi un'istituzione amministrativo-didattica particolare, è fatta di gruppi-classe ed è un luogo in cui si formano delle persone singole, cioè gli allievi. Generalmente l'attenzione dei più verso la scuola si focalizza su un punto di vista individuale, si limita ai rapporti fra insegnante e alunno, fra insegnante e genitore. Il lavoro della scuola è spesso misurato in base al progresso dell'allievo che ciascuno conosce, il proprio figlio, amico o parente.

Questa prospettiva è senza dubbio valida, ma occorre allargare il nostro orizzonte. La scuola deve essere considerata parte e aspetto dell'intera evoluzione sociale, essa ha una stretta correlazione con la vita, citando una frase di John Deweyè una forma schietta di attiva vita in comune, anziché un luogo appartato dove si apprendono lezioni”. Nell'arco della vita di un individuo, le ore trascorse in classe in veste di studente, rappresentano un segmento molto importante e consistente, ecco perché è fondamentale lo studio delle relazioni che costituiscono la classe scolastica, e cioè lo studio della comunicazione tra insegnante e studenti e tra studenti e studenti. Questo studio assume anche un rilievo nel campo della sociologia, in quanto permette di verificare in piccolo l'evoluzione di grandi variabili sociali.

In questa prospettiva, la formazione degli alunni avviene grazie all'interazione nella classe: essi non sono esecutori passivi di compiti e comandi, ma contribuiscono alla costruzione delle relazioni reciproche che, a loro volta, costruiscono il sapere. Compito dell'insegnante è quello di mantenere motivati i suoi alunni. Siamo nell'ottica dell'educazione non direttiva ma emancipatrice del bambino, è il pensiero della Montessori che credeva fortemente nelle grandi potenzialità dell'infanzia, in un epoca in cui il bambino non aveva dignità di essere umano compiuto.
Per ribadire il concetto, vogliamo sostenere che la trasmissione del sapere in classe è basata su meccanismi di interazione: quello che realmente conta come conoscenza scolastica è il frutto delle relazioni tra alunni e con l'insegnante nel corso di attività ordinarie.

La classe dunque può anche essere definita come uno spazio di relazioni sociali con proprie modalità di interazione e di comunicazione che possiede un insieme stabile di abitudini, artefatti, valori ed interessi che gli alunni producono e comunicano. Insegnanti e studenti sono portatori di un bagaglio sociale – culturale – comportamentale diverso, ciascuno con i propri modi di pensare e comportarsi, ed è proprio dallo scambio di questo patrimonio che avviene la formazione dell'individuo.

Se il veicolo di questa formazione è la condivisione e comunicazione del proprio background, una scuola di successo dovrebbe essere strettamente connessa alla vita e rendere gli alunni capaci di utilizzare le esperienze che recano con sé dall'esterno e che si sono procurati in forma piena e libera. Ci aiuta ancora John Dewey a chiarire meglio questo concetto: “...ci dovrebbe essere un nesso naturale della vita quotidiana del fanciullo con quel che accade nel mondo circostante...” ed è compito della scuola rendere chiaro questo nesso, portarlo alla coscienza attraverso la salvaguardia dei loro rapporti ordinari.

Si potrebbe allora concludere che la buona riuscita di un sistema scolastico dipende in parte dalla corretta trasmissione di nozioni specifiche che deve avvenire in un ambiente fertile e ricco di stimoli all'apprendimento, in una classe dove c'è interazione, ed in parte dalla socializzazione, vista come un bisogno primario degli alunni che deve essere soddisfatto ed incrementato nel processo educativo.