Come fare l'atto di citazione in appello

Di Marta Ferrucci.

L'atto di citazione in appello viene proposto avverso le sentenze emesse in primo grado purché lo stesso non sia escluso per legge


L'atto di citazione in appello viene proposto avverso le sentenze emesse in primo grado purché lo stesso non sia escluso per legge; sono quindi inappellabili le sentenze che il giudice ha pronunciato secondo equità , le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità', le sentenze per le quali le parti sono concordi nell'omettere l'appello e ad impugnare le sentenze direttamente in Cassazione, le sentenze che decidono solo sulla competenza ed, infine, le sentenze che hanno deciso una controversia individuale di lavoro o in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, di valore non superiore a L. 50.000 (art. 339 c.p.c.).

Il termine per proporre l'appello e' di 30 gg (art. 325 c.p.c.) dalla data in cui viene notificata la sentenza o, in assenza di notificazione, entro un anno dalla data della pubblicazione della sentenza (art. 327 c.p.c.) L'atto di citazione in appello deve essere proposto dinanzi il Tribunale e alla Corte d'Appello della circoscrizione in cui ha sede il giudice che ha pronunciato la sentenza di primo grado, a seconda che la sentenza di primo grado sia stata emessa dal Tribunale, mentre contro le sentenze del Giudice di Pace si propone appello al Tribunale nel cui circondario ha sede il giudice che ha pronunciato la sentenza art. 341 c.p.c.).
L'appello si propone con citazione che deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell'impugnazione, oltre alle indicazioni prescritte a norma dell'art. 163 bis c.p.c.; tra il giorno in cui si notifica la citazione e quello della prima udienza di trattazione devono intercorrere non meno di 60 gg. liberi (art. 342 c.p.c.).

Ai sensi dell'art. 345 c.p.c. le parti non possono proporre nuove domande e se proposte devono essere dichiarate inammissibili d'ufficio; questo in base al fatto che l'appello costituisce un riesame della stessa controversia oggetto del giudizio di primo grado.
Le parti possono tuttavia richiedere in appello gli interessi, i frutti e accessori maturati dopo la sentenza impugnata e il risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza di primo grado, trattandosi, comunque, di uno sviluppo di domande già' proposte in primo grado.
Lo stesso articolo sancisce l'inammissibilita' di nuovi mezzi di prova, tranne che si tratti di mezzi di prova indispensabili ai fini della decisione della causa, ovvero quando la parte dimostri di non averli potuti proporre nel giudizio di primo grado per causa ad esso non addebitabile o quando venga deferito il giuramento decisorio.
L'atto di citazione in appello deve essere notificato all'appellato (a mani o per posta a seconda del luogo in cui risiede o in cui e' elettivamente domiciliato) ed entro i 10 gg. successivi deve essere iscritto a ruolo.
Il fascicolo di parte dovra' contenere, oltre alla citazione notificata (piu' copia ufficio) e copia autentica della sentenza di primo grado.
Se si tratta di iscrizione a ruolo secondo il nuovo rito dovranno essere preparati i c. d. "fascicoletti" per il Presidente ed il Giudice relatore che conterranno copia libera della citazione in appello e della sentenza di primo grado, oltre ad una copia per l`ufficio.
La valutazione inerente il fatto che si tratti di nuovo o vecchio rito dovra' avvenire avendo riguardo alla causa di primo grado; i giudizi instaurati anteriormente la data del 30/4/95 seguono il vecchio rito, mentre quelli posteriori il nuovo.
Per quanto concerne la disciplina transitoria ai sensi dell'art. 90 della L. 353/90, cosi' come modificata dal D.L.347/95, convertita in legge 543/95, i giudizi pendenti alla data del 30/4/95 si applicano le disposizioni vigenti anteriormente a tale data (ossia il vecchio rito).

L'art. 348 c.p.c., prima della riforma, prevedeva l'improcedibilita' dell'appello se mancava il fascicolo di primo grado e quindi, indirettamente, anche la sentenza di primo grado.
Nella nuova formulazione dell'art. 348 c.p.c., invece, si e' eliminata tale mancanza quale causa di improcedibilita' e si prevede solo l'ipotesi di improcedibilita' nel caso di mancata costituzione nei termini.
Con il numero di ruolo sara' onere dell'appellante verificare, dopo circa una settimana dall'iscrizione, sulle rubriche la sezione a cui e' stata assegnata la causa e il consigliere istruttore.
Alla cancelleria della sezione a cui e' stata assegnata la causa si controllera', poi, sulle rubriche con denominazione "Ruolo cause assegnate", il consigliere istruttore e l'eventuale rinvio d'udienza. Generalmente, il legale dell'appellante riceve in studio comunicazione del rinvio di udienza.
L'appellato dovra' costituirsi 20 gg. prima della data edittale posta nella citazione; ci si puo' costituire comunque anche in udienza se non si deve proporre l'appello incidentale, diversamente se ne perde il diritto.