Cibi a rischio di allergie

Di Micaela Bonito.

Di seguito una serie di alimenti che possoo provocare un mutamento anomalo o eccessivo, di tipo immunologico, se ingeriti

Spesso ci si trova ad ingerire alimenti senza sapere le conseguenze che possono provocare allergie alimentari o intolleranze.
Di seguito alcuni degli elementi più communi nel commercio, nelle tavole di casa e nei ristoranti.

Soia

Appartiene alla famiglia delle Leguminosae che include altri ben conosciuti alimenti allergizzanti, quali le arachidi, anche se la sensibilità a un legume non implica necessariamente reattività verso altri membri della stessa famiglia.

Molti soggetti intolleranti alla soia possono tollerare oli di soia raffinati ma é impossibile azzardare previsioni.
Al soggetto allergico alla soia é quindi consigliata l'astensione dagli oli di soia, specie se pressati a freddo, che possono contenere tracce di proteine.
Il trattamento dell'intolleranza alla soia consta nell'evitare i cibi contenenti soia. La soia é però molto frequentemente utilizzata nell'industria alimentare e questo rende molto difficile e problematica la completa astensione dalla soia dei soggetti allergici, specie nei casi di incompleta o scorretta etichettatura dei cibi industriali o dei cibi "pronti" della grande o piccola distribuzione.

Arachidi e noci
L'allergia alle arachidi é ormai una delle principali allergie del bambino e la dermatite atopica ne é la presentazione caratteristica.

Gruppo lattice-frutta (mela, kiwi, banana)
Nell'ultima decade le reazioni di ipersensibilità immediata al lattice sono state accettate come problematica grave. Le proteine contenute nella gomma naturale sono probabilmente gli antigeni responsabili e le reazioni di ipersensibilità indotte includono sia reazioni da contatto che reazioni generalizzate, quali orticaria, angioedema, riniti, congiuntiviti, broncospasmo e shock anafilattico.

Uova

L'uovo contiene una ampia gamma di proteine e sono ad ora state identificate almeno 13 componenti allergeniche.Tali proteine

sono contenute nell'albume. La cottura riduce l'allergenicità dell'uovo del 70%, per tutte le componenti ad eccezione dell'ovomucoide che é termostabile.
Le allergie alle uova sono molto comuni nell'infanzia, specie al di sotto dell'anno di età ma tendono a declinare con l'accrescimento.
Il trattamento dell'intolleranza all'uovo consiste nell'evitare i cibi che lo contengono. Le uova sono frequentemente utilizzate nelle preparazioni alimentari e questo rende difficile la completa astensione.

Olio di oliva

L'allergia inizia come sensibilizzazione per via respiratoria al polline dell’olivo, favorita dalla grande capacità del polline di diffondersi (fino a 600 km di distanza) e dall'inquinamento delle grandi città. Diviene quindi allergia alimentare per reazione crociata con gli antigeni degli olii vegetali, che contengono gli antigeni del frutto di origine.
Dal momento che la dieta Italiana é ricca di olio di oliva in ogni momento dell'anno ciò determinerebbe il passaggio da una pollinosi stagionale a una allergia, alimentare, perenne.

Miele
Da una ricerca effettuata con campioni, si sono verificati pazienti allergici al miele. In tutti questi soggetti dopo ingestione di miele o di prodotti contenenti miele si sviluppavano sintomi che andavano dal prurito della mucosa orale a sintomi sistemici gravi fino allo shock anafilattico.
Causa delle reazioni allergiche erano sia proteine di pollini contenute nel miele sia proteine contenute nelle secrezioni delle ghiandole faringee e salivari delle api.

Additivi
Salicilati naturalmente presenti in alcuni alimenti (frutta secca, frutti di bosco, arance, albicocche, uva, olive, erbe aromatiche, vini, liquori) possono essere causa di forme di orticaria cronica.
Il giallo tartrazina (E102):colorante che conferisce agli alimenti un piacevole colore giallo limone, presente in diverse bevande sott’aceti, salse confezionate, maionese, minestre in scatola, budini. Può essere causa di orticaria cronica e asma.
Anidride solforosa (E220): si può trovare in marmellate, succhi di frutta, vini, e in macedoni e insalate trattate nei ristoranti per mantenere un aspetto fresco.
Solfiti, Metabisolfiti, bisolfiti (E221, 222 – 227): presenti nei prodotti preconfezionati a scopo conservante e antiossidante. Pericolosi soprattutto per le persone asmatiche.
Glutammati (E620 – 623): si trovano soprattutto nelle patatine, ketchup, sughi pronti, riso e pasta, liofilizzati, funghi secchi, insaccati, dadi per cucinare. Vengono addizionati molto spesso ai cibi per esaltarne il sapore, ma possono anche essere presenti naturalmente in alcuni alimenti.

La cucina cinese, ad esempio, utilizza grandi quantità di glutammato e la reazione che può far seguito all’ingestione di cibo contenente glutammato (malessere generale, mal di testa, arrossamento del viso), viene anche detta Sindrome da ristorante cinese.
Nitrati: Addizionati agli insaccati e alle carni in scatola e la tiratina, componente naturale di alcuni cibi come
Formaggi, cioccolato, banane; possono provocare emicranie anche a istanza di ore.

Per sapere le cause, le patologie, i sintomi... leggi l'articolo "Allergie alimentari"