Chernobyl: cause e conseguenze del disastro nucleare

Chernobyl: cause e conseguenze del disastro nucleare A cura di Edoardo Angione.

Storia del disastro di Chernobyl: cronologia degli eventi che portarono alla tragica esplosione della centrale nucleare, con cause e conseguenze

1Introduzione al disastro di Chernobyl

La centrale nucleare di Chernobyl
La centrale nucleare di Chernobyl — Fonte: ansa

Durante le prime ore del 26 aprile del 1986, esplode il più avanzato dei quattro reattori in funzione presso la centrale nucleare di Chernobyl, a poco più di 100 km da Kiev, in Ucraina, all’epoca una delle repubbliche dell’Unione Sovietica. L’esplosione libera nell’atmosfera una quantità altissima di radiazioni. Nei giorni seguenti, molti paesi vicini all’Unione Sovietica rilevano una quantità insolitamente alta di radiazioni, ma i sovietici, almeno all’inizio, rifiutano ogni responsabilità per l’accaduto.

Questa carenza di comunicazione ha contribuito alla diffusione di notizie false, e talvolta esagerate, su alcuni dettagli dell’incidente, come il numero di morti nell’area intorno alla centrale. Resta tuttavia la conseguenza più grave dell’esplosione, con la quale siamo ancora costretti a fare i conti: la contaminazione nucleare. A distanza di decenni, è ancora difficile stabilire quante persone sono morte o moriranno a causa dell’esplosione di Chernobyl: l’incidente nucleare più grave mai accaduto nella storia.

2L'energia atomica

Nel 1973-1974, la crisi petrolifera aveva posto alle società industrializzate una serie di problemi: si iniziava a fare i conti col fatto che le risorse naturali, come il gas ed il petrolio, sono esauribili e limitate. Di conseguenza, anche la crescita dei consumi, della produzione e della natalità non sarebbero state illimitate come qualcuno pensava in occidente. Era chiaro ormai che bisognava limitare lo spreco delle risorse naturali e dell’energia. Da queste riflessioni nasceva l’ecologia e si formavano i primi movimenti ambientalisti. Anche i governi tentarono di proporre soluzioni attraverso politiche di risparmio energetico, che chiedevano alle popolazioni di circolare di meno con mezzi propri, di consumare meno elettricità, e di utilizzare fonti energetiche diverse dal petrolio. 

Fu in questo clima che alcuni paesi, in particolare Stati Uniti ed Unione Sovietica, ma anche Francia e Germania ovest, iniziarono ad investire in modo più serio sulle centrali nucleari. Rispetto alle centrali termoelettriche, quelle nucleari potevano fornire energia a costi inferiori. Tuttavia, come già alcuni ecologisti avevano temuto, i danni causati da una centrale nucleare in caso di incidenti e guasti sarebbero stati gravissimi. Nel 1986, il caso di Chernobyl ne fu la dimostrazione.

3L'incidente di Chernobyl

Le esplosioni di Chernobyl furono due, entrambe terribili. Avvennero nel cuore della notte, mentre un gruppo di ingegneri stava effettuando un delicato test di sicurezza. Scopo del test era quello di verificare se il sistema di raffreddamento del reattore numero 4 potesse funzionare in caso di carenze di energia elettrica. Condizioni simili avrebbero potuto verificarsi in caso di attacchi nemici, che anche negli ultimi anni di guerra fredda erano una possibilità da non sottovalutare: nel 1981 in Iraq, ad esempio, un altro reattore nucleare costruito dai sovietici era stato bombardato dallo stato di Israele.  

Chernobyl, scuola distrutta dalle esplosioni
Chernobyl, scuola distrutta dalle esplosioni — Fonte: istock

Per effettuare il test, era necessario diminuire fortemente la potenza del reattore, senza mai scendere però al di sotto di una soglia di energia minima: in quel caso il reattore sarebbe diventato fortemente instabile. Nonostante ciò, si decise di procedere ad una potenza molto più bassa di quella prevista dal regolamento. Alle ore 1.23 di notte, a causa del calo di energia della turbina, l’acqua che serviva a raffreddare il reattore evaporò. A questo punto, gli ingegneri attivarono il dispositivo di emergenza, non riuscendo più tuttavia a recuperare il controllo del reattore: la potenza iniziò ad aumentare a dismisura, fino diventare circa 100 volte superiore rispetto alla norma. 

Dopo alcuni secondi ci furono due esplosioni: il tetto a cupola del reattore saltò in aria, ed il contenuto, circa 50 tonnellate di carburante nucleare, si diffuse nell’atmosfera. 

4I danni ambientali

Il disastro di Chernobyl rilasciò una quantità di radiazioni elevatissima: almeno 100 volte di più rispetto alle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il fall-out nucleare si depositò in gran parte dalle parti della cittadina di Chernobyl, ma anche in altre parti dell’Ucraina, in Bielorussia, ed in Russia. La zona intorno a Chernobyl venne abbandonata da più di 350.000 persone, ma milioni di altri abitanti decisero di non evacuare la zona.

La foresta rossa a Chernobyl
La foresta rossa a Chernobyl — Fonte: istock

Tra gli effetti più gravi sull’ambiente, di cui si sentono le conseguenze tuttora, ci fu la contaminazione del suolo con due materiali pesantemente radioattivi, tra cui il cesio-137.
I pini di una foresta situata nei pressi della centrale assunsero un colorito rossiccio-marrone prima di morire, tanto che il luogo, oggi tra i più radioattivi al mondo, è chiamati ‘foresta rossa’. Dopo l’incidente, tracce di materiale radioattivo sono state trovate in tutto l’emisfero nord del pianeta, depositandosi in luoghi a seconda della direzione del vento e delle piogge. 

5Le conseguenze sulla salute

Resti di Chernobyl
Resti di Chernobyl — Fonte: ansa

Stabilire quante persone siano state danneggiate o siano morte a causa del disastro di Chernobyl è estremamente difficile. I morti ‘ufficiali’, e cioè causati direttamente dall’esplosione, furono più o meno trenta: in gran parte pompieri ed operatori della centrale che, senza sapere esattamente cosa stava succedendo, vennero esposti a dosi di radiazioni infinitamente superiori a quelle considerate sicure. Questi uomini morirono tutti in qualche settimana o in qualche mese, soffrendo in modo atroce. I loro corpi, estremamente radioattivi, vennero seppelliti in bare fatte di zinco

Ben più gravi furono invece le conseguenze indirette. Le radiazioni provocarono un forte aumento di casi di tumore alla tiroide negli abitanti della zona, in particolare su persone che all’epoca del disastro erano nell’età dello sviluppo. Altri effetti del disastro, più indiretti, furono di natura economica e psicologica

Le stime più preoccupanti parlano di decine o addirittura centinaia di migliaia di morti di cancro dovute a Chernobyl, e destinate a continuare per molti decenni a venire. D’altro canto è difficile dire quali fossero, prima del disastro, le statistiche relative al cancro nelle zone più critiche, considerando anche che il tumore è una malattia che si sviluppa talvolta lentamente, e spesso è difficile stabilirne le cause precise. Nonostante queste difficoltà, è sicuro che Chernobyl provocò danni gravissimi ai terreni e alle acque, e che pregiudicò seriamente la salute di migliaia di persone. 

6Chernobyl oggi

Panoramica della centrale di Chernobyl oggi
Panoramica della centrale di Chernobyl oggi — Fonte: ansa

Poco dopo l’incidente, l’Unione Sovietica costruì in tutta fretta un primo ‘sarcofago’, oggi prossimo al crollo. Per questo motivo è attualmente in corso un progetto globale per la costruzione di una nuova struttura, il New Safe Confinement. Questa cupola di acciaio alta 110, profonda 165 e larga 260, dovrebbe contenere l’immensa quantità di materiale radioattivo ancora contenuto dai resti del reattore per i prossimi 100 anni. Costata più di 2 miliardi di euro, la struttura dovrebbe essere ultimata nel 2017. 

Nonostante l’elevata contaminazione dell’area, lupi, cinghiali, linci e uccelli stanno lentamente ripopolando la zona. Una comunità internazionale di scienziati sta ancora studiando in quali modi la selezione naturale reagisce attraverso questi animali ad un ambiente segnato da un’elevata quantità di radiazioni. 

A quel tempo, tutti non facevano altro che ripetere: moriremo moriremo… E dicevano che per l’anno 2000 sarebbero scomparsi tutti i bielorussi. Mia figlia aveva sei anni. La metto a letto e lei mi sussurra all’orecchio: "Papà. Voglio vivere, sono ancora piccola". E io che pensavo non potesse capire...

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