Biografia di Cesare Borgia

Biografia di Cesare Borgia A cura di Edoardo Angione.

Cesare Borgia: la vita del duca Valentino, principe spregiudicato che Machiavelli prende a modello nella sua opera De Principatibus

1I primi anni

Cesare Borgia (1475-1507) era uno dei figli naturali di Papa Alessandro VI (1431-1503), lo spagnolo Rodrigo Borgia, probabilmente uno dei papi più controversi della storia. Cesare Borgia è passato alla storia per vari motivi:       

  • Aveva la pessima fama di un uomo spietato e pronto a tutto.
  • Politicamente, sfruttò la sua posizione di figlio naturale del papa tentando di stabilire un principato personale nell’Italia centrale, e riuscendo ad aumentare il potere politico dello Stato Pontificio.
  • Secondo uno dei maggiori intellettuali del tempo, Niccolò Machiavelli, Cesare Borgia rappresentava il prototipo del ‘principe: un condottiero audace, in grado di portare unità politica nella penisola italiana, senza curarsi più di tanto della propria reputazione di uomo crudele. Se possibile, anzi, approfittandone.
Cesare Borgia
Cesare Borgia — Fonte: ansa

La madre di Cesare, Giovanna Cattanei, detta Vannozza (1442-1518), era una bellissima donna sposata, appartenente alla piccola nobiltà romana. Il padre di Cesare, Rodrigo Borgia, nipote di papa Callisto III (1378-1458) era un cardinale brillante che amava le donne. Non si sa di preciso quando i due divennero amanti, ma si sa che il rapporto tra i due era in qualche modo ufficializzato.  

Nonostante ciò, poco prima della nascita di Cesare, Vannozza dovette sposare Domenico Giannozzo, un funzionario apostolico cinquantenne. Negli anni successivi, Vannozza ebbe altri tre figli dal cardinal Borgia. Ciò non faceva di Cesare il primogenito: Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI, aveva già avuto un altro figlio, Pier Luigi, da una donna a noi sconosciuta. Pier Luigi era tornato in Spagna (terra di origine dei Borgia), dove era stato nominato duca di Gandia.  

In quanto secondogenito, Cesare venne destinato alla carriera ecclesiastica. Rodrigo Borgia era un uomo molto influente, e per questo, nel 1482, riuscì a far nominare Cesare protonotario apostolico a soli sette anni da papa Sisto IV (1414-1484).  

2Una carriera precoce

Papa Alessandro VI
Papa Alessandro VI — Fonte: getty-images

Cesare era nato in Italia, ed in Italia passò la maggior parte della propria vita. La famiglia Borgia, però, era una famiglia spagnola. Per questo tutti i benefici ecclesiastici ottenuti dal giovanissimo Cesare furono in Spagna: ancora a sette anni venne nominato canonico della cattedrale di Valenza, arcidiacono di Játiva e rettore di Gandia. A nove anni (1484) Cesare otteneva nuove cariche, tra cui quella di arcidiacono di Tarragona. I suoi due tutori, il catalano Giovanni Vera ed il romano Paolo Pompilio, due umanisti di una certa importanza, consideravano Cesare un giovane straordinariamente brillante.  

A 14 anni, nel 1489, Cesare va a studiare legge a Perugia. Due anni dopo, nel 1491, si trasferisce a Pisa, dove studia diritto canonico con Filippo Decio, uno dei più grandi giuristi del tempo. Cesare Borgia aveva ormai sedici anni, ed è in questo momento che ottiene la carica di vescovo di Pamplona. Durante gli studi, il giovanissimo ecclesiastico vive già in modo sfarzoso, da vero e proprio principe. Al suo seguito c’era una piccola corte, composta in prevalenza da spagnoli.    

La vera e propria svolta per Cesare, tuttavia, arriverà soltanto nell’agosto del 1492, quando suo padre, Rodrigo Borgia, viene eletto al soglio pontificio come papa Alessandro VI.    

3La scalata verso il potere

Stemma della famiglia Borgia
Stemma della famiglia Borgia — Fonte: istock

L’elezione di Alessandro VI cambia in modo definitivo il destino di Cesare, che per prima cosa lascia Pisa per trasferirsi a Spoleto. Non raggiunge immediatamente suo padre: la presenza di un figlio naturale alla cerimonia di incoronazione del papa avrebbe certamente potuto provocare qualche scandalo. Questo non significa che Alessandro VI avesse dimenticato i suoi figli: poco dopo l’elezione al soglio pontificio, Cesare viene nominato arcivescovo di Valenza.    

Nel 1493, a 17 anni, non si fa attendere poi la nomina a cardinale. A questo punto, il giovanissimo Cesare è uno dei principali consiglieri del papa, suo padre. Non sembra tuttavia particolarmente incline alla vita religiosa: il giovane cardinale si trasferisce in uno sfarzoso palazzo di Trastevere, frequenta le donne, va a caccia, veste in modo principesco. Evidentemente, alla vita religiosa Cesare avrebbe preferito una carriera militare.    

Suo fratello maggiore, Pier Luigi, era morto nel 1488. Nonostante fosse il figlio primogenito, però, Cesare non aveva ottenuto il titolo di duca di Gandia, assegnato invece, contrariamente alle consuetudini, al suo fratello minore Giovanni (1476-1497). Sempre a Giovanni, il preferito di Alessandro VI, spetterà, nel 1496, la nomina a capitano generale dell’esercito papale, e l’onore di guidare le prime spedizioni militari del papa ai danni della famiglia Orsini.    

4La morte di Giovanni Borgia

Dicevamo che Giovanni era il figlio su cui Alessandro VI puntava per costruire il futuro dei Borgia in Italia. Ebbene, nella notte del 14 giugno del 1497, Giovanni Borgia, duca di Gandia, viene trovato morto nel Tevere, ucciso a pugnalate in circostanze misteriose. 

Probabilmente non sapremo mai chi fu il colpevole, ma dopo qualche mese iniziarono a circolare voci sul fatto che l’omicidio era stato voluto, se non addirittura compiuto, proprio da Cesare Borgia, suo fratello. Dopo tutto a Cesare la carriera ecclesiastica stava evidentemente stretta. La sua gelosia verso il fratello minore, preferito dal padre, ed in possesso di uno stato, non era un mistero, così come è noto che i due si contendevano anche l’amore di una donna.  

Il duca di Gandia tuttavia aveva molti nemici a Roma, tra mariti gelosi ed esponenti delle famiglie rivali, tra cui gli Orsini e gli Sforza. Non sapremo mai se Cesare uccise suo fratello. Quello che sappiamo è che in futuro avrebbe sicuramente commesso altri omicidi.    

Colpevole o no, Cesare poteva finalmente abbandonare il cardinalato (lo farà nel 1498), per poi sposarsi e consolidare il futuro della propria famiglia. I Borgia puntavano alla costruzione dello stato perché la carica di papa è elettiva, e senza uno stato non si poteva garantire un futuro prosperoso ai propri discendenti.    

La prima mossa in questo senso era trovare una moglie a Cesare, che prima di abbandonare il cardinalato, con tutti i suoi benefici, voleva assicurarsi una situazione secolare vantaggiosa.   

5Il principe cerca moglie

Poco dopo la morte di suo fratello, nel luglio del 1497, Cesare Borgia, ormai uno degli uomini più importanti di Roma, si reca a Napoli per assistere all’incoronazione del re di Napoli Federico I d’Aragona (1452-1504). Nonostante fosse ben felice di trattare con il papa e con la famiglia Borgia, il nuovo re non aveva nessuna intenzione di concedere la mano di sua figlia Carlotta ad un cardinale, figlio illegittimo di un papa.   

A questo punto, i Borgia rivolgono le proprie mire verso la Francia, che all’epoca nutriva fortissime ambizioni verso il regno di Napoli. A questo punto Cesare parte per la Francia, dove si farà notare per il suo stile sfarzoso e stravagante. Anche in Francia, dall’aprile del 1498, c’era un nuovo re: Luigi XII (1462-1515). Si trattava di un lontanissimo parente del suo predecessore, Carlo VIII (1470-1498), morto senza eredi diretti. Per ragioni dinastiche, Luigi XII aveva bisogno di una dispensa papale per divorziare da sua moglie, e sposare la vedova di Carlo VIII, Anna, Duchessa di Bretagna.   

Naturalmente, Papa Alessandro VI seppe approfittare della situazione: in cambio del permesso di divorziare, Cesare Borgia ottenne il ducato di Valentinois (motivo per cui è ricordato anche come il Valentino), oltre che il titolo di Cavaliere di San Michele. Luigi XII si adoperò inoltre per convincere una dama di sangue reale che risiedeva presso la sua corte, Charlotte d’Albret (1480-1514), sorella del re di Navarra, a sposare Cesare Borgia. Cesare lascia la Francia e sua moglie, incinta di una bambina, nel 1499: non l’avrebbe mai più rivista. Trattenendo Charlotte alla propria corte, il re di Francia sperava di poter controllare il Borgia in modo più efficace.  

A questo punto Cesare Borgia aveva ottenuto ciò che voleva: una moglie ed un titolo. Allo stesso tempo, però, era diventato un uomo del re di Francia: questo voleva dire che, all’occorrenza, doveva garantire al re il proprio servizio. Con il pieno supporto del re di Francia, i Borgia potevano finalmente iniziare a perseguire il proprio scopo: ristabilire il controllo sugli stati pontifici - in possesso per la maggior parte di signori ribelli), assegnarne il controllo alla persona di Cesare Borgia, costruendo così un vero e proprio stato dinastico in Italia.  

6La costruzione di uno stato

Ritratto di Cesare Borgia e Machiavelli in conversazione davanti al Duca di Gandia
Ritratto di Cesare Borgia e Machiavelli in conversazione davanti al Duca di Gandia — Fonte: ansa

Nel 1499 Cesare Borgia, ormai Capitano generale dell’esercito papale, dà inizio ad una campagna per l’occupazione ed il controllo di una serie di città della Romagna e delle Marche, nominalmente già in potere dello stato pontificio, nei fatti governate da piccoli tiranni locali. Il Valentino può contare sull’aiuto di un massiccio contingente di truppe francesi. Le prime a cadere sono Imola e Forlì, conquistate tra 1499 e 1500. Tra 1500 e 1501 è la volta di Rimini, Pesaro e Faenza.

Nel frattempo, a Roma, Alessandro VI ed il figlio consolidano il governo delle terre conquistate, vivono nello sfarzo, e prendono accordi con la Repubblica di Venezia per agire indisturbati in Romagna. Nel 1502 tocca ad Urbino, Camerino e Senigallia. Proprio nel corso delle operazioni militari del 1502, nelle vesti di ambasciatore di Firenze presso l’accampamento militare di Cesare, Niccolò Machiavelli conosce da vicino l’uomo - ed i metodi - che avrebbero avuto un ruolo così fondamentale nei suoi futuri lavori. 

7I metodi

Castello Borgia: rocca  di Nepi utilizzata da Cesare Borgia come rifugio
Castello Borgia: rocca di Nepi utilizzata da Cesare Borgia come rifugio — Fonte: istock

Alessandro VI e Cesare Borgia per molti versi non stavano facendo niente di nuovo: altri papi del XV secolo avevano tentato di consolidare il proprio potere politico attraverso l’espansione militare. Nonostante questo, l’opposizione alle loro politiche fu enorme, sia negli Antichi Stati Italiani che in seno allo Stato Pontificio.     

Ci fu una vera e propria propaganda, spesso motivata, ai loro danni, che dipingeva Cesare come un individuo crudele e lussurioso, in grado di assassinare suo fratello, figlio preferito del papa, per esercitare influenza sul padre. Tuttavia, tra i due c’era una certa sinergia: Alessandro VI era il politico, Cesare lo spietato uomo d’azione.     

Del resto, se Cesare non avesse ottenuto un principato prima della morte di suo padre, si sarebbe trovato privo dell’essenziale supporto, sia politico che economico, che gli veniva garantito dal papato.     

8I misfatti

Ritratto di Lucrezia Borgia
Ritratto di Lucrezia Borgia — Fonte: ansa

A Cesare Borgia sono stati attribuiti numerosi omicidi politici. Il più celebre, di cui il Valentino è sicuramente responsabile, è l’assassinio di suo cognato nell’agosto del 1500: Alfonso, duca di Bisceglie, secondo marito di sua sorella Lucrezia Borgia, nonché figlio illegittimo del re di Napoli Federico I d’Aragona.   

Ad uccidere il duca di Bisceglie, tramite lo strangolamento, fu un tale Michelotto, servo di Cesare Borgia. I Borgia volevano eliminare il duca, già sfuggito ad un attentato a piazza S. Pietro, perché era un alleato scomodo: i Borgia erano diventati stretti collaboratori del re di Francia, che aveva a sua volta mire sul regno di Napoli. Questo omicidio, quindi sigilla l’alleanza tra i Borgia e la Francia, e contribuisce in modo irreversibile alla tetra fama di Cesare Borgia, condannato per la sua immoralità e temuto per i suoi metodi brutali.   

Nel corso della terza campagna in Romagna di Cesare, nel 1502, alcuni capitani al servizio di Cesare ed alcuni suoi alleati, tra cui esponenti di primo piano della famiglia Orsini, avevano siglato un’alleanza che aveva l’obiettivo di cacciare una volta per tutte Cesare Borgia dalla Romagna: la Congiura della Magione. Perdute le città di Camerino ed Urbino, Cesare Borgia tentò di dividere i congiurati, stringendo con alcuni di loro un accordo, dove si impegnavano a restituirgli i territori perduti in cambio di un mantenimento dello status quo. Nel corso di un incontro a Senigallia, nel dicembre del 1502, Cesare fece strangolare tutti i congiurati con cui aveva stretto l’accordo.

9La fine

Re di Francia Luigi XII
Re di Francia Luigi XII — Fonte: getty-images

Il 18 agosto del 1503, proprio quando Cesare si trova all’apice della propria potenza, e sul punto di pianificare un attacco contro la Toscana, Alessandro VI muore in circostanze poco chiare (probabilmente malaria, ma forse avvelenamento). Cesare Borgia si illude di poter conservare i propri possedimenti, ma in Italia, teatro delle lunghe guerre d’Italia (1494-1559) tra Francia e Spagna, non c’è più posto per lui.   

Il nuovo papa, Giulio II della Rovere (1443-1513), è un acerrimo nemico dei Borgia, che naturalmente si rifiuta di confermare al Valentino i possedimenti in Romagna ed il ruolo di capitano generale dell’esercito papale.   

Cesare viene prima arrestato, poi si rifugia a Napoli, dove però le cose erano cambiate: il viceré, Gonzalo de Cordoba (1453-1515), aveva stretto accordi con il nuovo papa per togliere di mezzo il Valentino, che viene imprigionato in Spagna, prima vicino Valencia, e poi a Medina del Campo.

Papa Giulio II (1443 - 1513)
Papa Giulio II (1443 - 1513) — Fonte: getty-images

Avendo servito il re di Francia, alla corte di Ferdinando il Cattolico (1452-1516) Cesare era considerato ormai un nemico. Quanto al re di Francia, Luigi XII, non soltanto non aiuta Cesare Borgia, ma lo priva dei suoi feudi francesi, perché non aveva prestato servizio in suo favore nella campagna francese per il controllo del regno di Napoli.

Al Borgia restava un’unica possibilità: suo cognato, il re di Navarra. Cesare riesce a fuggire rocambolescamente da Medina del Campo nel 1506, calandosi da una finestra e montando su un cavallo pronto per lui.

Siccome la prospettiva di un suo ritorno in Italia era ormai irrealizzabile, il Borgia prende servizio presso il re di Navarra. Nonostante i suoi grandi progetti, che prevedevano una campagna ai danni di Ferdinando il Cattolico con il supporto degli Asburgo, viene ucciso il 12 marzo del 1507 presso il castello di Viana, nelle mani di vassalli ribelli del re di Navarra, durante un tentativo di assedio. Dopo una vita passata a vivere nello sfarzo in Italia, Cesare Borgia troverà la morte in Spagna, la terra di origine della sua famiglia.