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La S.U.N. e la riforma universitaria

Qualche notiziola sulla riforma a Caserta e dintorni

di Redazione Studenti 22 ottobre 2007

Premessa sulla riforma
Come promessovi all'inizio adesso "cercheremo"(?!?!) di illuminarvi sulla rivoluzione abbattutasi quest'anno sul nostro ateneo, come del resto in tutta Italia, che ha reso la nostra università da tortuoso labirinto irto di ostacoli per i profani a vero proprio caos: la fantomatica RIFORMA ZECCHINO! E sì.. perché quest'anno partiranno i nuovi corsi di laurea con tutti i casini che questa novità inevitabilmente comporterà. In questa sede, come dicevamo, cercheremo (sottolineiamo cercheremo!) di darvi la soluzione a questo rebus senza figure… ci riusciremo? Bho!?… paura?… Nooo!!! Don't worry…
il periodo critico sarà certamente quello iniziale anche perché al di là di quello che è stato deciso(sulla carta!!) relativamente ai piani di studio alla fine i contenuti e la struttura definitiva dei corsi verranno delineati in itinere. Sarà un caos e soprattutto per questo cercheremo di starvi vicino, probabilmente faremo un opuscolo specifico sulla riforma una volta che tutto sarà definito in modo definitivo. In questa sede, come dicevamo, cercheremo (sottolineiamo cercheremo!) di darvi la soluzione a questo rebus senza figure… ci riusciremo? Bho!?… paura?… Nooo!!! Don't worry… il periodo critico sarà certamente quello iniziale anche perché al di là di quello che è stato deciso(almeno era stato deciso!!) relativamente ai piani di studio alla fine i contenuti e la struttura definitiva dei corsi verranno delineati in itinere. Molto infatti dipenderà dalla sensibilità dei docenti ad adeguare la didattica, ossia la struttura dei corsi ed i programmi, alle nuove esigenze e agli obiettivi di questa riforma. Se si vuole far coincidere la durata reale degli studi con quella legale(com'era nelle intenzioni del ministro, da noi per altro condivise), il seguire le lezioni( per chi può, ovviamente!) dovrà essere realmente utile ai fini del superamento dell'esame ed i programmi dovranno essere riformulati sulla base dei nuovi corsi.

Naturalmente ciò sarà possibile anche e soprattutto grazie alla capacità di noi studenti di dare voce alle nostre esigenze, alle nostre difficoltà (ma in questo non saremo soli…..non a caso c'è l'U.D.U., l'unico sindacato degli studenti universitari fatto da studenti esistente in Italia!!). Per quanto riguarda nello specifico la struttura della riforma non ripeteremo qui ciò che è stato già detto nella parte nazionale e in quelle relative alle singole facoltà ma vi illustreremo sia pur in linea generale le maggiori 'novità' introdotte nel nuovo regolamento didattico di ateneo. La prima 'sorpresina' che spetterà a voi matricole è rappresentata dall'istituto della decadenza…..novità assoluta nell'intero mondo universitario!! Una vera primizia che ovviamente ha trovato una forte resistenza da parte nostra, convinti come siamo che per risolvere il problema dei fuori corso(vero flagello per la nostra università!!) non serve fissare dei termini di decadenza dalla qualità di studente ma più proficuo sarebbe risolvere i veri problemi che affliggono noi studenti e che inevitabilmente sono la reale causa dei nostri ritardi(strutture insufficienti ed inadeguate, programmi chilometrici, corsi che non aiutano ai fini dell'esame, ecc.)….
Dunque…cos'è la decadenza? Essa consiste nella perdita della qualità di studente.
L'Art.34 del nostro Regolamento Didattico stabilisce che decade dallo status di studente universitario quello studente che:
1) non ha sostenuto con esito positivo almeno un esame in un numero di anni accademici pari alla durata legale degli studi - ossia tre anni, oppure 2) che al termine di un numero di anni accademici pari al doppio della durata legale degli studi non abbia conseguito almeno i 2/3 dei crediti previsti dal proprio curriculum di studi - ossia sei anni, infine
3) decade lo studente che avendo acquisito almeno i 2/3 dei crediti, in un numero di anni pari al doppio della durata legale degli studi, non acquisisca tutti i crediti rimanenti per il conseguimento del titolo di studio entro un ulteriore anno accademico di proroga. In quest'ultimo caso ( se cioè lo studente avrà conseguito almeno i 2/3 dei crediti ) può chiedere di essere sottoposto alla valutazione di un'apposita Commissione Permanente, nominata dal Consiglio di Facoltà, che ha il compito di rilevare le difficoltà incontrate dallo studente e lo avvierà a specifici corsi integrativi di recupero anche in deroga al suddetto termine di un anno.

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