Biografia di Carlo V d'Asburgo

Biografia di Carlo V d'Asburgo A cura di Elisabetta Graziani.

Carlo V d'Asburgo: riassunto della vita dell'imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Spagna che combatté per conquistare l'Italia

1Introduzione a Carlo V d'Asburgo

«La mia vita è stata soltanto un lungo viaggio». Quando Carlo V pronunciò queste parole nel 1558 era stanco e in punto di morte, ma aveva raggiunto la serenità. Due anni prima Carlo V aveva deciso di rinunciare alla carica di imperatore dopo aver trascorso la vita lottando con la Francia per conquistare nuovi territori e contro i Turchi e i Protestanti per difendere l'Impero e il mondo cristiano

2Chi era Carlo V: ascesa di un sovrano

Ritratto dell'Imperatore Carlo V realizzato da Tiziano
Ritratto dell'Imperatore Carlo V realizzato da Tiziano — Fonte: ansa

Carlo d'Asburgo nacque nel 1500 a Gand, città dell'attuale Belgio. Il padre, Filippo d'Asburgo detto il Bello, era figlio dell'imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I d'Austria e di Maria di Borgogna. La madre, Giovanna di Castiglia e d'Aragona detta la Pazza, era figlia dei re cattolici Ferdinando II d'Aragona e di Isabella di Castiglia.

Alla morte del nonno Ferdinando d'Aragona, Carlo fu nominato re di Spagna nel 1516 e si trovò a capo di un vasto dominio che comprendeva:  

  • I Paesi Bassi
  • La Castiglia, regione della Spagna centrale
  • L'Aragona, la zona meridionale della penisola iberica
  • L'Italia meridionale
  • Le terre scoperte da Cristoforo Colombo nel 1492 in America

Nel 1519 alla morte del nonno Massimiliano d'Asburgo, Carlo divenne un candidato al seggio imperiale, ma per divenire imperatore del Sacro Romano Impero aveva bisogno dell'appoggio dei sette grandi elettori designati dalla Bolla d'oro per scegliere il capo dell'Impero. Per ottenerlo Carlo decise di pagare con le risorse provenienti dalle Americhe e facendosi prestare i soldi da diversi banchieri europei tra cui i Fugger. Il 27 giugno 1519 i sette elettori proclamarono Carlo V imperatore di un Impero su cui si dice che non tramontasse mai il sole.  

3Carlo V contro Francesco I di Francia e Solimano: le guerre in Italia e contro i Turchi

Il sogno di Carlo V era di creare e guidare un impero cristiano universale. In quest'ottica l'Italia esercitava sull'imperatore un fascino particolare: erede dell'impero romano e patria del Rinascimento, la penisola italica era con Roma il polo principale della fede cristiana di cui Carlo V era un fervente sostenitore. 

Carlo V, che possedeva l'Italia meridionale, nutriva mire espansionistiche nei confronti del Ducato di Milano che era un possesso dei Francesi dal 1515. Situato in una posizione strategica che comprendeva i passi alpini e i porti della Liguria, se conquistato avrebbe permesso a Carlo di collegare i domini imperiali del nord Europa con la Spagna e con i territori nel Sud Italia. 

Francesco I e Carlo V visitano l'abbazia di Saint Denis. Opera realizzata da Gros e conservata al Museo del Louvre di Parigi.
Francesco I e Carlo V visitano l'abbazia di Saint Denis. Opera realizzata da Gros e conservata al Museo del Louvre di Parigi. — Fonte: ansa

Nel 1521, dopo essersi accordato con papa Leone X, che non vedeva con favore il predominio francese in Italia, Carlo V d'Asburgo sconfisse le truppe del re di Francia, Francesco I e occupò Genova e Milano. Nel 1525 a Pavia sbaragliò l'esercito francese e fece prigioniero Francesco I, che nel 1526 fu costretto, prima di venir liberato, a siglare la pace di Madrid con la quale rinunciava a ogni pretesa sull'Italia. 

Il nuovo papa, Clemente VII, preoccupato dalla possibilità che Carlo V assumesse il controllo della penisola, si riavvicinò a Francesco I e nel 1526 formò la lega di Cognac con: 

  • Lo Stato di Venezia, timoroso di perdere la sua indipendenza
  • Quello di Firenze, alleato dei francesi
  • Genova, che aveva perso autonomia
  • Il duca di Milano Francesco II Sforza, che voleva governare da solo il Ducato
  • Il re d'Inghilterra, Enrico VIII, spaventato dal potere di Carlo V

O io sarò un imperatore da strapazzo, o lui sarà un misero re.

Carlo V su Francesco I
Clemente VII ritratto da Sebastiano del Piombo
Clemente VII ritratto da Sebastiano del Piombo — Fonte: ansa

Nel 1527 Carlo V d'Asburgo inviò in Italia un'armata di Lanzichenecchi, fanti mercenari tedeschi, per contrastare la lega di Cognac. I Lanzichenecchi approfittarono degli interessi divergenti degli Stati che componevano la lega e arrivarono sino a Roma: Clemente VII fu costretto a rifugiarsi a Castel Sant'Angelo e la città del papa fu saccheggiata. Questo evento è noto come sacco di Roma (6 maggio 1527), una definizione che rende bene l’idea della devastazione a cui fu sottoposta la città e che ufficializzò il declino di tutto il Paese.  

L'ondata di emozione sollevata in tutta Europa dal sacco di Roma finì per mettere in imbarazzo lo stesso Carlo V, che nel 1529 decise di siglare con il papa la pace di Barcellona, con cui otteneva il beneplacito per i territori in Italia. Nello stesso anno venne firmata la pace di Cambrai tra la Francia e l'Impero, con cui Carlo V d'Asburgo si vide riconoscere Napoli e Milano in cambio della rinuncia a favore della Francia della Borgogna.
Nel 1530 il papa incoronò a Bologna Carlo V re d'Italia e imperatore dei Cristiani sancendo il dominio imperiale sulla penisola.   

Clemente VII che incorona Carlo V; opera scultorea di Baccio Bandinelli e Giovan Battista Caccini.
Clemente VII che incorona Carlo V; opera scultorea di Baccio Bandinelli e Giovan Battista Caccini. — Fonte: ansa

Nel 1535 Carlo V iniziò una spedizione ad Algeri contro i Turchi come reazione alle devastazioni da loro compiute in Spagna e in Sicilia. Nello stesso anno scoppiarono nuovi scontri tra Impero e Francia per il possesso di Milano che portarono nel 1538, grazie alla mediazione del nuovo papa, Paolo III Farnese, alla tregua di Nizza, che assegnava la Savoia alla Francia e confermava Milano all'Impero.
Quando Francesco I attaccò di nuovo nel 1542, approfittando della sconfitta della flotta imperiale nel Mediterraneo a opera delle navi turche del sultano Solimano I, Carlo V penetrò in Francia giungendo a minacciare Parigi.   

Con la pace di Crépy del 1544 le clausole della tregua di Nizza furono confermate. Nel 1547 Francesco I morì e si racconta che Carlo V ne rimase molto dispiaciuto. Il figlio del defunto re di Francia, Enrico, si alleò con Solimano e mosse contro Carlo appoggiando rivolte in varie città italiane e assediando Napoli e la Toscana. Oltre ai Turchi ad aiutare Enrico, in una lotta che durò fino al 1555, c'erano gli altri acerrimi nemici di Carlo V d'Asburgo: i Protestanti

4Carlo V e la lotta ai Protestanti

Ritratto di Martin Lutero realizzato da Lucas Carnach
Ritratto di Martin Lutero realizzato da Lucas Carnach — Fonte: ansa

Sul fronte interno, Carlo V d'Asburgo fronteggiò per tutta la durata del suo regno le tensioni provocate in Germania dalla rivolta religiosa del teologo tedesco Martin Lutero.
Tra 1520 e 1521, quando si consumò la rottura definitiva tra Lutero e la chiesa di Roma dopo la Dieta di Worms, Carlo V decise di prendere posizione contro il teologo tedesco per cercare di mantenere intatta l'unità religiosa in Germania, il cuore dell'Impero.
Impegnato nelle guerre d'Italia e contro i Turchi, non poté impedire la diffusione della dottrina di Lutero. Nel 1532 fu anzi costretto a firmare a Norimberga la pace con alcuni principi tedeschi, che erano divenuti Protestanti e che si erano uniti militarmente nella lega di Smalcalda.
Per risolvere il problema dei Protestanti, Carlo V decise di:  

  • Avviare regolari colloqui religiosi per ricomporre la frattura tra Cattolici e Protestanti come quello del 1541 a Ratisbona
  • Intervenire militarmente contro la sempre più potente lega di Smalcanda, che metteva in discussione l'autorità imperiale

Capendo che non vi erano più possibilità di tornare all'unità religiosa in Germania, nel 1555 Carlo V d'Asburgo siglò con i principi protestanti la pace di Augusta in base alla quale i sudditi tedeschi avrebbero dovuto seguire la stessa religione del principe che li governava.
La pace decretò la fine dell'unità religiosa dell'Impero e la vittoria dei principi luterani.  

Non faccio guerra ai morti, riposi in pace: ormai è davanti al suo giudice.

Carlo V davanti al sepolcro di Martin Lutero

5La fine di un sogno

Ritratto di Carlo V a cura della scuola fiamminga
Ritratto di Carlo V a cura della scuola fiamminga — Fonte: ansa

La pace di Augusta sancì l'abbandono di un principio fondamentale della politica di Carlo V strettamente intrecciato all'idea di impero cristiano così come pensato dal sovrano asburgico: quello dell'unità religiosa. Logorato nel fisico e nel morale Carlo V abdicò nel 1556. Si ritirò nel convento spagnolo di Yuste, dopo aver affidato la corona d'Austria al fratello Ferdinando I e quella di Spagna al figlio Filippo II. Morì nel 1558

Si racconta che Carlo disse ai frati del convento di Yuste di celebrargli una cerimonia funebre e di pregare per la sua anima. Vi assistette egli stesso e chiese che tutto fosse fatto come se fosse già morto. L'imperatore, sul cui impero non tramontava mai il sole e che visse una vita di lotte, volle essere protagonista anche della sua morte