Caracciolo: lo sterminio degli ebrei è una leggenda

Di Barbara Leone.

Un ricercatore di Filosofia del Diritto dell'Università La Sapienza di Roma esprime le sue idee negazioniste nel suo blog e suscita numerose polemiche nel mondo universitario, nella politica e nella comunità ebraica

"L'olocausto è una leggenda sulla quale esistono solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio. Una leggenda utilizzata per colpevolizzare moralmente i popoli vinti. Anche le camere a gas, ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite, sono una delle tante verità da verificare": con queste parole, scritte sul suo blog, Antonio Caracciolo, ricercatore di Filosofia del Diritto dell'Università La Sapienza di Roma, ha suscitato un certo interesse da parte dei media, ma anche molte polemiche.

Il ricercatore della Sapienza si definisce un esponente del negazionismo e rivendica "il diritto dei negazionisti di poter esprimere le loro idee, senza finire in carcere". E ritiene che anche "i sei milioni di morti nei campi di concentramento" sarebbero una leggenda da dimostrare. Per le idee espresse nel suo blog ha "subito minacce, ricevuto insulti", ma dichiara "non mi interessa. Vado avanti: sono pronto a discuterne con chiunque. A chi mi dice che sono antisemita rispondo così: non ho mai capito il significato di questa parola".

Nello scorso anno accademico, Caracciolo ha svolto un corso di filosofia del diritto, nell'ambito del corso di laurea di II livello in Studi Europei. E si occupa di diversi blog, in cui espone le sue idee negazioniste. In più occasioni ha parlato della Shoah, dichiarando che "vi sia controversia storica sul numero dei morti di Auschwitz. Che siano sei milioni nessuno sembra più voglia seriamente sostenerlo. Che poi all'indubbia discriminazione e persecuzione di ebrei, zingari, omosessuali, disadattati, oppositori politici di ogni genere sia seguita in senso proprio anche la volontà di "sterminio" mediante "camere a gas" è cosa su cui io posso sospendere il giudizio in attesa di prove certe o in attesa di un mio personale ed informato convincimento".

Sulle leggi razziali ha dichiarato: "Le leggi razziali furono cose di 70 anni fa che si collocano in un contesto di 70 anni fa. Molti italiani, la stragrande maggioranza, hanno meno di 70 anni e quasi tutti gli italiani di oggi non hanno nessuna memoria diretta di quegli anni. A trarne profitto sono gli ebrei di età avanzata che sono diventati una sorta di eroi nazionali. Vengono portati in giro nei convegni e nelle scuole per raccontare quello che ricordano o pensano di ricordare".

Inoltre ritiene che "gli ebrei trarrebbero profitto dalla figura di Erich Priebke, ex ufficiale delle SS, condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Non si parli di giustizia e di giusta condanna, perché io non ne vedo di giustizia. Vedo solo vendetta. Mi chiedo cosa sarebbero gli ebrei romani senza i Priebke. Come potrebbero vivere senza nutrirsi della colpa altrui, o meglio della colpa che loro pensano il mondo intero abbia verso di loro. Su questa base fondano la loro tracotanza, la loro pretesa ad un risarcimento morale e materiale infinito".

Dopo aver appreso la notizia che le sue parole sono state riprese da un quotidiano italiano, Caracciolo ha scritto su uno dei suoi blog: "La mia posizione come cittadino e come studioso è che debbano avere tutta la loro vigenza costituzionale gli artt. 21 e 33 della costituzione, cioè: libertà di pensiero e libertà di ricerca. [...] Sono sempre stato assolutamente ligio ai miei doveri universitari: ciò che mi si chiede di fare faccio, ma ho sempre saputo che libertà di pensiero e di ricerca sono valori sacri per ogni studioso, grande o piccolo che sia, ma degno di questo nome. [...] Io sono qui a disposizione di chiunque abbia argomenti da porre. Non considero ricevibili insulti, stupidaggini e tutto ciò che è perdita di tempo. Le critiche sono state da me sempre bene accette, quando però sono critiche. Spesso non lo sono".

Ma le parole del professore non sono passare inosservate e le polemiche suscitate sono numerose. Luigi Frati, Rettore dell'Università La Sapienza, ha così commentato le dichiarazioni di Caracciolo: "Il professore Antonio Caracciolo farebbe bene ad andare a Dachau, dove io sono stato all'età di 16 anni, oppure, se non può recarsi all'estero, dovrebbe visitare almeno le Fosse Ardeatine". E successivamente ha dichiarato che l'Università si sta attivando "per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Caracciolo".

L'Unione degli Universitari ha immediatamente chiesto che l'insegnante venga allontanato dalla Sapienza, in quanto "crediamo che i programmi degli insegnamenti debbano avere dei punti fermi sulla storia del nostro Paese, perché lasciare spazio a questi veri e propri deliri negazionisti potrebbero avere ripercussioni pesanti nella cultura e nella coscienza della nostra società". Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha dichiarato: "Mi attiverò con il rettore affinché il professore venga sospeso. Chiederò ovviamente accertamenti. Ho letto che è anche iscritto a un club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso. Questo professore o è in malafede o non ha nessun fondamento culturale".

Per Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, "le notizie apparse oggi su Repubblica sono la drammatica conferma di quello che diciamo da tempo: la nostra missione è evitare che la memoria diventi storia e che si perda la forza che deve avere la comprensione dei fatti storici. La cosa che più mi preoccupa è che ci sono tanti casi di negazionismi non affermati con questa spudoratezza ma che vivono nell'ambiguità di posizioni di non coerenza, che sono anche peggiori di chi si assume la responsabilità di dirlo".

Per Marco Pomarici, presidente del consiglio comunale di Roma, "non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea, per di più, in un corso dove si insegna la Filosofia del Diritto. Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo, è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all'insegnamento e va allontanato". Secondo Umberto Croppi, assessore alla Cultura della città di Roma: "è necessario coltivare e approfondire il tema della memoria e la scuola riveste un ruolo fondamentale. Serve una presenza pedagogica su questo punto".

Infine Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana, commenta: "Ci sono molti "signor nessuno" che pensano di aver una ribalta e una notorietà cercando di sorprendere o di stupire. Questi signori devono sapere che i tempi dell'indignazione della protesta non hanno più senso. L'Italia, l'Europa, le Nazioni Unite hanno fatto propria la lezione della Shoah a tal punto che il 27 gennaio, Giornata della Memoria, è celebrata ovunque. Questi "signori" in alcuni paesi europei, purtroppo ancora non in Italia, sono perseguiti dalla legge per le tesi che sostengono. Ed è per questo che, come abbiamo fatto con altri, adiremo le vie legali".