Cappella Sistina: storia, descrizione e analisi degli affreschi di Michelangelo

Cappella Sistina: storia, descrizione e analisi degli affreschi di Michelangelo A cura di Sonia Cappellini.

Storia e descrizione della Cappella Sistina dipinta da Michelangelo Buonarroti, con immagini del Giudizio Universale, della Creazione di Adamo e della volta

1Perché si chiama “Cappella Sistina”?

Tutto inizia nel 1471, quando il ligure Francesco della Rovere viene eletto al soglio pontificio con il nome di Sisto IV. È un uomo astuto, ambizioso e coltissimo, amante dei libri e dell’arte, tanto che durante il suo pontificato Roma diventa il polo d’attrazione dei più importanti intellettuali dell’epoca. È lui infatti che arricchisce la biblioteca vaticana di preziosi classici e che la rende accessibile agli umanisti, è lui che crea il primo nucleo di quelli che saranno poi i musei capitolini ed è al suo nome che è legata la più grande impresa artistica del Rinascimento italiano

2Grande come il Tempio di re Salomone

Fotografia della Cappella Sistina
Fotografia della Cappella Sistina — Fonte: getty-images

Nella seconda metà degli anni settanta papa Sisto inizia a costruire la sua Magna Capella. I documenti non ci aiutano a stabilire con precisione la data d’inizio lavori e il nome dell’architetto che sovrintende all’opera ma la maggior parte degli studi converge sul 1477 e sul fiorentino Baccio Pontelli.
Le dimensioni sono grandiose: 40 m di lunghezza, oltre 13 di larghezza, quasi 21 al sommo della volta. Alcuni studiosi hanno ravvisato una impressionante similitudine con le misure e le proporzioni del leggendario tempio di Salomone a Gerusalemme. Evidentemente Sisto IV non intende essere da meno.

3La decorazione quattrocentesca della cappella Sistina

Vista da fuori la Cappella Sistina assomiglia a una fortezza, solida e austera, con finestre alte e strette e nessun parato decorativo. Tanto è semplice l’esterno quanto ricca e preziosa la decorazione interna. 

Sisto IV chiama a sé i più grandi talenti del tempo, tutti pittori toscani e umbri che gravitano nell’ambito di Lorenzo de’ Medici, e senz’altro redige personalmente un accurato programma iconografico.
Per il soffitto sceglie un cielo stellato di gusto un po’ medievale, sul tipo di quello che Giotto ci ha lasciato nella Cappella degli Scrovegni a Padova (ma quattro volte più grande!), negli spazi tra le finestre i ritratti a figura intera dei papi che lo hanno preceduto, sulla parete d’altare l’Assunzione al cielo della Vergine Maria, sulle pareti lunghe e sul lato opposto all’altare scene della vita di Mosè e di Cristo. 

Circoncisione del figlio di Mosè, affresco del Perugino situato nella Cappella Sisitina
Circoncisione del figlio di Mosè, affresco del Perugino situato nella Cappella Sisitina — Fonte: ansa

Com’è noto (e se non lo fosse lo sarà tra poco) la decorazione originale della volta e della parete d’altare non esiste più ma, a testimonianza del gusto e della raffinatezza della cultura figurativa sistina, restano sui lati lunghi i grandi riquadri con le storie dell’Antico e del Nuovo Testamento e dei rispettivi protagonisti.
Cristo e Mosè, il messia e il suo precursore, si guardano e si parlano dalle due pareti, ogni episodio che riguarda l’uno, richiama l’altro sull’opposto lato.
Alla circoncisione del figlio di Mosè corrisponde il battesimo di Gesù. Le tentazioni di Mosè si trovano di fronte a quelle di Cristo. Il passaggio del Mar Rosso allude alla vocazione degli apostoli che si svolge sulle acque di un lago e così via…

3.1Uno schema per capire meglio la cappella Sistina

Ecco come erano disposti gli affreschi della decorazione originale della Cappella Sistina. La posizione si riferisce all’osservatore che guarda verso l’altare.  

Lato corto - altare:   

  • Al centro: Assunzione di Maria vergine
  • A sinistra: Salvataggio di Mosè dalle acque del Nilo
  • A destra: Natività di Cristo

Questi dipinti non sono più visibili.  


Lato lungo a sinistra:   

  • Circoncisione del figlio di Mosè
  • Le tentazioni di Mosè
  • Il passaggio del Mar Rosso
  • Mosè riceve le tavole della legge
  • La punizione dei ribelli
  • Ultimi atti della vita di Mosè

Lato lungo a destra:   

  • Il Battesimo di Cristo
  • Le tentazioni di Cristo
  • La vocazione degli apostoli
  • Il discorso della montagna
  • La consegna delle Chiavi a Pietro
  • L’ultima cena, la crocifissione


Lato corto - opposto all’altare:  

  • Angeli e demoni si contendono il corpo di Mosè
  • Resurrezione di Cristo

Queste scene sono state ridipinte nel XVI secolo.  

La " Consegna delle Chiavi " del Perugino.
La " Consegna delle Chiavi " del Perugino. — Fonte: istock

4Nuovo papa, nuova volta

Sisto IV muore nel 1484, certamente soddisfatto della sua impresa. Non passano però molti anni che un altro Della Rovere, Giuliano, sale al soglio di Pietro. Nel 1503 è eletto papa Giulio II, nipote di Sisto, come lui ambizioso e come lui desideroso di lasciare nella storia un’impronta indelebile. Solo che per farlo è costretto a cancellare un po’ quella dello zio…

Ritratto di Michelangelo Buonarroti
Ritratto di Michelangelo Buonarroti — Fonte: ansa

Quel cielo stellato esprime un gusto un po’ antiquato e ormai ci troviamo nel Rinascimento maturo: non solo prospettiva e proporzione, è esploso anche l’interesse per i soggetti mitologici, per la figura nuda, gli artisti sono diventati degli intellettuali, si dibatte sulla preminenza delle arti e c’è un certo ombroso fiorentino che proclama la superiorità della scultura. Anche se poi non disdegna di praticare anche un po’ la pittura, l’architettura e la poesia.
Si tratta naturalmente di Michelangelo Buonarroti, giovane talento allevato nei giardini di Lorenzo il Magnifico (ancora lui!). Michelangelo ha già dato prova di sé lasciando in Vaticano una commovente Pietà e a Firenze alcuni dipinti nelle case di ricchi mercanti. Ecco dunque l’uomo giusto per Giulio II, quello che può rinnovare il “vecchio soffitto” della Sistina e nello stesso tempo progettare una grandiosa tomba da collocare proprio sotto alla cupola di San Pietro.   

5Michelangelo e le scene della Genesi

Seppur con riluttanza Michelangelo accetta nel 1508 l’incarico di eseguire sulla volta nove scene tratte dalla Genesi, insieme alle figure di profeti, sibille e antenati di Cristo.   

Le difficoltà non sono poche. La superficie è vastissima e Michelangelo rifiuta l’aiuto di collaboratori. La curvatura della volta comporta problemi di distorsione ottica. L’altezza determina costi molto elevati per i ponteggi. Infine il papa ha molta fretta che l’opera sia portata a termine.
L’artista, rivelando tutta la sua genialità, riesce a concludere gli affreschi nel 1511 impiegando meno di quattro anni.   

Le prime scene che Michelangelo esegue sono le ultime dell’ordine narrativo. Le figure sono numerose e di piccole dimensioni. Man mano che l’opera avanza l’artista procede a una semplificazione, le figure diventano più grandi e meno numerose. Prende confidenza con le grandi dimensioni e ha sempre meno bisogno di cartoni preparatori. Inoltre egli stesso progetta e mette a punto un ingegnoso ponteggio mobile che accorcia i tempi e riduce enormemente i costi.   

Immagine della volta della Cappella Sistina
Immagine della volta della Cappella Sistina — Fonte: ansa

Dal punto di vista figurativo tutta la volta è un inno al corpo umano, alla sua forza, bellezza, capacità espressiva. Ogni tipo di torsione viene sperimentato, ogni muscolo messo in evidenza come in una rappresentazione scultorea. Il nudo è indagato in tutte le sue forme. Il paesaggio naturale e lo sfondo architettonico passano del tutto in secondo piano.
I colori sono accesi, brillanti e cangianti.   

5.1Uno schema per capire meglio

Ecco l'elenco dei soggetti rappresentati da Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina. 

Fascia al centro della volta, dall’altare verso la parete di fondo: Scene della Genesi. 

  • Dio separa La luce dalle tenebre
  • Dio crea il sole e la luna
  • Dio separa la terra dalle acque
  • La creazione di Adamo
  • Dio crea Eva
  • Il peccato originale
  • Il sacrificio di Noè
  • Il diluvio universale
  • L’ebbrezza di Noè


Fasce esterne della volta:  

  • Profeta Giona
  • Profeta Geremia
  • Sibilla libica
  • Sibilla persica
  • Profeta Daniele
  • Profeta Ezachiele
  • Sibilla Cumana
  • Sibilla Eritrea
  • Profeta Isaia
  • Profeta Gioele
  • Sibilla delfica
  • Profeta zaccaria


Nei triangoli in corrispondenza delle finestre: Antenati di Cristo.

Ai quattro angoli della volta:  

  • Il castigo di Aman
  • Il serpente di bronzo
  • David e Golia
  • Giuditta e Oloferne

6Michelangelo e Il Giudizio Universale

Eccoci all’ultimo capitolo di questa incredibile storia. Michelangelo è ormai un uomo di sessantun’anni ma la sua grinta non si è affievolita. Un altro papa, Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, vuole mettere mano alla Cappella Sistina per rinnovare completamente la parete d’altare. Il grande artista non si tira indietro.
L’Assunzione della Vergine e le prime due scene dei cicli di Mosè e Cristo spariscono per sempre dietro la nuova parete che viene costruita a ridosso di quella originale per ospitare la mirabolante scena del Giudizio Universale

Sono anni complessi, con la riforma protestante il mondo cristiano occidentale ha vissuto il dramma dello scisma e ora la chiesa romana è costretta a ripensare se stessa, siamo nell’età della controriforma e da lì a pochi anni si aprirà il concilio di Trento sotto l’egida dello stesso papa. Questo clima si rispecchia anche nell’arte figurativa: non c’è più posto per le favole antiche e per quella rassicurante idea di fusione tra valori classici e moderni. Il Rinascimento è finito, ha ceduto il passo alla tensione e al dramma della maniera.    

La parete che Michelangelo affresca tra il 1536 e il 1541 si presenta come un grande vortice azzurro che travolge anche lo spettatore. Tutto parte dal centro dove Cristo, come un direttore d’orchestra, sollevando il braccio destro sembra dare impulso al movimento.
Egli si presenta come giudice, mostrando secondo le scritture le ferite delle mani e del costato. Accanto a lui Maria che sembra ritrarsi ma che rivolge lo sguardo verso il basso, verso quelli che la invocano nel suo ruolo di mediatrice.     

Intorno a questo nucleo centrale la folla dei santi martiri, quelli cioè che si sono già guadagnati di diritto il posto in paradiso. Molti di loro mostrano l'oggetto con cui sono stati uccisi e torturati: lo strumento di morte che diventa strumento di salvezza.
Subito sotto gli angeli che soffiano potentemente nelle trombe per risvegliare i morti. E infatti i morti si risvegliano. Eccoli che escono dalle tombe nell’angolo in basso a sinistra. Alcuni si sollevano leggeri, altri sono trainati dal potere della preghiera che prende visivamente la forma di una fune.    

In basso a destra il movimento opposto di chi non si salva. Demoni trascinano corpi verso il basso e li conducono all’inferno che è una perfetta citazione dantesca.   

Nelle lunette in alto gli angeli mostrano e conducono in gloria gli strumenti della passione. Il sacrificio di Cristo è necessario alla salvezza dell’uomo.    

"Il Giudizio Universale" di Michelangelo
"Il Giudizio Universale" di Michelangelo — Fonte: ansa

7La Sistina dopo Michelangelo

Sebbene il Giudizio Universale affronti temi dottrinali ed esprima un fervente sentimento religioso, Michelangelo non rinuncia al nudo, diventa anzi un mezzo indispensabile per manifestare la resurrezione della carne. Nel clima austero della Controriforma quei corpi però non godono più del favore d’inizio secolo. Qualcuno grida allo scandalo prima ancora che l’opera sia compiuta e dopo la morte dell’artista (1564) si invoca perfino l’abbattimento.
Le figure più “indecenti” vengono quindi in più fasi coperte da panneggi. Celebre l’intervento su alcune figure del pittore Daniele da Volterra che pur essendo un artista di grande talento, nonché uno dei più importanti seguaci del maestro Buonarroti, sarà sempre ricordato come il “braghettone”.
Ironia a parte, questa operazione, eseguita per altro con rispetto e timore reverenziale, ha quasi certamente salvato l’opera dalla distruzione. 

8Il restauro della cappella Sistina

Negli anni ottanta e novanta del Novecento la Cappella Sistina è stata oggetto di un grande intervento di pulitura. Per quasi cinquecento anni il fumo prodotto dai ceri si è depositato sulle pareti, offuscando così tanto i colori da farne perdere la memoria originaria. Tutte le immagini fotografiche antecedenti al restauro mostrano ad esempio un cielo grigio plumbeo al posto dell’azzurro splendente del Giudizio.

Restauratori durante le operazioni di pulitura degli affreschi
Restauratori durante le operazioni di pulitura degli affreschi — Fonte: ansa

Le prime immagini che vengono diffuse dopo l’inizio dei lavori suscitano un tale scalpore che di nuovo si grida allo scandalo. C’è addirittura chi teme che i restauratori abbiano ricoperto l’affresco con colori fasulli. Niente di più falso. Nessun colore è stato adoperato per alterare i dipinti, solo delicati foglietti di ovatta imbevuti di acqua distillata che, con pazienza e dedizione, sono serviti a pulire una superficie di oltre 2500 metri quadrati.

Ora che sapete praticamente tutto della Sistina vi chiedo di correre a vederla e di restare a guardarla in perfetto silenzio. Nessun libro, articolo, foto o video vi potrà mai restituire l’emozione della prima volta.  

Il Giudizio Universale 7 foto
Il Giudizio Universale