Calcolo e determinazione del costo prodotto

Di Redazione Studenti.

Situazioni particolari per il calcolo del costo di prodotto e determinazione preventiva del costo di prodotto

DETERMINAZIONE DEL COSTO DI PRODOTTO

Argomenti trattati: Le scelte necessarie - L'oggetto di calcolo dei costi - Le configurazioni di costo - Full Costing e Direct Costing - Metodi di imputazione delle Spese Generali di Produzione - Situazioni particolari per il calcolo del costo di prodotto - Determinazione preventiva del costo di prodotto


Situazioni particolari per il calcolo del costo di prodotto

Quando l'oggetto della nostra analisi è il costo di un singolo prodotto, possono verificarsi alcune situazioni particolari che devono essere trattate separatamente in quando non rientrano esattamente all'interno di quanto detto finora. Si tratta del caso delle produzioni congiunte e delle produzioni in corso di lavorazione alla chiusura dell'esercizio o comunque al termine del periodo preso come riferimento.
Per quanto riguarda le produzioni congiunte, esse si hanno quando all'interno di un certo reparto produttivo, abbiamo la produzione di un certo numero di beni per così dire principali da cui deriva però anche la produzione di materiale di scarto, gli scarti di lavorazione appunto. Se questi scarti di lavorazione non possono essere utilizzati in alcuna maniera e non possono essere commercializzati, il loro costo va inteso uguale a zero. Nel caso in cui, invece, gli scarti di lavorazione possano essere comunque commercializzati, il loro costo potrà essere determinato semplicemente ponendolo uguale al valore che si prevede di realizzare dalla vendita degli scarti stessi. In questo secondo caso quindi, per trovare il costo dei prodotti principali, dovremo prima togliere dal costo totale del reparto il valore che si prevede di realizzare dalla vendita degli scarti di produzione e poi potremo ripartire quel che resta tra i prodotti principali seguendo uno dei metodi di cui abbiamo già parlato.
Per quanto riguarda invece il caso in cui vi siano prodotti in corso di lavorazione alla chiusura dell'esercizio o del periodo di riferimento, dobbiamo possedere innanzi tutto:
• la percentuale di completamento dei prodotti (che nel nostro caso è detta anche percentuale di assorbimento costi) che erano in lavorazione all'inizio del periodo e che sono stati completati;
• la percentuale di completamento dei prodotti che sono in lavorazione alla chiusura del periodo e che verranno completati nel periodo successivo;
• il totale dei prodotti portati a termine nel periodo considerato. Il nostro obiettivo è determinare la quantità prodotta per poi determinare il costo unitario con una semplice divisione. Per trovare la quantità prodotta, dobbiamo sommare tra loro:
• la quantità totale di prodotti che sono stati terminati nel periodo di riferimento;
• la quantità di prodotti che sono in lavorazione alla fine del periodo, moltiplicati però per la percentuale di completamento e poi dalla somma dobbiamo togliere la quantità dei prodotti che erano in lavorazione all'inizio del periodo moltiplicati però per il complemento a 100 della percentuale di completamento. Un altro metodo che possiamo seguire, che rispecchia anche più chiaramente il ragionamento che sta dietro al calcolo, è quello che prevede la somma di:
• quantità di prodotti in corso di lavorazione all'inizio del periodo moltiplicata per il complemento a 100 della percentuale di completamento;
• quantità di prodotti iniziati e terminati all'interno del periodo di riferimento;
• quantità di prodotti in corso di lavorazione alla fine del periodo moltiplicata per la percentuale di completamento. Una volta determinata la quantità totale prodotta nel periodo di riferimento usando uno dei due metodi appena indicati, si potrà trovare il costo unitario di prodotto semplicemente dividendo il costo complessivo di reparto per la quantità totale prodotta.

Determinazione preventiva del costo di prodotto

Le procedure fin qui illustrate per determinare il costo dei prodotti sono procedure consuntive, che ci permettono cioè di rilevare il costo della produzione dopo che essa è stata ottenuta. Per poter formulare delle previsioni per il futuro (budget), è però importante essere in grado di determinare il costo di prodotto non a consuntivo, ma a preventivo (e tra l'altro questa è una delle grandi opportunità che ci offre la Co.An. al contrario della Co.Ge.).
In genere per determinare i costi a preventivo, cioè per formulare delle previsioni in merito al costo che sosterremo per produrre un certo bene, si usano due metodi:
- metodo del riferimento a dati storici;
- metodo dei costi standard.
Il metodo del riferimento a dati storici viene attuato prendendo come punto di partenza i costi di prodotto rilevati a consuntivo nel periodo precedente a quello per cui si vuole fare la previsione. Quindi ad esempio se si vuole prevedere il costo per la produzione di un certo bene in un certo anno, si prende come riferimento il costo che si è sostenuto per produrre quel bene nell'anno precedente. A consuntivo poi si vede se effettivamente il costo sostenuto è stato maggiore, minore o corrispondente a quello previsto. Il problema quando si sceglie questo metodo è che il costo che noi avevamo previsto non è il migliore possibile, ma è semplicemente il costo che avevamo sostenuto nell'anno precedente e quindi è poco indicativo, cioè ci dice solo se siamo andati meglio o peggio dell'anno precedente ma non ci dice se siamo effettivamente efficienti in termini assoluti.
Questo problema viene risolto determinando i costi a preventivo non facendo riferimento ai costi del periodo precedente, ma facendo riferimento ai cosiddetti costi standard.
I costi standard possiedono le seguenti caratteristiche:
predeterminati, infatti non sono definiti a consuntivo, ma a preventivo, cioè prima della produzione;
obiettivi, nel senso che costituiscono un obiettivo, sono cioè i costi che l'impresa dovrebbe riuscire a raggiungere per potersi definire efficiente;
parametrici, in quanto vengono usati a consuntivo come parametro di riferimento per stabilire se l'impresa è stata efficiente o meno;
ipotetici, in quanto ovviamente essendo a preventivo sono delle ipotesi che vengono formulate tenendo conto di tutta una serie di elementi come la capacità produttiva, la modernità delle macchine, la competenza del personale e così via. Ci sono vari tipi di costi standard, suddivisi a seconda del livello di efficienza a cui corrispondono.
Esistono quindi:
costi standard di base, cioè dei costi che si sosterranno se riusciremo a mantenere l'impresa su dei livelli di efficienza normali. Di solito quando un'impresa introduce per la prima volta il criterio dei costi standard, adotta i costi standard di base, che non sono destinati ad essere modificati entro breve tempo;
costi standard attesi, cioè dei costi che si potrebbero ottenere in condizioni di efficienza buone. Si tratta quindi di previsioni di costo più ottimistiche rispetto a quelle dei costi standard di base, ma comunque possibili da ottenere con le condizioni attuali, senza dover fare grandi cambiamenti o stravolgimenti, semplicemente adottando delle opportune misure nell'organizzazione dell'area produttiva. Siccome in questo caso si punta alla massima efficienza possibile, è molto probabile che anche un minimo cambiamento nelle condizioni costringa a cambiare anche le previsioni di costo, quindi i costi standard attesi sono molto più suscettibili di variazioni rispetto ai costi standard di base;
costi standard ideali, cioè i costi che si avrebbero se ci trovassimo in condizioni di efficienza ottime, che non è detto tra l'altro che siano materialmente raggiungibili dalla nostra imprese nelle condizioni attuali, anzi spesso queste previsioni sono fatte non per essere effettivamente raggiunte, cosa ritenuta impossibile, ma semplicemente per vedere quanto l'impresa riuscirà ad avvicinarsi alle previsioni stesse.
Da cosa dipende la scelta del tipo di costo standard da adottare? Beh, potremmo dire che dipende semplicemente dall'imprenditore, nel senso che è lui che decide se si accontenta di avere un'impresa in condizioni di efficienza normale, o se invece vuole puntare ad avere un'impresa che raggiunge sempre il massimo dell'efficienza possibile o se invece si pone degli obiettivi che materialmente non possono nemmeno essere raggiunti e che vengono posti semplicemente per vedere quanto l'impresa è distante dalla massima efficienza ottenibile in assoluto.
Il sistema dei costi standard si rivela efficace soprattutto se viene applicato a tutti i prodotti, cioè se per tutte le produzioni di stabilisce un costo ideale (che può essere, l'abbiamo visto ora, più o meno ideale) che poi si confronta con l'effettivo costo sostenuto a consuntivo.
E' importante inoltre che ci sia un costante controllo dei risultati consuntivi che devono essere confrontati con i costi standard, in modo da poter prendere provvedimenti in tempi rapidi nel caso in cui ci si renda conto che i costi reali sono troppo superiori a quelli previsti. Per poter effettuare questo controllo particolareggiato è di solito necessario non solo programmare attentamente la produzione, ma anche prevedere la presenza di un responsabile per ogni produzione che si occupi appunto di verificare i risultati e provvedere eventualmente a mettere in atto le necessarie manovre correttive.