Cagliari: musei da non perdere

Di Marta Ferrucci.

Exma, Galleria Comunale d'Arte, Grotta della Vipera, Museo di Mineralogia, Museo del Tesoro, Museo di Bonaria, Orto Botanico, Palazzo Viceregio

EXMA (Via S. Lucifero, 71 – Tel. 070666399; portatori di handicap, anziani oltre i 60 anni e bambini fino a 5 anni; Orario: tutti i giorni escluso il lunedì dalle ore 9 alle ore 20. L' EXMA è l'antico Mattatoio di Cagliari; la sua costruzione risale alla metà del secolo scorso. Il complesso si estendeva su una superficie più ampia, ridotta a causa dei lavori di ampliamento della Via Sonnino effettuati negli anni Trenta. L'ingresso principale era in Via San Lucifero ed era costituito da un ampio portale decorato da una protome bovina al centro e da due di montone ai lati, tutte in marmo. Attivo fino al 1966, attualmente è sede di mostre temporanee e, nella stagione estiva, di spettacoli.

Galleria Comunale d'Arte
(Giardini Pubblici - Tel. 070490727);Orario: tutti giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Ha sede nel verde dei giardini pubblici, in una palazzina neoclassica, che fungeva da polveriera e che è stata riadattata alla fine degli anni '20. La Galleria ospita le opere dei più significativi artisti sardi del XX secolo e un'aggiornata raccolta nazionale d'arte contemporanea di artisti degli anni '60 e '70. E' sede di prestigiose mostre temporanee. Il complesso ospita anche la Biblioteca di Studi Sardi e l'Archivio Storico.

Grotta della Vipera (Viale S. Avendrace - Tel. 070652130) Ingresso: gratuito. Orario: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.30.
Il sepolcro gentilizio, sito nei pressi della necropoli punica di Tuvixeddu, fu dedicato dal romano Lucio Cassio Filippo, tra la fine del I ed il II secolo d.C., alla moglie Atilia Pomptilla. La leggenda narra che, ammalatosi gravemente L.C. Filippo, la donna pregò gli dei così ardentemente da riuscire ad ottenere la salvezza del marito, morendo al suo posto. Fu così eretto questo tempietto sepolcrale nel quale, sulle spoglie di Pomptilla, furono deposte numerose e suggestive poesie che ne ricordano la storia. Il nome "Grotta della Vipera", già nota nel Seicento come "Cripta serpentum", ha origine proprio dai fregi dell'architrave: due serpenti, simbolo della vita eterna e della fedeltà coniugale.

Museo di Mineralogia, di Geologia e Paleontologia "G. Lovisato"
(Dipartimento di Scienze della Terra) Via Trentino, 51 - Tel. 0706757750. Il Museo Mineralogico e Paleontologico dell'Università di Cagliari nacque nel 1806 dalle ricche collezioni del Viceré di Sardegna Carlo Felice, già in esposizione dal 1802. Nel 1857 il museo diventò pubblico e, due anni dopo, fu diviso in Museo Archeologico e Museo di Storia Naturale. Nel 1864 la parte zoologica fu separata dal Museo Mineralogico e Geologico.

Museo del Tesoro ed Area Archeologica di S. Eulalia
Vico Collegio, 2 – Tel. 070663724; Orario: tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10 alle ore l3 e dalle ore 17 alle ore 20. Il Museo del Tesoro di S. Eulalia custodisce il ricco patrimonio storico-artistico e documentario della Parrocchia. E' stato realizzato mediante opere di trasformazione dei locali della sacrestia, in seguito alle quali sono state riportate alla luce importanti preesistenze archeologiche risalenti ai primi secoli dell'impero romano, tra le quali un tratto di strada lastricata, i resti di un edificio, un pozzo ed una cisterna dell'alto medioevo. Il Museo del Tesoro include numerosi argenti facenti parte del corredo liturgico , tra cui calici, pissidi, ostensori, croci professionali, crocifissi, corone di statue lignee ed altri oggetti minori provenienti da botteghe sarde e liguri operanti tra il XVI od il XIX secolo Di grande interesse sono le statue lignee, tra cui alcuni notevoli esemplari della bottega del Lonis ed un consistente gruppo di scuola napoletana, oltre a numerose opere di intagliatori locali.

Museo di Bonaria (Piazza Bonaria, 2), ingresso: Libero. E' gradita l'offerta. Orario feriali e festivi: tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 16,30 alle ore 18,30.
I doni offerti dai fedeli alla Madonna di Bonaria, costituiscono oggetto di una raccolta museale che recentemente è stata predisposta in nuovi e moderni locali. Il Museo raccoglie le testimonianze archeologiche del Colle di Bonaria , quadretti votivi di tema marinaresco risalenti al XVIII - XIX secolo, ex voto donati dai fedeli scampati alla schiavitù o al naufragio, antichi e preziosi modelli navali di pregevole fattura artigianale. In una sala attigua sono inoltre visibili i corpi mummificati di alcuni membri della nobile famiglia Alagon, morti di peste nel 1605 e sepolti nelle adiacenze del Santuario.

Orto Botanico (Viale S. Ignazio, 11 - Tel. 0706753501)
Orario feriali e festivi: dalle ore 8 e alle 13,30.
Il progetto iniziale dell'Orto Botanico risale al 1853, tuttavia, l'inaugurazione avvenne solo molti anni dopo, nel 1866.
Le caratteristiche microclimatiche dell'area hanno favorito l'acclimatazione e lo sviluppo di piante delle tre fasce vegetazionali della Sardegna e di specie provenienti da aree a clima mediterraneo e di piante tropicali .Di recente costituzione (1966) è il settore delle piante medicinali, che presenta 150 specie raggruppate in subsettori a seconda dei loro usi terapeutici. Si possono contare circa 600 alberi, con esemplari monumentali appartenenti ai generi Ficus, Phytolacca, Dracena, Casuarina, Eucalyptus, Dasylirion, Nolina. Interessante l'esemplare di Argania Sideroxylon Roem., endemica del Marocco, unico negli orti botanici italiani e forse europei.

Palazzo Viceregio
Piazza Palazzo - Tel. 070522588-1 (Cooperativa La Memoria Storica) Tel. 0704092440.
Orario: tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20. Dalla prima metà del secolo XIV il Palazzo fu occupato dalla residenza vicereale di Catalani e Aragonesi, alla quale si aggiunsero via anche gli uffici amministrativi e politici.L'intervento più importante è dovuto ai Savoia e comincia intorno al 1729-30 ad opera degli ingegneri militari piemontesi.Tra il 1799 e il 1815 il Palazzo ospitò la corte sabauda, "esule" da Torino per l'occupazione francese. Nel 1847 l'edificio perse la sua destinazione originaria fino a che fu acquisito dalla Amministrazione Provinciale (1855) che continuò le trasformazioni. All'interno gli elementi più significativi sono costituiti dalla volta dell'atrio, dallo scalone e dalle sale di rappresentanza.

Tra queste ultime il più importante è il Salone Consiliare decorato, fra il 1894 e il 1895, dal pittore perugino Domenico Bruschi , con soggetti legati a momenti alla vita dei Sardi dall'età romana a quella moderna, fino alla celebrazione allegorica dell'Isola che custodisce lo scudo dei Savoia. In un momento successivo (forse tra 1896 e il 1898) il Bruschi decorò la Sala Gialla con scene mitologiche e di danza.