Budget di produzione

Di Redazione Studenti.

I diversi tipi di budget: da quello degli investimenti a quello finanziario, economico e patrimoniale

Il budget del fabbisogno e degli approvvigionamenti di materie prime invece mira ad individuare quante materie prime devo comprare con riferimento ad ogni singolo periodo in cui viene suddiviso l'esercizio. Il calcolo viene fatto tenendo conto del fabbisogno, delle rimanenze iniziali di materie prime previste e delle rimanenze finali di materie prime che l'imprenditore desidera avere. La quantità di materie prime che deve essere acquistata infatti si ottiene sommando, per ogni materia prima, i consumi previsti e le rimanenze finali di materia prima desiderate e sottraendo quindi le rimanenze iniziali previste.

Il budget della manodopera diretta ha lo scopo di definire per ogni prodotto la quantità di ore di lavoro necessarie per la sua fabbricazione, il costo orario dell'operaio che si occupa della fabbricazione del prodotto e quindi con una semplice moltiplicazione il costo della manodopera diretta necessaria per la produzione del bene che prendo in considerazione. Questo ovviamente va fatto per tutti i beni e sommando tra loro i totali si arriva al costo annuo complessivamente previsto per la manodopera. Tra l'altro questo budget permette anche di stabilire di quanti operai ho bisogno perché una volta stabilito il numero di ore annualmente necessarie per produrre la quantità desiderata di un certo bene, posso sapere quanti operai mi servono semplicemente dividendo il numero di ore necessario per 1820 che è un numero fisso che indica in media quante ore annualmente un operaio lavora in azienda.

Infine il budget dei costi industriali riassume semplicemente i valori che abbiamo già trovato nelle altre parti del budget della produzione. Esso si divide infatti in due parti, il budget dei costi variabili industriali e il budget dei costi fissi industriali. Il budget dei costi variabili industriali è mira a determinare il costo totale di un certo prodotto con riferimento a un sottoperiodo dell'anno (di solito, come già detto, ogni mese), comprensivo di materie prime dirette, manodopera diretta, utenze e eventuali lavorazioni esterne. Quello sotto della stessa pagina invece è il budget dei costi fissi industriali che come si vede vengono suddivisi a seconda che siano strettamente legati all'attività produttiva intesa proprio come trasformazione fisico-tecnica (ammortamenti macchinari, stipendi del personale che dirige i reparti di produzione, etc.) o che siano invece attinenti all'area produttiva ma non strettamente legati alla trasformazione fisico-tecnica dei beni (stipendi della dirigenza dell'area produttiva, stipendi degli addetti alla manutenzione degli impianti, costo dei materiali per le manutenzioni, spese generali dello stabilimento come telefono, acqua, luce, gas, etc.).
Finora ci siamo occupati dell'area commerciale e produttiva, che sono in realtà le aree più importanti per un'impresa industriale, ma non dobbiamo dimenticare che se vogliamo arrivare a fare il budget economico, finanziario e patrimoniale d'esercizio dobbiamo necessariamente tenere conto anche delle altre aree dell'azienda, come l'area direzionale, quella amministrativa, quella finanziaria, quella di ricerca e sviluppo, quella dei rapporti con il personale e così via. Per ognuna di queste aree deve essere redatto il budget.
Un altro budget importante che deve essere fatto è quello degli investimenti. Infatti la pianificazione dell'attività deve avvenire sia con riferimento al breve periodo, che con riferimento al lungo periodo e la differenza sta proprio nel fatto che nei budget di breve visti finora non sono analizzati gli investimenti in beni durevoli, che invece vengono analizzati nel budget degli investimenti. Come struttura il budget degli investimenti è semplice: si tratta si stabilire, per ognuno degli anni compresi nel piano pluriennale, quali beni strumentali devono essere acquistati o costruiti e quali sono i relativi costi che dovranno essere sostenuti. Ovviamente esiste uno stretto collegamento sia con la programmazione di breve che con il budget finanziario che vedremo tra poco, infatti è dai vari budget di breve delle varie aree dell'impresa che emerge l'eventuale necessità di costruire nuovi impianti o di acquistare nuovi macchinari o di attuare campagne pubblicitarie, etc. mentre d'altra parte è dal budget finanziario che si capisce se si avranno a disposizione le risorse necessarie per far fronte al costo che la costruzione di impianti, l'acquisto di macchinari, la campagna pubblicitaria o quant'altro comporta. Il prospetto del budget degli investimenti lo troviamo a pag. 504, dove troviamo in realtà due prospetti distinti, uno tecnico in cui sono indicate le azioni che vengono intraprese e l'altro finanziario che riporta invece i costi che si dovranno sostenere per porre in essere le azioni programmate.
Andiamo ora a vedere il budget finanziario e poi possiamo dire di avere sostanzialmente finito visto che i due che restano, ovvero il budget economico e quello patrimoniale, non sono altro che il riassunto dei valori che abbiamo determinato mano a mano che abbiamo fatto i budget settoriali fin qui analizzati.
Prima di tutto va detto che il budget finanziario è quel budget che serve a individuare le variazioni nelle grandezze finanziarie conseguenti alle operazioni che abbiamo previsto di svolgere ed è di particolare importanza perché ci permette di verificare la fattibilità delle operazioni previste dal punto di vista finanziario, tenuto conto che c'è un limite alla possibilità di ricorrere all'indebitamento e che soprattutto un eccessivo indebitamento compromette l'equilibrio economico dell'impresa (eccessivi oneri finanziari pesano in maniera determinante sull'utile d'esercizio).
Il budget finanziario si divide in due parti tra loro collegate: il budget delle fonti e degli impieghi, che serve a verificare in linea generale la presenza di un'adeguata copertura finanziaria alle operazioni previste e il budget di cassa che mira a verificare mese dopo mese la disponibilità o meno della necessaria liquidità.
Il budget finanziario delle fonti e degli impieghi si presenta come un prospetto in cui compaiono a sinistra le fonti e a destra gli impieghi. Le fonti finanziarie sono il flusso di cassa (cash flow) dato dai ricavi monetari meno i costi monetari (oppure con metodo indiretto, dall'utile d'esercizio meno i ricavi non monetari più i costi non monetari), la vendita di immobilizzazioni, l'accensione di debiti, la riscossione di crediti concessi e gli aumenti di capitale proprio mentre invece gli impieghi sono gli acquisti di immobilizzazioni, i rimborsi di debiti, i crediti concessi e i rimborsi di capitale proprio. Ricordiamo, e questo è importante, che dal budget finanziario delle fonti e degli impieghi evidenziamo l'entità dei debiti verso istituti di credito e di questi debiti dobbiamo tenere conto quando andiamo a fare il budget economico, ovvero il conto economico preventivo, perché comportano di certo degli oneri finanziari di cui dobbiamo tenere conto.
Il budget finanziario di cassa invece mira ad individuare la disponibilità o meno di liquidità mese dopo mese, al contrario di quello per fonti e impieghi che faceva riferimento all'intero esercizio. La struttura del budget di cassa è molto semplice: si tratta di costruire una tabella in cui mese dopo mese si indicano le entrate monetarie, ovvero le effettive riscossioni, e le uscite monetarie, ovvero gli effettivi pagamenti e alla fine si fa la somma algebrica e si vede per ogni mese se avremo o meno la necessaria liquidità. Le imprese di maggiori dimensioni redigono tre budget di cassa separati: uno per le entrate, uno per le uscite e uno che riassume i due precedenti.
Infine, il budget economico e il budget patrimoniale, come già detto, non sono altro che un conto economico e uno stato patrimoniale redatti a preventivo inserendo i valori che derivano dagli altri budget che abbiamo visto finora. Sia il budget economico che quello patrimoniale possono essere redatti seguendo la struttura civilistica, ma anche riclassificandoli secondo il criterio che ci appare più opportuno e che scegliamo noi a nostra discrezione, le informazioni che questi documenti contengono sono infatti destinate a restare all'interno dell'azienda e quindi è la dirigenza che sceglie quale struttura adottare in base alle informazioni che desidera mettere in evidenza. Il consiglio è quello di redigere i due budget secondo la struttura civilistica e poi riclassificarli, se lo si ritiene opportuno, oppure semplicemente lasciarli così come sono.