Brutti voti in pagella? Gli studenti chiedono il trasferimento in istituti privati

Di Barbara Leone.

Alla fine del primo trimestre o quadrimestre sono parecchi gli studenti che si ritrovano con insufficienze che potrebbero compromettere l'intero anno scolastico e molte famiglie scelgono di trasferirli in istituti privati o paritari per evitare la bocciatura

Dopo l'arrivo delle prime pagelle, inizia la corsa degli studenti al trasferimento in istituti privati o paritari per cercare di non perdere l'anno scolastico. Il grido di allarme è stato lanciato da alcuni licei di Roma. Pare infatti che tra dicembre e febbraio siano parecchie le famiglie che scelgono di trasferire i propri figli, che hanno problemi in alcune materie, dalle scuole pubbliche a quelle private. Alcuni trasferimenti vengono chiesti sin dal mese di dicembre, quando gli studenti iniziato a comprendere di avere dei problemi che potrebbero compromettere l'esito dell'anno scolastico o quando hanno appena ricevuto la pagella del primo trimestre.

Altre famiglie invece aspettano la fine dei corsi di recupero nella speranza che le lacune del proprio figlio possano essere colmate entro l'anno per evitare la bocciatura. Secondo alcuni presidi degli istituti romani, comunque, almeno il 16% degli studenti, soprattutto quelli iscritti ai primi anni di scuola, dopo la consegna delle pagelle, chiede il trasferimento verso un'altra scuola. E l'80% di questi studenti viene trasferito in istituti privati o paritari per terminare l'anno scolastico.

La paura della bocciatura spinge molte famiglie a correre ai ripari. Mentre c'è qualcuno che preferisce far seguire al proprio figlio lezioni private durante il pomeriggio per recuperare nelle materie in cui si hanno problemi, altri preferiscono direttamente far cambiare scuola al proprio figlio prima che sia troppo tardi. E si rivolgono a istituti privati.

La scuola privata è sinonimo di promozione assicurata? Magari c'è qualcuno che potrebbe pensarlo, ma da questi istituti i dirigenti garantiscono che non è così. L'unica cosa che rende le scuole private o paritarie in un certo senso migliori delle altre è il fatto che in questi istituti gli studenti vengono seguiti maggiormente, come spiega Silvia Manieri, direttrice dell’istituto paritario Manieri-Copernico, al Corriere della Sera: "Offriamo un modello dove lo studente è più seguito individualmente. Abbiamo un rapporto quotidiano e diretto con le famiglie e siamo più vicini ai ragazzi in difficoltà. Già dalle medie non si fa un buon orientamento e spesso la scelta della scuola è dettata da criteri pratici, la vicinanza a casa per esempio, più che da scelte consapevoli". Per questo quindi molte famiglie dopo i primi mesi di scuola si ritroverebbero a dover chiedere il trasferimento in un altro istituto.

Ma se mantenere un figlio in una scuola privata è possibile per famiglie con un alto reddito, la stessa cosa non si può dire per le famiglie che hanno problemi economici e che stentano ad arrivare alla fine del mese. Ed allora se uno studente con problemi scolastici appartiene ad una famiglia che non può permettersi una scuola privata, cosa succede? Lo studente dovrà continuare a frequentare l'istituto pubblico al quale è iscritto cercando, con l'aiuto dei suoi professori o con l'aiuto di qualche amico o fratello più grande, di recuperare le insufficienze per non perdere l'anno scolastico. La soluzione auspicabile sarebbe quella di poter garantire anche a chi è iscritto alle scuole pubbliche di essere seguito maggiormente dagli insegnanti o di poter contare, senza problemi di organizzazione come accade in diversi istituti a causa della mancanza di fondi, sui corsi di recupero in tutte le materie necessarie per risolvere i propri problemi scolastici.