Jerome Seymour Bruner: la percezione e lo studio del pensiero

Di Redazione Studenti.

Introduzione alle teorie di J.S. Bruner, noto psicologo statunitense: gli studi sui diversi stili cognitivi e il confronto con la Gestalt, il Comportamentismo e la Psicoanalisi

Bruner, come Piaget, prende il dottorato e lavora ad Harvard. Studia psicologia sociale, compiendo studi sul pensiero e dopo aver incontrato Piaget e Lurja fonda il Centro di Studi Cognitivi.

Dopo la conferenza di Wood Hole si occupa anche di educazione e pedagogia, dando un nuovo indirizzo alla pedagogia.

Dal '72 si trasferisce ad Oxford e studia il rapporto mente – linguaggio, la cultura e la società.
La sua ricerca si articola in 4 diversi studi:
1. Percezione
2. Pensiero
3. Istruzione
4. Psicologia sociale

La Percezione
Bruner analizza e confronta le correnti che si erano sviluppate nel corso del '900, prendendo in considerazione la Gestalt, il Comportamentismo e la Psicoanalisi.
La Gestalt aveva analizzato la struttura del pensiero percettivo e l’attività del soggetto nell’organizzazione della percezione.
Nel ’33 tanti studiosi tedeschi, a causa delle leggi razziali, erano dovuti scappare dalle loro città, diffondendo così i loro studi, venendo a contatto con gli esponenti della Gestalt come Wertaimer e Koffa.
La Gestalt sottolinea l’importanza della presenza delle strutture innate nel soggetto, con una consequenziale messa in atto di queste da parte del soggetto stesso.

Il Comportamentismo si diffuse negli Stati Uniti, sottolineando l’aspetto fondamentale del comportamento osservabile e dell’oggettività che questo studio può avere.
Bruner critica la passività del soggetto, in quanto attraverso il condizionamento potevo manipolare il comportamento del soggetto. La Psicoanalisi sottolineava le pulsioni, le motivazione inconsce e i bisogni istintivi.

Bruner viene a contatto con la sfera dell’ inconscio, confrontando tutti gli studi sino ad ora compiuti, sempre in contraddizione tra di loro.
Bruner utilizza una nuova strada per studiare e conoscere la percezione, attraverso il metodo "New Look on Perception".
I fondamenti di questa teoria sono tre:
1. La percezione non è passiva, ma il soggetto compie una categorizzazione per semplificare la realtà ed economizzare energie. Organizzo in categorie attraverso l’inferenza e l’anticipazione, la prima mi consente di trasferire dei dati che conosco, mentre la seconda mi dà un quadro di riferimento.
2. Esistono dei fattori interni che hanno una funzione selezionatrice ed ordinatrice della realtà. I miei bisogni, le esperienze passare e le pulsioni incidono sulla categorizzazione.
3. Il riconoscimento percettivo è legato a fattori sociali e culturali. Il modo di vivere, il concetto di scienza, il linguaggio, la religione e l’etica influenzano la nostra categorizzazione.

Bruner riceve moltissime critiche dal mondo accademico, in tutti i tre punti che voleva mettere insieme. Per il comportamentismo, in vigore in tutte le università americane, non è vera la passività affermata da Bruner in quanto dato uno stimolo, è il soggetto che elabora una risposta e quest’ultima è soggettiva.
Per la Gestalt le strutture sono innate, quindi la struttura è data dal soggetto che organizza la realtà, mentre per Bruner era l’ambiente che influenza il soggetto.

Secondo Bruner il soggetto ha sia delle forme, delle strutture, sia dei valori trasmessi da società e da figure parentali, sia dalle aspirazioni proiettate, operando quindi una selezione di tutto ciò che proviene dall’esterno e che considero importanti.
Quindi se il soggetto seleziona i suoi interessi, opera in modo attivo sull’ambiente.

Bruner unisce gli aspetti più importanti delle teorie sino ad ora studiate affermando che:
Esistono strutture innate, pulsioni e fattori ambientali e culturali mi influenzano.
La percezione è dunque soggettiva in quanto legata alla mia cultura e alle mie esperienze.

Studio del Pensiero
Il pensiero si innesta usando sia la struttura cerebrale, sia il mio modo di essere e di operare. Esistono diversi stili cognitivi che utilizzano strategie cognitive operative per affrontare un problema.
Gli stili cognitivi sono individuali, le strategie invece legate all’ambiente.
Lo stile cognitivo determina una strategia operativa, che a sua volta determina una strategia cognitiva. La strategia cognitiva è legata all’ambiente.

Come opera il pensiero?
- Esame simultaneo o sincronico (tenere presenti due elementi)
- Esame diacronico in successione
- Messa a fuoco conservatrice
- Azione mediante tentativi ed errori


Queste strategie determinano il processo di inferenza, estendendo ad una situazione quello che ho imparato in un’altra, cogliendone le analogie.
Il processo di inferenza provoca delle ipotesi che devono essere convalidate attraverso l’esperienza o riflessione, riuscendo quindi ad elaborare un concetto.

Modalità conoscitive
Si integrano e si completano:
1. Pensiero analitico, logico discorsivo. Parte dall’emisfero sinistro, detto anche digitale.
2. Pensiero intuitivo, simbolico detto anche analogico, che risiede nella parte destra dell’emisfero.
Le due aree cerebrali hanno modalità conoscitive differenti e si devono integrare privilegiando a volte l’uno all’altro, ma mai da soli.

Le fasi di sviluppo
Secondo Bruner noi attuiamo un cambiamento qualitativo della struttura, non legata all’età, né in successione stadiale e per questo si pone in contrapposizione con Piaget.

1. Rappresentazione operativa:
rappresento il mondo attraverso azioni. Il pensiero ha una struttura operativa, quindi una successione di azioni.
2. Rappresentazione iconica: rappresento il mondo attraverso immagini e simboli concreti. Mi creo una rappresentazione del mondo basata su oggetti, immagini, simboli che hanno un riferimento dell’oggetto preciso.
3. Rappresentazione simbolica: rappresento il mondo attraverso un codice convenzione astratto.

Che cosa fa si che qualitativamente usi una rappresentazione anziché un’altra?
1. Evoluzione individuale
2. Ambiente in cui si cresce
3. Cultura di appartenenza

Nella società post - moderna, attraverso l’aria di sviluppo prossimale, si può avere accesso a più formazioni del pensiero (accelerando lo sviluppo).