Borsa di studio, hai barato? Arriva la Finanza

Di Tommaso Caldarelli.

Nell'ateneo di Pescara le Fiamme Gialle vogliono beccare gli imbroglioni dell'Isee

Accordo dell'università Gabriele d'Annunzio di Chieti-Pescara, il Comando regionale della GUARDIA DI FINANZA abruzzese e l'Agenzia per il diritto allo studio regionale: saranno effettuati dei controlli a campione fra tutti gli studenti per vedere se c'è qualcuno che ha barato nelle autocertificazioni ISEE per ottenere agevolazioni, borse di studio, canoni favorevoli nelle mense dell'ateneo. Saranno proprio le Fiamme Gialle a verificare la correttezza delle dichiarazioni degli studenti.

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ARRIVA LA FINANZA - Lo riporta il Messaggero, giornale di Roma, ma anche moltissimi media abruzzesi e dell'Italia centrale: "Caccia agli studenti-furbetti", è l'intenzione dell'ateneo. Con le tasse sempre più alte e i tagli ai fondi all'università e alla cultura sempre più massicci, l'Università si scaglia contro chi bara. "Dal prossimo primo marzo e per i successivi tre anni accademici", dice il giornale, "saranno attivati dei controlli a campione tesi ad accertare le veridicità delle dichiarazioni fornite dagli studenti universitari in sede di autocertificazione per usufruire di borse di studio, sussidi straordinari, mensa e rimborsi o esenzione dal pagamento delle tasse, sia universitarie che regionali".

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BASTA IMBROGLIONI - "L'azione della finanza", scrive il giornale locale Chieti Today, "vuole fungere da monito a tutti coloro che sono tentati dall'ottenere soldi senza averne un reale bisogno". In epoca di tagli infatti questi sussidi sono molto onerosi e "i beneficiari della borsa di studio, infatti, ricevono una quota alloggio che ammonta a circa 1.500 euro, più una per le spese di sostentamento che si aggira intorno alle 3 mila euro", ma sono moltissimi - in tutta Italia, a dire il vero - gli idonei non assegnatari, ovvero i soggetti che potrebbero usufruire di una borsa di studio ma che per mancanza di fondi rimangono solo con la mensa gratuita.

IDONEI NON ASSEGNATARI - "Ogni anno dei 34 mila studenti della D'Annunzio circa 3 mila fa richiesta per accedere alle borse di studio, ma l'azienda per il diritto agli studi universitari riesce a soddisfare solo la metà delle domande", dice il giornale online. Grazie ai controlli della finanza l'ateneo abruzzese spera di poter recuperare alcuni fondi da girare ai tanti idonei che però non possono ottenere il sostegno.

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