A metà della strada, Piazza Verdi è il ritrovo degli
studenti alla fine delle lezioni; piazza contesa per eccellenza, data
la compresenza del Teatro Comunale (e il suo pubblico), i ragazzi che
suonano i bonghi, gli spacciatori e la sede della polizia municipale...
immaginate lo show! Altra curiosità: dalla prima piazzolina
della via (dove c'è il chiosco dei gelati) si entra nel quartiere
ebraico, molto suggestivo e che merita di essere visitato.
Non molto lontano da Via Zamboni, in Via Castiglione, si trova l'Aula
Magna di S. Lucia, chiesa sconsacrata e grandiosa cornice degli eventi
principali universitari. Oltre che per le torri, Bologna è famosa
per le porte, i portici, i colli. Andiamo con ordine. Le porte: preziose
per l'orientamento in città, nate come presidio, regolavano l'andirivieni
di persone e cose e vi si riscuotevano le gabelle. Alcune di esse sono
scomparse quando l'ultima cinta delle mura è stata abbattuta.
Sono completamente distrutte le porte di S. Mamolo e di S. Isaia. Ci sono
ancora le porte Galliera, Mascarella, S. Donato, S. Vitale, Maggiore,
Castiglione, S. Felice, Lame. Le uniche due porte che hanno ancora i casseri
sono Porta Saragozza (che ospita la sede nazionale dell'Arci Gay) e porta
S. Stefano (occupata dalle tute bianche e altri gruppi studenteschi e
giovanili più di un anno fa, dando come nome al centro Atlantide).
I portici: in totale fanno 38 chilometri di strada al sicuro da pioggia,
neve e sole (ma non sempre dai piccioni!).
Anche su essi è scritta la storia della città: decorazioni,
tipo, altezza segnalano il prestigio del committente. I più lussuosi,
neanche a dirlo sono in Via Farini, Archiginnasio, e S. Stefano. Il più
lungo quello che collega la città al santuario di S. Luca, sui
colli. Tra i più antichi, quello in legno lungo Corte Isolani.
Citato da una canzone di Guccini (sapete quale, vero?!) il portico dei
Servi in Strada Maggiore ospita a Natale un piccolo mercato dove trovare
idee regalo e decorazioni in tema. Ma la lista appena fatta non rende
certo giustizia, ancora una volta starà a voi scoprire le particolarità
degli altri.
I colli: che dire se non che sono splendidi e perfetti per un pic-nic,
una gita in compagnia, una serata romantica (!!), un giro in moto o una
passeggiata (ai più arditi andarci in bici!). Le strade sono più
d'una, buona salita! Meno famosi ma altrettanto caratteristici sono i
canali: non si vedono, ma la città è interamente attraversata
da canali sotterranei; un tempo si potevano raggiungere via fiume le altre
città del nord Italia, via Castiglione era un fiume e i suoi portici
le rive e vicino porta Lame c'era perfino un porto!
Il tutto fu coperto nel dopoguerra con le macerie dei bombardamenti.
Ma c'è ancora qualche luogo dove si possono vedere i canali: in
Via Piella, da una finestrina, sembra di affacciarsi su Venezia; fate
una capatina anche in via Capo di Lucca, via della Grada e in via Bovi
Campeggi. ...dite la verità, questa non ve l'aspettavate da
Bologna, vero?! Per il resto (davvero non posso descrivervi tutto!) Bologna
è città di piazze, chiese, palazzi, grandi vie maestose
e piccole vie caratteristiche: da piazza S. Francesco (con l'imponente
chiesa) a S. Domenico, da piazza Malpighi a piazza Cavour, da via del
Pratello al Collegio di Spagna, dal mercato del venerdì e sabato
in Montagnola alle feste dell'Unità (e concerti e l'estivo Made
in Bo) del Parco Nord.
...certo, in realtà abbiamo parlato solo del centro ma il resto
della città ha altrettante cose da offrire. I quartieri,
anche quelli periferici, sono spesso dei piccoli paesi pieni di vita,
di attività organizzate per tutte le età, perfino pieni
di storia (la bolognina per eccellenza è famosa per certe decisioni
prese nella sezione di un certo partito...). Un consiglio: andate
a visitare il centro di quartiere dove abitate per saperne di più
sulle attività nella vostra zona.
L'ultimo, ma anche il più importante pensiero non può non andare
alla Stazione ferroviaria, certo non per dirvi dov'è, visto che
probabilmente è il primo posto che avete visto di Bologna, ma per quello
che rappresenta per questa città. Il crepaccio che si vede nella sala
d'attesa testimonia l'esplosione della bomba avvenuta il 2 Agosto 1980... una
ferita che nel cuore dei bolognesi come di chiunque ama questa città
e questa nazione non sarà mai rimarginata, dato che tante prove sono
servite poco a mettere in carcere i veri (e tutti) i colpevoli di quella strage...