A Bologna,
dal 24 ottobre al 28 novembre 2009, c'è
"Suoni dal Mondo",
Festival internazionale di musica etnica. Il Festival festeggia quest'anno la ventesima edizione: le tradizioni vocali della nostra penisola saranno ampiamente rappresentate, alternate a quelle da Kosovo e India del sud. Con la direzione artistica dell'etnomusicologo Nico Staiti, questa edizione del festival si articola in dieci sere di concerto; alcune si svolgeranno nell'Auditorium dei Laboratori DMS (via Azzo Gardino 65/a) e altri nell'Aula absidale di S. Lucia (via de' Chiari 23/a). In programma anche due incontri seminariali di approfondimento, a ingresso libero.

E' inoltre prevista, come l'anno scorso, la
trasmissione dei concerti in diretta, in streaming live on line, dal sito dipartimentale ad accesso libero:
www.muspe.unibo.it/live. La ventesima edizione di Suoni dal Mondo è realizzata dal Dipartimento di Musica e Spettacolo – centro CIMES con il contributo di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna – Settore Cultura e Rapporti con l'Università, Facoltà di Lettere e Filosofia; con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna; un ulteriore contributo arriva dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna; e con la collaborazione di Indian Council for Cultural Relation e Ambasciata dell'India-Roma.
Il Festival privilegia, come sua consuetudine, artisti i cui
repertori siano ancora vitali nelle comunità dove questi operano, chiamati ad animare momenti della vita sociale ritenuti di primaria importanza, al di fuori di ogni ambizione commerciale. Il
programma 2009 si apre con tarantelle e canti della Puglia, tre diverse realtà musicali tradizionali del Gargano: il canto polivocale delle donne di Ischitella, i sonetti su ritmo di tarantella della tradizione di Carpino, le tarantelle e le serenate di San Giovanni Rotondo (24 ottobre in Auditorium). Si prosegue con musiche balcaniche, presenza fissa al Festival da diversi anni, stavolta con un doppio concerto della Balkan Brass Band: straordinaria banda di ottoni serba, composta da musicisti rom molto popolari in patria (30 e 31 ottobre in Aula absidale). Amatissimi come musicisti e al tempo stesso disprezzati in quanto zingari, questi suonatori hanno portato l'arte di arrangiare melodie, per ensemble di strumenti a fiato, di qualunque provenienza, ad un livello di complessità e virtuosismo elevatissimo.
Poi, i canti dei poeti contadini della zona di Ribolla, nella maremma toscana (6 novembre in Auditorium): un canto alternato tra poeti che si sfidano in ottava rima, in maniera estemporanea, ma secondo codici rigorosamente formalizzati. La sera successiva, due tipologie di canto a cappella, di origine religiosa e laica: con il Miserere di Sessa Aurunca e con il trallallero ligure (7 novembre in Auditorium). Questi due concerti saranno preceduti da altrettanti
incontri laboratoriali di approfondimento, a ingresso libero:- venerdì 6 novembre ore 17 al Centro Andrea Costa (via Azzo Gardino, 48) "I segreti dell’improvvisazione in ottava rima" incontro con i poeti contadini, condotto da Elisabetta Lanfredini e Nico Staiti;
- sabato 7 novembre ore 17 in Auditorium "I canti sacri della tradizione popolare" la tradizione della Confraternita di Sessa Aurunca; seminario condotto da Pasquale Ago.
Ancora la voce sarà la protagonista di un doppio concerto con musicisti provenienti dall'India del sud: i repertori vocali con accompagnamento strumentale di canto carnatico, con Vatsumathi Badrinathan (doppio, 13 e 14 novembre, Auditorium). Il penultimo concerto (anch'esso doppio: 24 e 25 novembre in Aula absidale) ha per protagonisti musicisti con una grande familiarità con il palcoscenico; si tratta del ben noto Quartetto Novitango fondato nel 1987 dal pianista argentino Hugo Aisemberg e dedito principalmente al repertorio di Astor Piazzola. Un repertorio che fa del tango "popolare" la sua fonte di ispirazione melodica, innestata su linguaggi piuttosto lontani, come il jazz e la musica colta contemporanea. Infine, l'ultima sera, voci di donne albanesi nel Mediterraneo: una tipica coppia di cantanti e suonatrici di tamburello, mai apparse su un palco né mai uscite dal Kosovo, ma dotate di straordinario talento e competenza, precedute da tre cantanti arbresh della Basilicata (28 novembre in Auditorium).
Per
informazioni: CIMES tel. 051.2092418 –
www.muspe.unibo.it/cimes