Biografia di Giovanni Paolo II: dai primi passi nella Chiesa al pontificato e beatificazione

Biografia di Giovanni Paolo II: dai primi passi nella Chiesa al pontificato e beatificazione A cura di Edoardo Angione.

Biografia di Giovanni Paolo II: dai primi anni nella chiesa, l'elezione papale, i viaggi, la politica, il dialogo con le altre religioni fino alla sua morte

1Biografia di Giovanni Paolo II: gli inizi

Giovanni Paolo II durante un'udienza in Vaticano nel 1979
Giovanni Paolo II durante un'udienza in Vaticano nel 1979 — Fonte: getty-images

Giovanni Paolo II, il cui nome originale era Karol Józef Wojtyła (1920-2005), fu dal 1978 al 2005 il primo papa non italiano dopo 455 anni, ed il primo in assoluto di origini slave. Durante i suoi 26 anni di pontificato, Giovanni Paolo II tentò di promuovere il dialogo tra nazioni e tra religioni, spostandosi in tutto il mondo come nessun papa aveva mai fatto prima, e chiedendo perdono per le ingiustizie commesse in passato dalla chiesa cattolica.    

In particolare, Wojtila si adoperò molto per contrastare il regime comunista in Polonia, ed utilizzò la sua influenza globale per promuovere in tutto il mondo il riconoscimento dei diritti umani. Tra gli aspetti più controversi di Giovanni Paolo II, canonizzato nel 2014, ci furono la sua concezione fortemente centralizzata del papato ed il suo estremo tradizionalismo riguardo alla morale cattolica e alle dottrine ecclesiastiche, che contribuirono ad allontanare alcuni segmenti della società laica dalla chiesa.    

Quando Wojtyla era ancora un bambino, il suo paese, la Polonia, stava attraversando un breve periodo di libertà ed indipendenza, che andava dalla sconfitta dell’Armata Rossa (1920) all’invasione nazista nel 1939. La sua città, Wadowice, si trovava a soli 24 km da Auschwitz ed era abitata da 10.000 persone, in maggioranza cattolici, ma con una forte componente ebraica (2.000 persone). Il padre di Wojtyla, anche lui chiamato Karol, era un militare dell’armata polacca. Sua madre e suo fratello erano morti quando il futuro papa era ancora molto giovane.    

Ghetto di Cracovia controllato da sottufficiali della Polizia durante l'occupazione nazista
Ghetto di Cracovia controllato da sottufficiali della Polizia durante l'occupazione nazista — Fonte: ansa

Il giovane Karol andò a vivere a Cracovia per fare l’università, ma il 1 settembre del 1939 il paese fu sconvolto dall’invasione nazista. Non soltanto gli ebrei, ma anche i leader religiosi e culturali della Polonia cattolica vennero deportati in massa dai nazisti, che consideravano gli slavi una razza inferiore. Wojtila ed il padre provarono a scappare verso est, per scoprire che la parte orientale della Polonia era stata nel frattempo invasa dai sovietici. In questo periodo, pur continuando a studiare in clandestinità, il futuro papa lavorò in una fabbrica chimica. Wojtyla trovava anche il tempo per scrivere copioni teatrali a tema nazionalista ed iniziare ad interessarsi in modo sempre più appassionato alla spiritualità cattolica.  

2I primi anni nella Chiesa

Wojtyla Cardinale in un villaggio di Cracovia nel 1978
Wojtyla Cardinale in un villaggio di Cracovia nel 1978 — Fonte: getty-images

Dopo aver perso suo padre nel 1941, Wojtyla intraprende a partire dal 1942 la strada per diventare prete. Segue i seminari (all’epoca illegali) dell’arcivescovo di Cracovia Adam Sapieha, presso cui si rifugia per evitare di essere arruolato forzatamente dai nazisti, che verso la fine della guerra, nel 1944, rastrellavano le città della Polonia in cerca di uomini in grado di combattere. Dopo la fine della guerra (1945), la Polonia si avvia ad entrare nel blocco sovietico, tramutandosi in un regime comunista fortemente ostile al cattolicesimo, praticato dalla maggior parte dei polacchi. In questi anni Wojtyla viene finalmente ordinato prete (1946) e si reca a Roma, dove studia teologia per due anni, conseguendo il suo primo dottorato. Nei seguenti 10 anni, il giovane prete studia ed insegna filosofia e teologia a Lublino, continuando contemporaneamente a scrivere poesie e a pubblicare articoli in forma anonima su una grande varietà di argomenti.

In questi anni, il futuro papa scrive il suo primo saggio, Amore e Responsabilità (1962), dedicato all’amore coniugale, che farà un certo scalpore. Riesce inoltre ad organizzare la vita della sua comunità cattolica nonostante le restrizioni del regime comunista, organizzando ad esempio escursioni con messe all’aperto, contravvenendo alle leggi del regime, che consentiva la celebrazione della messa soltanto all’interno di chiese. Le autorità ecclesiastiche apprezzano da subito l’impegno del prete, nominandolo vescovo ausiliario di Cracovia dal 1958, e poi arcivescovo di Cracovia durante il Concilio Vaticano Secondo (1962). A questo punto Wojtyla inizia a lavorare in una commissione sullo studio dei problemi della famiglia e della natalità, sviluppando un netto rifiuto della contraccezione artificiale, che avrà un forte peso nell’enciclica di papa Paolo VI Humanae Vitae (1968). Nel 1967 il papa nomina Wojtyla cardinale. 

3Wojtyla cardinale

Cardinale Wyszynski con il Cardinale Wojtyla (Papa nel 1978)
Cardinale Wyszynski con il Cardinale Wojtyla (Papa nel 1978) — Fonte: getty-images

Negli anni del cardinalato, Wojtila si adopera instancabilmente per la causa del cattolicesimo in Polonia, riuscendo ad ottenere il permesso per la costruzione di una nuova chiesa a Cracovia nel 1977, chiedendo (e spesso ottenendo) permessi per svolgere processioni tradizionali per le strade, e celebrando messe all’aperto in più occasioni. Nel suo più importante testo filosofico, Persona e Atto (1969), scritto in questi anni, il futuro papa sostiene che sono le azioni morali, e dunque non soltanto i pensieri o le parole, a definire le persone.

Non potendo accedere ai media ufficiali polacchi, Wojtyla e gli altri leader della chiesa del paese vanno sviluppando in questi anni uno stile comunicativo nuovo, destinato a rivoluzionare il rapporto della chiesa con i fedeli: viaggiano di continuo, stanno in mezzo alle persone, comunicano con le folle. È in questi anni che Karol Wojtyla elabora quella capacità comunicativa che in seguito gli avrebbe garantito il consenso e la simpatia delle masse a livello globale che gli consentiranno di passare alla storia rivoluzionando il ruolo e lo stile comunicativo del papato nel mondo.   

4L'elezione papale

Alla morte di Paolo VI (agosto del 1978), il Collegio dei Cardinali elegge il veneziano Albino Luciani come Papa Giovanni Paolo I (nome scelto in onore dei due papi del Concilio Vaticano II). Morirà dopo appena 33 giorni. In questi anni la chiesa è fortemente divisa, e le fazioni del conclave successivo vedono in Wojtyla un ottimo compromesso. Relativamente giovane ed energico da poter piacere ai giovani, è anche sufficientemente tradizionalista riguardo alla disciplina della chiesa (messa in crisi, secondo molti, durante il Concilio Vaticano II), ma allo stesso tempo relativamente di larghe vedute. Eletto il 16 ottobre del 1978 come Giovanni Paolo II, Wojtyla era il primo papa non italiano a salire sul soglio pontificio dai tempi dell’olandese Adriano VI (1522-23).

Nella scelta del nome Giovanni Paolo II, esattamente come il suo predecessore morto prematuramente, il nuovo papa esprime continuità con le riforme del Concilio che tanto avevano rivoluzionato la chiesa nel scorso decennio (rendendo possibile la messa in lingua volgare ed una maggiore partecipazione dei fedeli al rito). Nel corso della sua omelia del 22 ottobre del 1978, Giovanni Paolo II pronuncia più volte le parole “non abbiate paura”, una frase che nella Bibbia annuncia la venuta di Cristo, ma che anticipa anche molti dei temi che avrebbero contraddistinto il papato di Wojtyla, che avrebbe lottato per il riconoscimento dei diritti umani in tutto il mondo.

5I viaggi e la politica

Giovanni Paolo II accolto dalla folla in Messico il 7 febbraio 1979
Giovanni Paolo II accolto dalla folla in Messico il 7 febbraio 1979 — Fonte: getty-images

Il pontificato di Giovanni Paolo II sarà contraddistinto da viaggi continui, tutti dal forte significato politico. Durante il suo primo viaggio, in Messico (gennaio del 1979), il nuovo papa attira folle di milioni di persone affrontando temi come la lotta per i diritti umani e la libertà religiosa, temi controversi in America Latina. Pochi mesi dopo è in Polonia, dove incoraggia il clero a lottare per la propria libertà, e poi in Irlanda e negli Stati Uniti, dove condanna la violenza religiosa e denuncia gli sfruttamenti del capitalismo americano. In Turchia, il papa incontra il leader nominale della chiesa ortodossa (presente in quasi tutti gli stati membri dell’Unione Sovietica): un passo importante per l’integrazione tra chiese cristiane in chiave anti-comunista. Nei successivi 10 anni, il papa continuerà a viaggiare instancabilmente in tutto il mondo. Nel frattempo, per impedire che l’impatto politico del cristianesimo venga alterato da questioni politiche locali, proibisce ai preti di partecipare attivamente ai partiti politici. 

L'attentato a Giovanni Paolo II a Piazza San Pietro il 13 maggio del 1981
L'attentato a Giovanni Paolo II a Piazza San Pietro il 13 maggio del 1981 — Fonte: getty-images

Il 13 maggio del 1981, Giovanni Paolo II è vittima di un attentato quasi letale da parte di un giovane uomo turco, Mehmet Ali Agca. L’opinione pubblica, pur senza che ci fossero prove convincenti, collegò l’attentato all’Unione Sovietica, che in questi anni stava tentando in ogni modo di contrastare il sindacato cattolico Solidarnosc in Polonia. Ad un anno di distanza, Giovanni Paolo II, dopo aver pubblicamente perdonato il proprio attentatore, compie un pellegrinaggio a Fatima, dove subìsce un ulteriore attentato da parte di un prete ordinato dall’arcivescovo francese dissidente Marcel Lefebvre.      

Nel dicembre del 1989, Mikhail Gorbachev è il primo leader sovietico ad entrare in vaticano in visita ufficiale, due anni prima del collasso finale dell’Unione Sovietica. Per tutti gli anni ‘80, il papa aveva mantenuto uno stretto contatto con i leader polacchi e sovietici, impegnandosi con decisione affinché Solidarnosc, movimento clandestino e principale incarnazione politica del cattolicesimo polacco ostile al regime comunista, non ricorresse mai alla violenza. Questa apertura al dialogo ispirerà altri movimenti analoghi in molti paesi del blocco sovietico. 

In altri ambiti, le iniziative politiche di Giovanni Paolo II non ebbero particolare successo: in particolare quando critica apertamente la politica estera degli Stati Uniti o l’embargo contro Cuba, dove incontrerà un altro leader comunista, il presidente Fidel Castro, nel 1998. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, Giovanni Paolo II non smetterà mai di criticare ciò che secondo lui sono gli effetti più negativi del materialismo capitalista occidentale: il consumismo, la pornografia, l’accettazione dell’aborto e dell’eutanasia, l’indifferenza nei confronti della povertà e della fame, la fede cieca nella tecnologia come soluzione di tutti i problemi.

6Il dialogo con le altre religioni

Assisi: Giovanni Paolo II e Bartolomeo I in occasione della giornata di preghiera per la pace
Assisi: Giovanni Paolo II e Bartolomeo I in occasione della giornata di preghiera per la pace — Fonte: getty-images

Nel 1986, Giovanni Paolo II invita ad Assisi i leader delle maggiori religioni del mondo per una preghiera universale per la pace nel mondo. L’iniziativa suscita molte critiche da parte dei rappresentanti più conservatori di tutte le religioni (a cominciare dallo stesso cattolicesimo).  

Negli anni ‘90 seguono una serie di incontri con l’ebraismo e con l’Islam. A rendere queste iniziative più credibili c’è anche il fatto importantissimo che il papa chiede pubblicamente perdono per i peccati dei cattolici del passato, come le crociate, il colonialismo, i roghi di eretici, etc. Il papa, che considerava gli ebrei come dei “fratelli maggiori” del cristianesimo, nel 1990 dichiara l’antisemitismo un peccato contro dio e l’umanità.

Nel 2000 Giovanni Paolo II incontra al Cairo il Grande Imam di al-Azhar, una delle massime autorità dell’islamismo sunnita, e l’anno dopo visita la Moschea di Damasco, stabilendo un nuovo primato: è il primo papa a mettere piede in una moschea, dove addirittura prega insieme ad alcuni chierici musulmani. Con più di 50 incontri con leader musulmani, Giovanni Paolo II dialogherà con l’Islam molto di più rispetto a tutti i papi del passato messi insieme

A maggior ragione, gli sforzi del papa non mancano nei confronti delle altre chiese cristiane: Giovanni Paolo II incontra personalità della chiesa anglicana, delle chiese luterane in Germania e Svezia, e prova in vari modi a sanare lo scisma orientale del 1054 con la chiesa ortodossa, pur non riuscendo mai, in particolare, a dialogare con la diffidente chiesa ortodossa russa. 

7Gli ultimi anni

Immagine di Giovanni Paolo II e la sua famosa frase durante i funerali del 2005
Immagine di Giovanni Paolo II e la sua famosa frase durante i funerali del 2005 — Fonte: getty-images

Giovanni Paolo II, che era sempre stato un uomo robusto e vigoroso, inizia a subire i pesanti effetti del morbo di Parkinson dall’inizio degli anni ‘90. Il papa accetta la sua sofferenza e decide di non rallentare la sua attività, continuando a viaggiare e ad attirare folle praticamente fino alla fine. Dal 2003 inizia ad apparire in pubblico soltanto da seduto, e dal 2005 la sua voce si affievolisce: morirà il 2 aprile di quell’anno. I suoi funerali a Roma richiamano milioni di fedeli, pellegrini e leader politici da tutto il mondo. 

Funerali di Giovanni Paolo II a San Pietro a Roma, l'8 aprile 2005
Funerali di Giovanni Paolo II a San Pietro a Roma, l'8 aprile 2005 — Fonte: getty-images

Il suo successore, papa Benedetto XVI, avvia nel maggio del 2005 il processo per la beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II, nonostante le regole prevedano che passi un periodo di almeno 5 anni dalla morte di un santo. Nel 2011, il vaticano riconosce, ai fini della canonizzazione, un miracolo compiuto dal Giovanni Paolo II (il guarimento di una monaca francese, anche lei affetta dal morbo di Parkinson). La beatificazione avviene il 27 aprile del 2014.

Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.

Giovanni Paolo II