Alla base del movimento della Bauhaus c'è l'idea dello spazio-tempo, continuo e mobile, in accordo con le tendenze dinamiche che hanno introdotto la dimensione del tempo nell'arte

Scuola di architettura e d’arte applicata, la "Statliches Bauhaus Weimar" fu ideata e creata dall’architetto Walter Gropius nel 1919. Scuola democratica fondata sul principio della collaborazione reciproca tra maestri e allievi, mirò a creare un’unità culturale, espressione della civiltà moderna ed industriale, attraverso un accordo tra la produzione in serie e le leggi eterne della materia: premesse che superano l’antico antagonismo tra artista ed artigiano, nel momento in cui sorgono un’estetica industriale e un linguaggio formale collettivo. In linea con le esperienze di Morris e del Deutscher Werkbund, la Bauhaus propone una "sintesi" di arte, artigianato e industria: realizzare prodotti funzionali e allo stesso tempo di elevato valore estetico per la società di massa.

Base d’insegnamento nei corsi superiori è l’idea dello spazio-tempo, continuo e mobile, in accordo con le tendenze dinamiche che hanno introdotto la dimensione del tempo nell’arte.

Alla Bauhaus insegnarono, direttamente o attraverso le pubblicazioni edite dalla stessa Bauhaus, pittori, scultori, scenografi, designer, come Paul Klee, Johannes Itten, Piet Mondrian, Oskar Schlemmer, Vassilij Kandisky, Lyonel Feininger, Mies van der Rohe, Josef Albers, Marcel Breuer.

Nel marzo del 1919, Walter Gropius, direttore della Bauhaus a Weimar, pubblica il manifesto-programma della Bauhaus con la Cattedrale di Lyonel Feininger come frontespizio. Ai professori della vecchia Accademia vengono affiancati nuovi maestri chiamati da Gropius: Lyonel Feininger, Gerhard Marcks e Johannes Itten.

Nel 1920, Itten assume la direzione dei laboratori di falegnameria, del metallo, della pittura murale, della pittura su vetro e della tessitura. Tuttavia, i rapporti tra Gropius e Itten non furono mai dei migliori. Infatti qualche anno più tardi, nel 1923, Itten lascia la Bauhaus e viene chiamato l’ungherese Moholy-Nagy, proveniente dal campo costruttivista. Con la direzione di Moholy-Nagy, si svilupparono all’interno della Bauhaus esigenze nuove come la funzionalità d’impiego e quindi una maggiore praticità d’uso dell’oggetto, abbandonando così il principio formale di una struttura rigidamente geometrica.

Successivamente, nel 1925, la scuola si dovette trasferire da Weimar a Dessau nella nuova sede progettata dallo stesso Gropius.

Nel marzo 1928, Gropius annuncia le sue dimissioni dalla direzione della Bauhaus e Bayer, Breuer e Moholy-Nagy abbandonano con lui la scuola. Su proposta dello stesso Gropius, Hannes Meyer venne nominato nuovo direttore del Bauhaus.
Successivamente, nel giugno del 1930, prendendo a pretesto la situazione politica nella scuola, il sindaco Hesse licenzia Hannes Meyer.

Con la direzione di Moholy-Nagy, si svilupparono all’interno della Bauhaus esigenze nuove come la funzionalità d’impiego e quindi una maggiore praticità d’uso dell’oggetto, abbandonando così il principio formale di una struttura rigidamente geometrica.

Successivamente, nel 1925, la scuola si dovette trasferire da Weimar a Dessau nella nuova sede progettata dallo stesso Gropius.

Nel marzo 1928, Gropius annuncia le sue dimissioni dalla direzione della Bauhaus e Bayer, Breuer e Moholy-Nagy abbandonano con lui la scuola. Su proposta dello stesso Gropius, Hannes Meyer venne nominato nuovo direttore del Bauhaus.
Successivamente, nel giugno del 1930, prendendo a pretesto la situazione politica nella scuola, il sindaco Hesse licenzia Hannes Meyer.
Mies Van der Rohe, che diventa il nuovo direttore, focalizza l'insegnamento della scuola sull'architettura e regola severamente le attività politiche degli studenti. Questi sono ormai gli ultimi anni di vita della Bauhaus.

Gli eventi storici incalzanti (la diffusione del partito nazista che fortemente osteggiava la Bauhaus considerata la "cattedrale socialista") causarono prima la chiusura nel 1932 della sede di Dessau e, successivamente, la soppressione definitiva della sede di Berlino nel 1933 che ebbe come conseguenza l’emigrazione in tutto il mondo della maggior parte dei suoi esponenti.