Le basi pedagogiche di Bruner

Di Micaela Bonito.

Oltre la scuola attiva. Le idee principali di Bruner. Il pensiero di Dewey e critiche di Bruner.

Argomenti trattati: orientamenti della psicologia americana nel primo 900 - evoluzione - cultura e istruzione - oltre la scuola attiva - basi pedagogiche di Bruner - Caduta del Mito



OLTRE LA SCUOLA ATTIVA
--> basi pedagogiche di Bruner

Nasce la necessità di aggiornare i programmi scolastici. Bruner si pone problemi di natura pedagogica e considera due esigenze:
- mettere a punto una strategia didattica capace di andare al di là dell’esperienza immediata (Dewey);
- studiare una metodologia capace di andare al di là dell’evoluzione spontanea dello sviluppo mentale (Piaget).

Pensiero di Dewey e critiche di Bruner:

  1. processo educativo: tutta l’educazione si svolge nel senso di una progressiva partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale;
  2. concetto della scuola: dato che l’educazione è un processo sociale, la scuola è semplicemente una forma di vita comunitaria e l’educazione è vita essa stessa e non preparazione alla vita futura;
  3. oggetto dell’educazione: la vita sociale del fanciullo è il principio unificatore di tutta la sua educazione e del suo sviluppo;
  4. metodo educativo: la legge che indica come devono essere presentati e svolti i contenuti dell’insegnamento è quella implicita nella natura stessa del fanciullo;
  5. l’educazione è il metodo fondamentale di ogni progresso e riforma sociale.

In sintesi: la posizione di Dewey può essere ricondotta al principio della continuità dell’educazione con la vita sociale e al principio del suo adeguamento allo sviluppo psicologico del soggetto.
Ma Bruner vede questo giudizio inadeguato alla società contemporanea:

  1. il presupposto di un’armonia tra individuo e società è stato sconfessato dall’avvento di regimi totalitari e dallo sviluppo tecnologico che porta all’alienazione --> senso delle alternative: l’educazione deve portare a contatto con visioni del mondo diverse e spingere l’individuo ad esplorarle;
  2. la scuola deve essere vita, ma deve introdurre esperienze nuove, non in rapporto di continuità con quella precedente;
  3. i contenuti devono superare i contenuti dell’esperienza per condurre il soggetto alle grandi idee organizzatrici delle singole discipline;
  4. l’esperienza scolastica non è spontanea, naturale o sociale, ma dev’essere predisposta secondo precisi obiettivi di crescita culturale;
  5. la scuola è sì il mezzo fondamentale della riforma sociale, ma deve trasmettere a tutti i linguaggi fondamentali con i quali si accede al sapere.

Critiche a Piaget:

  1. P si è limitato a descrivere il processo di maturazione delle strutture mentali trascurando i fattori che possono agevolare la crescita e il potenziamento dello sviluppo;
  2. lo sviluppo mentale non disegna una linea continua ma è più che altro una serie di scatti e di pause (gli stadi non sono collegati strettamente all’età, alcuni ambienti possono favorirli o meno).

Tesi di Bruner: il problema dell’apprendimento va posto in termini di una ricerca che unisca la struttura psicologica del soggetto e la struttura scientifica dell’oggetto che deve essere appreso, tenendo presente che i 3 sistemi di rappresentazione non vanno assolutamente considerati come stadi ma piuttosto come caratteristiche salienti nel corso dello sviluppo; tutto può essere insegnato a tutti in qualsiasi età purché il contenuto sia tradotto in forme di rappresentazione adatte; è possibile accelerare i processi di apprendimento, quindi non è mai troppo presto per introdurre l’alunno nel mondo del sapere

La proposta didattica di Bruner è di orientamento strutturalista, in quanto cerca di far convergere il momento psicologico e il momento culturale.
Con il rispetto dovuto alle modalità soggettive dell’acquisizione e della trasformazione della conoscenza, il motivo centrale della didattica è la nozione di struttura, ovvero un’idea generale o un insieme di principi fondanti una determinata disciplina.
L’accento, dopo una lunga stagione pedagogica di orientamento puerocentrico, si sposta sui contenuti del sapere, verso un’idea di educazione che persegue come scopo l’ideale della perfezione e dell’eccellenza.
Non si tratta di una ricaduta nel nozionismo o in una pedagogia dell’autorità.
Bruner riconosce l’importanza dell’esperienza immediata, del vissuto dell’alunno, ma il problema metodologico è quello di trovare strategie per superarlo nei tempi più brevi possibili e nelle forme più efficaci e produttive per la crescita dell’alunno.
Il possesso di una struttura, di un’idea davvero fondamentale, è condizione generatrice di ulteriori scoperte, di più ampie generalizzazioni.
Accanto alle acquisizioni delle scienza sono necessarie quelle della metafora, del simbolo e del mito, che hanno uguale potere di insegnamento.

Caduta del Mito --> crisi della società contemporanea

Secondo Bruner non esistono stadi di sviluppo ben delineati, ma una serie di strategie che servono ad interpretare ciò che si verifica nell’ambiente e che portano il bambino verso una padronanza del mondo esterno sempre più adeguata.
Bruner distingue 3 modalità della rappresentazione:

  1. esecutiva → strumento con il quale il bambino si rappresenta il suo mondo prevalentemente attraverso l’azione
  2. iconica →soddisfa gli stessi scopi attraverso l’immagine che progressivamente di libera dai condizionamenti percettivi. Il bambino conosce attraverso la vista e valuta gli oggetti e li classifica a seconda del colore, della forma e delle dimensioni.
  3. simbolica → costituisce la forma più sofisticata e flessibile di rappresentazione effettuata attraverso codici simbolici (linguaggio)
Queste tre forme caratterizzano comportamenti distinti di diverse fasi evolutive (bambino, fanciullo, preadolescente), ma continuano a coesistere nel corso dello sviluppo, interagiscono in vario modo e sono largamente influenzate dalla cultura.

Bruner dà molta importanza al linguaggio inteso come mezzo per interiorizzare le esperienze e all’insegnamento; infatti sostiene che si possa insegnare al bambino qualsiasi cosa basta tener conto delle sue capacità attuali di elaborare il messaggio.