Le aziende di erogazione

Di Redazione Studenti.

La Classificazione delle aziende di erogazione in funzione dello scopo

Le aziende possono essere suddivise a seconda del loro scopo in:
aziende di produzione, ovvero le aziende che perseguono la realizzazione del profitto (obiettivo predominante) attraverso il soddisfacimento dei bisogni umani (strumento attraverso cui realizzare il vero obiettivo);
aziende di erogazione, ovvero le aziende che perseguono il soddisfacimento dei bisogni umani attraverso il reperimento e il successivo impiego delle risorse necessarie. Economicamente, esse non perseguono il guadagno, ma il pareggio di bilancio, per questo si dice che non hanno scopo di lucro;
aziende composte, ovvero le aziende in cui si perseguono allo stesso tempo sia l'obiettivo di soddisfare i bisogni umani (che è predominante) sia quello di perseguire un utile (un esempio è costituito dagli enti pubblici).

Un caso a parte sono gli enti non profit, che operano in quei settori che non interessano alle aziende di produzione in quanto non remunerativi e che non interessano neppure allo Stato nella più ampia accezione del termine per mancanza di fondi e risorse oppure per scelta.
I fondi che consentono a questi enti di sopravvivere raramente provengono dai soggetti che fruiscono dei beni o dei servizi offerti dall'ente e comunque i compensi richiesti sarebbero largamente insufficienti a coprire i costi.
Per questo motivo i principali finanziamenti giungono dallo Stato o dai privati cittadini che condividendo le finalità dell'ente decidono di finanziarlo.
La principale differenza che c'è tra gli enti non profit e le imprese di erogazione sta nel fatto che nelle imprese di erogazione le risorse raccolte vengono utilizzate per soddisfare i bisogni dei soci dell'impresa mentre negli enti non profit di solito sono soggetti esterni all'ente a trarre i maggiori vantaggi dalla sua attività.

Le aziende di erogazione possono essere ulteriormente classificate in base al loro soggetto giuridico in:
aziende pubbliche, ovvero appartenenti a enti pubblici territoriali o istituzionali;
aziende private, ovvero aziende familiari o associazioni private.

Un ulteriore classificazione può essere fatta guardando invece alle modalità di reperimento delle risorse necessarie allo svolgimento dell'attività.
A tale proposito distinguiamo:
corporazioni, costituite dall'insieme di più soggetti che hanno gli stessi interessi e che dopo aver determinato l'entità delle risorse necessarie per lo svolgimento dell'attività provvedono ad apportare i fondi necessari attraverso versamenti che possono essere volontari ma anche obbligatori;
fondazioni, in cui si ha un insieme di soggetti che decidono di creare la fondazione apportando un certo patrimonio e poi, sulle basi dei frutti presunti di questo patrimonio apportato, fissano gli obiettivi che possono essere raggiunti dalla fondazione.

La differenza quindi è sostanziale: nelle corporazioni prima vengono fissati gli obiettivi e in seguito vengono apportati i mezzi monetari necessari attraverso i versamenti dei soci, nelle fondazioni al contrario prima vengono apportati i capitali e poi sulla base dei capitali raccolti si valuta quali possono essere gli obiettivi raggiungibili.

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