Azienda: descrizione e concetti chiave

Di Barbara Leone.

Con il termine "azienda" si intende qualsiasi sistema di forze economiche che realizza, nell’ambiente di cui è parte complementare, in condizioni di autonomia e di durabilità, un’attività economica consistente in un processo di produzione e di distribuzione della ricchezza, a favore del soggetto aziendale o di altre collettività di riferimento. Sotto il profilo strutturale l’azienda è un sistema composto dal sistema della produzione, delle decisioni e delle informazioni

Con il termine "azienda" si intende qualsiasi sistema di forze economiche che realizza, nell’ambiente di cui è parte complementare, in condizioni di autonomia e di durabilità, un’attività economica consistente in un processo di produzione e di distribuzione della ricchezza, a favore del soggetto aziendale o di altre collettività di riferimento. Sotto il profilo strutturale l’azienda è un sistema composto dal sistema della produzione, delle decisioni e delle informazioni. Tutto ciò avviene all’interno di un ambiente ed i primi due sistemi formano il sistema operativo. Il sistema della produzione esprime la dimensione oggettiva dell’azienda e si compone del sottosistema dei materiali e servizi, dei beni strumentali, del lavoro umano e del denaro. Il sistema delle decisioni (o del management) esprime la dimensione soggettiva dell’azienda. Dalle decisioni dipenderanno i risultati aziendali. Il sistema delle decisioni si articola nei sottosistemi della pianificazione, dell’organizzazione e del controllo. Il sistema delle informazioni serve ad alimentare il processo decisionale.

L’autonomia e la curabilità implicano che il processo vale nel tempo, è destinato a durare e dunque si caratterizza per i conseguenti aspetti strutturali in una visione di tipo sistemico. L'attività economica implica l’utilizzo di beni disponibili in quantità limitata nella finalità di massimizzare l’utilità che da essi se ne ricava, in applicazione del principio del minimo mezzo. Poiché quindi l’azienda sviluppa un attività economica il suo fine non può che essere quello della creazione di utilità. La produzione va intesa in senso economico e può o meno essere accompagnata da una trasformazione in senso fisico. Tale processo comporta l’acquisizione di fattori ed il loro impiego per ottenere beni/servizi che saranno oggetto di distribuzione. I beni ottenuti possono essere materialmente uguali a quelli acquistati, ma resi disponibili in luoghi, tempi ed a favore di soggetti diversi da quelli originari, nella finalità di accrescerne l’utilità.

La distribuzione integra la produzione e la qualifica.
Il processo va concepito sempre unitariamente. Si produce per distribuire. Il soggetto aziendale è formato dalle persone a cui sono riferibili i risultati della attività svolte. Non si identifica con il soggetto giuridico; inoltre non è solamente formato da chi domina l’attività, ossia il soggetto economico, ma anche dalla tecnostruttura (manager). Altre collettività di riferimento sono espresse da quelle comunità, o gruppi sociali, in favore delle quali si sviluppa l’attività economica.

Il finalismo aziendale (le tre E): viene riconosciuto nell’economicità dell’azienda, che è la combinazione dell’efficienza produttiva (cioè dell’impiego efficiente delle scarse risorse disponibili utilizzate nello svolgimento dell’attività di produzione/distribuzione) e dell’efficacia (i risultati devono esprimere la loro efficacia nel soddisfare i bisogni degli individui) delle operazioni che danno contenuto all’attività aziendale e attraverso le quali si soddisfano i bisogni degli individui (clienti).

La principale suddivisione fra tipologie aziendali si pone fra soggetti che operano o meno sul mercato; sia nel processo di collocamento delle produzioni, che di acquisizione dei fattori produttivi, si può così distinguere fra:
- aziende di tipo lucrativo, che operano sul mercato e che perseguono al profitto, tra le quali si possono distinguere imprese pubbliche o private, imprese con finalità mutualistiche, imprese con finalità consortili;
aziende di tipo non lucrativo: aziende pubbliche non lucrative, aziende private non lucrative, aziende private non lucrative che operano nel campo del volontariato.

Si parla di azienda pubblica quando il soggetto aziendale appartiene ad un soggetto pubblico ed il soggetto economico si situa esternamente alla gestione operativa allocandosi presso gli utenti/consumatori che perdono ogni possibilità diretta di gestione e controllo delle operazioni ma che li coinvolgono attraverso i meccanismi di democrazia elettiva con cui nominano degli organi volitivi degli enti gestori. Sono aziende pubbliche lo stato, le regioni, gli enti locali (Comuni o Province), gli enti pubblici non economici, le istituzioni scolastiche e le aziende sanitarie.

Mentre nelle aziende lucrative il processo produttivo è riconducibile alla sequenza "acquisto, trasformazione, produzione e vendita" (con presenza di orientamento al mercato), nella azienda non lucrative la sequenza sarà "acquisto, trasformazione, produzione e collocamento" (con assenza di orientamento al mercato).