Come diventare autore televisivo: la storia di Marco e la tv da dietro le quinte

Di Redazione Studenti.

Il mestiere dell'autore televisivo raccontato da un 29enne romano che lavora per Mediaset

COME DIVENTARE AUTORE TELEVISVO: LA STORIA DI MARCO - L’autore televisivo è un appassionato del piccolo schermo che fa la tv dietro le quinte. Personalmente, non avrei mai pensato di lavorare per la TV.

Ho una laurea in Scienze della comunicazione, indirizzo comunicazione d’impresa. Di fatto, arrivare a fare l’autore è stata una casualità. I primi contatti con questo mondo sono maturati durante il periodo degli studi. Cercavo un lavoro compatibile con l’”accademico” rush finale e così ho inviato un curriculum ad una società che aveva aperto una selezione per montatori.

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Detto, fatto: per un anno mi sono occupato di editing digitale per alcuni programmi televisivi, Mediaset e Stream. Come molti laureandi, però, mi immaginavo in una di queste multinazionali ad ideare piani di comunicazione.

INIZIO CARRIERA DI MARCO - Avevo deciso di fare una tesi sul marketing del prodotto audiovisivo, pensando poi di rivendere la mia ricerca come “biglietto da visita” per le aziende. Il mio professore, invece, mi propose subito un lavoro bibliografico su una nota trasmissione televisiva. Grazie a questo lavoro ed alla tesi, dopo la laurea sono entrato nella redazione di alcuni programmi Mediaset. Così è iniziata la mia carriera.

Ho capito che poteva diventare una professione quando lo stipendio mi ha reso autonomo e mi ha consentito di andare via di casa. Non sono solo rose e fiori, però: questo è un campo dove la “flessibilità” e la “precarietà” sono sempre esistiti. Se non si è pronti a rischiare, meglio cambiare mestiere.

Come diventare sceneggiatore

AUTORE TELEVISIVO: IL LAVORO - Attualmente mi occupo di approfondimento. Il mio ultimo lavoro è stato un reportage sulla situazione napoletana, in onda a novembre su Rete 4. Molti si chiedono quanta creatività serva in questo lavoro.

Nel mio caso, la creatività sta nell’impaginazione, nella struttura narrativa che viene impressa al prodotto finale. In Italia, però, la creatività è limitata da un lato dall’invasione dei format, che giocoforza limita il lavoro autoriale, dall’altro da un mercato troppo rigido, compromesso da un oligopolio che non consente a nuovi soggetti di proporre la propria idea di televisione.

Forse i miei colleghi che si occupano di intrattenimento la penseranno diversamente, ma credo nella televisione italiana scarseggi la voglia di rischiare e di sperimentare. Inutile negarlo: questo lavoro si fa per “conoscenze”, per la propria capacità di fare “pubbliche relazioni”.

Come lavorare nello spettacolo, dietro le quinte

Qualcosa forse cambierà con l’affermarsi di professionisti qualificati per titoli di studio universitari. Titoli o no, comunque, per essere un autore televisivo bisogna dar sfogo alla propria curiosità, pronti a carpire ispirazione dalle cose quotidiane: un libro, una discussione fra amici, una mostra, un film, una notizia. Non esistono formule preconfezionate. Una cosa sola è certa: bisogna avere pazienza e determinazione, visto che oggi la tv non è esattamente il migliore dei luoghi possibili.

INVIARE CV - Non lasciatevi abbagliare da lustrini e paillettes. Se proprio ardete di “fuoco sacro” per la tv, allora iniziate pure, tampinando il vostro amico che ci lavora, se ne avete uno, o inviando centinaia di curricula ai broadcaster, ma anche alle case di produzione indipendenti, come Magnolia o Endemol. Chissà che la rivoluzione digitale e la IPTV (la televisione via Internet) non permetta agli autori televisivi di vivere una nuova primavera.

Servizio tratto dal terzo numero di Studenti Magazine