Che lavoro scegliere, autonomo o dipendente?

Di Marta Ferrucci.

Lavoro: tra quello dipendente e quello autonomo ci sono molte, moltissime differenze


 è una creazione della Redazione

Il lavoro è generalmente diviso in due categorie: i dipendenti e gli autonomi. Poi c'è una terza categoria che sono i cosiddetti "lavori atipici" ma di questo ne parliamo in un'altra parte.

Il lavoro autonomo è quel lavoro nel quale il lavoratore non è alle dipendenze di un Ente o Impresa ed assume in proprio tutti derivanti dalla propria attività (è il cosiddetto rischio d'impresa).

Il lavoratore autonomo, anche detto indipendente, può essere, ad esempio, un artigiano, un professionista, un esercente un'attività commerciale.

Il lavoratore autonomo curerà quindi in prima persona:
· i rapporti con il cliente (fatturazione, ecc.);
· i rapporti con il fisco (Iva - denuncia dei redditi, ecc.);
· i rapporti con il servizio sanitario nazionale e il sistema pensionistico.

Per esercitare molte attività e professioni può essere necessaria l'iscrizione ad un albo professionale od il possesso di una licenza d'esercizio, ecc..

Sempre a seconda dell'attività di lavoro ci saranno diversi trattamenti pensionistici: alcune categorie hanno un fondo pensionistico autonomo mentre altre confluiscono nel fondo nazionale INPS dei lavoratori autonomi o di altri fondi.

Il Lavoro dipendente è il lavoro svolto alle dipendenze di un Ente od Impresa con le regole di seguito riportate.

Per trovare lavoro come dipendente ed essere in condizione di accettare una proposta di lavoro occorre:
- avere il libretto di lavoro: viene rilasciato dal comune o dalla circoscrizione se vivete in una grande città al compimento dei 15 anni;
-essere iscritti all'ufficio di collocamento che è il luogo dove si deve andare, muniti di libretto di lavoro, per dichiarare la propria disponibilità a lavorare e dove (se non abitate al Sud) potreste anche trovare delle offerte di lavoro.

Tratto da : Cgil - Cisl - Uil, Guida al lavoro, 1998, pp.13-33