Australia: la nuova America dei giovani

Di Marta Fanelli.

Nei primi anni del 900 i giovani emigravano negli Stati Uniti alla ricerca di fortuna, nel 2000 i giovani cercano la fortuna in Australia. Ecco le testimonianze ed i consigli di chi è riuscito - con successo - a farsi strada nella "terra dei canguri"

Una fuga di massa, soprattutto negli ultimi anni, verso l'Australia: giovani italiani che lasciano tutto per cercare qualcosa che qui, in Italia, non hanno. Tante storie diverse a testimonianza di quante opportunità siano offerte dall'Australia, i requisiti fondamentali? Tanta voglia di faticare e di lavorare. Le possibilità offerte riguardano sia gli studenti che giovani lavoratori.

L’ERASMUS - Il modo più semplice per poter vivere un'esperienza in Australia è certamente l'Erasmus: Federica, studentessa di architettura, presso il Politecnico di Milano, ci è riuscita. È partita a febbraio 2013, destinazione RMIT University di Melbourne, per un Erasmus di cinque mesi, ossia un semestre intero: la sua intenzione era di poter prolungare la sua esperienza a Melbourne ma il Politecnico di Milano non può più mandare studenti alla RMIT University e quindi ha dovuto rinunciare a tale possibilità. I requisiti per poter far domanda per un Erasmus in Australia sono più elevati rispetto a quelli di mete europee: non vengono considerati soltanto cfu acquisti in base all'anno di iscrizione e la media dei voti riportata; prima di tutto bisogna conseguire la certificazione IELTS per la lingua inglese con un punteggio uguale o superiore a 6.5/9, inviare l'application all'università di destinazione e con la confirmation letter ricevuta richiedere online il visto per studenti (Student Visa) e l'assicurazione sanitaria per il periodo di permanenza in Australia. Dopo questo iter burocratico Federica ha dovuto far firmare al professore referente il learning agreement,ossia il foglio con gli esami che avrebbe sostenuto in Australia e i corrispettivi esami italiani che avrebbe convalidato al suo rientro in Italia. Arrivata a Melbourne ha avuto qualche difficoltà con la lingua inglese ma i professori e gli studenti locali si sono sempre dimostrati disponibili ad aiutarla.

QUALI SONO I MOTIVI CHE TI HANNO SPINTA A PARTIRE PER L'ERASMUS?

Ho scelto di partire per l'Exchange principalmente per migliorare l'inglese, poi per fare un'esperienza in cui avrei dovuto cavarmela da sola e ovviamente per visitare un posto nuovo e per vedere come funziona la facoltà di architettura all'estero". Aggiunge che "in realtà questa esperienza è stata molto di più di questo, ho avuto l'occasione di conoscere persone da ogni parte del mondo e scoprire come sia facile farsi degli amici anche se ci sono problemi di lingua o di cultura completamente diverse! E poi mi sono divertita tantissimo, lo spirito con cui affronti la vita e l'università durante l'Erasmus è completamente diverso da quello che si ha normalmente a casa, si è più rilassati e si riesce a vivere tutto con più tranquillità almeno questo vale per me”.

NON SOLO ERASMUS- Ancora lo studio il motivo che ha spinto Antonio, ragazzo milanese di 23 anni, a trasferirsi a Melbourne. Questa volta però non per un’esperienza Erasmus, bensì per un’intera carriera universitaria in Australia: la città prescelta è Melbourne. La storia australiana di Antonio inizia ad Agosto del 2011: dopo un anno di Economia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano decide di partire e di iscriversi presso la Monash University di Melbourne, facoltà di Business and Commerce. Prima di partire bisogna informarsi: il primo requisito richiesto è la certificazione Ielts per la lingua inglese; se non viene raggiunto il punteggio necessario (6 overall per il bachelor e 7 overall per il master) l’università offre dei corsi ma è meglio avere dimestichezza con la lingua inglese in quanto nel campus non sono presenti italiani, eccetto gli Erasmus che restano in media un semestre, quindi bisogna imparare bene la lingua per potersi relazionare con gli altri e riuscire a seguire le lezioni e dare gli esami senza troppi problemi. Un’ altra informazione importante è che prima di poter iniziare l’università bisogna frequentare un anno di college, solo in seguito si può iniziare il proprio percorso universitario: ad Antonio è stato tenuto valido l’anno di università frequentato in Italia.

L’impostazione universitaria è molto differente da quella italiana, le lezioni sono divise in lecture, ossia la classica lezione in cui il professore spiega e gli studenti seguono, e tutorial, classi composte da un numero esiguo di studenti dove si possono chiedere chiarimenti al professore.

CONSIGLI PER CHI VUOLE INTRAPRENDERE QUESTA STRADA?-

Questa strada non è per tutti perché bisogna tenere conto alcuni fattori: prima di tutto la distanza, sono 24 ore di volo e quindi la tua famiglia la riesci a vedere solo una volta l’anno, secondo elemento è il costo della vita che è molto alto.

NON SOLO STUDIO - La fuga alla volta dell’Australia non riguarda solo gli studenti ma anche, e soprattutto, i giovani lavoratori. Ecco due storie diverse a dimostrazione di quante sono le opportunità che questa terra ancora offre, i protagonisti sono due ragazzi italiani: Stefano e Gabriele.

L’avventura di Stefano inizia a Dicembre 2011 quando insieme a due amici ha deciso di partire per l’Australia: 1000 dollari in tasca e il sogno di aprire un disco-pub.
All’inizio non è stato affatto facile, una volta sbrigate tutte le pratiche burocratiche, quali ad esempio trovare una casa, aprire il conto in banca e avere un’assicurazione sanitaria “abbiamo iniziato ad informarci su quali fossero le zone più propense per realizzare il nostro progetto” ma, visto che c’era bisogno di soldi, hanno svolto una serie di lavori “di fortuna”: Stefano faceva sandwiches in una caffetteria, un suo amico faceva pizze in un ristorante e il terzo amico lavorava in un bar. La svolta è arrivata quasi per caso quando il proprietario del bar dove lavorava l’amico di Stefano -un giocatore di poker- per poter partecipare ad un torneo si è trasferito un mese a Las Vegas affidando così la gestione del locale a Stefano e ai suoi amici. I tre ragazzi si sono dati subito da fare: hanno rinnovato il bar e si sono impegnati sul fronte pubblicitario. Al ritorno da Las Vegas il proprietario è rimasto particolarmente sorpreso, in quel mese i profitti si sono moltiplicati, tanto che ha deciso di lasciarli continuare con il bar. Nei mesi successivi gli affari andavano sempre meglio e arriva così la proposta del proprietario che chiede ai tre ragazzi di rilevare una parte dell'attività.

Stefano e i suoi amici accettano e continuano in questo modo per due anni e mezzo, ottenendo quindi anche il permesso di poter restare in Australia per quattro anni (molto importante è sapere che per motivi di lavoro l’Australia rilascia un Working Holiday Visa della durata di un anno).

Nonostante le cose andassero bene i tre ragazzi, dopo due anni e mezzo a Melbourne, hanno iniziato a sentire il bisogno di un cambiamento: l’attività richiedeva molta fatica, dovevano lavorare 18 ore al giorno circa e hanno deciso di vendere la loro percentuale di attività e cercare, con i soldi ricavati, un’attività di diverso calibro: dopo due mesi di relax in Italia con la famiglia hanno deciso di ripartire per Panama, dove vorrebbero aprire un bar o un ristorante sulla spiaggia.

IL NUOVO MONDO E' L'AUSTRALIA

CONSIGLIERESTI L’AUSTRALIA? -

Posso consigliare vivamente l’Australia ai giovani che vogliono fare un’esperienza all’estero. Melbourne è una città cosmopolita, offre tantissime opportunità, certo la vita è molto cara ma se si lavora il rapporto guadagno-spesa è buono. Se si ha voglia di fare e si ha un po’ di intraprendenza consiglio di provarci, si apriranno tante porte da poter sfruttare in futuro, soprattutto considerato che la situazione ora in Italia non è delle migliori.

Storia del tutto diversa quella di Gabriele, un ragazzo milanese di 23 anni, laureatosi, sia alla triennale che alla specialistica, in due anni e mezzo, anni nei quali contemporaneamente frequentava un’accademia di spettacolo, e privo di prospettive future qui in Italia ha deciso di prendersi un anno sabbatico. L’idea iniziale era un paese dell’Europa del nord, in particolare la Norvegia, ma, sfogliando il catalogo di una di quelle agenzie che si occupano di scambi di lavoro ha trovato le opportunità offerte dall’Australia. Inoltre, in quel periodo, lo zio di Gabriele si trovava in Australia per motivi di lavoro, così Gabriele ha deciso di partire e per le prime tre settimane si è recato a casa dello zio a Sydney per potersi abituare alla nuova vita dall’altra parte del mondo.
Il primo lavoro svolto da Gabriele è stato un lavoro molto particolare: il venditore da strada, in nome di un’associazione benefica, per salvare le tartarughe marine, lavoro che ha dovuto lasciare perché, visto che veniva pagato su commissione, non gli consentiva di mantenersi. Ha così trovato un altro lavoro, in un bar, dove tra l’altro lavoravano altri ragazzi italiani già laureati in Italia che volevano fare un’esperienza all’estero. Gabriele per poter mettere via più soldi è riuscito a svolgere ben tre lavori contemporaneamente: oltre al lavoro nel bar appena citato lavorava in un bar maltese e in una vineria. Il primo visto che viene rilasciato per chi vuole trasferirsi in Australia ha la durata di un anno, per poter restare in Australia dopo il primo anno bisogna svolgere lavori nel settore primario, quindi, ad esempio, raccogliere la frutta, lavorare come braccianti agricoli o in una fattoria. Gabriele ha optato per la fattoria, dovendo però prima seguire un corso anche abbastanza costoso dopo il quale ha potuto iniziare a lavorare in fattoria. La fattoria forniva anche vitto e alloggio, Gabriele ha lavorato con capre, con cavalli da corsa ed ha anche imparato a cavalcare un toro e, inoltre, nella farm ha anche trovato l’amore: una ragazza tedesca che, come lui, era lì per lavorare. Terminato il periodo di lavoro nella farm Gabriele e la sua ragazza hanno deciso di concedersi un periodo di vacanza per poter esplorare l’Australia, ma, finiti i soldi, si sono dovuti separare per poter cercare un altro lavoro. Gabriele verso la fine di Febbraio ne ha trovato uno: si è imbarcato su un peschereccio per la pesca dei gamberi, isolato dal mondo senza nemmeno, eccetto una sola volta, poter comunicare nemmeno con la propria famiglia per 53 giorni. Mentre era sul peschereccio si è anche imbattuto in una tempesta- una tempesta tropicale, il mare era nero e le onde alte 5-6 metri- aggiunge poi-inoltre in mare aperto ci sono animali pericolosi come gli squali e, ancora più pericolosi, i coccodrilli di acqua salata che possono arrivare a misurare 6-7 metri di lunghezza, se poi aggiungiamo che il bordo della barca era basso, insomma non era proprio una situazione tranquillissima- esperienza che sicuramente Gabriele ricorderà per molto tempo.
Terminata l’esperienza della barca Gabriele si è recato in altre località alla ricerca di lavoro, è stato a Darwin e a Broome senza però riuscire a trovare qualcosa fino a quando non si è imbattuto in un’organizzazione di volontariato ecologico, Conservation Volunteers, la quale organizzava un progetto di dieci giorni nel parco nazionale di Purnululu in aiuto dei Rangers locali. Arrivati a questo punto della storia un lieto evento: Gabriele e la sua ragazza tedesca, che nel frattempo aveva trovato lavoro presso una comunità aborigena, si sono ritrovati decidendo così di intraprendere un viaggio: costa ovest Australiana, Bali e Great Ocean Road. Dopo aver passato l’ultima notte a Sydney sono tornati in Europa e, Gabriele, in Italia.

ORA CHE SEI TORNATO IN ITALIA COS’HAI INTENZIONE DI FARE?-

Vorrei riprovare i bandi per l’insegnamento o il master in giornalismo, ma non ho ancora le idee chiare e soprattutto le prospettive che offre al momento l’Italia non promettono bene, il mio sogno è quello di poter tornare nuovamente all’estero, non so ancora dove, magari in Nuova Zelanda, poi chissà. Mi piacerebbe anche scrivere un libro.

Gabriele ha tenuto un diario di viaggio molto dettagliato sulla sua esperienza in Australia, visibile a questo link: www.gabthekangaroo.blogspot.com.

HAI QUALCHE CONSIGLIO PER COLORO CHE HANNO INTENZIONE DI INTRAPRENDERE QUESTA STRADA? -

L’Australia è una terra che offre molto ma ci stanno andando troppi italiani quindi se qualcuno ha intenzione di partire è meglio che lo faccio subito. Io consiglio comunque di provare, ovvio può andare bene come può andare male ma il tasso di disoccupazione è ancora basso. Non bisogna assolutamente pensare sia così semplice, bisogna faticare e impegnarsi, imparare a vivere da soli e ad essere autonomi in tutto, io ho dovuto anche imparare a cucinare!- per quanto riguarda il costo della vita aggiunge- la vita in Australia è molto cara, con uno stipendio europeo lì non si riesce a vivere, trovarsi un lavoro è d’obbligo ed è molto importante avere un buon livello d’inglese: non conta soltanto essere in possesso della certificazione Ielts ma bisogna dimostrare di avere ottima dimestichezza con la lingua inglese. Se si ha la possibilità di mettersi in gioco è un’esperienza che consiglio vivamente di fare, è un’esperienza che cambia il tuo modo di vedere il mondo. Ora che sono tornato c’è una cosa che mi manca in particolar modo: il cielo dell’Australia è immenso, infinito, ti perdi a guardarlo, è proprio lì che ho visto i tramonti più belli della mia vita.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIE E INFORMAZIONI UTILI PRIMA DI PARTIRE- La prima cosa da fare è sicuramente richiedere il visto per poter entrare in Australia, il visto si chiama Working Holiday Visa e consente di restare un anno in Australia per lavorare. Per poter essere ammessi però bisogna disporre di un certo quantitativo di denaro ed essere in possesso del biglietto di ritorno. Se si desidera restare in Italia per più di un anno bisogna svolgere 88 giorni di lavoro nel settore primario (agricoltura, allevamento, miniere e via dicendo). Un altra tipologia di visto è lo Student Visa, aperto a tutti coloro che desiderano andare in Australia per studiare. Per poter ottenere uno Student Visa bisogna però essere regolarmente iscritti ad un percorso di studio di qualsiasi tipo: linguistico, professionale, universitari. Tutte le informazioni sui visti per potersi recare in Australia sono consultabili sul sito del governo australiano a questo link: www.immi.gov.au .
Un altra fonte ricca di informazioni utili, e consultata da Gabriele stesso è: www.italiansinfuga.com, si possono trovare racconti e testimonianze dirette di chi ci è riuscito.

Quattro diverse storie ma un unico commento: “un’esperienza bellissima”.

Bisogna trovare il coraggio di buttarsi, è importante però sapere che questa strada non è per tutti, il primo ostacolo da superare è la distanza. Se si è pronti a stare così lontani da casa, a stare da soli e soprattutto a cavarsela in ogni situazione in autonomia allora si può provare. Non è una vacanza: bisogna lavorare sodo per riuscire a mantenersi in una terra che sì offre tanto ma dove il costo della vita è molto elevato. Se la situazione nel nostro bel paese non cambia, e al momento non ci sono buone speranze, per i giovani “fuggire” resta l’ultima possibilità per potersi garantire un futuro.