Aulo Persio Flacco e la satira latina

Di Barbara Leone.

Aulo Persio Flacco viene ricordato per le satire, pubblicate postume da Anneo Cornuto, che riprendono l'insegnamento di Orazio e Lucilio con numerose novità

Aulo Persio Flacco è nato a Volterra nel 34 d.C. da una famiglia agiata che apparteneva all’ordine equestre. All'età di 6 anni è rimasto orfano di padre ed è stato allevato con ogni cura dalla madre, Fulvia Sirena, che lo ha condotto a Roma quando aveva 12/13 anni per permettergli di frequentare le migliori scuole di grammatica e di retorica. Persio ha avuto come maestri Remmio Palesane e Virgilio Flavio, ma a segnarlo è stato l'incontro col severo filosofo Anneo Cornuto, che lo ha messo in contatto con gli ambienti dell’opposizione senatoria al principato. La conversione alla filosofia lo ha portato a condurre una vita austera e appartata, nel culto degli studi e degli affetti familiari. Le premure delle donne che facevano parte della sua vita (la madre, una zia, una sorella, la cugina, la moglie di Trasea Peto e la figlia di questa, Fannia) sono state determinanti per la formazione della sua personalità, almeno quanto la sua educazione filosofica.

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Ha avuto pochi amici: Statura Calpurnio, Lucano, Cecio Basso, Trasea Peto e Anneo Cornuto. Quest'ultimo lo ha anche incoraggiato a dedicarsi alla poesia. La sua naturale introversione e delicatezza d’animo hanno finito per rendere Persio un isolato, estraneo alla realtà viva del suo tempo, al punto che ha mostrato di non provare alcun interesse per il contemporaneo Seneca, stoico come lui. Persio è morto nel 62 d.C. a soli 28 anni per una grave malattia allo stomaco in una villa lungo la via Appia, nei pressi di Roma. Ha lasciato in eredità al maestro Cornuto tutta la sua biblioteca, compresa l’opera intera di Crisippo, ed una grossa somma di denaro. Cornuto ha trattenuto per sé i libri, ha consegnato il resto alla madre e alla sorella del poeta e si è occupato della pubblicazione dell'opera di Persio, Le satire.

Opere di Persio
Un'antica biografia di Persio, curata da Valerio Probo, fornisce indicazioni sulla vita dell'autore latino e sulla sua produzione. Oltre alle satire, considerate il suo capolavoro, Persio ha scritto, da ragazzo, una praetexta, un libro di narrazioni di viaggi ed un componimento celebrativo di Arria Maggiore, madre della moglie di Trasea Peto. Alla morte del poeta, Cornuto ha voluto che le sue operette minori fossero distrutte, forse per constatate imperfezioni di stile o forse per evitare che la madre subisse rappresaglie per il contenuto antimperialista della tragedia e dei versi in onore di Arria, vittima dell’avversità di Nerone.

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Le Satire
Le satire, in numero di sei, in esametri dattilici, sono procedute da un proemio di 14 versi coliambi. Molto probabilmente il poeta aveva un disegno più vasto, ma la morte gli ha impedito di portarlo a termine. Così Cornuto ha ritoccato le satire per l’edizione postuma curata da Cesio Basso. Entrambi i revisori hanno provveduto ad eliminare alcuni versi contenenti caustiche allusioni a Nerone e alcuni versi della fine del libro sono stati espunti perché l’opera non apparisse incompiuta. Persio si rifà alla satira di Crazio e Lucilio e con lui la satira va incontro a vistosi cambiamenti. La satira oraziana era una lezione fatta con il sorriso. Il poeta era un maestro alla pari, amichevole, vicino a quelli che devono imparare, anche lui ha bisogno di ammonimenti. In Persio la figura del maestro diventa quella del predicatore; di un maestro arrabbiato, spesso volgare. Il sermo pacato di Orazio viene sostituito da un atteggiamento aggressivo ed aspro. I temi sono quelli della filosofia stoica: libertà interiore, ricchezza, religiosità formale e apparente, vita dissipata. Tutti temi già visti in Seneca, in particolar modo nelle epistole di Lucilio. Il pubblico a cui si rivolge Persio non è un pubblico di amici come Orazio, non ha un tono colloquiale, ma il tono del maestro che vuole ricondurre sulla retta via. Quello che colpisce di queste satire è l’insistenza spesso sgradevole su come il vizio traduce anche in una degradazione fisica dell’individuo. Il ventre è l’immagine negativa per evidenziare la degradazione fisica a cui porta il vizio. Aspetto fondamentale dell’opera di Persio è quindi la forte tensione morale. Prevale un atteggiamento negativo e fortemente critico.

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Contenuti delle Satire
I satira: strutturata in forma di dialogo tra l’autore e un immaginario interlocutore, è di argomento letterario: illustra i vizi deplorevoli della poesia contemporanea e la degenerazione morale che le si accompagna, a cui il poeta oppone lo sdegno e la protesta dei suoi versi, rivolti ad uomini liberi. Persio si augura di avere anche pochi lettori, ma che certo sapranno intendere i suoi versi.
II satira: inviata all’amico Prozio Macrino in occasione del suo compleanno, attacca la religiosità formale ed ipocrita, affermando che bisogna rivolgersi agli dei con fede onesta e sincera.
III satira: biasima un giovane lavativo e lo esorta ad accostarsi alla morale stoica.
IV satira: illustra la necessità di praticare la norma del “Nosce te ipsum”, soprattutto per chi ambisca alla carriera politica, e bolla che si industria a scrutare i difetti degli altri senza conoscere i propri.
V satira: dedicata a Cornuto, è la più lunga e la più bella. Svolge il tema della libertà secondo il saggio stoico, che è consapevolezza razionale e dominio delle passioni. Di conseguenza, l’unico libero è il sapiente.
VI satira: ( incompiuta) è rivolta sotto forma di lettera a Cesio Basso, che si trova in Sabina. Muove da un elogio dell’amico come poeta lirico e progressivamente giunge a trasformarsi in un componimento soggettivo e autobiografico: Persio, mostrandosi grato per l’educazione ricevuta, afferma di aver raggiunto l’equilibrio spirituale e deplora sia la prodigalità inconsulta sia l’avarizia, cui contrappone la moderazione propria degli stoici.

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Stile di Persio
La lingua di Persio è quella quotidiana. non è uno stile semplice, ma al contrario è molto raffinato e di difficile comprensione. Fa spesso uso di metafore che rendono al lettore lo scritto oscuro. Riprende diversi moduli della satira oraziana e luciliana: la satira a tema, la satira rivolta ad un destinatario, l’epistola poetica. I nessi logici sono impliciti e sottintesi. Le satire sono un susseguirsi di dialoghi, scene, temi e motivi in cui le immagini fluiscono ininterrotte e i trapassi sono bruschi e improvvisi. Il linguaggio è quello del sermo, tuttavia rispetto al modello graziano mostra una maggiore apertura verso vocaboli ed espressioni colloquiali, termini volgari e gergali, grecismo e barbarismi, neologismi, parole infantili od onomatopeiche. Persio ricorre a metafore ardite, brevissime e fulminanti, alla sostituzione di termini propri con parole che ne sono parzialmente sinonimi, alla iunctura acris (associazione di parole impreviste), giungendo così ad uno stile impervio e personalissimo.