Come affrontare l'atto di citazione

Di Marta Ferrucci.

L'atto introduttivo del giudizio di cognizione può assumere la forma dell'atto di citazione o del ricorso. La forma nella quale si propone la domanda nel processo civile ordinario è la citazione (art.163 c.p.c. )


"Citazione" è essenzialmente la chiamata in giudizio della parte contro la quale la domanda è proposta affinchè il giudice decida sulla domanda stessa in suo contraddittorio (art.101 c.p.c. ). Tale chiamata ha un duplice contenuto: l'invito a comparire rivolto al convenuto ("vocatio in ius") e la sommaria esposizione della domanda ( "editio actionis").
Con la legge n. 581/1950 la citazione, che nel processo orale non conteneva la fissazione dell'udienza (e non la conteneva infatti nel testo originario del codice del 1940 ) è divenuta a udienza fissa: è la parte stessa, infatti, che, senza intervento del giudice, chiama il convenuto per un determinato giorno, scegliendolo tra quelli destinati alla prima comparizione delle parti.

Oltre il giorno dell'udienza, deve essere contenuto nella citazione l'invito al convenuto a costituirsi in cancelleria nel termine di venti giorni prima dell'udienza indicata, ovvero di dieci giorni, nel caso di abbreviazione dei termini e di comparire davanti al giudice istruttore che sarà designato, con l'avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui all'art.167 c.p.c., decadenza che, in realtà, riguarda solo le domande riconvenzionali e la chiamata del terzo in causa, oltre che l'eccezione di incompetenza per territorio ex art.38, comma 2°, c.p.c.
La fissazione dell'udienza di comparizione deve avvenire col rispetto di un termine (dilatorio) che è differenziato a seconda che il luogo della notificazione alla parte convenuta si trovi in Italia ovvero all'estero: sessanta giorni nella prima ipotesi, centoventi nella seconda (art. 163 bis c.p.c.). E' ammessa l'abbreviazione fino alla metà, con decreto del Presidente, e su istanza dell'attore, così come è ammessa la riduzione del termine eccessivo, su istanza del convenuto (art.166 c.p.c.).
L'indicazione dei mezzi di prova deve essere specifica, vale a dire non è sufficiente richiedere genericamente la prova per testimoni, l'interrogatorio, il giuramento ecc., ma è necessario articolare determinati capitoli di prova testimoniale, con la indicazione dei nomi delle persone che renderanno la testimonianza.

ISTRUZIONI PER L'USO
Osservate scrupolosamente le suddette prescrizioni nel redigere l'atto, per non incorrere nelle nullità della citazione previste dall'art.164 c.p.c. L'attore, deve notificare l'atto a mezzo ufficiale giudiziario.
In proposito va prestata particolare attenzione al momento di perfezionamento della notifica (ossia al momento di ricevimento dell'atto di citazione nelle mani del destinatario, desumibile dalla relazione di notifica dell'ufficiale giudiziario o dalla cartolina verde che ritorna al domicilio dell'attore) per la decorrenza del termine perentorio di dieci giorni utili per l' iscrizione della causa al ruolo. Infatti alla notificazione della citazione deve seguire la costituzione delle parti, attore e convenuto. La forma della costituzione per l'attore consiste nel deposito della nota di iscrizione a ruolo e del proprio fascicolo contenente l'originale della citazione, debitamente notificato, e i documenti offerti in comunicazione.
L'iscrizione della causa sul ruolo generale degli affari contenziosi civili costituisce un adempimento amministrativo di carattere interno cui l'ufficio di cancelleria provvede su istanza di parte.
E' normalmente l'attore che deve redigere e presentare alla cancelleria la nota di iscrizione a ruolo insieme al proprio fascicolo.
Contestulamente alla nota di iscrizione - contenente gli estremi della causa (ossia ai sensi dell'art.71 disp.att., il nome delle parti e del procuratore che si costituisce, l'oggetto della domanda, la data di notificazione della citazione e quella dell'udienza di comparizione) - dovrà essere pagato il contributo unificato, se la causa non è esente. Il collaboratore di cancelleria quindi, dopo aver comunicato all'istante il numero di ruolo della causa, formerà il fascicolo d'ufficio, destinato a raccogliere tutti gli atti della causa, in originale se si tratta di atti del giudice, in copia libera se trattasi di atti di parte.
La fissazione della data di udienza contenuta nell'atto di citazione (c.d. udienza edittale) non è vincolante dal momento che è prevista una duplice possibilità di differimento della prima udienza, per circostanze del tutto indipendenti dalla volontà dell'attore. Infatti, alla possibilità di un rinvio perchè nella data fissata dall'attore il giudice designato non tiene udienza si aggiunge la possibilità che il magistrato differisca la data della prima udienza in modo da soddisfare le esigenze del proprio carico di lavoro.
Per questo motivo, l'attore ha l'onere di controllare l'eventuale differimento della prima udienza alla Cancelleria Centrale e la sezione cui è stata assegnata la causa. La ricerca potrà essere effettuata sia col nome dell'attore che con quello della parte convenuta tenendo presente che gli aggiornamenti si susseguono secondo la data di iscrizione. Una volta verificata l'assegnazione della causa ad una delle sezioni, l'avvocato dovrà proseguire l'accertamento in quella stessa sezione consultando la speciale rubrica alfabetica di sezione col nome delle parti. Se il Presidente di sezione avrà designato l'istruttore, in quel rigo della rubrica compariranno il nome del giudice e l'eventuale nuova data dell'udienza di prima comparizione.