Aspetto patrimoniale della gestione

Di Redazione Studenti.

Il patrimonio è l'insieme dei beni e delle fonti di finanziamento che rendono possibile lo svolgimento dell'attività dell'impresa.

Nelle aziende di erogazione, l'attivo dello stato patrimoniale si compone delle seguenti voci:
BENI DA REDDITO, ovvero le immobilizzazioni materiali che sono in grado di produrre delle entrate monetarie, ad esempio gli immobili concessi in affitto oppure i terreni da cui si ricavano delle rendite. Questi beni, se sono stati acquistati, vengono valutati al valore contabile (cioè al costo d'acquisto aumentato degli oneri accessori d'acquisto diminuito degli ammortamenti) mentre se sono stati ricevuti in donazione o in eredità vengono valutati al valore corrente d'acquisto oppure al valore attuale della rendita che sono in grado di assicurare;
BENI DI USO DUREVOLE, sono le immobilizzazioni materiali destinate ad essere utilizzate dall'azienda per lo svolgimento della sua attività e non per trarre delle rendite. Sono valutati come i beni da reddito;
PARTECIPAZIONI, ovvero quote di altre imprese di proprietà dell'azienda di erogazione. Sono valutate al costo d'acquisizione oppure in proporzione al patrimonio netto dichiarato dall'impresa in cui si ha la partecipazione nell'ultimo bilancio ordinario;
CREDITI DI FINANZIAMENTO, ovvero crediti concessi a lungo, mutui attivi. Sono valutati al valore nominale residuo, ovvero al valore nominale diminuito delle quote di finanziamento che sono state già rimborsate;
BENI DI CONSUMO IMMEDIATO, ovvero i beni acquistati dall'azienda di erogazione e destinati ad essere utilizzati entro breve termine. Sono valutati al costo d'acquisto o al prezzo di mercato corrente;
RESIDUI ATTIVI, ovvero i crediti verso terzi esigibili a breve. Sono valutati al valore di presumibile realizzo;
RATEI E RISCONTI, sappiamo cosa sono e come si determinano, qui non ci sono novità;
ALTRE ATTIVITA', costituite dal valore attuale delle rendite originate dai beni da reddito e dal valore attuale dei diritti di usufrutto concessi.

Il passivo dello Stato Patrimoniale si compone invece delle seguenti voci:
DEBITI DI FINANZIAMENTO, valutati al valore nominale residuo come i crediti di finanziamento;
RESIDUI PASSIVI, cioè i debiti a breve, valutati al valore nominale;
FONDI PER RISCHI E ONERI, determinati in percentuale sui crediti a breve;
FONDO PER TFR, tutto uguale alle imprese di produzione;
RATEI E RISCONTI PASSIVI, tutto uguale;
ALTRE PASSIVITA', costituite dal valore attuale dei fitti e delle rendite da corrispondere e dal valore attuale dei diritti di usufrutto ottenuti da terzi.

Se l'attivo è maggiore del passivo, si mette nelle passività la voce "Patrimonio Netto", esattamente come nelle imprese di produzione e si dice che si ha un AVANZO PATRIMONIALE.
Al contrario, se il passivo è maggiore dell'attivo, si mette nelle attività la voce DEFICIT PATRIMONIALE, che indica che l'impresa ha avuto un DISAVANZO PATRIMONIALE.

Lo stato patrimoniale consuntivo, composto dalle voci che abbiamo visto, è il risultato ovviamente di una serie di operazioni che sono avvenute durante l'anno e che lo hanno modificato.
Queste variazioni che sono intervenute nello stato patrimoniale sono dette:
variazioni elementari, se non hanno comportato nessuna variazione nel patrimonio netto (ad esempio se compro un fabbricato l'attivo allo stesso tempo mi aumenta del valore del fabbricato e mi diminuisce la disponibilità in cassa di un valore equivalente, quindi non cambia nulla a livello di patrimonio netto);
variazioni nette, se hanno comportato appunto una variazione nel patrimonio netto (pensiamo al pagamento degli interessi, delle retribuzioni, delle rendite, delle imposte, che sono tutti eventi che fanno diminuire le disponibilità di cassa dell'attivo senza che vi sia nessun aumento di uguale importo, quindi si ha una diminuzione del patrimonio netto).

I fatti di gestione, proprio in base al fatto che comportino o meno delle variazioni nel patrimonio netto, sono detti:
permutativi, quando non comportano nessuna variazione in quanto originano due variazioni di segno opposto e di uguale ammontare;
modificativi, quando comportano una variazione nel patrimonio netto in quanto si ha un'unica variazione di segno positivo o negativo;
misti, quando il fatto di gestione comporta il generarsi di due variazioni, una attiva e una passiva che non hanno però uguale importo, dal che deriva una modificazione attiva o passiva del patrimonio netto.

La somma algebrica di tutte le variazioni attive e passive del patrimonio netto che sono avvenute durante un esercizio ci dà il valore di:
avanzo patrimoniale, se le variazioni attive del patrimonio netto sono superiori alle variazioni passive;
disavanzo patrimoniale in caso contrario.

L'avanzo o il disavanzo patrimoniale può essere trovato anche con procedimento sintetico facendo la differenza tra il patrimonio netto iniziale e il patrimonio netto finale.

Aspetto finanziario - Aspetto economico